CONFERENZA DI MASSIMO SCALIGERO DEL 1 APRILE 1978

Massimo Scaligero.

01.04.1978

(cliccare sulla data in azzurro per ascoltare)

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“Bisognerebbe poterci dire tutto con amore e fiducia, così potrebbe sperimentare ciò che in noi è verità o menzogna. Ma questo manca tra noi perchè ognuno ha il suo punto di vista unico e crede di possedere già tutto. Come comportarsi in questi casi ?”

porgere la mano

Siccome non è un caso questo, ma è un insieme di circostanze che può avere diverse forme, quindi siamo un pò nel campo delle generalità, il punto di vista di ciascuno, eccetera… poi  l’amore, la fiducia…. a questa domanda io credo che si possa rispondere così: rinunciare a pretendere da altri questa aurea regola dell’amore e della fiducia, con fiducia che questo sia però possibile, è attuarlo, noi: sia colui che nota questo e che sente che la mancanza di questa connessione di amore e di fiducia impedisce una armonia tra diverse persone… è lui che deve cominciare a realizzarlo, si deve talmente avere fiducia in questa regola interiore da poterla trasmettere mediante la propria realizzazione, perchè l’essere addolorati dal fatto che da fuori certe volte non si accoglie, non si riceve, non si ha la sensazione di un simile accordo, questo essere addolorati, non è producente, anche perché le situazioni sono molto fluide e formalmente ….. diverse, e possono nascondere contenuti che noi non supponiamo, per cui per esempio, una ginnastica molto importante è – dinanzi a delle situazioni in cui si nota questa carenza – giustificare continuamente l’altro, e dire “può darsi che non si sia accorto di questo, può darsi che abbia avuto un altra ispirazione, può darsi che questo significhi altro”. Altrimenti noi stessi ci togliamo la possibilità di esercitare quella relazione che vorremmo dagli altri.

Quella relazione dobbiamo iniziarla noi, con la fiducia che dopo agisca e sia sentita dagli altri. Comunque vedremo se si può ancora dire ancora qualche altra cosa su questo.

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 “I sogni premonitori sono da considerarsi una manifestazione del nostro doppio perfezionato, o un aiuto divino indipendente dai nostri desideri e dalla nostra volontà ?”

Sogni premonitori (2)

Ecco, i sogni premonitori sono una bella responsabilità, perché sarebbe meglio non averli. Tuttavia se ci sono implicano da parte nostra – se riguardano noi – comportarsi come se niente fosse, come se non sapessimo nulla, perchè il futuro è sempre, in quanto divenire, in quanto accadimento…, è sempre il processo del karma. Ora il karma noi non lo dobbiamo sfuggire. Se un occultista sa, mediante un sogno, che passando per la via per la quale passa ogni giorno gli cadrà una tegola in testa lui ci passerà, ci passerà perchè sa benissimo che se non ci passa la tegola gli viene in un altro modo; quindi un occultista, per esempio, difficilmente si fa predire il futuro, perchè non ne ha proprio bisogno.

Mentre può darsi che il sogno sia premonitore a beneficio di altri, e questo può essere positivo. Può essere positivo anche nel caso che riguardi noi, ma che sia per esempio l’incentivo allo sviluppo di una qualità interiore che ci è urgente, e allora va molto bene, ma se si tratta di un fatto rientra nel processo del karma, e quindi noi ci dobbiamo comportare come se niente fosse . Se invece si tratta di qualcosa che riguarda altri, noi possiamo aiutare gli altri mediante questa intuizione, e lì però è la responsabilità di trovare la forma di come aiutare l’altro, perchè ci sono molti casi in cui avvertire l’altro significa peggiorare la situazione. Immaginiamo che possiamo predire un terremoto: intanto non si sa la data, e poi non è veramente possibile traumatizzare una popolazione avvertendo del terremoto… e se poi non viene ti pigliano per uno jettatore, e quindi i sogni premonitori sono qualcosa che noi dovremmo perdere lungo la strada, e lo sviluppo interiore ci porta a stendere un velo su questo. Perchè… – e qui non è che noi abbiamo ancora risposto a questa domanda…- l’occultista deve conoscere soltanto ciò che riguarda il lavoro interiore, ossia la lotta che si svolge sul piano spirituale. Avere premonizioni in questo senso, quello va benissimo, perchè noi possiamo sapere quali provvedimenti interiori dobbiamo prendere per determinate situazioni difficili, quindi siamo a un livello in cui il conoscere il futuro può essere utile, ma si tratta di processi spirituali, processi della evoluzione. Noi possiamo sapere che a un certo momento una data collettività attraverserà una difficoltà grave, per cui è importante che i rappresentanti spirituali di questa collettività operino ritualmente, operino spiritualmente, operino apostolicamente, e questa premonizione va benissimo, ma riguarda il piano spirituale. In questo senso si può dire che è un aiuto dell’Io, e quando abbiamo detto… piuttosto che di un doppio perfezionato, io capisco che cosa vuol dire qui, ma noi possiamo parlare dell’Io, dello spirito, ma quando questo riguarda lo spirito possiamo dire che viene dal divino, quindi è il divino che dà a qualcuno la possibilità di conoscere l’urgenza di una certa azione interiore da svolgere, allora colui che ha questo sogno può anche fare in modo da sollecitare provvedimenti interiori, sollecitare personaggi, e quindi collaborare a ciò che è richiesto dal divino.

