CANI, UOMINI E BESTIE

                       cora sola                                

Il mio ultimo cane è una biondina, un po’ piccola per la sua razza, ma è leggera e veloce. Ora ha compiuto tre anni: dicono che ormai, rispetto al bambino lei resterà così, ma ciò non è vero, contrasta col fatto che impara sempre cose nuove. Magari per associazione.

Uno dei suoi più grandi divertimenti consiste nella lotta con i quadrupedi pelosi che ci stanno. Assisti ad un continuo intrecciarsi di corpi, zampe, zanne e code e devi schivarti spesso poiché un furibondo rotolamento di 60/80 e più chili può spezzarti una gamba. Può succedere che uno dei due sia irrefrenabile, più eccitato. Cosa si fa allora? Ognuno dei padroni afferra il proprio peloso e gli ordina il ‘seduto’. In meno di un minuto, già stanchi e soddisfatti, riprendono la loro attività primaria: immergersi nel  vasto e misterioso mondo degli odori.

Sono solo cani, perciò abbaiano poco, non si mordono per farsi male e rimangono amici.

E se non c’è amicizia? Qualche impercettibile segnale (un movimento della coda, il rizzarsi dei peli dorsali, un sordo ringhio) e ognuno per la sua strada.

Mi si domanderà: e quelli che abbaiano forte, che tendono il guinzaglio ed esibiscono una dentiera feroce? Lo crediate o meno sono una sparuta minoranza di cui, la maggior parte, nasconde solo paura. I cattivi sono pochissimi e sono tutti squilibrati. Ossia portano nell’anima gravi e irrimediabili ferite, sempre provocate dall’uomo.

Noi siamo un gradino più su, ma è un gradino importante e non perdo tempo a parlare dell’uomo ad antroposofi (poi preferirei parlare di cani o con cani: meno stress).

Allora chiedo a uomini e cultori di antroposofia: perché tanto astio tra personalità che vorrebbero o dovrebbero comunicare qualcosa, dare qualcosa?

Certo, i motivi ci sono e ci sono stati, con feritori e feriti, ma è davvero impossibile dominare lo spirito malvagio che trova facilmente giustificazione razionale, anzi, tutte le giustificazioni del mondo? E’ impossibile scrivere una frase che non stilli, freudianamente all’incontrario, biasimo su ogni cosa? E tanto meno è logico ritenere che il male provenga tutto da ovest ed il bene tutto da est? Chi affermasse ciò sarebbe da immediato ricovero. E’ impossibile per un antroposofo separare l’individualità col suo destino da eventuali pensieri che, da cristallini sono passati alla cristallizzazione, divenendo una gabbia per chi li ha pensati?

C’è persino qualche ossessivo…professionista che generalmente nuota in acque bassissime  a cui non dispiacerebbe respirare, fingendo nobiltà di sentimenti, l’odore del sangue (degli altri, beninteso).

Beh, anch’io ho sempre ritenuto più coerente la civiltà che dirimeva gli oltraggi con la spada o la pistola: non ditemi che coerenza e coraggio (anche a rischio di vita) siano miserabili difetti mentre valanghe di insinuazioni e maldicenze siano preclaro esempio di virtù.

Non ditemi che spruzzare getti di moralismo a parole su altri esseri umani che hanno un punto di visione diverso, un carattere diverso, e allestire lo spettacolino con esibizioni di virtuosità finta come un fondale per marionette, sia nient’altro più che miserabile.

E’ una fissazione questa, di inforcare lenti monocromatiche per obbligarsi a vedere tutto sotto una sola, personalissima, luce colorata.

Sembra che l’arena esoteristica sia la continua dimostrazione del pensiero leviatanico di Hobbes.

Una cosa sola m’addolora profondamente: vedere il Dottore usato come zerbino o trattato da cavia di vivisezionatori dilettanti (per diletto).

Potete anche non credermi, io posso solo darvi la mia parola che è vero.

Arrivo al concreto: ognuno a suo modo, incontra l’Opera del Dottore, poi legge: diffidente o con grande apertura, comprendendo poco o molto, trova affermazioni che lo scandalizzano o riempiono di gioia la sua anima. Ognuno a suo modo.

Ma poi, se possiede un briciolo d’autocoscienza e d’attenzione, trova necessariamente in tutti i Testi indicazioni per una lettura più rigorosa di cui un’anima sufficientemente sana sente con maggior forza il bisogno.

L’Autore non gli chiede di credere a quanto scrive ma di pensare quei pensieri. Se guardiamo le cose con obbiettività, è l’esperimento necessario. In caso contrario saremmo degli sprovveduti che si fanno abbindolare da ogni Guru che passa (e ciò succede nella realtà quotidiana poiché i cialtroni sono innumerevoli e moltitudini genuflettono coscienza e anima con fedeltà canina, cioè ad un grado subumano che nel cane è bellissimo, nell’uomo no) e l’antroposofia – come in effetti lo è l’antroposofismo – sarebbe l’ennesima cialtronata “usa e getta”.

