ISIDE SOPHIA – Settima Lettera (Parte I)

Denderah

SETTIMA LETTERA

Ottobre 1944

RAPPORTO TRA L’ESSERE UMANO E L’UNIVERSO

I lettori di queste Lettere possono talvolta stupirsi di quel che deve esser fatto delle indicazioni che vengono date nel Calendario [Gli eventi del Calendario non sono qui acclusi, ma queste parole sono pertinenti alle ragioni d’essere delle Lettere]. Alcuni degli eventi principali che hanno luogo durante i rispettivi mesi sono selezionati, ma non è possibile seguire l’argomento sufficientemente lontano per riportarli tutti. Spesso viene posta la domanda: che cosa vuol dire o significare questo o quell’evento o aspetto tra due o più Pianeti? E’ mia intenzione in queste Lettere dare una qualche indicazione, cosicché il lettore possa esser capace di vivere più intimamente col Calendario e le sue indicazioni.

Vi era, naturalmente, la finalità delle Lettere precedenti di dare una conoscenza fondamentale delle Costellazioni dello Zodiaco; comunque, non dobbiamo soltanto imparare a conoscere qualcosa sull’Universo Stellare, ma altresì come vivere con esso, e vi sono indubbiamente possibilità di vivere con gli eventi nell’Universo così come viviamo sulla Terra tra gli esseri umani.

Willi Sucher

Planispheres_Celeste_by_De_La_Hire__1

Nei tempi antichi l’umanità era ancora realmente capace di vivere con le Stelle. Noi sperimentavamo Entità Spirituali dietro le Stelle che guidavano la vita sulla Terra. Ma tutta questa bella Sapienza è giunta a fine ai nostri giorni in una sorta di fatalismo. Abbiamo perso la percezione di quelle Entità Spirituali, e tutto quel che è rimasto, che oggi è noto come Astrologia, è l’esperienza di essere esposti a poteri sconosciuti nell’Universo che governano il Destino degli esseri umani sulla Terra. Poiché la natura di questi poteri non può essere penetrata in alcuna maniera da vera conoscenza, lo studio dell’Astrologia può condurre unicamente al fatalismo.

E’ stato detto spesso che dobbiamo creare una nuova concezione della nostra relazione con l’Universo Stellare. Comunque, possiamo far ciò unicamente se troviamo vie ad una nuova percezione delle Entità Spirituali che sono collegate con le Stelle.

In precedenza, abbiamo tentato d’indicare il fatto che possiamo realmente vedere nelle dodici Costellazioni dello Zodiaco i giganteschi profili della forma umana Archetipica, ma questa forma Archetipica è molto più di un’immagine. Uno che viva con essa per lungo tempo, trova che essa è la forma visibile, ovvero la si può persino dire il corpo, di un’Entità Spirituale che è vicinissima a noi, poiché porta le fattezze della forma umana. E’ un’Entità Spirituale che cammina davanti e accanto a noi, e che può essere di confortante aiuto a tutti coloro che lo cercano realmente. Può essere sentita come la mano, che guida e risana, di una Guida o Maestro più anziano. E’ il Grande Rappresentante dell’Umanità, al quale possiamo elevare i nostri cuori e che non mancherà mai di darci l’aiuto allorché siamo nel bisogno.

Gli esseri umani sulla Terra devono vivere entro un corpo fisico. Esso è l’espressione e il mezzo di esistenza dentro il mondo dei sensi, ma è anche una limitazione, e talvolta può essere sperimentato come un’ostacolo. Questa limitazione ed ostacolo rivela la storia della Caduta. Il nostro corpo fisico è caduto nelle catene della materia. Abbastanza diverso è il “corpo” di quell’Entità Celeste che cammina davanti a noi. Il suo corpo è l’Universo Stellare stesso con le sue eterne profondità. Mentre il corpo umano sulla Terra è limitato, il corpo di quell’Entità ha la capacità di un’espansione senza fine ed incalcolabili possibilità di trasmutazione.

