LA REALTA' TRACOLLA

pescecane

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Allora, serve qualcosa scrivere intorno a discipline di fondamento, ampiamente descritte da Steiner in libri e conferenze; poi sottolineate anche da Scaligero, il quale in colloqui individuali consigliò a molti di praticarle?

Il fatto è che, dopo molti dei miei incontri con brave persone, mi sento un tantino scoraggiato.

Mi guardo intorno come molti altri e vedo nel nostro Paese, come nel resto del mondo, una situazione di crisi che pare senza vie d’uscita. Si dà colpa alla politica, alla speculazione economica, ai grandi e palesi gruppi di potere, a grandi e occultati gruppi di maggior potere, e così via.

Per carità, c’è molto di vero in tutto questo, ma se il pensiero non si arresta a quello che si sceglie come oggetto di risentimento, esso non trova una giustificazione razionale nemmeno ai vertici delle massime conventicole del potere economico e politico globale.

Pur esse sono gestite da uomini che, sebbene si mostrino – nel male più che nel bene – molto intelligenti e dotati, paiono a loro volta ben poco capaci di dirigere le forze che stanno spazzolando intere nazioni. Certamente i grandi capitalisti traggono ogni possibile vantaggio dalle crisi (così è stato anche nel passato), ma alla fine pure questi paiono simili alle remore che, aggrappandosi al grande pescecane, prosperano della sua forza e ferocia.

A farla breve, guardo il fenomeno umano ma esso non basta a soddisfare l’osservazione che mi rimanda (più su o più giù) al grande pescecane invisibile che muove come burattini i sedicenti padroni del vapore.

Vi assicuro che non è il frutto dell’elucubrazione o del saputo antroposofico: da immagine a immagine salgo fino ad un punto in cui vedo un nulla che eppure c’è, analogicamente all’aria, del tutto invisibile ma del tutto reale.

E gli uomini vivono e respirano in questa immensa entità spettrale che avverto sostituirsi alla comune realtà fisico-sensibile. Questa spettralità determina cause ed effetti propri alla sua natura, rendendo impotenti le buone intenzioni, inutili i tentativi di salvare le cose della realtà oggettiva.

E, purtroppo, gli uomini sono affascinati dalla potenza dello spettro: sia stimandolo, sia aborrendolo. In entrambi i casi l’affascinazione è potente poiché esso è di natura spirituale e l’uomo inconsciamente è effettivamente attratto dallo spirito.

Ciò che accadeva in tempi antichi e antichissimi là dove avveniva un’inversione nei Misteri e nelle comunità spirituali, quando scienze e coscienze venivano corrotte e l’io e l’astrale di iniziati e iniziandi riportava sulla terra forze spirituali malvagie e distruttive, ora accade dappertutto nel mondo.

In tal senso i “responsabili” umani dei destini del mondo e i loro servi, sono i solerti mediatori degli impulsi del grande pescecane (forse è lo stesso che Saint Martin chiamò coccodrillo: sono solo immagini diverse). Nei termini tradizionali dell’occulto si potrebbe parlare di una medianità straordinariamente diffusa, celata dietro una lucentezza intellettuale.

Per equilibrare tale stato di cose avrebbero dovuto sgorgare un po’ dappertutto fonti di spiritualità sana, integra, fondata sull’Io e non su sognanti canalizzazioni passive.

Mi pare che da quando Scaligero teneva gli incontri bisettimanali sia passato un secolo – intendo cent’anni solidi – e cent’anni fa diceva che persino i politici (in fondo) fanno il loro mestiere e che solo i seguaci della Scienza dello Spirito non fanno il loro dovere.

Dal mio modesto punto d’osservazione quel biasimo ha assunto lo scenario di una tragedia.

Dopo tutte queste mie chiacchiere torno alle righe di partenza: perché dentro tutte le brave persone accennate, quelle che si dedicano agli studi spirituali e che persino seguono le corrispondenti discipline, non vedo traccia di un superamento del caos personale. Essenzialmente sono tutti tesi ad affermarsi: pensieri, parole e opere sempre inseriti tra sé e sé, mai oltre.