Se i pensieri della Scienza dello Spirito vengono davvero pensati succede che trovino ognuno il suo posto in un “edificio di pensieri” e ci si accorge che esso è capace di reggersi da sé. Sembra poca cosa ma osservate per un momento come tutto il mondo percepito deve reggersi su altro da sé: il bicchiere sul tavolo, il tavolo sul pavimento, eccetera. E nel mondo della cultura e del pensiero ordinario non cambia niente: tutto si riferisce ad altro che lo convalidi e lo sostenga. Nella religione abbiamo persino la “dogmatica” per mantenere fisse ed immutabili le colonne ed i puntelli. E chi crede di uscire dall’oppressione del sacro prefissato, spesso s’infila nel giogo delle Logge o delle chiesuole estemporanee…o al bar.

L’attività che l’anima applica nello studio della scienza occulta rosicruciana porta davvero alla dimostrazione  della sua realtà.

Poi si può anche confrontare questa impressione di realtà con le altre costruzioni di pensiero del mondo e si osserverà (forse con genuino stupore) che simile auto fondatezza non esiste in nessun’altra concezione di pensiero. Provai una sera a seguire con desta attenzione il discorso scientifico di un noto volto tra i fondatori del CICAP, l’organizzazione dalla maschera benigna…un tantino diversa dagli scopi meno palesi e e molto più oscuri. Bene! Anzi molto male! Rintracciai in quel discorso una impressionante e continua sequenza di affermazioni campate nel vuoto, senza alcuna base seriamente scientifica e senza nessi logici. Su Eco, ora, si parlava del gesuitismo, ma anche questi non sono mammole…

Nella sfera dell’attività che porta il pensatore nello studio della Scienza dello Spirito, valutare se c’è chi sa più o meno antroposofia è uno scivolone: se l’antroposofia è una esperienza consapevole ciò non ha senso. Anzi ha un significato trascendente per un ex gesuita che fa l’ antroposofo: ero presente quando si faceva conoscere e dopo nome e cognome, la sua pistola fumante era “Ho letto tutta l’Opera omnia”… (e una mentalità di questo tipo viene seguita ed esaltata da tanta gente).

Notate, prego, che non tiro fuori di tasca, trinità, deva o “cosa succede nei mondi spirituali”. Specie questi ultimi sono solo patacche.

Non credo serva incensare gli Immortali per trovare quel tenore di pensiero, d’anima e destità che  serve a pensare il pensiero come è stato plasmato in accuratissime parole dal Dottore.

Qualora tale pensiero sia stato veramente pensato si è anche sperimentato un ‘essere sé stessi’ un po’ oltre la inamidata e spesso rabbiosa reazione della personalità, quella più elementare e contingente.

Sono d’accordo sul fatto che l’anima non può mantenere elevatezze tutto il santo giorno: prodursi in simile atteggiamento significherebbe torcersi in una falsa immagine di sé stessi: una menzogna stabilizzata. Né sembra utile l’immane tentativo di modificare artificiosamente il carattere, anzi: prendere treni deviati su binari di sosta non porta a destinazione. In tali casi si dilapidano tutte le poche forze in atteggiamenti che consumano la sana spontaneità del tessuto interiore. Tutto già visto..e troppo spesso.

Ciò vale anche per l’hobby della demonizzazione dei caratteri di Tizio e Caio, specie se sospetto che non facciano quello che io faccio o facciano quello che io non faccio.

Però, ritornando a quelle esperienze di base sopraddette e che già non fanno parte del “sapere comune”, che già traggono anima e pensiero oltre il comune sensibile, non sarebbe forse possibile imparare da esse un minimo tenore interiore che si protenda verso il senso dello Spirito? Non sarebbe possibile la coerenza di rispettare e onorare (gratitudine) l’Autore che è stato capace di donare i pensieri che sono divenuti una direzione alla nostra più intima vita (anche se occorrerà tanto di più per intuire l’immensa grandezza sua e della Comunità Interiore a cui partecipa)?

E magari ricordarsi di ciò tra le mille difficoltà dei rapporti umani?

Difendere con forza le proprie idee, con ardore…ma tentando di rispettare l’individualità che difende le sue con pari energia. Se manca il minimo punto d’incontro, basta che ognuno vada per la sua strada con il meglio di sé: ricordatevi che se le idee si accendono a causa dello scontro, sono idee deboli: idee galvanizzate dall’adrenalina? Che cavolo sono?

Concludo il mio inutile sermone con poche righe  assolutamente serie.

Non si usino frasi del Dottore come pietre. Non le si frantumi fuori dal contesto. Non se le ritraduca come fossero secrezioni personali. Non si svilisca nel sapere straccione le  rivelazioni del sovra-umano!

