PRODOTTI AGRICOLI NON LAVORATI

frutta e verdura

(PRINCIPI SENSATI DELLA NUTRIZIONE: II ARTICOLO)

PRODOTTI AGRICOLI NON LAVORATI

Ad eccezione dell’acqua (trattata nello scorso articolo), probabilmente l’errore più evidente commesso in generale è il consumo troppo basso di prodotti agricoli quali frutta e verdura.

Mentre gli errori nel consumo di acqua (cioè disidratazione e urina giallo carico) possono manifestarsi abbastanza rapidamente, una deficienza nell’apporto di questi prodotti agricoli   può impiegare abbastanza tempo per diventare evidente.

Non noterete alcuna grande differenza nella salute sul breve termine derivante dal non mangiare frutta e verdura. Né noterete un miglioramento nella salute e nel recupero introducendole nella vostra dieta.

Sul lungo termine, però, le differenze potrebbero essere persino misurabili. E la salute sarà migliore se si fa lo sforzo di mangiare prodotti agricoli, come mamma ci tormentava di fare.

La maggior parte delle persone usa il termine di prodotti agricoli per riferirsi in genere a cibi come frutta e verdura. Ciò è un po’ semplicistico e ignora cibi come i legumi, che dovrebbero essere classificati come tali.

Definirò questi prodotti semplicemente come ogni cibo di provenienza vegetale che può essere mangiato direttamente o dopo una minima lavorazione.

Ciò comprenderà tutte le verdure e gli ortaggi, la frutta e i legumi, ma escluderà il pane e ogni cereale, poiché questi ultimi richiedono dei processi di lavorazione prima di poter essere consumati dagli esseri umani.

Il consumo di un’adeguata quantità di prodotti agricoli è importante per la salute e una nutrizione ottimale per varie ragioni: la prima di queste è la fibra.

La fibra è la scopa della natura. Dal momento che la fibra non può essere digerita dagli esseri umani, essa tende a “spazzare” il tratto digestivo, raccogliendo la “spazzatura” che potrebbe esservi rimasta intrappolata. Questa spazzatura viene portata nell’intestino ed escreta. Come perfetto esempio di ciò, si è dimostrato che alti apporti di fibra riducono le possibilità di cancro al colon, molto probabilmente spazzando via ogni residuo che sia rimasto fermo nel colon e si sia putrefatto. Questa spiegazione non è tecnicamente corretta ma è abbastanza vicina alla realtà.

Inoltre, la fibra aiuta a mantenere la regolarità, cioè contribuisce ad andare d’intestino più facilmente. Sebbene non esistano regole ferree per la regolarità, è probabilmente la cosa migliore avere una decente evacuazione intestinale al giorno. Una quantità sufficiente di fibra consumata contribuirà ad assicurarla.

Tuttavia gli individui che attualmente non consumano molta fibra ogni giorno non dovrebbero aumentare l’apporto in modo drastico dal momento che che possono verificarsi dei disturbi di stomaco e diarrea (inoltre il medico dovrebbe valutare il buon funzionamento della valvola ileo-cecale).

Come in tutte le cose della vita, gli incrementi graduali battono sempre i grossi salti.

Inoltre, un apporto eccessivo di fibra può compromettere l’assorbimento di nutrienti e causare deficienze di vitamine o minerali: ma bisognerebbe consumare 50-100 gr. di fibra al giorno, prima che ciò diventi un grande problema.

Consumare 50-100 gr. di fibra su base quotidiana richiederebbe 4,5 tazze di fagioli, 15 tazze di verdura a vapore o 25 mele.

Oltre al contenuto di fibre, i prodotti agricoli non lavorati sono molto ricchi di nutrienti: questo vuol dire che si assumono tanti nutrienti (vitamine e minerali) con pochissime calorie.

Paragonateli a un cibo come lo zucchero, che ha molte calorie ma che essenzialmente non ha nutrienti. La densità di nutrienti dei prodotti agricoli non lavorati è di eccellente beneficio per la perdita di grasso che per il guadagno energetico: se all’organismo manca un solo “mattone” per crescita o conservazione (che sia una vitamina, un aminoacido o un acido grasso essenziale) lo stato di salute organico sarà limitato e minato.

A questo punto qualcuno potrà considerare più semplice e comodo limitarsi a inghiottire una pillola multivitaminica e multiminerale per soddisfare i bisogni fondamentali.

Sebbene non pensi che ciò sia una aggiunta terrificante, tentare di sostituire con una pillola una deficienza dietetica è il modo sbagliato di risolverla.

Esistono nei nutrienti presenti nelle verdure e negli ortaggi (fitonutrienti, bioflavonoidi e sostanze non ancora rilevate) che possono svolgere un grande ruolo per la salute.

Alcuni di questi nutrienti vegetali sono così numerosi che gli studiosi hanno appena iniziato a individuare quel che sono e sanno ancora meno del loro ruolo nell’organismo: probabilmente il modo per dare fondamento ad una condizione sana è attraverso l’apporto di una dieta variegata.

In genere, le raccomandazioni per i prodotti agricoli non lavorati variano, ma un’ingestione di 2-4 frutti e 3-5 porzioni di verdure o ortaggi al giorno dovrebbero essere sufficienti, a patto che siano variati. Ciò dovrebbe assicurare un adeguato apporto di vitamine, minerali e fibre (e qualsiasi altra sostanza benefica presente in questi prodotti).