Qui c’è una domanda che non so se affrontare, ma per passare poi a quelle più impegnative, possiamo prenderla come una specie di transizione piacevole.

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 “Alla televisione hanno raccontato questo: poco tempo dopo la caduta di un albero di noci, una gallina che viveva in un pollaio sottostante, ha cessato di fare uova normali, e si è messa a fare soltanto uova col guscio duro, giallo e variegato come quello del guscio delle noci”.

Nest with Golden Eggs

Certo sarebbe stato bello se avesse cominciato a fare le uova d’oro, perché sopra c’era una cassaforte che hanno rubata con i lingotti, allora quella che era abituata a stare… a un certo punto fa le uova d’oro… ma allora non l’avrebbero portata alla televisione, l’avrebbero nascosta…

Ora questo… e siccome il mondo animale vive veramente sul piano vegetativo e in comunione con le forze della natura, io non è che qui pretenda spiegare scientificamente e razionalmente il fenomeno, lo posso intuire, però dovrei contemplarlo in un altro modo, e questo forse avverrà, se avrò tempo, comunque è spiegabilissimo col fatto che c’è un rapporto assolutamente obiettivo tra il mondo animale e il mondo vegetale. C’è tutto un mondo animale che ha continuamente queste influenze, per cui determinati animali hanno il colore…- per esempio, lucertole, ramarri, grilli – che hanno il colore dell’ambiente in cui vivono, ci sono quelle belle cavallette verdi, oppure le stesse cavallette in un ambiente spinoso, grigio, hanno lo stesso colore, si confondono coi rami, voi guardate la mantide religiosa, etc… Le galline sono veramente degli esseri ritmici e legati al mondo vegetale in una maniera armonica. Quindi è chiarissimo che a un certo punto l’assenza di questo elemento che serviva come quadro alla produzione dell’uovo a un certo punto traumaticamente ha reagito dall’interno. E’ un fenomeno del mondo eterico, dell’etere della vita che è identico sia nel mondo vegetale come nel mondo animale. Comunque passiamo adesso a domande più severe.

Vorrei riunire due domande che sono quasi sullo stesso…

“L’unicità del rapporto e il senso verticale della Via al superamento del sesso”.

L’altra è:

“Come può la compassione trasformare in me la paura in venerazione.Può la compassione in me risvegliata trasformare la paura dell’altro in coraggio e fedeltà?”.

Forse le domande vanno separate.

Allora, quella sulla unicità la unisco invece a una domanda che viene dopo.

E invece affrontiamo questa:

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 “Come può la compassione trasformare in me la paura in venerazione. Può la compassione in me risvegliata trasformare la paura dell’altro in coraggio e fedeltà?”

compassion

La paura dell’altro.

“Come può la compassione trasformare in me la paura in venerazione”.

