IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL

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IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL - Microsoft Word

     IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL

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L’ Arte di Chagall, un “arto” per sfiorare, toccare l’invisibile.
Non solo strumento per esprimere o conseguire urgenti sensazioni, bisogni ignoti. Disse dei suoi quadri che essi parlavano forse di una visione del mondo, d’una concezione che si trovava fuori del soggetto e dell’occhio, una concezione, in quell’epoca “tecnica” dell’arte che valeva come accusa di cadere nella letteratura.
In realta’ egli non volle accontentarsi di mere esercitazioni del suo talento, di sostare in una visione contrapposta o duale, ne’ di produrre opere che fossero solamente immediati riscontri fenomenici, bensi’ presenti’ la necessita’ del completamento della sua arte.

“Ciò che mi ha sempre tentato di più è l’aspetto invisibile, quello cosiddetto illogico, della forma e dello spirito, senza il quale la verità esteriore per me non è completa”. (M.C.)

coppia azzurra solecoppia azzurra ballerina

I suoi sposi, soggetti ricorrenti nelle sue opere, volano non per distaccarsi nel sogno e lasciare la vita reale: infatti i paesaggi e la terra sono parte importante dei suoi quadri, una memoria,  culla, barca, vascello in cui i due, spesso abbracciati viaggiano nella vita, alla ricerca della dimora vera. Nella emancipazione del vecchio, nell’appropriarsi del suo destino, nella trasformazione dell’anima, in una nuova presa di coscienza, nella individuazione di uno scopo, ha inizio la nuova opera:

“Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell’aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima.” (M. C.)


L’amore della coppia e’ il leit motiv delle immaginazioni di Chagall, il protagonista senza cui il quadro della vita sarebbe solo natura morta.

Solitudine

E dalle sue escursioni e meditazioni solitarie ogni volta il tema risorge in vivezza di colori da cui sboccia il fiore della coppia, il dipinto non e’ piu’ dipinto……la vita vi si anima.

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                          Chagall, Marc The Three Candles (1)

                 a strollchagall

Ma il raggiungimento non e’ casuale e occasionale, ad un certo punto egli potra’ affermare che:

“Ci fu un tempo in cui avevo due teste, vi fu un tempo in cui questi volti erano bagnati dalla rugiada dell’amore e disciolti come profumo di rosa. Ora mi sembra che anche quando indietreggio avanzo verso un’ampia porta, oltre la porta ci sono ampie distese di pareti, rombi di tuoni smorzati e lampi spezzati riposano.” (M. C.)


Quindi non piu’ necessita’ di oscuro sentimento a improntare la sua arte, non piu’ un attendere ed accettare i doni della musa, ma insieme l’intuizione, il presentire di una certezza, di un equilibrio, di una potenza che possono estrinsecarsi in volonta’ di conoscere, di toccare le vesti di quell’arte, di affiancarsi ad essa e con lei insieme agire.

“Non si deve cominciare dai simboli, ma giungere a essi.” (M. C.)

Penetrare lo spirito di questa frase e’ poterla affiancare a quella di Goethe: “Tutto l’effimero non e’ che un simbolo”. Ossia si puo’ ravvedere in Chagall la necessita’ del disincanto del simbolo, e quindi di una non piu’ supina accettazione dell’immediato visibile e percepibile, ma un intendere che il mistero attende proprio l’uomo per essere compreso, per svegliare dal riposo i rombi dei tuoni smorzati e i lampi spezzati. Non piu’ il simbolo a scaramanzia, protezione, antico rituale, ma piuttosto il simbolo in attesa dell’uomo che lo liberi del suo effimero, per far si proprio che torni a essere potenza viva e alleato, in quanto conosciuto: dalla magia alla imaginazione, ossia arte dell’uomo e non piu’ forza prigioniera e in balia della natura.

L’artista nella sua esperienza artistica, cosi’ come l’uomo e’ chiamato nella vita a completarsi del suo IO cosciente e agente, sente urgente in se’ di dare la vita vera,  la luce, il calore e i colori, il suono, al suo vecchio quadro.

L’arte della pittura a volte e’ strumento che puo’ essere usato solo in funzione di se’ stessa, ossia di soddisfazione di sensi, cosi’come nella vita ciecamente si ripetono i desideri, le brame e le soddisfazioni, e poi da capo: una sofferenza che nei secoli e’ apparsa a ancora appare sulle tele, in impressioni d’ansia, sconfitte, paure, angoscie, imprigionate e immobilizzate nella trama e nei colori, in ottusa ricerca vanificata e spesso conducente a vera e propria visionarieta’ disordinata e senza scopo: esplosioni, momentaneamente soddisfacenti e lenenti l’oscuro impulso di vita che sulla tela trovano sfogo solamente e non anche direzione.