Mi chiedo: com’è possibile che più o meno nessuno non abbia mai sperimentato per un secondo una Realtà più possente, un barlume di Infinito, un raggio di luce del Sole interiore?

Qualcuno mi può ribattere che non so, non vedo queste cose nei miei fratelli umani e che, dunque il mio lamento sorge dal mio limite. Se così fosse mi acquieterei, zittito. Però, se così fosse vedrei sbucare da ogni dove silenti operatori con una sicura bussola stretta nella mano.

Perché, cari amici e lettori, è pressoché impossibile, per chi abbia avuto un atomo di illuminazione, non sapere cosa fare, non sapere verso dove dirigersi.

Non è questione di etichette ma di vivente comprensione che non va più perduta.

Le discipline sono la corsa che precede lo scatto impossibile oltre il parapetto dell’illusione di sé e del mondo correlativo. Tutto ciò che viene prima è gioco di ombre, palazzi di insussistenza, miseria umana che non ha alcun riflesso in Cielo.

Lo so, amici, siamo tutto fuorché “pezzi da novanta”, ci sentiamo deboli, fragili, inadeguati…ma i pochi Giusti se ne sono andati e la realtà tracolla. Non mi abbandono alla speranza di un loro ritorno, di un ritorno in massa. Lo so, “Steiner lo ha detto” ma mi limito a constatare che, almeno per ora, ciò non è avvenuto (Se avvenuto, abbiamo imbarcato un fardello, non un aiuto necessario).

Non per caso il dott. Colazza ricordava la narrazione biblica in cui Dio avrebbe risparmiato le sciagurate città se, in esse, si fosse trovato un pugno di giusti.

Ciò serve ora, per ricacciare l’ombra che ci sovrasta. Non antroposofi o scalig(g)eriani ma combattenti, eroi senza medaglie e nomi: questo è realismo spirituale, il resto è puro e semplice tradimento con centomila autoassoluzioni incorporate.

Prima di abbandonare queste righe come ovvie e infantili, pensateci un po’ su, verso dentro. Per favore.

PS: Questo scritto non si riallaccia al discorso di Mittel e Savitri. Quando loro postavano il mio modem era defunto, dunque non sapevo nulla delle loro osservazioni.

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16 pensieri su “LA REALTA' TRACOLLA

  1. Ahi caro Isidoro, mi rispecchio assai bene in queste tue parole. Leggendo lo scritto, recentemente pubblicato, di Scaligero non potevo non sentire una forza vibrante scuotersi nel petto al suono di tanta possente ed attuale Verità. La congiura contro l’uomo si fa giorno dopo giorno sempre più raffinata ed elusiva tanto che tutta la nostra cerebralità ne è impregnata.
    Tutti quelli che a gran voce commentano i fatti quotidiani, coloro che credono di avere nelle loro mani la verità più intima dei piani del signor Pescecane non sono altro che ciarlatani, di solito in buona fede, ma comunque ciarlatani. Proprio come ha spiegato Scaligero, non è proprio possibile decifrare la Verità dietro questi eventi se non si è in primis rettificato il principio “pescicanico” (scusate il neologismo) che offuscando il nostro vedere in realtà paralizza il pensare più profondo. Grandi sedicenti antroposofi si lanciano in grandi massime di verità dichiarando di conoscere perfettamente ciò che sta succedendo sulla scena mondiale, ma quello che loro credono di possedere non è Verità, bensì una personalissima opinione. Per carità, non dico che bisogna tacere, l’opinione ha un suo importantissimo scopo per la propria crescita, però si abbia almeno l’umiltà di riconoscere che ciò che si va annunciando non è il Verbo, bensì la propria opinione necessariamente velata da quel lenzuolo da taluni chiamato Maya. Altrimenti si diventa schiavi e zimbelli del signor Pescecane!
    Guardandomi intorno non riesco proprio a scorgere Iniziati dello spesso di Scaligero e Steiner, non vedo nessuno che sia padrone del Mondo Eterico, ma forse questo è ciò che dobbiamo vivere nella nostra epoca. Se da una parte mi scoraggia vedere che ben pochi hanno, non dico attraversato la Grande Soglia, ma almeno rettificato il principio luciferico purificando l’astrale con la forza dell’Io, ciò che mi da in realtà maggiore forza e speranza è la gente comune. Nelle nuove generazioni, completamente ignoranti dei fatti dello Spirito, scorgo in realtà una gran forza e una divina Volontà. In questi giovani, criticati da tutti, scorgo in realtà un potere che ha dell’incredibile, si tratta “solo” di coltivarlo adeguatamente.