Non c’è bisogno, perchè se c’è la compassione…. La venerazione è già in germe nella compassione. Ho la sensazione però che qui occorra veramente capire che cos’è la paura. La paura è una forza del volere che sfugge all’Io. E sfugge tanto che incide sul fisico. E minimamente sul sistema neurovegetativo, e poi ci ha la sua ripercussione nell’organo cerebrale. Quando c’è questa minima alterazione noi possiamo andare dalla nevrosi ossessiva alla psicosi. Se invece non c’è questo, cioè non si arriva… c’è una forma di paura che può anche allarmare ma allora il personaggio si può anche far visitare: non ha niente, è sanissimo, è forte, è muscoluto, fa la ginnastica, ha buon appetito, però ci ha paura.

Lì …il “feffo”, il sesso volevo dire, è importante perché la brama non risolta, non purificata, non scaricata, non trasformata, diventa paura e si tratta di vedere perché.

Perché questo trapasso dalla brama alla paura riguarda soltanto coloro che hanno responsabilità interiore, perché altri con la brama se la cavano benissimo perché la soddisfano, e poi, soddisfatta, ritorna; poi ritorna e passano la vita cercando questa soddisfazione continua, e deve arrivare il momento della resa dei conti psicofisica e quindi lì lavora il karma. Mentre invece qui si tratta di qualcosa inerente al lavoro spirituale, lavoro spirituale, brama non risolta. Oppure c’è qualche altra cosa che può dare la paura: per esempio un eccesso di lavoro interiore, un eccesso di tensione interiore. Per esempio per impegni di lavoro. O preoccupazioni. Tuttavia è quasi sempre una questione che riguarda la sede istintiva.

E allora l’arte è di lavorare molto con il pensiero, ossia con un pensiero che scavi in profondità, e che divenga energico obiettivamente.

Che si intensifichi in maniera da assorbire la corrente della volontà perché la paura non è altro che volontà sfuggita all’Io. E’ forza che sfugge all’Io. Quindi noi questa forza la possiamo riprendere.

Sta a noi compiere un atto, potremmo chiamare un atto energico, gagliardo, o estremo, insomma come volete voi, dinamico. Un atto in cui noi affermiamo qualcosa che appartiene a un principio opposto a quello da cui viene la paura e adesso chiariremo il perché.

Perché ho due domande che mi richiamano proprio alla struttura dell’uomo che è una struttura paradossale. Una struttura che è una contraddizione, per cui l’uomo deve morire mentre non dovrebbe morire.

L’animale deve morire perché non muore, perché il suo Io sta altrove, quindi non muore. L’animale si annienta con le forme ma il suo Io vive, il suo Io continua a vivere negli altri animali. Quindi l’animale non muore mai, così la pianta.

L’uomo invece ha il suo principio in se stesso, e l’uomo non dovrebbe morire. E invece l’uomo muore, perché? Perché distrugge il proprio strumento mediante le forze con cui acquisisce la coscienza di se stesso.

Per acquisire una coscienza dell’Io si serve delle forze dell’Io contro l’ordine dell’Io. E questo paralizza tutte le forze dell’astrale e dell’eterico fino al fisico e quindi …. non solo la nascita degli istinti e delle passioni e quindi la paura, ma quindi anche la malattia e la morte. Però tutto questo è bellissimo perché?

E’ necessario perché l’uomo faccia con l’Io…, daje ‘na botta …, faccia con l’Io… non si chiama più Italia… daje ‘na botta, va’!  (nota dei trascrittori: qui Scaligero, dopo tanta stoica pazienza rivolge un pensiero gentile a chi è fonte di tanti schiamazzi e disturbo sulle scale)…. faccia con l’Io immanente ciò che è già presente nell’Io vero, nell’Io spirituale, ossia nell’Io autentico. Quindi, perché l’uomo faccia questo deve essere libero e si trova dinanzi queste situazioni …. antinomiali, come possiamo dire? Contraddittorie, assurde: è un assurdo. E allora la risposta a questa domanda­, lavoro di pensiero, la compassione è importantissima, è la chiave di tutto. Perché? Lo vedremo adesso rispondendo alle altre domande.

Cum patior. La compassione è la forza mediante cui noi andiamo incontro al calore potente degli istinti e lo assorbiamo come una forza di amore. E questa forza d’amore trasforma gli istinti. Deve essere compassione ma non nel senso pietistico, ma nel senso etnologico, come un sentimento che irradi per tutti gli esseri che soffrono questa soggezione, si dibattono in questa brama che li travolge, ne fa quello che vuole e poi li rigetta in una sfera continua di dolore e di delusione. Quindi come non cominciare con la compassione… quindi va benissimo questo….

