COMUNICAZIONI DA SIGWART – 4

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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19 gennaio 1916

Oggi posso dedicarmi completamente a voi. Sono molto felice di passare questa serata in vostra compagnia, miei amatissimi; non saremo disturbati da influenze che vengono dall’esterno. Siate lieti, io sono qui, comprendo ciò che dite e voglio essere gioioso in vostra compagnia.

Forti correnti passano da uno all’altro e questo legame mi permette di avvicinarmi più facilmente a voi, perché posso immergermi in esse e in questo modo sentirvi molto distintamente. Siete uniti dalla spiritualità, cioè dalla meditazione, e queste correnti vi uniscono anche sul piano fisico. Anche se uno o l’altro non lo percepisce, ugualmente tutti ne siete impregnati. Non dimenticate che noi cerchiamo comunità che coltivino la spiritualità, perché esse ci fanno progredire, voi e noi. Ciò vi stupisce, ma credetemi, numerose alte e buone entità spirituali si rallegrano sovente del vostro cerchio. Tuttavia, anche altre tentano di prendervi posto con la forza e noi non siamo sempre così forti per scacciare gli impuri. Spesso mi sono preoccupato a questo proposito, ma ora sono tranquillo. Tutto questo già voi stessi lo sentite, e questo è un grado di sviluppo spirituale che non va sottovalutato.

Ora devo ritornare ad un mio spiacevole compito. E’ stato un gradito rilassamento aver potuto trascorrere questo tempo in vostra compagnia, miei amatissimi!

21 gennaio 1916

Cara sorella, c’è voluto molto tempo prima che tu potessi ritrovare la calma.

Si avvicina il tempo in cui tutto si farà più chiaro in voi. I cambiamenti sono iniziati e ora li sentirete sempre di più. Oggi sono felice perché sono stato reso libero da un penoso lavoro. Lode e grazie al Signore! Ho vissuto giorni veramente spaventosi. Ho partecipato alla distruzione di forze malvagie. Ho fatto ciò che mi è stato richiesto e al presente, posso di nuovo agire secondo la mia volontà.

3 febbraio 1916

Ti detterò una difficile comunicazione: ti prego di essere molto attenta.

Già da qualche tempo sono in quella sfera chiamata “devachan”, un mondo che è il “cielo” nel vero senso del termine. (Il 31 marzo Sigwart rettificherà questa comunicazione).

Qui non esistono più né sofferenza né desideri: tutto è spirito “denudato” e puro. Per giungere così rapidamente a questo livello bisogna aver preparato le vie. Il germe di questo rapido sviluppo, l’avevo già creato nella mia precedente vita terrena. Bramavo questa evoluzione, la desideravo.

Poi venne l’intervallo, durante il quale dovevo prepararmi per questa mia vita terrena, e durante questo tempo ero sempre animato da questo pensiero: “Progredire, progredire, per niente al mondo restare fermo, soprattutto non perdere tempo!”

Questo forte sentimento viveva ancora in me quando ero giù presso di voi. Sulla terra, ho concretizzato una gran parte dei miei voti.

All’inizio era molto difficile, perché nonostante i miei desideri interiori, mancavo di energia. Sovente ho sofferto molto della mia incapacità di domare il corpo, fino al giorno in cui L., la mia cara sposa, è entrata nella mia vita e mi ha mostrato come giungervi. Poco a poco è divenuto la mia seconda natura, e da allora ho conosciuto la fortuna di poter realizzare le mie intuizioni attraverso il mio lavoro. Ve lo dico, si conosce la vita, la sola vera vita, quando si è stati creativi in un qualsiasi campo.

Per questa ragione vi è sempre e dappertutto del lavoro che ci attende. E’ una condizione della vita.

Io l’ho assolta tardi, per me è stata una vera rivelazione. Ho tutto ritrovato. L’aspetto spirituale di ogni mia opera, anche la più piccola, l’ho veduta e risentita come un vecchio intimo amico.

Fate in modo da poter vivere anche voi questa fortuna. Ora, voi comprendete meglio ciò che io devo alla mia sposa. Essa mi ha donato l’accesso a questa grande verità, lei sola. Ella doveva entrare nella mia breve vita terrestre perché soltanto lei comprendeva ciò totalmente.

Dio sia con te!           Sigwart

 

8 febbraio 1916

Gli insegnamenti che vi do, non provengono da me ma dai Maestri. La coordinazione delle meditazioni e l’ordine nel quale esse devono succedersi richiedono un tale sapere. Soltanto spiriti di grande levatura e di grande saggezza possono concederle. Sono divenuto loro allievo e faccio anche delle meditazioni, non esattamente le stesse vostre, ma alcune di loro hanno del tutto lo stesso senso. I Maestri ricevono tutta la loro saggezza dalle alte divinità che si trovano sopra di loro.

Ma tutto ciò è ancora molto lontano da noi. Noi, e anche voi, abbiamo appena un presentimento delle forze di questa suprema potenza. Anch’io, che ne sono tuttavia già molto più vicino, non ho che un oscuro presentimento del livello ascendente della divinità. Alla loro estremità regna Colui che ci conosce totalmente e a Lui noi tutti apparteniamo. Egli è tutto.