Ciò non è accettato dai Mondi Spirituali che poco si occupano della superficie della vita quotidiana ma sono davvero severi per quanto riguarda quello che l’uomo riesce a fare con contenuti spirituali strappati dal livello d’appartenenza per interessi ben poco encomiabili.

Di sfuggita ricordo che tale abuso ottiene l’effetto inverso a quanto vorrebbe prefiggersi: è una ‘gridata’ manifestazione di infantilismo (e spesso di incredibile ignoranza strutturale) in personalità che si stimano adulte (poi nel campo che vorrebbe essere considerato esoterico, tra professori, iniziati e gran maestri, tutto ciò diviene solo un perfetto Hellzapoppin’).

Scusate queste dolèances, di cui Eco e i suoi commenti non c’entra per nulla.

Su queste allegre note, colgo, come si dice, l’occasione di augurare al mondo, insieme a Zeno Cosini, mio più famoso concittadino, una fine…scoppiettante!

Questo articolo è stato pubblicato in ALTRO da isidoro . Aggiungi il permalink ai segnalibri. | Riproduzione vietata

11 pensieri su “CANI, UOMINI E BESTIE

  1. Il summenzionato Zeno la invocò, parola per parola, tra sé, traendola dalle conclusioni di Franz Hartmann (che il Dottore definì come “l’uomo più intelligente del secolo).

    Un po’ di pessimismo mitteleuropeo…

  2. Scoppiettante..già …sono cent’anni dal 1914! Speriamo di non dover “celebrare” centenari “caldissimi”…(magari “nucleari”…)
    Tornando a noi direi, che ,in realtà, il lavoro sul “dato tosto” ovverosia sul temperamento è, a mio avviso, essenziale. Anche se arduo…ho visto modificarsi fior di caratteracci, col tempo, raramente ma è accaduto.
    Anche perchè di “sana spontaneità”, purtroppo, nella mia non breve esperienza del mondo “antroposoficamente orientato” ne ho sempre vista poca in giro, a cominciare da me medesimo… ma naturalmente il mio “angolo di visuale” è alquanto angusto e poi le cose si evolvono.
    E quindi che ben vengano,oggi come oggi. delle nature spontaneamente spirituali, soprattutto in questo inizio di Millennio quando giunge notizia che si stanno incarnando esseri prenatalmente assai dotati, ad esempio come memoria immediata di vite passate.

    Questa scoperta poi che “tutto si tiene” in campo antroposofico è veramente essenziale e fondante… ma per favore Isidorus Carsicus non nominare piu’ il CICAP, già non ho molto appetito in questi giorni…potrei arrivare all’anoressia proprio fra Capodanno e l’Epifania, il che non è socialmente bene accetto… (pensate se al momento di ingurgitare cotechino e lenticchie vi venisse davanti la faccia di Piero Angela o quella della fu Margherita “l’Astrofisica”…..aiuto!!!)
    Buon Anno a tutti!!

  3. Caro mittel, certo che (pure) tu hai ragione. Per “spontaneità” indico ciò che non è la “camicia di forza” in cui si infilano da sé i tantissimi che, avendo annusato (poco) qualcosa si sentono superiori all’umanità ignorante e che così, nel gesto e nella parola, diventano del tutto mascheroni sgradevoli. Diventano ambasciatori di un nulla assai puzzolente e sgradevole, offrendo, tra l’altro, un più che pessimo servizio alla causa dello Spirito.
    Purtroppo di questi esseri ne ho incontrati a legioni, mentre ho visto uno solo realmente trasformato da un radicale lavoro con i cinque, i quattro, i dodici…e chi più ne ha più ne metta.
    Per il resto, oltre alla Sorgente, per me è un vero piacere incontrare gente libera di essere e di esprimersi senza ingessature mentali.
    Tutto qui.

  4. Per l’appetito di mittel: Angela venne a Trieste e fece il “pienone”…poi bastarono due domande alla dinamite, formulate benissimo dal direttore dell’oleodotto transalpino (a quel tempo stava passando da Aurobindo alla…percezione pura), che TUTTO CROLLO’. Angela fu mangiato vivo e l’insuccesso fu così plateale che il giorno dopo, Il Piccolo (giornale locale chiamato dai triestini Il Bugiardello, preso in giro, nel 1912, anche dal Dottore), dovette fare i salti mortali per non dire cos’era veramente accaduto.

    Per l’astronoma, campionessa di atletica fascista, spezzerei una lancia: era figlia del più longevo segretario della Società Teosofica. A casa tutto fu sotto piano astrale e attico devacianico. Per non parlare dei calchi ingesso impressi medianicamente che ornavano le pareti…

    Poverina, fu questione di sopravvivenza!

  5. Oh povera Margherita, che razza di “karma”…dal teosofismo alle “astrofisime”…..quanto alla mia “ascesa”..tranquilla Savitri, vi sono MOLTI robusti attaccamenti alla “maya” che mi tengono tamasicamente terra-terra….

Lascia un commento