Sebbene possa sembrare eccessivo, rendetevi conto che una porzione di verdure è pari a mezza tazza se cotte o una tazza se crude. Una porzione di frutta è mediamente un piccolo frutto. Una banana, una mela o un’arancia molto grandi possono contare come due porzioni. Un’insalata abbondante a cena può contare come tre porzioni di verdure.

Un fatto importante da considerare è che la quantità dei nutrienti consumati è intimamente connessa alla qualità degli stessi.

Sebbene verdure e ortaggi siano generalmente molto ricchi di nutrienti, variano nella quantità di nutrienti contenuti. Per esempio, la lattuga impiegata nella maggior parte delle insalate è piuttosto povera di nutrienti: è quasi come acqua solida. La lattuga romana è una qualità molto più ricca di nutrienti.

Come regola pratica generale, più scuro è il colore del vegetale, più esso è ricco di nutrienti. I broccoli e gli spinaci hanno una densità di nutrienti molto maggiore dei cetrioli e della lattuga. Le patate dolci e gli agrumi sono buone scelte.

La scelta migliore di verdure e ortaggi comprende broccoli, patate dolci, verdura a foglia verde (cavolo, spinaci, ecc.) e carote.

La frutta migliore comprende tutti gli agrumi, il melone, i vari tipi di bacche e il pomodoro.

Le scelte peggiori comprendono il sedano, la lattuga e i cetrioli, che sono tutti più acqua che altro. Le mele sono una delle scelte più scarse, per quanto riguarda la frutta (poi, in realtà, tutti hanno, in traccia, sostanze benefiche ma di difficile identificazione. Le mele, ad esempio, mangiatele alla sera: sono magnifiche sfiammanti del tratto digestivo).

Sfioro un dibattito che dura da molto tempo, ossia se la verdura, ai livelli nutrizionali, sia più o meno valida come prodotto fresco rispetto al surgelato e se sia meglio cruda che cucinata. In linea di massima gli studi e gli esperimenti del dott. E. Pfeiffer sono chiari in merito. Tuttavia, per chi abita in città lontane dalle zone agricole può rappresentare un problema se i prodotti vengono surgelati subito dopo la raccolta in relazione a prodotti “freschi” che impiegano molti giorni per raggiungere il consumatore.

Verdure e ortaggi crudi possono avere più nutrienti di quelli cotti (dal momento che il calore degraderà alcuni nutrienti) ma ancora una volta non esistono verità assolute.

La cottura a vapore perderà meno nutrienti che la cottura esagerata.

Per farla semplice, la chiave per assicurarsi un consumo adeguato di frutta e verdura è di renderlo abbastanza comodo. Quando si va nel negozio, scegliere una quantità di prodotti agricoli che possa durare per diversi giorni e conservare il cibo in modo che si mantenga.

Ora le persone informate cercano, a ragione, prodotti “bio”. La certezza non ha ancora raggiunto il livello ottimale. Ricordo i tempi in cui, sulla confezione, campeggiava la scritta: Prodotto naturale. In un caso si scoprì che ciò indicava un derivato del petrolio…discutibile ma non del tutto falso!

Occorre accortezza: visitare negozi diversi, leggere con attenzione le (scarse) indicazioni.

La semplice vista è insufficiente: furbi agricoltori dividevano (parlo al passato per non offendere nessuno) in culture sature di chimica i prodotti in questo modo: la roba bella al mercato comune e quella un po’ malconcia al mercato biologico.

Tra le poche certezze resistono i prodotti garantiti dal marchio Demeter, purtroppo orgogliosamente catafratti al tenore medio di possibilità di spesa.

Rimettete sulle vostre tavole i fagioli (un tempo venivano chiamati “la carne dei poveri”). Sebbene in genere non vengano considerati prodotti agricoli non lavorati, i fagioli (più correttamente chiamati legumi) sono una vera centrale nutrizionale; ricchi di proteine, fibra e nutrienti. Molti individui evitano i fagioli a causa dell’aumento di gas intestinali che certe sostanze contenute nei fagioli possono produrre. Se preparate fagioli secchi per la cottura, lasciarli a bagno per tutta la notte e buttare via l’acqua in cui sono stati, fa diminuire la produzione di gas. Fatto strano, anche aggiungere un pezzo di alga marina (circa 5 cm) durante la cottura può aiutare molto. Se nessuna di queste strategie funziona, esistono in commercio dei prodotti da aggiungere ai fagioli che disgregano le sostanze che causano il gas.

Per chi non può mangiare in casa è una buona abitudine portare con se, come spuntini, frutti e ortaggi: una banana o un arancio vanno bene, idem per le carote.

La chiave per rendere abitudinario il consumo di prodotti agricoli è la costanza. Durante le primissime settimane in cui si tenterà l’incremento di frutta, verdura e ortaggi occorrerà attenzione dedicata e sembrerà scomodo. Dopo un mese ciò diverrà una abitudine consolidata e benefica per l’organismo.   

Questo articolo è stato pubblicato in SALUTE da isidoro . Aggiungi il permalink ai segnalibri. | Riproduzione vietata

Lascia un commento