AMULETI E TALISMANI

 talismani

Vorrei brevemente affrontare una caratteristica umana che è antichissima ma perdura in tantissimi atti della vita contemporanea. Ognuno può osservarsi e vedere da sé quanto, sia poco o molto, riesca ad incidere nei fatti più comuni.

Devo purtroppo iniziare partendo da una ambiguità originaria, cioè presente nei termini antichi.

L’amuleto deriva dal latino amoliri (rimuovere) o dall’arabo himālah (ciondolo o pendaglio)? Io non lo so e non essendo filologo continuo tenendo per me questo angosciante interrogativo.

In ogni caso l’amuleto si riferisce ad oggetto “ capace di stornare influssi negativi di vario genere per colui che lo indossa”.

Nell’uso corrente l’amuleto è anche sinonimo di talismano per il fatto che entrambi portano vantaggi a chi gli adopera.

La differenza consisterebbe che l’amuleto ha un precipuo scopo protettivo, mentre il talismano garantirebbe al possessore il raggiungimento di beni desiderati.

L’uso degli amuleti è documentato fin dalla preistoria. La materia di fabbricazione poteva (può) essere tratta da ciascuno dei tre regni naturali e le forme erano (sono) svariatissime: forma e sostanza erano (non ripeto più il verbo al presente ma ci sta sempre) in relazione con quella che sarebbe stata la loro funzione, anche in virtù del mana che erano capaci di sprigionare.

Oro (incorruttibile), rami di corallo…e in genere oggetti o rami puntuti (molto potente è un ramo biforcuto di larice falciato dall’albero in luna piena, tenuto a riposo in lino bianco), capaci di infilzare l’influsso molesto. Poi si usava l’ambra con la magica capacità di elettrizzarsi, radici con forma somigliante ai genitali umani, ecc.

Usatissime le piante: la ruta contro l’invidia, il ciclamino propizio alle partorienti, la verbena adoperata in Roma dai feziali che si recavano in territori ostili. Infine chiodi di ferro (le punte ferrose spaventano anche ora certi esseri fisicamente invisibili), ferri di cavallo e altro ancora.

Con il Cristianesimo mutò, in parte, l’atteggiamento e parte degli oggetti: vennero usati come amuleti crocette, monogrammi, reliquie di martiri, perlopiù false.

Divertente la distinzione che la Chiesa cavalcò quanto prima: tutto ciò era diversissimo dalla vecchia superstizione pagana, poiché tali oggetti erano muniti di “virtù intrinseca” capace di preservare dai mali naturali o dagli attacchi diabolici per la particolare protezione di Dio e dei Santi.

Dunque sappiate che dire “amuleti cristiani” è ciò che vi confina tra i protestanti ed i razionalisti.

Naturalmente i cristiani più primitivi continuarono a paganeggiare in beata ignoranza e perciò ad usare ferri di cavallo, campanelli, pietre semi-preziose, chiodi e legni stappati dai sepolcri, per non parlare di antichi segni e simboli zodiacali.

Abbiamo negli attuali musei scongiuri scritti su piombo o marmo e gremiti da nomi angelici insieme a indecifrabili parole mai pronunciate da uomo. Furono impressi sui casolari (e in lapidi funerarie) disegni di ruota, svastika, pesce, ecc.

Il Rinascimento portò in auge i misteriosi rapporti tra i pianeti e, a seconda dei casi, il loro riflesso terreno in certe pietre preziose, minerali rari, piante e animali singolari.

Poi, l’isteria verso le streghe aumentò alla pari del malocchio (pura superstizione…ma andate a raccontarlo a chi non c’è più, defunto senza cause apparenti. Gli occultisti calcolarono che solo nel sud dell’Italia nei primi decenni del secolo scorso, furono ben oltre il migliaio le vittime della…superstizione).

Avendo scambiato tali fantasie per realtà, fiorirono tutti i mezzi possibili per difendersi contro la stregoneria e altri incidenti di percorso.

Del resto, anche nel presente, molte persone, spesso istruite, praticano seriamente l’uso della mascotte, credono al benefico tocco del ferro, non usano certi colori sulla propria persona, ecc.

Dimenticavo di segnalare che la Chiesa cattolica definisce due gradi di peccaminosità in tali pratiche: più blanda la prima, è chiamata di “vana osservanza”, la seconda è più severa ma scusate, non ricordo il nome che ha a che fare con la magia: in ambedue i casi siete in condizione di peccato mortale.

Vorrei che ciò fosse del tutto chiaro per quanto vi indicherò ora.

In Medio Oriente viene chiamato “il talismano di Bidouh” La leggenda vuole che si chiamasse con tal nome il carovaniere a cui tutte le cose andavano sempre bene.

Ora fate attenzione: prendete un cartoncino quadrato, poi tirate due righe equidistanti in verticale e fate lo stesso in orizzontale.

Devono venir fuori nove caselle tutte uguali. Poi riempite ogni casella con un numero. Facciamolo in orizzontale.

Allora, le prime tre caselle (orizzontali) saranno, da sinistra a destra riempite con: 4, 9, 2.

La seconda fila con: 3,5, 7.

E la terza con: 8,1,6.

In qualunque direzione, anche diagonalmente, si sommino i numeri di una fila, il totale è 15, numero sacro poiché l’uno e il cinque corrispondono alle due prime lettere del nome Jehovah.

La tabella può essere modificata per usi buoni o malvagi e questo non lo scrivo.

Se ci credete, legatela come una collana sul petto e sotto i vestiti.

Se non ne vorreste più saperne, dopo aver compilato questo Sudoku magico, abbiate l’attenzione di bruciarlo completamente.

Buona fortuna!

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5 pensieri su “AMULETI E TALISMANI

  1. Quando Isidoro
    entra nel porto
    e vuoi essere cortese,
    puoi comprare un cane morto
    e pagarlo a fine mese!

    Questa di Massimo battuta scherzosa
    rivolgo a Isidoro con intenzione virtuosa!
    Per evitar ogni superstizione
    io mi faccio tanta Concentrazione!
    Il tempo corre e l’ora è tarda
    e il povero Hugo al letto guarda!

    Hugo che la sera non pappa il tonno
    perché sempre gli fa venir di molto sonno.

  2. @ nemmeno rispondo/al virtuoso concentrazionista/che vittima dei sortilegi/ sarà in prima lista.

    @ …al chiar di luna, con pioggia e vento/ se non t’attrezzi/ sentirai che tormento…sotto il gran noce di Benevento :)

  3. Isidoro, se vuoi farmi la fattura,
    con l’IVA devi farla sei vuoi matura.
    Per non andar contro natura,
    e per vincer lotta futura,
    mo’ vo a letto addirittura!

    Hugo che per non esser morituro
    porta le pecore sul tratturo.

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