COMUNICAZIONI DI SIGWART – 6

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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22 agosto 1919

Affronteremo oggi un argomento del tutto  nuovo sul quale vorrei darvi dei chiarimenti.

Gli spiriti umani che sono pronti per una nuova incarnazione, sono inviati in una specie di scuola, presso Maestri o Guide che sono stati loro affiancati già da lungo tempo.

Devono essere informati con precisione sullo scopo dell’incarnazione, che è imminente, e su ciò che dovranno imparare da questa nuova vita. Ogni spirito, che ha raggiunto un certo livello di evoluzione, decide lui stesso i principali avvenimenti della sua futura incarnazione.

Da quando sono qui, ho assistito frequentemente a delle preparazioni di questo genere e sono meravigliato dal coraggio con il quale gli spiriti sperano di vivere una vita terrestre complicata e piena di ostacoli. Spesso ho temuto che il loro zelo fosse troppo grande e che ne sarebbe seguita una delusione. Tuttavia mi è stato detto che, senza questo zelo forte ed entusiasta, l’evoluzione progredirebbe troppo lentamente.

Avevo anch’io sperato in una vita piena di resistenze, ma sapevo che – malgrado i macigni di cui è cosparso il cammino di coloro che sentono più profondamente, e che hanno l’ardente desiderio di essere creativi – sarei comunque andato incontro ad una vita piena di sole e ripiena d’amore. La causa di ciò si colloca in un lontano passato.

Vorreste certo sapere come si svolge il processo di incarnazione. E’ come un bagno. Lo spirito vive nell’attesa del momento, come una persona che, accaldata da un lungo lavoro, aspira ad immergersi nell’acqua fresca. Questo desiderio si accresce fino alla brama più ardente!

Lo spirito cerca la madre che ha scelto di riceverlo e non la lascia più, come se fosse legato a lei con un filo, per fare un immagine. Egli aspetta, circonda la sua futura madre con grande sollecitudine per paura che un malore possa mettere in pericolo la sua incarnazione. Poi viene il momento in cui l’embrione è pronto e, malgrado il desiderio intenso, è un momento sconvolgente e forse anche tragico perché, in quell’istante, lo spirito sente realmente ciò che significa “ritornare in un involucro fisico”…..e non è più possibile tornare indietro!

Con un grido si tuffa nei flutti e rabbrividisce, ma un solo istante; poi immediatamente dopo si dedica a sua madre per la quale egli aveva pregato e che aveva circondato con il suo amore e la sua sollecitudine. Ecco, vi ho dato una breve descrizione del processo di incarnazione.

E’ importante, particolarmente per la donna, conoscere il grande ruolo che gioca nella sua vita. Quanti peccati sono commessi in questo campo per incoscienza ed egoismo!

23 agosto 1919

Gli spiriti che desiderano vivere una vita piena di ostacoli sono coloro che hanno l’amore più profondo per l’Onnipotente e per ciò che è divino. Non avete alcuna idea di questi processi profondamente religiosi, né della sublime e potentissima direzione sotto la quale si svolgono certi avvenimenti, tra i quali per esempio ,quello della reincarnazione.

Finché la Terra sarà il centro dell’umanità che continuamente si reincarna, questo momento della vita sarà per noi esseri umani e spiriti, l’instante più importante, l’avvenimento degli avvenimenti!

Gli esseri umani non possono sapere quando arriverà il grande momento. Questo varia e dipende dal livello di evoluzione dell’Io. Le individualità con un Io molto evoluto, decidono solo all’ultimo istante di entrare nell’involucro, perché esse collaborano fino all’ultimo al lavoro che si effettua su quest’ultimo. Gli altri si legano più presto all’involucro, perché non sono in grado di interessarsi al processo.

28 settembre 1919

Oggi vorrei raccontarvi una scena interessante alla quale ho assistito.

Prendevo parte ad una festa d’addio per l’imminente incarnazione di uno spirito evoluto.