  2. Se ogni uomo si mette ad aspettare il giusto come puo’ quello arrivare?
    “pensateci (pensiamoci) un po’ su, verso dentro. Per favore.”
    Magari aspettare si’ ma principalmente operare nello stesso tempo per la “costruzione” della “giustizia e del giusto” dentro di noi sempre, mai desistere.

  3. All’inizio dell’articolo si accenna alle grandi doti di coloro che manovrano il “sistema”. Noi sappiamo che gli Ostacolatori se devono ostacolare qualcuno è proprio nei più dotati che si insinuano, non avrebbe senso per loro ostacolare massicciamente coloro che sanno essere uomini semplici a livello intellettivo, si sicuramente lo fanno, ma il grosso del problema sono proprio i dotati, oggi soprattutto gli uomini di scienza dal momento che viviamo in una società mossa principalmente dal prodotto della scienza stessa.
    Viviamo sotto un pericolo costante che potrebbe acutizzarsi da un momento all’altro, non vale più fare tante previsioni, data l’instabilità dell’uomo di oggi, anche se una cosa è quasi certa, cioè che sarà il pianeta in cui viviamo a sfrattarci tra non molto, se non si comincia a rigare dritti.
    Viviamo ormai in un paese (noi italiani) dove la regola è essere arrestati per qualsivoglia astuzia o frode, per quanto potremo continuare di questo passo?
    Chi sarà a pagare ciò?
    Di certo in un futuro prossimo la terra non avrà più miliardi di persone sul suo suolo, qualcosa mi dice che stia avvenendo come una sorta di selezione ma di tipo spirituale, la fisicità non c’entra nulla