E allora….

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“L’unicità del rapporto e il senso verticale della via al superamento del sesso”

L’altra domanda è:

 “Ma che cos’è la Pietra Filosofale?”

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Quindi, ritorniamo alla costituzione dell’uomo, e voi la conoscete bene quindi mi consentite di essere breve, perché… non stiamo qui a fare…

La costituzione dell’uomo è tripartita: testa, torace, sistema del ricambio, degli arti parliamo dopo. Nella testa… la testa è strutturata dalle forze più alte dell’universo, a prima Gerarchia. La zona mediana è strutturata dalla seconda Gerarchia. Il sistema del ricambio è edificato dalla terra, appartiene alla terra, perciò lì agisce la gerarchia più potente, la prima Gerarchia. Ora, nella struttura – abbiamo parlato della struttura – ma altra è la struttura dell’uomo, e qui abbiamo forse anticipato, quando noi abbiamo detto che la sede del ricambio è strutturata dalla terra ci dobbiamo fermare perché la prima Gerarchia la dobbiamo chiamare in un secondo tempo.

Ed è questo: che in questa struttura è una descrizione che riguarda l’uomo ma noi non la viviamo affatto nella coscienza, perché nella coscienza il rapporto è capovolto.

Perché nella coscienza della testa noi viviamo con la terza Gerarchia; nella sede mediana viviamo con la seconda, in quella che è la zona più profonda viviamo come avevo anticipato con la prima Gerarchia, ossia: per dominare ciò che è afferrato dalla terra e per dominare i processi della terra che vanno dalla nutrizione all’assimilazione fino all’espulsione delle deiezioni occorrono le forze più alte dell’universo che poi voi le vedete agire strutturalmente nella testa.

E’ questa l’antinomia dell’uomo, perché l’uomo ha la coscienza di sé nella testa. E come? Là incontrando ciò che nella testa corrisponde alla terza sede, ossia alla sede della terra, ossia del sistema del ricambio. L’uomo acquisisce coscienza di sé non tanto dal cervello cerebrale quanto dal cervello ritmico, metabolico, ossia dal cervello che appartiene alla terza sede, ossia alla sede della terra, lì dove il cervello ha processi di ricambio. E’ lì che l’uomo è inchiodato alla terra.

Adesso guardiamo il sesso.

Il sesso è l’azione della prima gerarchia nella sede più profonda, la sede del ricambio, in cui è inserito il sistema della riproduzione di tipo animale, che per funzionare, non per l’animale ma per l’incarnazione dell’uomo, ha bisogno che insieme alla brama animale, e qui l’animale c’è, ma complicata da ciò che di deteriore c’è nella psiche umana, perché magari fosse la brama animale: l’animale è puro e casto, agisce secondo la natura, l’uomo complica con la immaginazione e fa del sesso qualche cosa di demoniaco. Beh, qualcuno dice, ma come, è tanto bello il sesso, è così dolce. Eh no, è proprio lì sotto che c’è quel sordo fòdere, Arimane (nota dei tr.: il verbo latino fòdere ha il senso di scavare, erodere, eccitare, tormentare). Quindi, situazione veramente…

