RIASSUNTO DI UNA CONFERENZA DI A.MEEBOLD

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Alfred Meebold

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Conferenza

Tenuta ad amici a Viareggio nel settembre 1930

Riassunta dal Maestro L. Caffarelli

22 settembre 1930

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Bisogna considerare il concetto dell’Io come lo ha l’uomo, se si confronta l’uomo con i regni inferiori.

Cominceremo a stabilire una linea di continuazione in quanto alla coscienza, a cominciare dal punto più basso, il minerale, fino all’uomo. E stabiliremo le differenze, che da regno a regno, fanno un’interruzione: così che in ultimo la coscienza dell’Io dell’uomo riesce chiara come proprietà sua.

Poi vedremo se da questo punto possiamo stabilire una continuazione diretta nei mondi spirituali senza lo strumento dei corpi fisici, che fino a questo punto erano necessari.

C’è una qualità del regno minerale specialmente interessante che si mostra in quel punto del regno minerale dove esso si avvicina ad un tentativo di individualizzazione, cioè nel cristallo.

Il cristallo, finché è al suo posto naturale e che non abbia impedimenti dal di fuori, cresce: ma cresce da fuori, non da dentro: cioè la materia che lo aumenta arriva da fuori, non da dentro. Ciò dimostra che c’è qualcosa che si può chiamare una specie di vita che agisce sul cristallo, ma non è situata dentro, ma fuori.

Questa forza che agisce sul cristallo nel mondo fisico appare come una legge fisica, è nel mondo spirituale una coscienza intelligente, che dirige questa forza di vita.

Questo fatto risulta tra l’altro che la crescenza del cristallo, finché non ci sono impedimenti esteriori meccanici, si fa sempre rigorosamente nella stessa forma.

Il cristallo di sale ha sempre la forma di un cubo.

Dentro nel cristallo ci dev’essere un punto che risponde all’azione dal di fuori.

Il regno vegetale ha in comune col minerale la crescenza ma questa si fa da dentro, non più da fuori.

Qui vediamo che non tutto ciò che fa sviluppare la pianta si trova nel suo interno. Ma la vita sì.

Anche per le piante c’è una forza intelligente che agisce da fuori: lo dimostra il fatto che le piante hanno forme diverse. Soltanto la vita, la crescenza, si fa da dentro.

Nel minerale non vi può essere niente di coscienza (ossia di vita dentro): la coscienza è al di fuori.

Nel vegetale c’è la vita: ma la pianta non ne è cosciente, perché il suo sviluppo, in quanto a forma, è diretto dal di fuori e non dal di dentro. Di più, la pianta ha un’altra proprietà, che manca assolutamente al minerale e per la quale viene scavato un abisso tra i due regni.

Tale è la proprietà di propagarsi. La propagazione della pianta si fa in tal modo da mostrare che non c’è una coscienza di codesta proprietà nella pianta, non c’è influenza cosciente della pianta stessa nella propagazione.

Quando si forma il seme della pianta, questa, tutta, senza residuo, passa nel seme: in ognuno dei semi.

Il regno animale ha le stesse qualità degli altri regni: cresce da dentro, si propaga.

Ma nell’animale si mostra un elemento nuovo: la propagazione è fatta scegliendo un compagno.

Perciò, per la prima volta, in quanto a propagazione, appare una coscienza conscia di quel che fa.

Sentendo è cosciente.

E’ la sessualità. Questa qualità scava un abisso tra vegetale e animale.

Il vegetale è incosciente: contiene la vita e non lo sa: l’animale contiene la vita e lo sa: nel modo che noi chiamiamo sentire.

Dunque: il minerale è incoscienza completa. E’ come morto. E’ inattivo in quanto vita. Ma il suo stato di morte è solo apparente perché risponde alla vita che agisce su di lui da fuori.

Il vegetale: non è morto: ma non ha la coscienza della vita che agisce in lui.

L’animale: ha coscienza della vita, ma nel senso del sentire.

L’uomo ha tre qualità: conoscenza da dentro, propagazione, sentimento. Tutte le suddette differenze si esplicano attraverso il corpo fisico.

Ma la vita è connessa col corpo eterico. L’etere pervade tutto il sistema solare.

