PESSIMISMO E OTTIMISMO

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(Leibniz)

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Stefan Zweig, che negli anni venti e trenta del secolo scorso era uno degli scrittori in lingua tedesca maggiormente conosciuto in patria e all’estero, ( le sue opere venivano tradotte in più di cinquanta lingue) intitola “Il mondo della sicurezza” il primo capitolo della sua biografia che inizia così:

“ Se tento di trovare una formula comoda per definire quel tempo che precedette la prima guerra mondiale, il tempo in cui sono cresciuto, credo di essere il più conciso possibile dicendo: fu l’età d’oro della sicurezza. Nella nostra monarchia austriaca quasi millenaria tutto pareva duraturo e lo Stato medesimo appariva il garante supremo di tale continuità…..”

In questo capitolo viene descritto come tutto funzionasse nel migliore dei modi e come il cittadino di quell’impero, ritenuto da tutti solido, potente e indistruttibile, vivesse nella sicurezza, nella cultura, nell’arte, nell’ordine e nella tranquillità che derivava da un giusto benessere e da giuste leggi osservate da tutti…..un piccolo paradiso in terra!

Ma si sa, i paradisi in terra non hanno vita lunga e la caduta-risveglio fu tragica perché nessuno poteva immaginare che dietro l’angolo dorato si nascondessero ben due guerre mondiali!

Lo scrittore Zweig, con la prima visse la distruzione di quell’impero tanto amato, e la seconda fu per lui particolarmente tragica in quanto ebreo. Le sue radici vennero brutalmente divelte e costretto all’esilio dalla persecuzione nazista.

Oggi i cittadini d’Europa, ed in particolare noi cittadini d’Italia, stiamo vivendo l’opposto di quanto Vienna poteva offrire alla fine del diciannovesimo secolo alla sua popolazione.

Per noi c’è abbondanza solo di insicurezze, paura, disordine, immoralità……..questa è l’altalena della vita, ma l’altalena è in continuo movimento.

Questi movimenti non vengono certo mossi dal caso, ma sappiamo bene come l’uomo, ne sia cosciente o meno, sia l’artefice del suo destino e il suo destino non è certo quello di arrivare ad un benessere fisico e animico in terra, perché appena ci arriva vicino, per fortuna, salta tutto e la realtà chiede nuovamente sofferenza, sacrificio, dolore e tensione verso qualcosa di molto più alto.

Se l’uomo capisse, o almeno sentisse, che la meta che lo attende e per la quale è stato creato è qualcosa di grandioso, allora riuscirebbe ad ampliare il suo piccolo orizzonte e invece di guardare al suo futuro dal buco della serratura, cosa che gli può dare solo angoscia, potrebbe arrivare a considerare la vastità del tempo e gli aiuti che ha ancora a disposizione per la sua evoluzione. Forse riuscirebbe a dare una dimensione più reale alle sue preoccupazioni e alle sue paure e a trovare in se stesso delle forze che non sa di avere.

Nella “Filosofia della Libertà” si trova un meraviglioso capitolo intitolato: “Il valore della vita” (pessimismo e ottimismo).

Ognuno, se vuole, seguendo i pensieri del dottor Steiner e guardando in se stesso, può trovarvi o Leibniz, il classico ottimista, motivato nel suo ottimismo da alte riflessioni, oppure Schopenhauer il pessimista, altrettanto giustificato nel suo atteggiamento da altri pensieri sulla vita.

La preminenza nell’anima dell’uno o dell’altro, perché, secondo me, si tratta proprio di un atteggiamento animico radicato nel profondo, dipende da molti fattori e ognuno conosce, o dovrebbe conoscere, i suoi.

In me, forse si è capito, vive l’ottimismo di Leibniz, che non ho certo ricevuto in dono dalla natura, ma che mi è venuto incontro da un certo momento in poi della mia vita.

Tra i vari motivi che posso trovare per questo mio atteggiamento, senz’altro il più importante si trova nella fiducia che ho in quella parte di me che, a seguito di un serio lavoro spirituale che continua sempre, si è liberata dal buio e dalla paura…….qualsiasi cosa accada!