In questa situazione, perché si incarni lo spirito deve agire la prima Gerarchia, la quale coinvolge la seconda e la terza, e questo spiega il fatto che anche l’essere più… direi… più safi e tutufu (nota dei tr.: anagramma di una salace espressione calabrese, scherzosamente, abitualmente usata da M. S.),  intendiamoci, più greve, in quel momento lì sente la beatitudine, sente e siate boni, boni, boni, insomma si sente afferrato in una sfera divina. E cerca questo, lo cerca per quel momento, e poi cerca di riprodurlo artificiosamente, e poi gli sfugge, allora cerca altri mezzi fino ad arrivare a potenziare ancora il demoniaco. Ecco perché il sesso è difficile a superare, perché mediante questa soggezione gli ostacolatori dell’ uomo posseggono l’uomo, e lo posseggono usando la conferma della situazione antinomiale, ossia che l’uomo soggiaccia alle forze che vengono dalla terra in modo che il mondo degli istinti domini la sede mediana e poi domini il pensiero. Dominando il pensiero, il pensiero poi diventa scienza, diventa ideologia, e allora il pensiero giustifica la situazione di soggezione al sistema del ricambio ossia all’animale, ossia a Darwin, alla evoluzione animale, al materialismo. Allora l’ideologia ti giustifica tutto ciò che è materialistico, oppure tutto ciò che è istintivo. E allora vogliamo l’uomo vero, allora scateniamo gli istinti, e così abbiamo i criminali, gli psicotici. E’ questa le pedagogia che obbedisce… adesso è inutile insistere su questo perché già l’abbiamo detto parecchie volte. Però, il superamento del sesso, il superamento del sesso, lo dicemmo mercoledì, è la via del Graal, è una via iniziatica, quindi è la possibilità di capire che il sesso è un’esperienza che si deve compiere in senso verticale perché si muove dalla testa al muladhara ,ossia gli organi… la sede degli organi di riproduzione, lungo la colonna spinale c’è tutta una serie di lotta di forze e c’è la possibilità che l’uomo folgori il sesso con la luce che viene dalle gerarchie impegnate in questa operazione. Questa è una possibilità iniziatica. Ma c’è la possibilità di cominciare ad accogliere il sesso senza egoismo, ma uno che cominci questo si accorge che per questa redenzione del sesso, che è la massima conquista dell’uomo, occorre un’unica esperienza del sesso, con un essere solo, a cui sia legata l’esperienza, perché quest’essere solo, a tutti i gradi contiene, offre la possibilità che il sesso sia risolto, e toglie all’uomo, educa l’uomo a non cadere nel sofisma che là dove non riesce sia possibile riuscire con un altro essere, quindi alla prostituzione che è la legge del sesso da dopo Caino, dopo Caino comincia la legge della reincarnazione, e quindi della prostituzione dell’uomo per cui: un uomo molte donne, una donna molti uomini e questo…

Non facciamo del moralismo. Facciamo semplicemente la Scienza dello Spirito. La Scienza dello Spirito è la scienza della reintegrazione dell’uomo. Se l’uomo vuole veramente vincere deve attaccare lì dove lui cade sempre, e allora si spiega il mito del Graal, perché Amfortas cade, Parsifal vince.

Allora, guardate come vince; vince perché prima di tutto è fatto di tutto coraggio e di tutta potenza della volontà, perchè che possiamo tradurre… potenza interiore di pensiero.

Quindi Parsifal vince. La via della unicità è il segreto, perché l’uomo può cominciare l’esperienza con una donna e poi si secca, perché la brama gli dice: ce n’è un’altra che è più bella, con lei lo puoi fare meglio. E lì la brama si riattizza. Mentre proprio con l’essere che non suscita la brama deve continuare a fare il sesso, perché c’è un momento in cui la brama deve lasciare il sesso, in modo che l’uomo possa arrivare a conoscere un alto segreto dell’operazione del sesso, per cui può scoprire, e qui posso dire una frase audacissima, che il sesso non è fatto solo per fare figli.

Quello è l’unico scopo: fare figli, non ce n’è altro.

Però quando comincia quella redenzione il sesso è la via per poter raggiungere la reintegrazione dell’uomo, in modo da scioglierlo alla radice, ma per questo occorre veramente conoscere la via del Graal, che è la via della unicità. E questa via è possibile quando non c’è più brama.

Voi credete che la brama sia necessaria a quella che noi chiamiamo fase anaplastica, quella tensione, quella… erezione, eccetera. No. Il giorno in cui l’uomo è capace di questo senza brama e in stato angelico direi, allora comincia la redenzione del sesso.Come vedete, non c’è bisogno di brama.