  4. Dunque….viviamo in tempi apocalittici…..ovverosia in un epoca, dice il Dottore (Dornach Settembre 1924), in cui diverse immagini fornite dall’Autore del “Libro della Rivelazione di Gesu’ Cristo” divengono “fatti”. La questione evidenziata da Isidoro e’ serissima.
    Fra l’altro mentre si vedono benissimo i segni della Bestia (Pescecane o meno che sia) e se’è giusto che se non ci stanchiamo mai di rammentare gli Eventi spirituali che sono dietro a questo fatto (La Caduta degli Spiriti della Tenebra, L'”Avvento di Ahriman”, l'”emergere” della Bestia a Due Corna), dobbiamo nello stesso tempo capire dove e come si manifesti la loro azione.E su questo, obbiettivamente, ne abbiamo detto e scritto anche troppo.
    Ma il punto vero è: se vediamo facilmente il “marchio della Bestia”, dove scorgere quello degli “uomini di Buona Volontà”?
    Ora se è abbastanza facile vedere in molti esseri umani impegnati in attività di aiuto al prossimo e di abnegazione individuale, soprattutto im ambiti religiosamente o filantropicamente ( ed anche antroposoficamente va detto) orientati, il segno dei portatori dell’Impulso del Cristo, ad un livello sostanzialmente istintivo o comunque “exoterico”, sappiamo con Isidoro che i segni della “rinascita antroposofica” in senso piu’ esoterico e spiritualmente conscio attesa per il XXI Secolo sono alquanto incerti.
    Non voglio essere provocatore ma, esperienza alla mano, mi sorge una domanda: qualora ci fossero li sappiamo leggere?
    Sovente mi accade di pensare che si sia formata una sorta di “scolastica scaligeriana” (dopo quella steineriana), come forma mentis soprattutto, che potrebbe non essere in grado di afferrare il nuovo e positivo sviluppo dello Spirito, qualora ci sia, per la mancanza di certe esplicite determinazioni concettuali nelle esternazioni dei “portatori del nuovo”.
    L’ideale sarebbe allora “percepire” sensibilmente innanzi tuitto: e quindi andare di persona a conoscere le Von Halle, i Ben Aharon, i Klocek, le Koulias ecc.., cioè i personaggi di oggi che hanno tentato (giusto o sbagliato che sia) di “innovare” o continuare in modo creativo l’Antroposofia .
    Nella maggior parte dei casi , non lo possiamo fare e ci affidiamo (quando va bene….sappiamo che vi sono quelli che rifiutano a priori cio’ che non appaia “scaligeriano” doc…) alla lettura, che in certi casi potrebbe non bastare. Problema serio e legato sostanzialmente alla singola “equazione personale”.
    Isidoro ci comunica dunque l’esito non certo brillante di certe sue frequentazioni.
    Francamente non so se la sua disamina possa essere estesa a piu’ vasti livelli mondiali, se non altro per assenza di dati percettivi adeguati, ma è e rimane un fatto molto serio e preoccupante, almeno per l’ambito italiota e centroeuropeo, anche perchè le piu’ grandi Individualità che nascono hanno bisogno di un adeguato terreno di cultura per adempiere la loro missione.
    Al termine di queste righe, certamente confuse e problematiche (questo perchè la situazione è veramente grave…) posso dire che scoprirò l'”acqua calda”…. l’unica cosa seria da fare, ma non certo la sola, rimane il “doppio movimento” della pratica interiore e della sua espansione all’esterno di sè..
    Potrebbe però essere che ad onta della EVENTUALE, presenza sulla Terra dei “giusti” della Bibbia , ci si debba comunque preparare ad ulteriori eventi catastrofici, magari anche sul piano fisico-sensibile,e su questo il Libro della Rivelazione è chiaro.
    E quindi è legittimo ampliare la domanda di Isidoro: “sarà sufficiente il numeo dei giusti per superare la crisi presente e quelle future”?

  5. Forse non avete capito… ORA chiunque abbia fatto i primi passi nel cammino scientifico spirituale (altro che Soglia) percepisce il pescecane prima ancora dell’eterico. Non stiamo parlando della bestia a due corna, che comunque vi è legata ma di quella “cosa sporca” che si incontra appena si va in concentrazione.

    E… C’è… Moooolto più forte di un sette anni fa. Se si sviluppa in questo modo come sarà tra altri sette anni?

  6. Completamente d’accordo.

    E’ una percezione, impressione, sensazione…la si chiami come si vuole. Ed è lontana da ogni pensiero sano o di una sana logica, come un coppo che cada sulla testa di un passante…o la canna del gas posta sotto il naso.
    E tutto diventa sempre più difficile.

  7. Sullo stesso argomento, da L’Archetipo, dicembre 2009, “La posta di Franco Giovi”.

    Riguardo agli allarmismi che a tempi alterni si ripropongono (crisi, terrorismo, pandemia
    ecc.), c’è chi dice che siano dettati da forti interessi economici. Pur non escludendo questa tesi,
    credo però che ci siano anche poteri occulti che manovrano l’uomo, spesso a sua insaputa, per renderlo continuamente preoccupato delle faccende terrene e impossibilitato a interessarsi della propria interiorità. Chiedo al dottor Giovi: cosa può fare il singolo, non tanto per arginare il fenomeno (cosa praticamente impossibile, dato che avviene a livello mondiale) quanto per non subirne l’effetto destabilizzante? E come tranquillizzare chi è già preda del panico? Si tratta di quelli che non hanno un forte appiglio come la conoscenza della Scienza dello Spirito o una fede religiosa, persone con cui condividiamo il quotidiano e che ci appaiono smarrite, demoralizzate o sconvolte. Ringrazio e saluto cordialmente,
    Oreste Cantarelli