Abbiamo provato ad “abbozzare” le forme di quest’Entità: un’Entità Angelica con possenti ali. Ma persino così, dobbiamo immaginare che gl’interni poteri dinamici di questa forma sono di una diversa intensità da quelli nella forma fisica dell’umanità.

Noi guardiamo la testa dell’essere umano. Essa dà al nostro apparire fisico il suo volto individuale. E’ la radice della nostra esistenza cosciente diurna entro il mondo dei sensi. Tuttavia essa è chiusa dal possente elmo del cranio. Questo è la sua limitazione, e spessissimo questo recinto è una potente barriera per una comprensione e penetrazione universale dei fatti dai quali noi veniamo affrontati sulla Terra. Se guardiamo la “testa” di quell’Entità Celeste, la testa della Costellazione dell’Ariete, e se vogliamo conquistarci una nuova immagine di essa, dobbiamo formare una diversa concezione. Proprio come la testa terrestre è racchiusa nel cranio, questa “testa” è aperta come se il cranio fosse rovesciato verso l’alto, formando una sorta di vaso. Ed entro questo vaso fluisce la Sapienza, la Saggezza Cosmica degli Spiriti della Saggezza la cui espressione visibile abbiamo trovato nella Costellazione di Ariete. E’ la Saggezza che da allora è fluita nelle forme ed oggetti esistenti sulla Terra, l’ingegnosa Saggezza Cosmica che sperimentiamo se guardiamo la struttura dello scheletro o l’incomparabile ingegnosità dell’organismo della pianta. Le corna dell’Ariete si allungano entro gli spazi cosmici e portano questa Saggezza Cosmica giù nell’esistenza, ed il vello bianco splendente dell’Ariete è l’immagine del vasto mare di questa omnipenetrante e vivificante Saggezza. Così dobbiamo imparare ad immaginare la “testa” di questo Precursore cosmico dell’umanità. [In seguito verrà mostrato come possiamo trovare questa immagine in connessione con eventi Stellare in Ariete].

Nel corpo umano troviamo poi la laringe. Essa è lo strumento col quale noi produciamo suono e parola, ma quest’organo è pure limitatissimo, specialmente nella nostra era. Noi possiamo parlare degli oggetti, ma nel formare parole possiamo unicamente riflettere la natura degli oggetti attorno a noi. Il linguaggio umano è diviso in molti linguaggi e questo processo di divisione ed allontanamento è costantemente aumentato. Nel nostro tempo è difficile persino per coloro che parlano lo stesso linguaggio capire il significato delle altrui parole. Se guardiamo la “laringe” di quell’Entità Celeste, la Costellazione del Toro, sperimentiamo che le sue parole sono creative ed universali. Il Toro è l’espressione esteriore degli Spiriti del Movimento che fondarono l’unico archetipico linguaggio creativo dell’Universo, che ha la sua espressione nelle vocali e consonanti dei movimenti Stellari da cui gli umani linguaggi trassero la loro origine. L’alfabeto è il rappresentante terrestre dello Zodiaco e dei Pianeti. Solo l'”alfabeto” cosmico nella composizione del linguaggio degli eventi Stellari è ancora creativo ed uniforme negli eventi entro i regni della Natura. Questa è la maniera in cui dovremmo immaginare la “laringe” di quell’Essere Cosmico allorché guardiamo la Costellazione del Toro. Essa è ancora un “organo magico”. 

