ECLISSI DI SOLE

IN OCCASIONE DELL’ EVENTO DI ECLISSI SOLARE DI DOMANI 20 MARZO RIPROPONIAMO LA LETTURA DI QUESTO INTERESSANTE ARTICOLO DI ISIDORO.

Solar Eclipse Draws Crowds To North Queensland Vantage Points

 

 

(Osservazioni di Adalbert Stifter (scrittore, pittore tedesco 1805-1868) sull’eclissi di sole dell’otto luglio 1842).

Esistono cose che si sanno da cinquant’anni, ma che nel cinquantunesimo suscitano meraviglia per la gravità e l’orrore del loro contenuto.” (A. S.)

Senza preamboli: in questa individualità possiamo ancora osservare come le parole più semplici di una descrizione possano adeguarsi al fenomeno sensibile dell’oscurarsi della luce e indicare al contempo l’oscuramento della luce interiore. Pur seguendo con attenzione il fatto.

In principio “in alto il balsamo della vita – la luce – spariva a poco a poco impallidendo, l’invisibile buio cresceva sempre più nella bella luce del sole”.

Poi il mondo inizia a farsi estraneo: “era come un pauroso estraniarsi della nostra natura”.

Tutto impallidisce e trascolora: “Era già come se il buio o piuttosto una luce plumbea avanzasse come un brutto animale; ma poteva essere anche un’illusione, perché al di sopra del nostro posto d’osservazione era chiaro e bello e le guance e i volti di coloro che ci stavano accanto ci apparivano sereni e cordiali come sempre”.

Ma poi: “anche sulla terra gli effetti si fecero notare…, il fiume perse la sua lucentezza e divenne come un nastro di taffetà grigio; deboli ombre ci avvolgevano, le rondini erano divenute irrequiete, il bel fulgore mite del cielo si spense come chi cade esausto dopo un lungo sospiro, un venticello fresco si levò e ci soffiò in faccia..e sempre più debolmente alitò sulla campagna, i volti divennero cinerei

Il mondo pare irrigidito e pesante: “Sui prati incombeva una luce indicibilmente strana, il paesaggio assumeva una colorazione pesante come il piombo e si irrigidiva sempre più

Subentra una quiete anomala: “Svanito il gioco delle luci, nulla più si muoveva sopra il bosco, su cui sovrastava una quiete piena di tensione, simile non già a un sonno profondo ma piuttosto a un deliquio”

Sembra che qualcosa venga sottratta: “ Le ombre delle nostre persone si addossavano ai muri, vuote e senza contenuto”

Luttuoso: “ Era un momento di vera e propria tristezza e poi, silenzio mortale

E’ lo spegnersi, il morire del mondo familiare: “questo lento morire nella piena freschezza di un mattino appena scomparso era sconvolgente”

Dies irae: “ Se prima il progressivo illanguidimento della natura ci aveva resi desolati e oppressi, e se avevamo immaginato che tutto ciò proseguisse vibrando in una specie di morte, fummo improvvisamente colpiti e spaventati dalla straordinaria potenza del movimento che ad un tratto si diffuse per tutto il cielo; le nuvole orizzontali che prima ci avevano fatto paura contribuivano ora, più che mai, a determinare il fenomeno: incombevano su noi come giganti.

Dal loro vertice fluiva uno spaventoso colore rosso, e nell’azzurro cupo e freddo le nuvole si curvavano premendo sull’orizzonte.

Fuori, molto al di sopra del Marchfeld, si vedeva, obliqua, una lunga, appuntita piramide di luce di uno sgradevole colore giallo; le fiamme che essa emanava erano del colore dello zolfo e i suoi bordi stranamente azzurri.

Colori mai veduti da occhio umano vagavano per il cielo.

Magia e spavento: “Banchi di nebbia che già da tempo si addensavano incolori all’estremo lembo della terra, balzavano ora in evidenza e vibravano di un tenue spaventoso scintillio.

La luna era in cielo in mezzo al sole, semitrasparente, quasi velata da una leggera luce d’acciaio, e intorno a essa non si vedeva il bordo luminoso del sole ma uno stupendo cerchio scintillante di un colore fra l’azzurrognolo e il rossastro che si spezzava in tanti raggi come se il sole facesse precipitare il suo fiume di luce sulla sfera della luna e ne sfrangiasse il contorno. Il più leggiadro gioco di luci ch’io abbia mai visto!

