COMUNICAZIONI DA SIGWART – 1

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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Cari amici,

Isidoro ha ricordato Sigwart ed io penso possa farvi piacere leggere, in occasione della festa dei “cosiddetti morti” che è ormai dietro l’angolo, due comunicazioni dall’aldilà del “nostro” Sigwart, mandate alla sorella e alla sua famiglia i primi di novembre 1915, pochi mesi dopo la sua dipartita dalla terra:

2 novembre 1915 (giorno dei morti)

Oggi hanno suonato tutte le campane e gli uomini sulla terra hanno reso omaggio ai defunti.

Non voi, perché sapete bene che non sono “morto”.

Ai miei orecchi questa parola suona in modo orribile. Che significa “morto”, “scomparso”?

Sono forse scomparso io? Per fortuna voi usate raramente questa parola: se così non fosse potreste perdere tutta la vostra forza. Quando vi sfugge dalle labbra, non ne avvertite subito la falsità?

Dite che sono morto e poi, magari dopo qualche istante, mi sentite e mi ascoltate!

E’ davvero una fortuna per voi l’aver superato ciò che la gente chiama morire.

Per la verità qualcosa di mio è perito, qualcosa che però ha ben scarsa importanza a confronto del mio vero Io. Rapportata all’eternità, la mia esistenza fisica è stata invero brevissima. Grazie alla vostra forza e alla vostra abnegazione, il mio corpo si è dissolto molto rapidamente, a tutto mio vantaggio. Finché si vive sulla terra il corpo fisico va comunque curato. I grandi Maestri hanno nutrito e amato i loro corpi quali degni veicoli dello spirito. L’uomo deve curare il proprio corpo: quando questo infatti è malato, debole o deforme, lo spirito vi si sente allora infelice e il tempo fugace della vita viene avvertito lungo e tormentoso. Per potervisi sentire bene e a proprio agio, lo spirito deve educare il corpo in modo appropriato. Abbiate cura di voi così che lo spirito possa essere soddisfatto della propria veste.

L’anima dell’uomo è delicata e sensibile, e reagisce a ogni pensiero mutando di colore. E’ facile ferire l’anima: anche un semplice pensiero di fastidio può far male al suo sottile tessuto.

Capirete bene, perciò, quanto gradevoli risultino quegli uomini solari che in se stessi albergano prevalentemente gioia, speranza e amore.

4 novembre 1915

A causa vostra all’inizio ho sofferto. Troppi vincoli d’amore mi trattenevano e mai mi avrebbero lasciato andare via! Ho dovuto trasformarli e, avendo voi fatto la stessa cosa, il nostro legame si è fatto ora eterno. Niente ormai potrà separarci: né la vita né la morte. Il nostro amore è eterno!

Stanotte, cara sorella, hai sperimentato l’agonia del mio primo periodo. Senza di voi ho provato un’infinita solitudine. Voi, i più vicini, eravate rimasti tutti indietro.

Poi ho trovato qui nuovi amici e con loro mi sento adesso soddisfatto e felice.

Mi sono sentito solo perchè mi ero legato a voi con tutte le mie forze: per questo la mia dipartita è stata così dolorosa. Ora non soffro più, potete credermi. Anzi, mi è adesso quasi impossibile immaginare una vita con voi sulla terra, nel mio corpo fisico. Di certo non la preferirei alla mia vita attuale. Se l’Onnipotente mi dicesse: “Riprendendo il tuo vecchio abito potresti tornare ai tuoi cari”

io risponderei: “No Signore, io sono libero. Ho tutto quello che il mio cuore desidera. Persino i miei cari li ho qui più di prima e sperimento la gloria e l’eternità”.

Carissimi, vi lascio alcune parole di conforto:

Figlio dell’uomo, nella tua immensa e vuota solitudine, nel tuo incessante soffrire, nella tua aspirazione profonda al sublime, nel tuo amore per Me, ben volentieri ti aiuterei.

Vieni, vieni a me! Il tuo anelito è però ancora privo di ali. Il tempo curerà il tuo male, non posso sollevarti a me, alla vetta santa dell’eternità.

Devi essere solo e da solo devi lottare per guadagnare l’eterna beatitudine. Così svilupperai le tue ali e verrai a Me con un volo beato .Mai più sarai solo perché con le tue forze hai raggiunto la vetta della gloria e Me, Signore dell’eterno.

Se saprete farcela da soli, assolverete il più grande dei compiti terreni: il superamento della morte.

4 pensieri su “COMUNICAZIONI DA SIGWART – 1

  1. Ciao Savitri, siccome anche per me queste comunicazioni sono importanti, vorrei fare una proposta. Dato che gli sforzi miei e quelli di Piero Cammeranesi non sono riusciti ad ottenere la pubblicazione in forma ufficiale del testo dattiloscritto delle straordinarie comunicazioni di Sigwart, potrei postare con una certa regolarità le più belle e le più significative comunicazioni.
    Mi piacerebbe però prima, conoscere il tuo parere e anche quello di qualche altro interessato a queste tematiche. Grazie.

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