Dove c’è un corpo fisico ci dev’essere anche un corpo eterico. Tutti i fenomeni della vita debbono essere connessi con questo.

Anche la Terra ha un corpo eterico. C’è dunque un rapporto tra i corpi eterici delle creature terrestri e quello della Terra stessa. Questo rapporto si rivela nella posizione delle creature terrestri rispetto alla Terra.

La crosta minerale è la forma esterna della Terra. In ogni punto della crosta è, in quanto al punto centrale, in una posizione orizzontale.

Orizzontale (l’oratore disegna una freccia orizzontale con la punta verso destra): regno minerale.

Verticale (una freccia verticale con la punta verso il basso): regno vegetale.

Nuovamente orizzontale (freccia rivolta con la punta verso sinistra: spina dorsale orizzontale in senso opposto al minerale): regno animale.

Verticale (una freccia rivolta con la punta verso l’alto, opposta al senso vegetale): uomo.

Si forma così la croce terrestre.

La posizione eretta dell’uomo indica la differenza tra uomo e animale. Questa differenza costituisce l’abisso tra animale e uomo.

In quanto a coscienza questo abisso non è superabile sulla Terra: è il fatto di dire IO SONO.

Questo fatto esce dall’altro che l’uomo può pensare, e di nuovo è connesso col risultato che l’uomo ha la lingua parlata. L’animale ha il suono, non la parola articolata.

Abbiamo dunque nell’uomo una manifestazione della vita, cioè un impiego del corpo eterico, che l’animale non può fare se non sentendo. L’uomo lo impiega per il pensare: pensando, l’uomo diventa conscio di sé: per la prima volta una creatura terrestre diventa individualità.

L’animale lo è ma non lo sa. L’uomo lo sa.

C’è dunque una continuità di sviluppo di coscienza, ma non si può rintracciarlo da corporeità a corporeità sulla Terra.

Non è una questione di creazione separata: c’è una continuità di coscienza, ma non attraverso i corpi.

Quello che fu una volta non può essere perduto nell’uomo: deve sempre esserci nell’uomo: ma egli non lo usa più come lo usava prima, avendolo trasformato con gli stati successivamente acquisiti.

Ossia, l’uomo contiene in sé quattro stati di coscienza. Uno di questi è riconosciuto dalla generalità e lo si chiama SONNO.

Che cosa fa ordinariamente l’uomo per poter entrare nello stato di sonno?

L’uomo entra nel sonno così: prima abbandona la posizione eretta e si mette nella posizione dell’animale (posizione orizzontale rispetto alla Terra). Ossia ritorna in quei rapporti eterici con la Terra che sono normali per l’animale, non più per lui.

Poi chiude gli occhi ed esclude a poco a poco l’attività dei sensi.

Questa esclusione non si fa completamente, ma abbastanza per tagliare la connessione tra il sé cosciente e il mondo esterno. Ma allora ci si può accorgere che non si entra direttamente nel sonno ma che tra lo stato di veglia e quello di sonno c’è un altro stato di coscienza intermedio.

Prima di addormentarsi, e questo è assai importante, scappano all’uomo i pensieri, fugge la capacità di pensare.

Invece vengono su delle immagini, che l’uomo non sa da dove vengono. Se le osserva, conservando coscienza, può vedere che diventano animate, drammatiche. Si svolgono storie intere. Queste immagini sono i Sogni.

Essi hanno una vita loro propria, che a essi non viene data dall’uomo. I sogni appaiono tanto all’addormentarsi che al risveglio. Ma al risveglio è più facile prenderne coscienza perché entrano nella memoria.

I sogni hanno tre differenze importantissime in confronto con lo stato di coscienza del giorno. Questo stato imaginativo dei sogni costituisce allora, nell’uomo, la sua coscienza. Ma questa è una coscienza nella quale:

a) l’uomo è conscio della sua propria identità ma non può più asserirla. Egli ha perduto la capacità della parola parlata, del pensiero, della posizione eretta e la possibilità di dire Io. Ma tuttavia ritiene la possibilità di sentirsi Io (stato che corrisponde alla coscienza dell’animale).

b) ha perso il concetto del tempo. C’è una sequenza in cui le imagini si svolgono. Ma qui, per l’uomo, tutto è presente. Egli non è conscio che una cosa viene dopo l’altra, ma soltanto che essa è.

c) ha perso il concetto dello spazio. Le imagini sono sempre formate secondo le tre dimensioni, ma l’uomo non lo sa. Per lui non c’è più tempo e spazio.

