Un piccolo aneddoto della vita di Gabriele D'Annunzio e lo smascheramento di una menzogna

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Le mie delinquenziali simpatie nei confronti del Vate-Soldato sono ormai note al colto e all’inclita, e in maniera alquanto divertita prendo conoscenza dei malumori che suscita questa mia propensione per lui. Ma siccome il Cielo possiede, oltre che lungimirante spregiudicatezza, anche un curioso senso dell’umorismo, non si perita di inviare ad un malinquente lupaccio come me uno di quegli Angeli maliziosi e stravaganti, che disvelano le verità più «scomode» per coloro che vivono di menzogne, di affabulazioni, di abilmente mascherate finzioni  e disinformazioni.

Da molto tempo, vi è tutt’una cerchia politico-esoterica – pessima accoppiata quella dell’esoterismo prestato alla politica, e quella della politica, che inquina e asserve l’esoterismo – di stampo evoliano-kremmerziano, la quale cerca di «infeudare» la Scienza dello Spirito donata da Rudolf Steiner e la Via del Pensiero, alla quale Massimo Scaligero aveva votato la vita. Per di più, nel minestrone-macedonia evolian-kremmerziano-antroposofico – un «fricandò con le cipolle» lo avrebbe definito il mio amico L., un «fritto misto di totani, calamari e gamberi» lo definirebbe il mio fratellaccio d’armi C. – ci mettono pure abbondanti dosi di cattolicesimo del più sentimentale, e una qual certa deferente «tenerezza» nei confronti della nota Potenza Straniera d’Oltretevere. Senza molti infingimenti costoro affermano oralmente e per iscritto che la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner e la Via del Pensiero di Massimo Scaligero, sono una ottima introduzione al tantrico «Yoga della Potenza» di Julius Evola e alla sedicente «alchimia trasmutatoria» a base di stravaganti «omelettes» e «coctails» dai discutibili sapore e fattura, proposta da Giuliano Kremmerz.

In particolare, questi gaglioffi – autentici pendagli da forca – stanno riscrivendo all’indietro la storia dell’esoterismo italiano del trascorso secolo. In cotale poco nobile intrapresa di falsificazione della memoria storica, questi signori (si fa per dire…) si sono occupati del «Gruppo di UR», facendo addirittura un gruppo di tal nome su «Yahoo!». In tale riscrittura si fa le viste di «svelare» gli eteronimi, o gli ieronimi, dei vari componenti del Gruppo di UR. In molti casi, costoro mentono per la gola, in qualche caso hanno preso per veri taluni fraintendimenti di alcuni autori.

 Per esempio, Renato Del Ponte, evoliano e per decenni direttore della rivista «Arthos», persona onesta e limpida, indipendentemente dalle convinzioni «tradizionaliste» non condivisibili, scrisse in una sua rievocazione storica che ad «Arvo» corrispondeva il duca Giovanni Colonna di Cesarò, mentre è dimostrato che sotto tale pseudonimo si celava proprio Julius Evola, come si deduce abbondantemente dagli articoli inneggianti al «Neugeist» e alle sue «pratiche» allora in voga in Germania, e che mai il duca Colonna di Cesarò avrebbe potuto condividere. Del resto alcuni articoli di Evola con la firma di «Arvo» apparvero nell’edizione di «Introduzione alla Magia», edita dalla benemerita casa editrice Fratelli Bocca nel 1955, quando il duca era morto ormai da una quindicina di anni. Che «Arvo» in UR fosse Evola, era noto e reso pubblico sin dagli anni trenta da Mario Fille e Cesare Accomanni su «Asia Mysteriosa». Il duca Giovanni Colonna di Cesarò, figlio della Baronessa Emmelina de Renzis, si firmò «Krur» in UR, e cambiò il suo eteronimo in «Breno», quando KRUR nel 1929 divenne il nome della rivista, dopo la rottura tra Evola e i pitagorici Arturo Reghini e Giulio Parise. Il fraintendimento in buonafede è stato poi riportato il libri e riviste, e immortalato persino su Wikipedia, ove non vengono praticati rigorosi controlli sulla veridicità dei contenuti pubblicati.

