IL MISTERO DELL'AUTUNNO

Equinozio d'Autunno

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Cari amici,
dopo il Mistero dell’Estate vi propongo la successiva Stagione della natura e dell’anima umana.
Il nostro racconto inizia con l’ultima settimana di luglio.
In questo mese avvengono molte cose.
Da qui inizia ad agire con forza la polarità che (antroposoficamente) chiamiamo coi nomi di Lucifero-Arimane.

Le due potenze hanno accompagnato l’uomo nella sua ascesa sognante sino alla sosta estiva dove egli raggiunge il dono divino.
Lucifero ora vorrebbe mantenere l’uomo nello slancio del tripudio panico, che invece ha già dato il suo frutto. La spinta unidirezionale di Lucifero ci staccherebbe dalla linea ritmica dell’evoluzione. Arimane invece interviene distruttivamente: recando delusione e sfiducia.

Subito dopo la sosta estiva di luglio, all’incirca nell’ultima settimana del mese, i processi cosmici mutano: le giornate sono già più brevi. Viene agosto e la luce si accorcia.
Da Arimane provengono tenebre crescenti che iniziano a uccidere le forze di slancio, la natura, benché ancora rigogliosa, è stanca: basta uno sguardo sensibile per accorgersene.
Il dolore distruttivo di Arimane è il correttivo dell’azione luciferica: l’anima si avvia alla tristezza autunnale.

L’azione contrapposta delle due potenze ci trascinerebbe perpetuamente da un opposto all’altro: un giro senza uscita.
Tristezza in inverno, gioia in estate…ripetizione infinita.

Poiché possediamo l’io (in cui c’è tutto il mondo spirituale) possediamo anche la capacità di imprimere a quel ritmo ricorrente una direzione che la natura non ci offre.

Si giunge a settembre. Le diminuite ore di luce sono offuscate dalle prime nebbie, nubi e piogge. Nell’anima indugiano ancora sogni estivi di felicità, che Arimane distrugge con la realtà dello sfiorire naturale e ci si piega verso il suolo su cui trascinare la nostra esistenza.

Il mondo esterno porta scoraggiamento e tristezza: nel passaggio dalla malinconia di settembre alla tristezza ottembrina giunge all’anima il cenno severo e saldo di Michele.
E’ difficile avvertirlo poiché non agisce dall’esterno ma dallo spirito: può rivelarsi solo alle forze dell’io.

Dall’insegnamento del Dottore ci viene mostrato che l’azione del Cristo verso i due Ostacolatori non è uguale: la forza del Cristo trasforma Lucifero mentre vince e sottomette Arimane.
Michele è forza del Cristo e agisce sui due nel modo indicato.

Lo slancio luciferico dà forza all’io sino a quelle nozze estive chiamate Natale occulto. Poi tale slancio non va evitato ma trasformato.
Arimane invece tenta di uccidere lo slancio interiore (per l’uomo del nostro tempo, tutto esteriorità, sono processi che si svolgono senza che, quasi, giungano a coscienza. Si rimedia accendendo le luci, vestendo panni più caldi, vivendo la solita vita e magari pensando alle vacanze sulla neve).

L’anima modificata da una cosciente disciplina interiore, sente invece lo sgomento del vuoto interno, dell’impotenza, di una propria nullità: simili impressioni possono intensificarsi a diventare una prova per l’anima.
La distruzione proviene da Arimane, la malinconia da Lucifero. Anche la malinconia può venir sentita come una consolazione: attenzione, essa vela la forza di Michele! E’ facile cadervi poiché sembra consonare con l’esteriore: in arte e letteratura prende il nome di “romanticismo”.

Rimanere desti davanti alla propria vuota tristezza e come io, dirsi: “Nulla più mi ispira e mi dà vita, mi sento abbandonato e privo di sostegno. Io a ciò contrappongo la nuda volontà dell’io, con la fiducia che attraverso la fatica dell’io cosciente si attivino le forze spirituali che mi sostennero senza il bisogno dello sforzo cosciente”.

La volontà nuda dell’io (priva di supporti), senza altro sostegno che l’io stesso, appare come ferro con il quale si soggioga Arimane che vuole avviluppare l’anima con tristezza e annichilimento.

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Questo ferro è la “spada” che Michele porge al combattente per lo spirito: con essa viene protetto il prezioso oro solare che il “drago” vorrebbe sottrarre: il dono ricevuto nelle nozze mistiche dell’estate.
Oro visibile nella natura: nel giallo dorato delle foglie che appare alla luce per qualche tempo dopo San Michele, fuori dal verde e dal rosso.

L’azione cosmica di Michele, fatta propria dall’io umano per iniziativa cosciente, vince la tentazione arimanica e l’anima può congiungersi col dono dell’estate.

Natura, il tuo materno essere
io porto nell’essere del mio volere;
e la potenza di fuoco del mio volere
tempra gl’impulsi del mio spirito,
così ch’essi generino sentimento del sé,
perch’io porti me in me stesso.

(R. Steiner, Calendario dell’anima, San Michele – vers. di F. C.)

E nella settimana dopo San Michele:

Penetrare nel profondo del mio essere
mi desta un aspirare pieno di speranza,
ch’io trovo, guardando in me,
qual dono solare dell’estate,
germoglio che vive e mi scalda
nell’atmosfera autunnale,
impulso di forza della mia anima.

(R. Steiner, Calendario dell’anima, settimana dopo San Michele – vers. di F.C.)

Ripeto che tali momenti interiori possono presentarsi in qualunque tempo poiché suscitati da tessuti di forze extratemporali. Nelle stagioni concordano di più con cosmo e natura.

Vi ringrazio e vi saluto. :)

RASTIGNAC

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