    Gentile amico, le sue osservazioni sono semplici e vere. E troverebbero corrispondente assenso in tutte quelle persone che usano gli occhi per vedere. Poiché trattiamo gli argomenti da un punto o l’altro delle Scienze Spirituali, mi permetta di raccontarle un episodio che per me è stato significativo.
    Qualche anno fa, in un articoletto tra i tanti che onoravano la figura di Massimo Scaligero,avevo menzionato un pittore tedesco, Bernhard Eyb, che molto anziano ma vitale come sovente lo sono gli artisti, passava annualmente le vacanze in una casa d’amici abbarbicata sull’altissima scogliera che abbraccia parzialmente il golfo di Trieste. Le sue opere, alcune davvero splendide, destavano il
    mio interesse anche perché (quelle piú antiche) erano state eseguite con la supervisione di Rudolf Steiner. Una, non la piú bella, mi colpí particolarmente per la sua storia. Rappresentava una regale figura femminile che scendeva i gradini di una scala eterea per giungere nel mondo degli uomini,
    presente come sfondo di una città. Il manto della Signora copriva i gradini e ricadeva parzialmente in basso, oltre la scala. Vicino al manto si levava, uscendo da una nebbia grigiastra, un braccio scheletrico e una brutta mano adunca, evidentemente tesa a ghermire il bordo rosso del mantello.
    Eyb ci raccontò che in un primo momento aveva dipinto la mano che toccava la veste. Quando ilDottore vide l’immagine, con tono vivace disse al pittore che doveva modificare il particolare: «Arimane non può nemmeno sfiorare la veste della Vergine». Ed Eyb corresse il dipinto. Ma quello che micolpí e mi è rimasto dentro fu la livida nebbia grigiastra che avvolgeva il terreno e la città dellosfondo. Steiner non corresse nulla di quella nebbia: il mondo arimanizzato dentro cui respiriamo eviviamo. Detta con le mie povere parole è poca cosa, ma le assicuro che per me valse quanto o piú diun ciclo di conferenze sulla presenza arimanica nel mondo. L’arte è potente: tramite quel quadro vidi l’immane sudario che ci sottrae la luce e la vita.
    Come se non bastasse, l’uomo porta con sé, in sé, una creatura parassitaria talmente identificata al suo essere che le Scienze Spirituali antiche e recenti lo chiamarono con il nome di “Doppio”. La piú esatta Scienza dello Spirito contemporanea vede in questo doppio una creatura arimanica che ci
    accompagna lungo tutta la vita sino ai momenti precedenti la morte. Si può osservare di sfuggita chela serenità, la remissione inspiegabile della sofferenza e in molti casi l’accenno di veggenza che indiverse persone prelude al momento fatale, sono l’effetto del suo allontanamento dal moribondo.
    Perché il doppio teme la morte, pur essendo causa di dolori e malattie per l’uomo che lo ospita. Nel passato l’eccezionale possibilità di estroflettere in una visione il proprio doppio era considerata una sciagura, una visione del Male preludente la fine. Esiste una ricca letteratura in merito, che spazia dall’antichità sino al “Perturbante” freudiano, ma risente dell’intellettualismo moderno. Di sperimentatori famosi potrei citare l’infelice Guy de Maupassant, e lo stesso Goethe, che preservò la propria integrità per merito della sua grandiosa complessione animica.
    Il doppio limita la nostra visione ordinaria in solida materia e ci fornisce l’abbondante illusione di un mondo fisso, finito: preesistente e indipendente. Libero dal doppio, l’uomo percepirebbe il fluente tessuto del cosmo eterico, che si congela in apparenze sensibili soltanto per la coscienza riflessa con la quale crediamo di coincidere. L’aspetto (involontariamente) positivo del doppio
    deriva dalla sua attività di cattivo stregone: il dualismo a cui ci costringe – io e il mondo – ci permette di rafforzare il nostro soggetto, la fissità delle cose ci educa a un pensiero piú rigoroso ed obiettivo.
    E questi sono i saldi punti di partenza per la nostra arrampicata in “libera” verso lo Spirito.
    Purtroppo il doppio possiede un formidabile potere distruttivo, che a momenti eccede, fa da padrone nell’anima e nel corpo. L’immagine è semplice: l’uomo è buono. Cattiveria, crudeltà, distruttività, omicidio, appartengono al doppio. Per un meditante immergersi in questa immagine potrebbe essere unprincipio di liberazione.