Detto questo, perché l’abbiamo abbinato alla domanda, questa della pietra filosofale? E’ molto semplice: la pietra filosofale è il simbolo della redenzione dell’uomo. Quando l’uomo realizza il Graal si può dire che la pietra filosofale è raggiunta. La via verso il Graal è il conseguimento della pietra filosofale, e noi abbiamo ricordato il tomo, il lascito del Golgotha. Non ci sarebbe vera Alchìmia se non ci fosse questo lascito, perché l’Alchìmia vera non è il Cinabro; il Cinabro contiene sostanze che non sono veramente minerali, non sono minerali come il Carbonio. E’ il diamante, e qui il Tantrismo intuì il Vajrayana, però è una semplice…, un semplice tentativo, perché la Scienza dello Spirito dà modo di scoprire qual è il punto vero in cui nasce la possibilità della pietra filosofale dell’uomo, l’ abbiamo accennato parlando di quella zona superiore del corpo eterico, in cui si svolge proprio per lascito o dono del Golgotha.Quella operazione continua, per cui le forze eteriche respingono tutto ciò che viene dal mondo animale e vegetale come nutrizione, assumendo solo la parte aurea del minerale, uniscono a quello che è l’estratto puro dei sensi in contatto col mondo fisico, quindi minerale, e formano insieme quello che abbiamo chiamato il cibo del San Graal. Ma noi sappiamo che questa operazione si svolge nell’assoluta incoscienza dell’uomo, perché l’uomo mediante la brama la guasta. Perché l’uomo è chiuso nella testa. E’ qui dobbiamo ritornare al quadro con cui abbiamo iniziato. Nel cranio l’uomo è veramente imprigionato nella cerebralità e in questa prigione è difficile che giungano forze superiori, forze dall’alto. Unicamente giungono forze di entusiasmo, di poesia, di arte, di elevazione mistica, in momenti particolari, ma è difficile che non sia la penetrazione degli istinti, ossia è difficile che questo processo non sia qualcosa che viene dagli istinti, perché? Perché questo organo cerebrale in cui si accende la coscienza dell’Io e per cui potrebbe essere il punto di resurrezione dell’Io mediante un atto assoluto, questo organo è continuamente ferito dal sistema sanguigno che giunge lì mediante forze di morte.Il sistema sanguigno è il veicolo mediante cui l’Ostacolatore, gli Ostacolatori dell’uomo giungono in quella zona per turbare quel processo minerale, ossia per turbare il processo iniziale della Pietra Filosofale.Quando parliamo di brama, di istinti, di passioni noi dobbiamo riferirci a questa ascesa del sangue che è la lancia che ferisce Amfortas e lo avvelena. E abbiamo impiegato qualche mercoledì e qualche sabato a parlare del compito iniziatico di trasferire l’Io nel sangue, perché nel sangue noi abbiamo lo scorrimento continuo degli istinti e delle passioni, mentre il sangue dovrebbe essere la sede dell’Io. Ora, voi pensate che ogni meraviglioso moto dell’anima che possa giungere alla testa, e rallegrare questo essere prigioniero nella testa, prende il veicolo del sangue, ma che è percorso sempre dagli istinti, per cui quello è un moto istintivo e noi siamo capaci di fare delle cose grandiose solo quando un istinto o uno stimolo del sentire ci spinge. L’innamorato è capace di miracoli, perché ama e si trova in queste condizioni, ma quello è l’istinto, poi lo perde, e tutti quanti coloro che amano dopo perdono quel fuoco, perché veniva dal sangue, nel veicolo stesso che percorrono gli istinti e le passioni, mentre noi sappiamo che dobbiamo portarci nella sfera del sangue liberando l’etere del pensiero dall’organo cerebrale. Allora passa al sangue, allora l’Io è vittorioso nel sangue, allora la corrente del sangue è percorsa dall’Io, allora l’Io va incontro al processo meraviglioso, a quel processo grandioso che è il più alto che avvenga nell’universo, che è la formazione continua del cibo del Graal all’interno della testa, e che è veramente il dono del Golgotha, per cui chi a un certo punto possa veramente verificare questo, si accorge quanto sia veramente assurdo il fatto che si possa opporre una tradizione alchemica o ermetica a una via cristiana, perché questa trasformazione del minerale in assoluto Spirito viene veramente dalla Resurrezione del Christo. Perché è il minerale che finalmente viene permeato completamente dal Logos. E’ un processo che si svolge nella testa di ogni uomo, ma ogni uomo lo respinge, e il mondo delle brame, specialmente il sesso scatenato, ha il compito di paralizzare questa possibilità della evoluzione a venire dell’uomo: e per questo si svolge una grande lotta ai confini dell’umano perché questo dono sia mantenuto alla Luce del Logos.

 

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