Passato e futuro esistono soltanto nel presente.

Questo è in connessione con l’uso che l’uomo fa del suo corpo eterico.

L’animale, se entra nel sogno, non perde nulla, per lui il sogno è la stessa cosa di quando è sveglio.

L’uomo perde coscienza dell’Io in quanto al pensiero. Nello stato di veglia l’uomo usa, per pensare, il suo cervello. Anche l’animale ha un cervello: mentre il vegetale e il minerale non l’hanno. L’uomo di giorno è cosciente per mezzo delle percezioni: esse ci vengono attraverso i sensi. Prima producono in noi un sentimento, dato attraverso il corpo astrale, che passa nell’eterico. Qui produce nel cervello una rappresentazione.

Fin qui l’uomo è sul medesimo livello con l’animale. In queste rappresentazioni abbiamo ciò che corrisponde al sogno. L’uomo però non si ferma alle rappresentazioni: queste reagiscono sul corpo eterico e vi formano la memoria. Con l’aiuto della memoria l’uomo forma i concetti.

Nell’animale c’è memoria, ma non formazione di concetti. L’animale, ricordando, fa venire a galla la stessa rappresentazione.

L’uomo invece passa direttamente ai concetti. Ma entrando nello stato di sogno, smette di fare questo uso del corpo eterico. In altri termini: non usa più il suo cervello. Il cervello lo usa ancora per le rappresentazioni: ma queste che, allo stato di veglia, sono fisse, nello stato di sogno hanno invece vita propria.

C’è dunque qualcosa che produce le imagini del sogno direttamente dal corpo eterico, senza passare per il cervello. La coscienza qui si basa ancora su una connessione col corpo eterico, senza passare per il cervello. Si basa ancora sulla connessione con l’eterico, ma è distaccata dal corpo fisico.

Dunque l’Io si allontana dal corpo fisico, ma è connesso col corpo astrale, e ancora in un punto, col corpo eterico. Ma si allontana poi anche dal corpo eterico. Quando se ne stacca completamente è il momento in cui l’uomo si addormenta e perde coscienza. E’ il principio dello stato di sonno. Allora il corpo eterico rimane connesso solo col corpo fisico. La coscienza dell’Io insieme col corpo astrale sono staccati.

Nella pianta la coscienza è assente: ma la pianta agisce col corpo eterico nel fisico e cresce. Nell’uomo che dorme c’è ancora la congiunzione con l’Io, ma l’uomo non lo sa più.

Abbiamo dunque i seguenti stati di coscienza:

Stato di veglia – uomo – : parola, posizione eretta, pensiero, coscienza dell’Io.

Stato di sogno – animale – : posizione orizzontale.

Stato di sonno – vegetale.

Stato di catalessi, o morte apparente – minerale.

Ai tempi attuali esso è eccezione, morbosità e non dovrebbe più succedere. In questo stato il corpo fisico diventa rigido, come morto e smette di crescere, di respirare. Non esce più il sangue. Non si può stabilire se la morte è apparente o reale. Però in questo stato l’uomo non è morto e può di nuovo tornare alla vita.

Abbiamo stabilito che l’evoluzione di coscienza non avviene nei corpi ma in tal modo che questa evoluzione, in quanto alla Terra, si esprime attraverso i corpi, ma non si sviluppa nei corpi. Nell’uomo la coscienza come tale può esistere anche non usando più il corpo. In questo fatto è implicito che ci devono essere agenti esterni intelligenti, di fuori, che aiutano i regni inferiori.

Questo, per il regno minerale è ciò che chiamiamo vita. Per il vegetale è la coscienza e per il regno animale è il pensare (coscienza dell’Io pensante).

Per l’uomo la coscienza dell’Io è dentro di lui, non più attività dal di fuori, ma concentrata nell’Io Sono.

I suddetti esseri esterni intelligenti sono dotati di questa possibilità in connessione col mondo terrestre. Essi sono le Gerarchie.