Mai una luce apparve così poco terrena e così spaventosa…

…se prima l’uniformità aveva suscitato in noi un senso di desolazione, ora ci sentivamo oppressi dalla forza, dal bagliore, dalle masse

Tragicità: “ Le nostre persone erano immobili come spettri neri e vuoti, senza profondità; il fantasma della chiesa di S. Stefano era sospeso nell’aria…anche gli animali sono atterriti.

La musica indicibilmente tragica di colori e di luci che riempie tutto il cielo, divide il nostro cuore; è insomma, l’Apocalisse, la rivelazione dell’imprevedibile, del tremendo, dell’Ineffabile, della potenza di Lui, della sua forza e della sua terribilità”.

E’ quasi impossibile considerare l’intera visione unicamente come fenomeno naturale: ogni fenomeno naturale è analogico all’oscuramento dello spirito: ciò che sconvolse Stifter è la morte della natura familiare all’uomo e lo spaventoso snaturamento di essa.

Quando Stifter descrive con le parole: “L’aria si fece fredda, sensibilmente fredda”, non è ciò che Nietzsche esclama: “Si è fatto più freddo”?

Il senso interiore della luce che va spegnendosi, il momento culminante dell’eclissi porta l’Autore a ricordare la poesia di Byron L’oscurità: “…quando gli uomini illuminano le case…soltanto per vedere la luce” non richiama alla nostra anima la sconfinata, struggente sete di luce che affiora nell’uomo in cui s’è spenta la luce interiore?

Come è sacra, inconcepibile e tremenda quella cosa fluttuante – la luce – che sempre ci circonda, di cui passivamente godiamo, che quando scompare fa tremare con tali brividi il nostro globo terrestre, anche se scompare per breve tempo”

E poi, silenzio di morte: era il momento in cui Dio parlava e gli uomini ascoltavano…Signore, come sono grandi le tue opere; davanti a te siamo polvere, e solo soffiando via una piccola parte di luce Tu puoi annientarci e trasformare il nostro mondo, la nostra familiare dimora in un luogo selvaggio ed estraneo, in cui le larve guardano con occhi spalancati”.

Così Stifter chiude la descrizione: “Dal momento che tutte le leggi naturali sono miracoli e creature di Dio, per quale ragione quando viene un improvviso cambiamento, o meglio un turbamento, noi sentiamo maggiormente la Sua Presenza e ne proviamo timore?”.

Questa domanda si sottrae al tempo dell’Autore: mostra che l’uomo consideri il sole esteriore ed interiore come un fenomeno originario del suo essere, un sole che, per debolezza e abitudine, gli diviene buio e che proprio nello smarrimento del buio gli si rivela.

Osservo ancora che queste osservazioni ci portano in una zona in cui l’elemento spirituale ed il fenomeno naturale sono ancora legati tra loro: zona prescientifica, anche se di essa si nutrono i dubbi e gli interrogativi della scienza e dell’arte.

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5 pensieri su “ECLISSI DI SOLE

  1. Perfetta descrizione di cio’ che provai nell’agosto… del 1999 mi pare, per l’eclissi di sole. Ero in attesa dell’evento sul balcone sopra il giardino della nostra casa, in compagnia della mia mamma. Anche gli alberi e le loro foglie divennero improvvisamente grevi e quasi minacciosi, ma piu’ presenti e vitali del solito quotidiano. Un ricordo indelebile. Ho la fortuna domani mattina, se sara’ sereno, di riaffacciarmi con la mia adorata madre al solito balcone, con queste tue parole nell’animo. Grazie isidoro, un abbraccio grande da Savitri.

  2. Grazie Savitri,
    però non abbracciarmi troppo sennò sarò costretto a imitare il dott.Colazza che ad una certa ragazza troppo “abbracciante” dovette rispondere con un severo: “SIGNORINA, SI RICOMPONGA!”.
    Mi pare che questo articoletto fu accolto con scarso interesse e, non lo nascondo, ci rimasi un po’ male poiché avevo creduto di riportare, con la descrizione fatta da A. S. una particolare e interessante situazione dell’anima.

