RUDOLF STEINER: PREGHIERA

 rs 8

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PREGHIERA

Eterno, incomprensibile Signore dell’Universo

Spirito d’amore divino,

che tutto abbraccia e tutto compenetra,

che dimori in tutti i cuori

e hai il tuo Tempio e il tuo trono

anche nel mio corpo,

a Te affido me stesso

affinché sparisca

l’errore del mio egoismo

e io mi risvegli alla vera vita:

Dammi la forza di essere sempre pronto

per ricevere la luce divina della conoscenza,

affinché da essa il mio intelletto si illumini:

Scambia il mio intelletto limitato,

traviato dalle illusioni sensorie,

che trattengono l’apparenza per realtà,

con la tua saggezza divina

e fammi conoscere la tua immortalità

nella mia anima

per imparare a discernere in me

e in tutti gli esseri

l’eterno dalla caducità,

affinché la verità trionfi sulla menzogna:

Lascia che attraverso la tua potenza

acquisti la forza di dominare

la mia natura e vincere le sue debolezze:

Dammi la volontà di far fiorire

e sviluppare nel mio cuore

i fiori di loto della conoscenza divina:

Dio, che nella tua essenza

sei la pace stessa,

fa che io possa trovare la pace

e che, liberandomi dalla mia inquietudine

io possa entrare nella vera armonia:

Lasciami trovare la mia pace nella tua,

la mia forza nella tua potenza,

la mia felicità nella tua gloria:

Come la scintilla nella fiamma

diventa luce

così lascia che l’esser mio

in Te arda

affinché il mio egoismo sparisca:

La saggezza tua sia la mia conoscenza,

l’amore tuo sia il mio amore,

Tu stesso sii in me

ed io tutto in te

riconoscendo me in te

e te in me:

In eterno

Amen

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Rudolf Steiner

4 pensieri su “RUDOLF STEINER: PREGHIERA

  1. Buongiorno a tutti.
    Seguo il sito.
    Gradirei gentilmente sapere , se è possibile, quando è stata scritta da Rudolf Steiner e in quale contesto. E’ evidente che in essa, nella preghiera, sia racchiuso, in sintesi, la via…stupenda… La sto formulando mentalmente proprio in questi giorni…santi…

    Vi ringrazio.

  2. Caro amico, poiché io l’ho postata, io rispondo.

    Purtroppo l’ho avuta tra una enorme quantità di scritti, anche banali, giacenti in uno dei polverosi faldoni (vecchi di oltre sessant’anni) che racchiudevano in copia tutto quello che passava come documentazione della Società Antroposofica. Vista la serietà del tempo non ho avuto dubbi e l’ho riscritta per Eco.

    Mi dispiace ma è tutto.

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