Fraintendimenti in buona fede a parte, non possiamo tacere l’opera di falsificazione affabulante di quei figuri che sulla rete telematica affermano,  con una faccia tosta degna di un venditore di macchine usate scassate, un po’ tirando a indovinare e molto mistificando,  e pretendono di «rivelare» che per esempio un membro del Gruppo di UR, che in una monografia del 1927 si firma «Alba», sarebbe – a loro dire – la Principessa Elika d’Antuni del Drago, che già nel 1909 aveva accolto Rudolf Steiner a Roma a Palazzo Del Drago, ove tenne una serie di conferenze. Cotali gaglioffi fanno una serie di temerarie affermazioni, mettendo su un’operazione che Elleni e Romani – riferendosi alla falsa ostentazione di una spiritualità misterica – chiamavano «mistificazione».

Infatti, questi avventurieri dell’occulto – moralmente degni di quei gentiluomini di mare che gli ufficiali di Marina di S.M. Britannica erano un tempo usi impiccare all’albero di trinchetto come pirati – in una monografia apparsa in uno dei gruppi, facenti capo al motore di ricerca di «Yahoo!», dopo averci «comunicato» che Rudolf Steiner, dopo aver fondato la Seconda Classe della sua Scuola Esoterica col nome di «Mystica Aeterna» avrebbe – a loro dire – inutilmente chiesto a Theodor Reuss i cosiddetti «Arcana Arcanorum» del Rito di Misraim, che Reuss non avrebbe posseduto. Allora Steiner – sempre a loro dire – si sarebbe rivolto a Franz Hartmann, il quale lo avrebbe indirizzato all’Italia, essendo «l’Italia la fonte agognata dell’insegnamento». Chi fa una tale «misteriosofica comunicazione» sa di mentire per la gola, perché è noto che i rapporti tra il Dottore e Franz Hartmann furono sempre pessimi, e ciò sin dagli anni ottanta dell’Ottocento, quando già nel suo periodo viennese scrisse parole severe nei suoi confronti. E fin dal periodo nel quale Steiner era stato chiamato alla Presidenza della Società Teosofica in Germania, lo Hartmann operava attraverso Hugo Vollrath a costituire un gruppo teosofico a lui ostile a Lipsia.

 Nel proseguo, i nostri intraprendenti pirati dell’occulto sfrontatamente  affermano che: «Nel medesimo periodo, tramite Franz Hartmann, Steiner ebbe il suo contatto con l’Ordine Egizio, nella persona di Elika del Drago, principessa d’Antuni, e venne in Italia ripetutamente negli anni 1909, 1910, 1911 e 1912, per ricevere dai delegati dell’Ordine Egizio, le effettive pratiche, inerenti ai gradi 87, 88, 89 e 90 del Misraim. Di Elika del Drago, UR (1927) pubblicò l’insegnamento «De Naturae Sensu», sotto lo pseudonimo di Alba, giacché ella rappresentò veramente l’alba dell’antroposofia in Italia». Buum!!!

Si tratta di una palese e dimostrabile menzogna. Rudolf Steiner non aveva certo bisogno di venire in Italia per conoscere la principessa Elika d’Antuni del Drago nel 1909, perché la conosceva perlomeno dal 1907, quando ella partecipò alla rappresentazione del dramma di Schuré «I Figli di Lucifero», che fu messo in scena a Monaco. Vi è anche una lettera dello Schuré, inviata da Barr in Alsazia il 9 settembre 1907, nella quale il drammaturgo alsaziano scrive: « Sulla cartolina postale che vi ho inviato da Monaco, ringraziandovi della vostra, credo di avervi trascritto le parole della Principessa d’Antuni del Drago, mia vicina alla  rappresentazione:

«Sono sconvolta. Non li avrei creduti capaci di ciò». Anch’io sono rimasto sconvolto. Perché ero giunto con le più grandi apprensioni e come l’incredulo Tommaso. Dalla seconda giornata di replica al teatro ero rassicurato. Ho dato alcune indicazioni, espresso alcuni desideri per certi dettagli ai quali ci si è conformati il più possibile. Ma ho avuto molto più da imparare che da criticare. Perché Steiner si è rivelato un professore di dizione, uno scenografo di prim’ordine, un costumista, un tecnico geniale, che stupisce gli operatori con le sue conoscenze meccaniche (per esempio nella sistemazione della stella di Lucifero che appare e brilla in diversi modi in parecchi momenti del dramma). Ciò che era ammirevole e che ha notato anche la Principessa d’Antuni, con il suo gusto greco-latino, è l’armonia generale, il carattere religioso e sacro che egli ha saputo imprimere al tutto».