Solo per l’uomo ci deve essere la possibilità che, essendo dotato in sé dell’Io, di dirigersi verso la Terra (corpo fisico), quanto di dirigersi in su, verso le Gerarchie, per comunicare con esse.

Se entrando nel sogno, l’uomo potesse farlo in modo da non perdere la coscienza pensante dell’Io, ma da ritenere l’Io connesso col corpo eterico anche perdendo la connessione coi sensi, allora l’uomo entrerebbe in comunicazione con le Gerarchie.

Finché l’uomo si identifica con l’Io Sono con il suo corpo fisico, finché fa questo non può uscirne.

Ma gli è possibile di capovolgere questo concetto dell’Io e di vedere queste cose da sopra invece che da sotto. Con questo viene stabilito che l’Io Sono contiene in sé la possibilità di uno sviluppo interiore dell’uomo, che non lo staccherebbe dal terrestre ma lo farebbe dominare la materia, invece d’esser dominato dalla materia.

Tutte le Gerarchie normali non sono incoscienti del mondo fisico, ma lo dominano, lo dirigono, non sono incatenate da esso.

Parlando di ‘gradi’ delle Gerarchie significa che vi sono delle differenze ascendenti nella loro libertà dal mondo fisico. Sulla Terra, quando nei regni inferiori avviene la morte, abbiamo il segno sicuro che queste Gerarchie smettono di aiutare alla loro esistenza terrestre le creature. La morte nei regni inferiori è qualcosa di diverso che per l’uomo, poiché l’Io umano fa da Gerarchia.

Nelle creature la connessione con l’Io delle Gerarchie mantiene la vita. Nell’uomo la mantiene la connessione dell’Io Sono col corpo fisico. Ogni forma fisica che si mantiene in vita manifesta, deve avere un Io collegato con essa, altrimenti si dissolverebbe.

Perciò l’Io della Terra deve avere una forza in sé, tanto più possente e complessa nel dirigere e mantenere in vita, in quanto la Terra è più grande e complessa del corpo fisico dell’uomo.

Il Sole è anch’esso un pianeta, ma inoltre è anche il centro del nostro sistema planetario. I pianeti sono le membra del sistema, il Sole è anche la testa o il cuore.

C’è un Io che contiene in sé tutta la direzione del nostro sistema solare. Tale Io non andrebbe cercato nelle Gerarchie, perché queste funzionano dentro il sistema, ma non abbracciano tutto il sistema.

Simbolo dell’Io è il circolo. E ciò perché ogni punto della circonferenza si trova a eguale distanza dal centro e perché in ogni punto della circonferenza v’è principio e fine al tempo stesso. Possiamo però anche capovolgere la cosa e dire che in nessun punto della circonferenza vi è principio o fine. Il circolo è dunque il simbolo vero di ciò che non ha principio o fine.

E ciò che non ha principio e fine è Io.

Fuori dal sistema solare c’è un segno della presenza di un Io.

Questo Io non è radicato dentro il sistema solare. Contiene il sistema solare ma è radicato altrove.

Come l’uomo, col suo Io, si esprime nel suo corpo fisico, così il Cristo si esprime in 12 cosmi solari: sono le 12 costellazioni dello Zodiaco, che è un circolo, vale a dire un Io, che per esprimersi ha bisogno di 12 sistemi solari. Questo Io è l’Io del Cristo.

Oltre a queste 12 costellazioni abbiamo il mondo delle Stelle. Il mondo delle Stelle funziona in ordine perfetto: dunque c’è un Io più vasto dell’Io del Cristo che contiene tutto ciò.

Questo Io che contiene il mondo delle Stelle è il Padre.

Ma un concetto del Padre non si può formare con la nostra coscienza.

4 pensieri su “RIASSUNTO DI UNA CONFERENZA DI A.MEEBOLD

  1. Caro Cibon, provvedo subito a fare una pagina dedicata sotto il nome di Meebold cosi’ si potra’ trovare facilmente tutto il materiale su di lui e suo, oltre ad altre indicazioni messe gia’ da voi per trovare altri articoli in merito su http://www.larchetipo.com
    Grazie Isidoro. Il tuo lavoro non e’ indifferente, tutto manuale, senza aiuto di scanner e file gia’ pronti e soprattutto e’ un ottimo lavoro di sintesi.
    Senza di te………….. :)

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