A questi artisti sofferenti, a questa arte – sentendosi uno di loro – Chagall risponde non solo con la sua arte, ma anche con questi versi:

chagall2

LI HO CONOSCIUTI TUTTI? HO VISITATO
I LORO STUDI? HO CONTEMPLATO
I LORO QUADRI, DA VICINO
O DA LONTANO?

ESCO ADESSO FUORI DI ME,
DAL MIO TEMPO,
E VADO ALLA LORO TOMBA SCONOSCIUTA.

MI CHIAMANO. MI INVITANO,
INNOCENTE O COLPEVOLE CH’IO SIA
MI INVITANO ALLA LORO FOSSA.
MI DOMANDANO: DOV’ERI?

…SONO SCAPPATO
…MI ALZO PRENDO CONGEDO DA VOI
CAMMINO VERSO IL NUOVO TEMPIO.
E LA’ GIUNTO ACCENDO UN CERO
DAVANTI AL VOSTRO QUADRO…

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Nell’arte di questo pittore si puo’ intuire anche lo stesso impulso che animo’ la vita e le opere del poeta Arturo Onofri, impulso di volonta’ a manifestare “il significato cosmico della vita degli uomini e dell’universo”.
L’arte al servizio dell’Uomo e dell’Universo.

In Marc Chagall l’arte diventa un presentire l’esistenza di quella Verita’ che nello stesso tempo e’ mezzo di ricerca e impulso di volonta’ cosciente per potersi conseguire.

“Mi dara’ Dio, o qualcun altro, la forza per respirare nella tela il mio sospiro?” (M. C.)

E chi puo’ essere quel qualcun altro se non il proprio Io che vuole vivere, risvegliare l’uomo e la natura?

Il simbolo ricorrente nei suoi quadri, la donna, la coppia, fa completare la frase di Goethe: “Tutto l’effimero non e’ che un simbolo, l’eterno femminino ci trae in alto.”

In alto come gli sposi di Chagall.
Che si uniscono nell’anima, in cerca del Nuovo Tempio, il loro Tempio.

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4 pensieri su “IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL

  1. Grazie Savitri,
    la poesia e la leggerezza dei quadri di Chagall, suscitano nella mia anima sentimenti indefinibili.
    Trovo, in quelle forme liberate dalla gravità della terra e in quei colori delicati, il baluginare di un mondo superiore, la nostalgia della Patria perduta, la disperata ricerca della verità che si cela dietro il mondo sensibile. Non la voglia di fuggire via, ma di comprendere.
    Nei quadri di Chagall appare un mondo diverso, che sta sopra il mondo solito, ma che a questo mondo appartiene.

  2. Grazie a te Marzia!
    Marc Chagall e’ amatissimo da me, specialmente da quando mi regalarono una copia d’un suo dipinto bellissimo! Anni e anni fa. Non avrei mai potuto prevedere che un giorno presuntuosamente ne avrei scritto.
    Trasporre qui il pezzo, dal forum, e’ stato elaborato, le regole di costruzione dell’articolo non sono le stesse, manca qualche rifinitura ma non riesco bene ad afferrare qualche calcolo di impaginazione ed inserimento centratura immagini.
    Puoi notare l’inserimento posticipato del secondo video, che ho anteposto a quello di ieri, come nell’articolo originale, e il ritratto di Chagall insolitamente scrivano, anzi poeta :) . Un saluto carissimo Marzia, e grazie da parte di noi tutti per la tua collaborazione!

  3. Sei stata bravissima a mettere in salvo Chagall, non pensavo che il salvataggio fosse così complicato!
    Sai, pensando al nostro vecchio forum mi viene in mente il Titanic, e lentamente lo vedo affondare nell’oceano dell’etere portando con sé anche i tesori che si trovano a bordo.
    Pensieri, qualche scampolo di saggezza, consigli sugli esercizi che dovrebbero avvicinarci al cielo, qualche attacco furioso al nemico di un momento…e poi le poesie, tante poesie lette ed amate!
    Va bene, lasciamole andare….ne troveremo di nuove, tanto dentro di noi niente si cancella.
    Fra poco partirò per la Sicilia perchè qui non vuole arrivare nemmeno la primavera, figuriamoci l’estate! Non per molto, a metà giugno tornerò.
    Ciao a tutti.

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