Mentre in un’altra lettera del 17 marzo 1909, inviata all’indologo Angelo de Gubernatis, così scrive:

« Tra il 24 marzo e il 3 aprile il dottor Rudolf Steiner terrà presso la Principessa Antuni del Drago  (Palazzo del Drago, alle Quattro Fontane) una serie di conferenze esoteriche sulla teosofia cristiana come egli la intende. La sua collaboratrice e organizzatrice, signorina von Sivers, mi ha pregato di indicare alla principessa un certo numero di persone interessate a questi argomenti. Siccome voi conoscete il tedesco e vi chiamate Angelo de Gubernatis, vi ho messo in cima alla lista».

Si trattava delle prime conferenze che il Dottore tenne a Roma, nelle quali incontrò pure Giovanni Colazza. Steiner a Roma fu il Maestro e la principessa Elika del Drago la discepola, non viceversa come affermano velenosamente gl’infidi kremmerziani.

Da decenni sono un appassionato ricercatore della figura della benemerita principessa. Nelle mie ricerche, condotte con l’ostinazione di un lupaccio affamato, ho avuto modo investigarne la biografia, anche attraverso amici della sua famiglia. Per cui – mi piace essere preciso nelle affermazioni in proposito – posso tranquillamente affermare che la nostra nobile discepola del Dottore si chiamava – è giusto riportarne i titoli – Donna Elika Spada Veralli dei Principi Potenziani, nata a Bologna il 7 ottobre 1874, e fu la seconda sposa di  Don Ferdinando Maria Cristina Urbano Filippo Giovanni, Marchese di Riofreddo e Principe del Drago, nato a Roma il 21 febbraio 1857 e morto, sempre a Roma il 2 Maggio 1906. E qui s’inserisce l’aneddoto dannuziano del quale è cenno nel titolo dell’articolo. Dalla testimonianza di Giuseppe Tavanti risulta che:

«Gabriele D’Annunzio venne a Montecatini accompagnato da Angelica Spada Veralli, da poco vedova. Montecatini Terme ha reso omaggio a Gabriele D’Annunzio con un concerto monografico dedicato alle sue liriche che furono messe in musica dal conterraneo Francesco Paolo Tosti. D’Annunzio fu ospite illustre delle Terme: il poeta vate venne a Montecatini portando con sé tutto il fascino raffinato e decadente che accompagnava la sua figura di letterato, insieme al clamore scandalistico che suscitò la sua vita privata. Già annunciato nell’estate del 1901, il poeta giunse sicuramente alle Terme il 21 Luglio 1906, come attesta la firma sul libro d’onore del Grand Hotel & La Pace. Con lui venne la Principessa del Drago, ossia Angelica (più confidenzialmente Elika) Spada Veralli dei principi Potenziani, sposata con Ferdinando dei principi del Drago e marchese di Rioffredo».

Ulteriori ricerche mi fecero constatare che la nostra principessa, discepola fedele di Rudolf Steiner, della quale possiedo un autografo dedicato alla baronessa de Renzis, risulta esser deceduta il 18 ottobre 1919. Quindi non può aver partecipato al Gruppo di UR, né tampoco aver scritto nel 1927 l’articolo «De Naturae sensu» sotto l’eteronimo di «Alba». Del resto mi risulta che nessuna donna scrisse nelle monografie del Gruppo di UR, infatti neppure la principessa Ersilia Caetani Lovatelli si nasconde sotto l’eteronimo di «Ekatlos, come affermato dai mistificanti kremmerziani e poi ingenuamente riportato da altri.

Chi dunque era l’«Alba», autore del suddetto articolo, che non era antroposofo? Pur conoscendolo, non voglio rivelarne il nome, sia perché non voglio fornire ai pirateschi scarrafoni dell’italiota occultismo fognardo una notizia ch’essi poi sfrutterebbero sporcandola, sia perché mi è stato insegnato esser cosa buona che «i demoni della curiosità devono essere fatti morire di fame».