Troviamo poi nella forma umana le braccia che sono in relazione con la Costellazione dei Gemelli della nostra Celeste Guida. Le braccia umane sono sicuramente organi potenti con i quali possiamo entrare attivamente nel mondo e, tuttavia, quante volte l’attività che fluisce attraverso le nostre braccia divide e ci estrania l’uno dall’altro. Gli esseri umani combattono e persino si uccidono l’un l’altro con le braccia. Quest’organo delle nostre braccia, con le sue tremende capacità incorporate, spessissimo diventa strumento di distruzione. Le braccia – i Gemelli – dell’Entità Celeste che noi cerchiamo di accostare sono diverse. Esse sono come possenti ali che possono essere sperimentate dai sensi interiori dell’essere umano come una protettiva veste argentea attorno a quelli che realmente cerchino l’aiuto e la guida del loro Predecessore Celeste. Le “caratteristiche” di queste ali fluiscono giù, per così dire, ad ogni singolo essere umano e così ad ogni singolo Io, e sebbene possiamo sentirci separati dagli altri, possiamo sperimentare la nostra unione spirituale con tutta l’umanità dentro l’Essere della nostra Guida Celeste. E queste ali possono venir sentite non soltanto come un potere protettivo, ma anche come una realtà interiore che può sollevare e liberare l’anima, come se essa s’innalzasse sulle ali.

In Lettere precedenti abbiamo spiegato come la parte superiore delle braccia abbia relazione con la Costellazione del Sagittario. Nella nostra forma umana sulla Terra la parte superiore delle braccia continua ed esperimenta, per così dire, la scissura che attraversa sia l’essere umano individuale che l’umanità, di cui abbiamo parlato più sopra. Il Sagittario di quell’Entità cosmica, nuovamente è diverso.

Le “caratteristiche” argentee delle ali si allungano in basso ad ogni singolo essere umano sulla Terra, e allorché degli individui nella tenebra terrestre sono toccati da queste caratteristiche possiamo dire – se desideriamo esprimere ciò poeticamente – che essi trovano l’esperienza dei propri Angeli e viene ricordato loro il proprio compito sulla Terra oppure, forse, l’anima viene ammonita o confortata.

Qui la molteplicità dell’umanità diviene unicità. L’immagine delle ali fluenti in ogni singolo essere umano può venire introdotta in un’altra immaginazione che il Christo creò con queste parole: “Io sono la vite, voi siete i tralci”. Il singolo, dolce e succoso grappolo può sentire se stesso unito alla vite che dette la sua vita all’uva. Così possiamo imparare ad immaginare l’organo Gemelli-Sagittario del Maestro cosmico dell’umanità.

Se seguiamo la struttura delle braccia, la forma umana ci mostra allora i gomiti e negli arti inferiori le ginocchia. La loro controparte cosmica è la Costellazione del Capricorno. Comunque, questa parte dell’organismo umano è caduta troppo profondamente nelle catene della materia; così profondamente che possiamo difficilmente scorgere la sua origine cosmica. Nella Lettera Quarta ciò venne descritto più dettagliatamente, in special modo come il Capricorno è collegato con la creazione degli Archetipi degli organi di senso, e veramente se proviamo a trovare le caratteristiche del nostro Cosmico Precursore nello Zodiaco, scopriamo che ogni singola “caratteristica” delle ali, alla fine, diventa un organo veramente “sensorio” conficcato nell’essere umano sulla Terra. Le ali di cui abbiamo parlato sono, per così dire, coperte con milioni e milioni di organi di senso: come occhi. Essendo questi organi “conficcati” nel singolo essere umano terrestre, la nostra Cosmica Guida vuol percepire il mondo da innumerevoli punti di vista individuali. Ogni singolo essere umano, buono o cattivo, con la sua attitudine verso la vita, filosofia e prospettiva, diviene un “occhio” dell’Entità Celeste. Non siamo molto spesso coscienti del fatto che i nostri pensieri, il nostro sentire e il nostro volere sono non soltanto esistenti per amor nostro bensì pure per l’amore di Dio. Se siamo coscienti di ciò, allora la nostra vita animica deve, necessariamente, mutare considerevolmente.

(Continua)

Tutti i diritti di riproduzione, di traduzione o di adattamento sono riservati per tutti i Paesi. E’ vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, se non espressamente autorizzata per iscritto dall’editore, salvo piccole citazioni in recensioni o articoli.

3 pensieri su “ISIDE SOPHIA – Settima Lettera (Parte I)

Lascia un commento