Arte: via di ritorno allo spirito

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L’anima umana nella vita sulla terra si trova in mezzo a due realtà: la realtà del mondo fisico e quella del mondo spirituale. Ma oltre a venire in contatto con esse attraverso i sensi fisici ed i sensi spirituali, l’anima ha anche la facoltà di rappresentare o di ricordare tutto ciò con cui è entrata in contatto e di organizzare le rappresentazioni del mondo sensibile secondo leggi e forme che appartengono al divino.

Questa “rappresentazione del sensibile nella forma dello spirito” secondo la formulazione steineriana del “bello”, è la più comprensiva espressione di ciò che significa l’attività artistica nel divenire dell’umanità, e in questo divenire l’arte ha donato all’uomo” il bello” in diverse e svariate forme: architettura, scultura, pittura, musica, poesia……..

Nelle origini, l’arte non aveva una sua propria missione.

Nel grembo degli Dei l’uomo primordiale viveva la sua vita sognante e, nella matrice originaria, religione, arte e scienza in forma ancora embrionale, attendevano di vedere la luce.

Allora per l’uomo non esistevano ancora il dentro e il fuori, lo spirito e la materia, l’io e il non io; una divina unità avvolgeva il tutto.

Solo più tardi l’unità originaria divenne dualità: l’uomo non ricordò più di essere stato Uno e conobbe lo strazio della scissione. L’Oceano che abbracciava tutto si spaccò in due metà: spirito e materia. Un abisso separò le due correnti e non ci fu più modo per l’uomo di passare dall’una all’altra sponda. Continuò però a vivere in lui una profonda nostalgia e un profondo rimpianto per quanto aveva perduto.

L’arte, nata per lui,gli venne in soccorso: fra le due parti divise gettò un ponte d’arcobaleno e l’uomo imparò a creare attingendo allo spirito, e si consolò.

Nelle opere d’arte, la materia si modellò a forma dell’intuizione, l’idea divenne percepibile ai sensi, la dualità si risolse: materia e spirito, prima divisi, si ricongiunsero; il nome del sigillo si impresse nella cera.

Da millenni l’arte assolve alla sua missione. Le altre due sorelle, scienza e religione, hanno percorso separate il loro cammino, la prima dedita al mondo della natura, la seconda a quello dello spirito.

Generosa la terza sorella ha teso una mano all’una e all’altra.

Al centro dell’evoluzione sta la Croce del Golgota.

Su quella Croce ogni direzione trapassa nella sua opposta: il Nord nel Sud, l’Est nell’Ovest, il dentro nel fuori, il passato nell’avvenire, la materia nello spirito.

Ogni goccia di quel Sangue si è trasformato in forza spirituale, per dare la possibilità all’anima umana di tornare, coscientemente, nel grande Oceano delle origini, dove da sempre, ogni essere è congiunto col tutto, anche se l’uomo, da molto tempo l’ha dimenticato.

Ora è possibile una nuova via verso lo spirito oltre a quella dell’arte. In questo cammino di ritorno Rudolf Steiner e Massimo Scaligero ci sono di guida. Passo dopo passo ci conducono là dove, all’uomo che lo voglia, è concesso di sperimentare lo spirito nell’intensità del suo pensiero rafforzato che diventa pensiero puro.

Nel lampo di questo pensiero cielo e terra si riuniscono.

L’uomo ora si avvede che, nell’atto conoscitivo, ogni percezione, sia esteriore che interiore, per divenire una realtà, deve essere illuminata da una luce che parte da se stesso.

Dalla luce che trasforma la materia in spirito si libera una creazione artistica originale, perché nata dallo spirito individuale di ciascuno di noi. Il pensare che risorge diventa la Luce del mondo come forza creatrice.

Che l’uomo ne sia cosciente o no, questo avviene sempre!

L’atto conoscitivo è ora insieme creazione artistica e religiosa comunione con il divino.

La cera che finora aveva atteso che il sigillo le imprimesse da fuori i nomi del suo Signore, ora cosciente di sé, pronuncia essa stessa “Il Nome” nelle vastità dello Spirito…. e tutto è Arte!

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