    Spero che Hugo non si accorga di nulla…perché il nostro valente articolista, se vede una fetta di sole, magari è capace di mangiarsela…

  3. Visto che razzaccia di “amici” – dai quali davvero mi guardino i Numi, ché dai nemici mi guardo ben io – che mi ritrovo! Non passa volta che non m’infamino senza pietà! Allora che faro? Non mi pappo sole le fette di Sole, ma all’una papperòmmi anche tutta la Luna: così almeno avranno qualcosa di serio da recriminare! Se poi restano al buio è perché luna e sole son da me digerite!

    Hugo de’ Paganis,
    che per sua gran fortuna
    assieme al Sole
    or si pappa anche la Luna!

  4. In tutte le tradizioni sacre di Oriente e di Occidente l’eclissi, nalla quale la Luna si interpone tra il Sole e la Terra, ha sempre un significato molto sinistro e nefasto. La luna intercetta la Luce del Sole, Luce donatrice di Vita, di Sapienza e di Ordine, e durante l’eclissi i demoni prigionieri della Terra si liberano temporaneamente dai loro ceppi, dilagano e cercano di sopraffare l’umano: cercano di distruggere l’ordine cosmico riportandolo al caos. Durante le eclissi molte confraternite occulte deviate eseguono riti particolarmente efferati e cruenti. Io non andrei dietro alla moda sciocca e superficiale della New Age col suo piatto e trasognato ottimismo. E’ vero il contrario: questi sono momenti di grandissimo pericolo!

    Questo scrisse Massimo Scaligero in “Kundalini d’Occidente”:
    “Mediante la concentrazione, tali sperimentatori immettono nel pensiero la volontà e scoprono che la luce del conoscere è il fluire stesso dello Spirito al quale un tempo, in vite precendenti, andavano incontro mediante samadhi, o estasi. Tale fluire intercettato oggi nell’uomo dall’organo cerebrale, si presenta come una corrente di vita paralizzata: come la luce del Sole oscurata da frapporsi della Luna quando si verifica l’ecclissi. L’analogia è reale, perché all’ecclissi della luce cosmica prodotta dall’organo cerebrale nell’uomo, risponde una sorta di tregenda degli istinti: qualcosa di simile a ciò che su un altro piano avviene sulla Terra durante l’ecclissi totale di Sole: i demoni inferi si scatenano e tendono a sopraffare l’umano”.
    E, partendo delle tradizioni vediche della Madre India, si può affermare che nei tempi moderni si ha tendenza a presentare al grande pubblico l’eclissi di Sole come un puro evento astronomico: uno spettacolo naturale da contemplare a naso in su in tutta neutralità, muniti di appositi occhiali dalle lenti scurite. In realtà – almeno nella dimensione spirituale, che per me é più reale della favola materialistica che ci vogliono far credere – l’eclissi di Sole ha un aspetto assai inquietante.

    Lo sapevano tutte le tradizioni antiche, che gli attribuivano risvolti demoniaci. La mancanza della luce solare sulla Terra è sempre stata annessa ad un intensificarsi della presenza delle Tenebre, ad uno scatenarsi di potenze infere .Nella tradizione vedica – una delle mie amate – durante l’eclissi solare i demoni (Asura) Rahu e Ketu (corrispondenti in astronomia ai due nodi lunari nord e sud, la Testa e la Coda del Drago) prendono la loro rivincita sul sole spadroneggiando indisturbati nel cosmo. Questi due nodi lunari, che sono i due punti di intersezione tra l’orbita lunare attorno alla terra e l’orbita terrestre attorno al sole (che anche Steiner e l’Astrosophia tengono in grande considerazione) sono due “porte” dalle quali forze demoniache annientatrici possono entrare sulla Terra. Rahu, il nodo nord o Caput Draconis, in particolare è in relazione a distruzione, guerre, epidemie, egoismo estremo, confusione ed oscurità interiore.

    Hugo, che s’appresta
    a far per l’eclissi lunga
    una pappata breve e lesta.

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