INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE – K.L. von Knebel

 

Karl Ludwig von Knebel (30/11/1744 Castello di Wallerstein – 23/02/1834 Jena)

 

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Poeta di talento, traduttore nonché figura di spicco nella cerchia dei neoclassicisti di Weimar era un grande amico di Goethe con il quale intrattenne una fitta corrispondenza tra il 1774 ed il 1832 (sicuramente pubblicata in uno o due volumi da editori tedeschi, in Italia non so), alcuni estratti della quale li troviamo citati anche nelle “Introduzioni agli scritti scientifici”.

Congedatosi dall’esercito Prussiano dopo 10 anni di servizio, divenne tutore del principe Costantino di Weimar. Fu proprio durante un viaggio a Parigi intrapreso con il principe e il di lui fratello ed erede al trono Carlo Augusto, che fece tappa a Francoforte per andare a conoscere Goethe che ebbe in questa occasione il suo primo contatto diretto con la corte di Weimar presso la quale ricoprirà nel corso del tempo diversi e prestigiosi incarichi.

Nella Germania di fine ‘700 le traduzioni dei classici greci e latini conobbero una popolarità senza precedenti, tanto che nel giornalismo letterario dell’epoca si può trovare più di un riferimento alla necessità di traduzioni qualitativamente adeguate, per cui non solo filologi e traduttori professionisti ma anche molti professori, letterati e poeti vi si cimentarono. Quest’ultimo elemento assume particolare importanza, innanzitutto perché ebbe come conseguenza un’alto livello qualitativo delle traduzioni, che rimangono tra le migliori espressioni del classicismo tedesco, ed in secondo luogo per il forte impatto positivo sulle produzioni poetiche e letterarie tedesche medesime, giacchè il tipo di classicismo che si venne a sviluppare difficilmente avrebbe potuto giovarsi del solo studio (per quanto approfondito) dei classici nella lingua in cui furono scritti.

Forte fu l’influenza che i lavori di Knebel su Pindaro, Properzio e Lucrezio ebbero su Goethe (che assieme allo Shiller aiutò Knebel nel lavoro di resa in versi delle traduzioni), il quale approfondì lo studio e ne trasse ispirazione per le sue Elegie Romane. Le traduzioni di Lucrezio (annoverabili tra le migliori in assoluto di tutte le numerose traduzioni tedesche del De Rerum Natura) risultarono oltremodo preziose per il progetto goethiano di una resa epica in versi della storia naturale, ed in particolare per l’opera riguardante la “Metamorfosi degli animali”.

Knebel prese anche parte alla prima rappresentazione dell’Ifigenia in Tauride di Goethe che andò in scena nel teatro privato di Carlo Augusto.

Autore di diversi sonetti, Knebel accorpò le sue composizioni in due raccolte: “Collezione di Poemi brevi” (pubb. 1815) e “Couplets” (pubb. 1827).

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