    Il doppio ha un corpo tutto suo. È formato da tutti i fenomeni elettrici e magnetici che operano nell’uomo. Sono indicative le “sensazionali scoperte” mensili che vengono fatte nei laboratori sulle piú minute attività elettromagnetiche del cervello e del sistema nervoso, e che, con la monotonia della dabbenaggine, vengono etichettate come causanti ogni singola attività dell’anima.
    Esiste una sola attività umana che non viene coinvolta dall’onnipervadenza del doppio: è il pensierovoluto coscientemente dall’Io. Questa, miei cari, è un’affermazione persino controllabile sperimentalmente secondo i canoni della Scienza naturale. Prendete una persona che abbia una infarinaturadi controllo del pensiero o concentrazione. Passategli vicino un aggeggio che misuri il suocampo elettrico, fate lo stesso con un magnete. Riponete i misuratori, poi chiedete al soggetto di fareper tre minuti quello che sa fare (controllo o concentrazione del pensiero). Il tempo lo seguite voi edopo tre minuti (è il minimo) fermate con un tocco o altro il suo lavoro. Se passate il misuratore siosserverà un sensibile o notevole abbassamento dell’attività elettro-corporea, e il magnete indicheràuna completa inversione di polarità. Cosa ho dimostrato con questo rozzo esperimento? Che tre minuti di concentrazione attenuano e alterano la presa che il doppio esercita su di noi. Ad un maggiorcontrollo osserverò che, in media, l’effetto dei tre minuti dura circa quattro ore. Poi tutto torna come prima.
    Vi ho descritto un esperimento casalingo, ma ad un livello pratico piú complicato posso assicurarvi che i medici rimangono sorpresi quando un asceta (di rado, ma capita) viene sottoposto ad un encefalogramma: il medico raccomanda un completo rilassamento e il bravo paziente si concentra…finché il medico sbotta: «Ma lei dormiva!». Infatti, oggettivo come tutti gli oggetti, l’apparecchio
    conferma che il cervello presentava durante il controllo le condizioni del sonno profondo (inattività del doppio).
    Spero d’avervi incuriosito, ma in pratica? In pratica ho voluto sottolineare che un esercizio di concentrazione o meditazione interiore, anche breve, compiuto abbastanza spesso, modifica molte cose. Perché, all’inizio, ho raccontato di quel dipinto? Perché la generale preoccupazione, paura,angoscia, il continuo terrorismo psicologico che deruba, distoglie, certamente è alimentato dai media,da individualità importanti e medianiche o perfettamente invase, da Logge di farabutti potenti – è in pratica la magia nera del nostro tempo – ma il Signore di tutto questo è un grandioso essere subsensibile,dominatore di una corte sterminata.
    Solo il Logos può ridare ordine alla sua influenza. Noi non possiamo arrestare un dio se ancora lontani dall’esperienza allusa dalla frase “Non io ma il Christo in me”, possiamo però da subito mitigare l’azione del suo servo in noi. Non è poco.
    Caro amico, esegua con serietà e dedizione la semplice disciplina della concentrazione, poca eben fatta, la sua anima le indicherà il giusto sforzo, ogni quattro o cinque ore, come fosse una medicina. Osserverà dopo pochi giorni dei delicati cambiamenti nell’anima, in cui sorgerà uno speciale sentimento di distaccata bontà, sentirà il cuore piú indulgente e ricettivo, le durezze interiori cominciano a scomparire e appaiono altri fenomeni interiori di salute che potrebbero scendere sino al fisico. Si tratta poi solo di non mollare quando le cose vanno meglio, perché è nostro compito che talune esperienze dell’anima si trasformino in una condizione permanente (uno stato).
    Questo è il lavoro piú difficile e richiede tempo: uomini o donne, siam tutti “mobili qual piume al vento”. Quando i “risultati” si trasformano in stati, sorge pure il potere magico corrispondente, chein questo caso consiste nel donare, con spontaneità impercepita, al cuore del prossimo una benedetta ‘tregua’ di pace e calore in questi tristi giorni di bufera.
    Se seguirà il mio consiglio, stia in guardia: le cose piú semplici, alla prova della continuità, sono sempre le piú difficili.
    Non molli, e auguri.
    Franco Giovi