Egli si teneva coscientemente sulla soglia della discesa e voleva ancora istruirci, mostrandoci lo svolgimento del processo attraverso il quale un tempo passeremo anche noi.

All’inizio lo spirito inizia a distaccarsi dal suo mondo di quiete e di pace, rivestendosi per suo proprio sforzo, della sostanza delle sfere la cui densità aumenta gradualmente.

Questo processo è paragonabile a quello del bruco che sta tessendo il suo bozzolo. Egli raggiunge così il primo gradino della scala che lo conduce verso il basso e annoda delle relazioni. Tutto affluisce a lui e lo influenza. Il suo compito è quello di scegliere tra queste influenze: buone o cattive. Ambedue gli saranno utili in vista della sua ulteriore evoluzione.

A volte, le influenze cattive sono sorgenti di combattimenti e questi ultimi ci permettono di mettere alla prova le nostre forze.

Poi la discesa prosegue; gli strati diventano sempre più densi e perciò diventa sempre più difficile distinguere chiaramente. Discende così, lentamente, fino a raggiungere la soglia della materia reale, cioè il corpo fisico, secondo i vostri termini. E là comincia il lavoro che vi ho descritto da poco, e che, secondo il suo grado di evoluzione, lo spirito fa con totale coscienza o guidato dagli esseri superiori.

Lo spirito che ci ha trasmesso questi avvenimenti ha vissuto coscientemente tutto il processo di immersione e ce ne ha fatto parte con lo scopo di istruirci. Raramente succede questo, perché una discesa così cosciente non avviene spesso.

Ci eravamo accordati prima che cominciasse il processo, e così è stato fatto.

Io Sigwart vi ho parlato.

22 novembre 1921

Si, sono qui, io Sigwart!

Abbiamo ritrovato il contatto come era un tempo, ma con una grande differenza.

Ora non è più un corpo astrale costituito di sostanza grossolana che vi parla, ma un corpo spirituale affinato. Abbiamo creato una sostanza che faccia da legame tra noi, così non è più necessario implicare ogni volta il mio io profondo. Questo vi rassicurerà; so che temete sempre che la nostra relazione mi tiri troppo in basso. Noi tutti abbiamo preso la decisione di continuare, perché bisogna che le mie comunicazioni proseguano affinché un giorno quest’opera sia finita.

Potete immaginare la felicità che provo in questo momento in cui ritroviamo il contatto e in cui possiamo nuovamente comunicare come facevamo una volta.

 

Notte di san Silvestro, 31 dicembre 1924

Sì, sono presente io Sigwart.

Le vostre navi solcano un calmo oceano di fiducia. Più avanzate nell’età, più vi avvicinate alla Patria, la nostra Patria celeste.

L’afflizione che provate quando un membro del nostro cerchio lascia il corpo fisico, dovrebbe trovarsi diminuita. Non sono forse essi liberati dalla vita terrena che non è che una serie di afflizioni? Oh! Come sarei felice di vedervi seguire con il cuore coloro che vi precedono sulla strada che conduce al cielo con gioia e senza alcun dolore. Ma è difficile, lo so!

Il nostro amico M.H., recentemente deceduto, mi prega di trasmettervi i suoi saluti. Egli è già molto avanzato individualmente. Con il grande amore che mi porta e con la sua incrollabile fede nella mia attuale esistenza, ha già potuto legarsi a me, non del tutto naturalmente, ma solo alla parte più densa del mio essere, cioè con quella che non ha quasi più rapporto con la mia reale entità.

E’ molto felice di trovare la conferma di ciò che aveva appreso tramite le mie comunicazioni.

Vi ringrazia di tutto cuore dell’amore, dell’amicizia e della comprensione che gli avete dimostrato, e vi è grato per aver compreso il suo reale essere. Non si è mai sentito spaesato tra voi; eravate divenuti la sua patria, il suo focolare e tutto ciò non poteva che accadere.

 

(continua)

 

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