Ci sarà modo di ritornare sulla speculazione falsificatrice in opera ai danni del Gruppo di UR, dei nomi di Rudolf Steiner, di Giovanni Colazza e di Massimo Scaligero. Gli amici dovrebbero guardarsi dal bersi come verità quanto su un social forum come Facebook circola sotto i più disparati nomi sedicenti antroposofici scientifico spirituali, ove viene spacciato l’immangiabile minestrone catto-evolian-antropo-kremmerziano, proposto da personaggi che sono patenti provocatori, dediti alla mala arte della falsificazione e della mistificazione.

Dispiace infine leggere su «Antroforum» un articolo intitolato «Come sviluppare l’immaginazione. Uno scritto di Elika del Drago?», a firma di P. C., ove è detto:

« Secondo alcuni, la principessa Elika del Drago, partecipò al gruppo di UR, con lo pseudonimo Alba. Ur nel 1927 pubblicò postumo il saggio “De Naturae Sensu”, che credo di aver trovato in internet, e che mi ha colpito parecchio nel suo complesso. Si intravede come nasce la facoltà immaginativa, grazie all’osservazione della natura e alla relativa risposta interiore. Moltissimi spunti di riflessione di cose che ci accadono speso nella vita, ma che se non coltivate, vanno nel dimenticatoio.

Poiché l’ho trovato su un sito kremmerziano, in cui erano state evidenziate le parole Rito e Fuoco nel finale, come per evidenziare, un particolare rito del fuoco conosciuto in quell’ambiente, volevo chiedere se questa evidenziazione, secondo voi, è stata un’aggiunta postuma. Qualora fosse così, secondo voi a quale rito, la principessa ha fatto riferimento? Potrebbe essere quello della concentrazione o meditazione quotidiana?».

Conoscendo quanto sia inquinata la fonte kremmerziana, colpevole della suddescritta mistificazione, forse sarebbe d’uopo consigliare l’autore del suddetto articolo di essere alquanto più prudente nel proporre esercizi che hanno come scopo lo sviluppo non della «immaginazione creatrice» della Via rosicruciana, bensì della «percezione magica» di una Scuola occulta che non è quella di Rudolf Steiner. E parimenti dovrebbe essere più diligente e rigoroso nella verifica delle fonti, per non diffondere involontariamente notizie che sono vere e proprie menzogne. Come si dice amici avvisati…

 

 

7 pensieri su “Un piccolo aneddoto della vita di Gabriele D'Annunzio e lo smascheramento di una menzogna

  1. Il “buon” Hugo s’è dimenticato di menzionare, sul web, Il CentroStudiLaRuna, che a lato di espressioni politiche molto caratterizzate, ha un buon sotto-sito esoteristico, parte del quale dedicato alla Scienza dello Spirito con articoli buoni/decenti di qualche discepolo di Pio. Sotto questi articoli, nei commenti (perlopiù seri e sensati) ha nidificato un intruglio di “iniziati” del tipo di cui parla Hugo. Iniziati veri poiché sanno dove riporre l’Opera di Steiner che porta ad una semplice “iniziazione mercuriale” e non solare…e così via delirando… Della serie “la mamma degli “iniziati” è sempre gravida” :(