  8. Scusate, ma mi sono imbattuto in questa frase di un signore non banale. Non c’entra col discorso ma desidero “inciderla” sul nostro blog.
    Scusatemi ancora.

    “Ho sottovalutato la magica potenza dei pensieri ricadendo ogni volta nella tara ereditaria dell’umanità: considerare l’azione un gigante e il pensiero una chimera. Ora, chi impara a muovere la luce può manovrare le ombre, e con loro il destino; chi cerca di ottenere ciò tramite le azioni è soltanto un’ombra che combatte inutilmente con le ombre”.

  9. Scusate, m’è soggiunta una domanda, magari ingenua e da ignorante, ma se poteste rispondermi sarei più tranquilla.

    Nella risposta di Giovi citata in un commento, leggo: “Che tre minuti di concentrazione attenuano e alterano la presa che il doppio esercita su di noi.”

    Che il Doppio allenti la presa non implica che rimanga inattivo, giusto? Il dubbio è, se resta attivo e allenta la presa su di noi, non è che va a far danni da qualche altra parte? Lo chiedo perché mi è venuto in mente il passo in cui Steiner racconta di Gesù che va a trovare gli Esseni e vede fuggire gli Ostacolatori dalle loro porte e riversarsi sul resto del mondo. Se così fosse, va bene lavorare affinchè allenti la sua presa ma con gli altri come si fa? Grazie.

  10. No, cara amica. Il doppio è, per così dire, organico all’uomo. E, come ha scritto Giovi, possiamo vederlo come il bicchiere mezzo pieno. Senza volerlo veramente esso ci dà quel mondo fisso, certo e immutabile che ha rafforzato la coscienza nostra, che è la base del nostro lavoro interiore. Gli esseri che se ne vanno per il mondo, gli spiriti che talvolta invadono le parti costitutive dell’entità umana e che per karma, per disgrazia o per vizi cronici, possono afferrare l’uomo (fino al fisico, come nel caso di “indemoniati”), appartengono alle Tenebre…ma sono, a loro modo, spiriti liberi. Il nostro amichetto non lo è: per lui vale la frase del sacerdote nei matrimoni: “finché morte non vi separi”. Il sovrasensibile è oltremodo complicato. Sicuramente il Dottore, da qualche parte avrà descritto la genesi di tali, complicate, situazioni. Noi qui non vogliamo dedurre nulla: sarebbe un errore. Comunque gli esercizi in cui si fondino Io, coscienza e volontà, arrestano o modificano la funzione di tutti quegli esseri. Massimo diceva:” Dopo che hanno vinto si accorgono che gli siamo sfuggiti: non riescono a comprenderlo, poiché vivendo fuori dal tempo per essi ogni cosa è eterna…e noi che siamo nel tempo, per così dire, li beffiamo”. Poverini: pensa che frustrazione, che mali di testa! :)

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