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5 pensieri su “PESSIMISMO E OTTIMISMO

  1. ricordo che lessi sul vecchio Forum che qualcuno (non del forum) ha sostenuto che FdL è iniziatico solo laddove non cita gli altri filosofi.Ignorando che invece, se uno anche ha letto non molto del Dottore, capisce che dentro abbiamo le concezioni filosofiche espresse dai pensatori delle varie epoche, ma le abbiamo incoscientemente, senza obiettivarle come sistema.Se pensiamo a quanto di Marx, o di Kant, o di Stirner, abbiamo dentro, e quanto la Filosofia della Libertà ci rende coscienti delle concezioni del mondo inespresse ma cionondimeno presenti nell’anima come incrostazioni!Ecco perchè studiarla (meditarla) serve per far nascere in noi la coscienza della libertà… grazie Marzia per il tuo contributo!

  2. Sai che non mi ricordo di quel commento nel vecchio forum? Andro’ a rileggere!

    Verissimo Contemplactivo.
    Questo libro racconta scientificamente dell’uomo, della evoluzione del suo pensiero. Il lettore, lo studioso riesce, per merito dello scrittore, a inserirsi spettatore neutro e obiettivo nello scenario storico interiore dell’uomo e nello stesso tempo si ritrova protagonista ma non piu’ impotente, almeno nella comprensione o accettazione, divenute possibili, degli enigmi umani, specie quelli piu’ rifiutati, criticati, giudicati e condannati, perche’ si dispiega una traccia, un filo di Arianna, una origine, un percorso, una libera potenziale meta.
    Quanto si potrebbe dire su questo libro……
    Se esiste un libro piu’ potente di Filosofia della Liberta’, io di certo non l’ho letto ancora e nessuno mai ne ha parlato! Non ne ho sentito dire!

  3. Hai detto assai bene, contemplactivo!

    Non ricordo se fu in qualche commento ma è proprio una frase che spicca in un tentativo di analisi del dott.Bavastro (che ritradusse le ultime edizioni di FdL!):”PURTROPPO IL LIBRO E’ FRAMMISTO CON PENSIERI DIVERSI, SPESSO DI ALTRI FILOSOFI (…)FORSE IL COMPITO VIENE COMPLICATO DAL FATTO CHE, SOPRATTUTTO LA PRIMA PARTE E’ SPESSO INFARCITA DI CONTINUI RIFERIMENTI AD ALTRE CONCEZIONI FILOSOFICHE”. Non fosse per questo, il pensiero dell’Autore si può “RIASSUMERE IN POCHE RIGHE”.

    Appunto: DOBBIAMO essere UMILI, capire che tutti hanno una strada, un livello, un… eccetera. E’ vietato dire, papale papale, che c’è anche il CRETINO PATENTATO!

  4. Io ne conosco almeno un altro a dire il vero, cioè “Graal, Saggio sul Mistero del Sacro Amore”. Leggendolo, per la mia pur scarsissima esperienza, ho l’impressione di conquistare una chiarezza e un distacco rispetto a quello che Scaligero ha definito in un libro “il dramma del sesso” cui l’essere umano è assoggettato per la sua identificazione col corpo fisico.E’ come un liberarsi di certe incrostazioni interiori che rendono l’uomo, a seconda dei casi, un sessuofobo o un pervertito.Che poi in quanto a livello interiore, almeno per quanto ho capito, sono espressione della medesima impotenza di un io che non è l’Io. Non so se anche per le vostre esperienze è lo stesso…accorgersi di come un libro può iniziare a trasformare il lettore con la sua partecipazione cosciente, rendendolo più cosciente.So che sembra una banalità, forse, per chi come tanti di voi percorrono la Via da decenni…però ogni volta mi stupisco.E si comincia anche un pò di più a capire cosa voglia dire il Dottore quando scrive (nel libro Iniziazione) che ogni conoscenza accumulata come un tesoro,come un bottino, ci allontana dalla Via, mentre ogni conoscenza perseguita per migliorarci, per maturare come uomini, ci tiene sulla Via.Scusatemi, so che non è letterale, abbiate pazienza :)

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