    • Isidoro, dalla volontà possente come un toro,
      in effetti nel mio orsolupesco infierire sull’immonda masnada di scarrafoni che tutto corrompono, inquinano e caricaturalmente deformano, avevo improvvidamente obliato il Centro Studi la Runa, ove sono ospitati acerbi nemici giurati del nostro Massimo Scaligero, come A. B. e altri, ma anche persone come C. D. e E. F. che stanno dietro a facebookiani account, e si sono infiltrati altresì in altri, e partecipano a gruppi apertamente Evoliani, kremmerziani e magico-cerimoniali, ove vedo persino il sedicente “scaligeriano” G. H., e il dalmata-ambrosiano I. L., fare dialoganti e dialettiche gentilezze e complimenti alla masnada dei profanatori, attuando una alquanto inintelligente “intelligenza col nemico”, e meritando la fucilazione a sale nel… fondo schiena. In quei siti i discorsi sono alquanto più espliciti, sia in senso politico, sia in senso esoterico deviato. Finiscono sempre su quella “magia sexualis” che il nostro Massimo divertito dileggiava, descrivendola come “un mescolare incenso e mutande”. Dimenticavo che M. N. e O. P. oltre alle tenerezze per la nota Potenza Straniera d’Oltretevere, aggiungono al “fricandò con le cipolle” del loro multiforme esoterismo da Circo Barnum le stravaganze kabbalistiche caricaturali di Mikhail Omraam Aivanov, il quale rubò a Rudolf Steiner, rubò a al bulgaro Peter Deunov, fece commercio lucroso con la sua Fraternité Blanche, e commercio sessuale sperimentando il suo kabbalistico tantrismo nello stupro di una discepola, per il quale fu arrestano e trattenuto come gradito ospite negli “alberghi” del gallico Ministero della Giustizia. E molti nostri sprovveduti e distratti amici fanno gli svenevoli nei commenti ai post aivanoviani che i suddetti figuri spesso hanno spacciato per insegnamenti di Steiner. Tre soluzioni romane al problema: “ad metalla, ad galeras, ad leones”. Ma forse dovremmo risparmiare ai bravi, e sensibili leoni l’acida e difficile digestione di questa masnada di scarrafoni. Certo che l’italico esoterismo è messo davvero bene, “quoniam numerus stultorum est infinitus”!

      Hugo terribilissimo,
      cui il baccalà alla livornese
      piace tantissimo.

      • Isidoro, dalla mia amata Iside donato,
        le espressioni “iniziazione mercuriale” e “non solare” fanno parte del gergo kremmerziano relativo ai “separandi lunare, mercuriale e solare” dei quali Ciro Formisano, il “Mago di Portici”, in arte Giuliano Kremmerz, parla nei suoi insegnamenti riservati ai Maestri di Myriam, ove descrive delle sedicenti operazioni “alchimiche” a base sessuale (che il buon gusto e la buona coscienza prescrivono di non descrivere in questa sede), operazioni nauseanti che di alchemico nulla hanno. Operazioni analoghe a quelle che a quelle che il fetentissimo mago inglese Aleister Crowley prescrive nel suo Ordine “Astrum Argentinum” e nell’Ordo Templi Orientis, che tanto sta spopolando – facendo più guaidella grandine, dei terremoti, delle inondazioni e di Fukushima messi insieme.
        I suddetti filibustieri – e con loro il ciociaro oramai patavino, sedicente Gran Hierophante dell’Ordine Egizio, che su Facebook si firma N.r. O. – vorrebbero adoprare il nome di Massimo Scaligero e di Rudolf Steiner, deformandone insegnamenti e pratiche interiori,per ridurli a “introduttori” alla Via della Potenza di Julius Evola, con annesso un sedicente Yoga tantriko di sua invenzione (come con parole di fuoco stigmatizzava il grandissimo Giuseppe Tucci), alla sedicente “alchimica magia trasmutatoria” di Giuliano Kremmerz, e agli stomachevoli orgiasmi del magazzo inglese, assatanato di sesso (Maximus Scaliger ita dixit…), Aleister Crowley.
        Il Dottore affermava che la menzogna va bollata a fuoco.
        La purezza di ciò che si ama va difesa, e l’amore dell’idea implica la compromissione più militante.

        Hugo, che quando è ridotto in malo stato,
        lui si pappa le patate con lo stufato.

        • I riottosi elementaluzzi telematici si fanno un dovere quando scrivo di spostare parole e intere frasi, rendendo poco comprensibile il discorso. ecco la correzione di un pezzo sopra riportato:

          ***Operazioni analoghe a quelle che il fetentissimo mago inglese Aleister Crowley prescrive nel suo Ordine “Astrum Argentinum” e nell’Ordo Templi Orientis, che tanto sta spopolando – facendo più guaidella grandine, dei terremoti, delle inondazioni e di Fukushima messi insieme.***

          Magnam humillime veniam tibi, carissime Isidore, petam!

          Hugo che, sine ullo verbo,
          un pitagorico silenzio
          fedelmente sempre serbo.

  2. Beh questo articolo lo sottoscrivo in pieno e lo controfirmo. I cosidetti antroposofi “informati” dello stivale stanno oramai iniziando a valicare i confini del vomito spontaneo. Quelli della decenza li han superati da mo’…

    Si riciclino come scrittori fantasy e smettano di spacciar fandonie.

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