12 febbraio 1916

Oggi ho assistito a qualcosa di particolare. Ho aiutato qualcuno che si trovava in una situazione molto spiacevole. Mi è stato detto che questa era l’occasione per compiere una buona azione e mi sono deciso molto rapidamente. Si trattava di un povero essere umano che era stato lui stesso la causa della sua sofferenza, e che nella sua vita non aveva conosciuto che dolore. La sua evoluzione ne era stata deviata sorprendentemente. E’ morto nel delirio dell’anima che da sola si era torturata.

E’ arrivato qui, sprovveduto, privo di esperienza, come un bambino, ma rinchiuso in un mondo di pensieri di sofferenza, pensieri creati da lui stesso. Era difficile far capire a questo povero essere, completamente smarrito, che era venuto il momento di pensare a se stesso e alla propria evoluzione.

Con infinita pazienza ho potuto ottenere che egli credesse in me, che mi ascoltasse e che accettasse ciò che gli dicevo. Ne sono felice perché ora si apre, anche se per ora inconsciamente, alle correnti spirituali e il resto verrà da se. Spesso si presentano casi strani, enigmatici.

In generale questi casi anomali sono dovuti a grande ottusità o a stordimento scientifico.

Ricondurre degli eruditi alla ragione è di gran lunga lo sforzo più difficile. Quando i problemi sono il risultato dell’ottusità, la riuscita è quasi assicurata, soprattutto se si agisce con amore.

Siamo invece impotenti di fronte ad un alta erudizione che ha i paraocchi. In questi casi, raramente ho registrato un successo nello spazio di tempo che è trascorso dalla mia separazione dal corpo fisico. E’ triste. A mio avviso, sembra che manchi loro la scintilla divina. A cosa serve tutta l’erudizione del mondo se manca l’elemento principale: la voce interiore divina?

31 marzo 1916

Insieme abbiamo ammirato oggi la bellezza della terra e ne ho provato un grande piacere. Mentre voi accoglievate le meraviglie della natura che Dio vi ha donato, mi sono legato ai vostri fluidi e, attraverso voi, ho potuto vedere nel vostro mondo. Sono stati per me momenti di esaltazione.

Qui, dopo essere stati liberati dalla materia, tali visioni sono accordate alla condizione di averle meritate. Sulla terra, al contrario, potete ammirare ogni bellezza senza chiedere il permesso a nessuno. Qui è tutto molto più severo, vi sono dappertutto e sempre delle leggi. All’inizio è molto difficile, perché si dimentica che ogni pensiero viene visto e controllato.

Vorrei darvi qualche ulteriore spiegazione.

Il Devachan è il cielo. Solo coloro che hanno tutto superato e si sono spogliati dei vari involucri vi hanno accesso. Non sono ancora in grado di parlarvi del Devachan, perché non trovo i termini per descriverlo. Devo dirvi che non ho ancora raggiunto totalmente questa sfera. Mi trovo ad un livello di transizione che si situa tra l’ultima sfera astrale e il Devachan .Qualche tempo fa avevo creduto di aver raggiunto quest’ultimo, perché ne avevo avuto un presentimento e perché vedo interiormente al di là dello stato in cui mi trovo.

Questo mondo celeste sorpassa tutto ciò che voi, esseri sulla terra, potreste immaginare. Offre una tale profusione di vaste esperienze e di sublimi visioni, che nessuno potrebbe trovare le parole adatte a descrivere queste impressioni. Certamente vi stupirete che parli del Devachan, nel quale non sono purtroppo ancora.

Qualche tempo fa vi avevo detto che lo avevo raggiunto. Allora avevo veramente creduto di essere nella sfera celeste, invece avevo raggiunto solo quella in cui mi trovo tutt’ora. Con il passare del tempo mi sono accorto che esistono altre sfere che, per ora, mi sono inaccessibili. Perdonatemi questo errore. Certamente comprenderete che abbia potuto crederlo perché qui si trova già tutto ciò che ci procura la felicità suprema. Devo ancora imparare a vedere perfettamente e a riconoscere tutte le Entità luminose: non ho ancora questa capacità.

Nondimeno sono circondato da un mare di Luce, che mi procura senza sosta nuove forze che mi permettono di creare delle opere musicali e di compiere altre ricerche.

Queste attività mi preparano all’entrata nel Devachan.

Quando pensate a me, vedetemi totalmente felice perché tutta la mia vita è improntata da una profusione di esperienze e di felicità.

Discendere da voi non mi crea difficoltà, sto acquisendo sempre più forze che me lo permettono.

Mi avvolgo con i vostri fluidi che mi sono così cari e, ben presto, sono nella vostra sfera.

Qui, come là in basso, vivo nella pienezza. Mi sembra di scendere da sante montagne e di entrare nelle vallate in cui la fioritura terrestre ed il profumo dei fiori mi immergono nel rapimento.

Vedetemi così, voi che attraverso il vostro amore, mi avete ricondotto alla terra e che, attraverso voi, amo ancora, perché ci unisce.

(continua)

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