OBLIO E SMARRIMENTO DELL'UOMO, UNA SOLUZIONE: TRIARTICOLAZIONE DELL' ORGANISMO SOCIALE? Ricollegamento cosciente alla Fonte.

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(Luca Signorelli – Anticristo)

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Ricordo un articolo dell’Uomo dei Boschi,  che ho davvero apprezzato molto per la chiarezza e lucidita’ di interpretazione della situazione umana e sociale, mondiale: www.larchetipo.com/2011/nov11/uomo-dei-boschi.pdf.

Mi sono apparsi gli scenari del romanzo di Solov’ëv: “L’Anticristo”….., il grande inganno di una globalizzazione del potere e del materialismo dietro la menzogna illusoria dell’unita’ dei popoli e delle nazioni, dietro la menzogna degli ostacolatori.
Mi e’ apparso il simbolo del lavoratore persuaso e reso impotente nel suo spirito, defraudato ormai pure dell’anima: il nuovo schiavo.
E poi ecco la speranza, messaggio segreto nascosto nel miracolo quotidiano della natura, come e’ nascosto nella profondita’ dell’uomo, intima come la speranza di Anna Frank, speranza sconosciuta e quasi illogica in quella realta’ di prigionia e schiavitu’ umana…È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”

Sono una ignorante, la cultura, la politica e l’economia mi sono apparse sempre dei mostri, sempre mascherate dietro manifesti di giustizia e liberta’….che hanno divorato sempre gli uomini che affermavano di voler servire….dunque manifestazioni umane degenerate, nell’organismo sociale, della volonta’, del sentire, dello spirito: l’uomo contro se’ stesso…

Cosi’ queste parole di UdB mi fanno tornare alla mente il suo piu’ bel video, quello che preferisco, peccato che la musica sovrasti un po’ le parole….ma poi Albi, la Nutria Bianca copre tutto con la sua tenerezza e bellezza.

Colazza ricorda all’uomo la speranza, il potere che egli ha di ricollegare lo Spirito alla natura, il suo Pensiero alla sua natura, il suo Logos al Logos del mondo: la speranza di poter risorgere e guarire Il Mondo.

“…L’uomo è il centro dell’universo. Tutte le masse materiali fredde o incandescenti delle miriadi di mondi non pesano nella bilancia dei valori quanto il più semplice mutamento nella sua coscienza. I limiti del suo corpo non sono che illusione; non è solo alla terra che si appoggia, ma egli si continua attraverso la terra e negli spazi cosmici. Sia che muova il suo pensiero o le sue braccia, è tutto un mondo che si muove con lui; sono mille forze misteriose che si lanciano verso di lui con un gesto creativo, e tutti i suoi atti quotidiani non sono che la caricatura di quello che fluisce a lui divinamente.

Così pure deve volgersi intorno e liberare dall’impietramento ciò che lo circonda. Prima di saperlo, dovrà immaginare che nella terra, nelle acque, nell’aria e nel fuoco vi sono forze che sanno di essere, e che le così dette forze naturali non sono che modalità della nostra sostanza proiettate al di fuori. Non è la terra che fa vivere la pianta ma le forze nella pianta che strappano alla terra elementi per la propria vita. Nel senso della bellezza delle cose deve innestarsi il senso del mistero delle cose come una realtà ancora oscura ma presentita. Poiché non soltanto quel che possiamo vedere e conoscere deve agire in noi; ma anche l’ignoto coraggiosamente affermato e sentito nella sua forza…..”

G. Colazza

Grazie a UdB, l’Uomo che dai Boschi osserva ed e’ nel mondo.

16 pensieri su “OBLIO E SMARRIMENTO DELL'UOMO, UNA SOLUZIONE: TRIARTICOLAZIONE DELL' ORGANISMO SOCIALE? Ricollegamento cosciente alla Fonte.

  1. Ciao carissima Savitri,
    è bello ritrovare te e tutti gli altri amici in questa casa comune!

    Seguendo il filo dei tuoi pensieri, mi è sorta improvvisa l’immagine di me bambina quando, per attraversare un ruscello impetuoso, saltavo da un sasso all’altro. Sapevo che stavo facendo qualcosa di pericoloso, l’acqua rabbiosa poteva portarmi via in ogni momento, ma quei sassi mi apparivano sicuri e su di loro contavo per raggiungere l’altra sponda…mi è sempre andata bene!
    Anche nell’attraversare la vita ci vengono donati insegnamenti, esperienze, pensieri, esempi sui quali appoggiare i nostri passi con fiducia, mani tese nell’aiuto reciproco. Chi è passato prima e ne è capace, lascia un appoggio in più per chi seguirà. E la ruota della fiducia nell’uomo non può e non deve fermarsi mai.

  2. Bentornata Marzia! Ti aspettavamo! Avrai sicuramente assaggiato una primizia d’estate al sud! Ora ti tocchera’ rientrare nell’inverno del nord!

    Riguardo al mio articolo. Raul, ossia UdB, scrive molto bene. Si legge volentieri questo scrittore amante della natura e del sociale al quale mi sono ispirata.

  3. Scusate, ma questo non è vero: ” …nella terra, nelle acque, nell’aria e nel fuoco vi sono forze che sanno di essere” . Com’è sta storia? In natura nulla sa di essere, fino a quando non risorge, “spietrata”, alla dimensione spirituale di una illuminata coscienza (autocoscienza) umana.

    • Buongiorno Francesco.
      Credo che citare di piu’ della parte di Colazza, che si puo’ trovare su un volume di Ur, come ha fatto Raul, e io trascrivendo, sarebbe piu’ esatto.
      Colazza infatti scrive di osservazione e liberazione dall’impietramento, appunto.
      Colazza si rivolge all’uomo e lo richiama al compito dell’immaginare.

      “…….Così pure deve volgersi intorno e liberare dall’impietramento ciò che lo circonda. Prima di saperlo, dovrà immaginare che nella terra, nelle acque, nell’aria e nel fuoco vi sono forze che sanno di essere, e che le così dette forze naturali non sono che modalità della nostra sostanza proiettate al di fuori.”

      • Anzitutto è veramente temerario affermare riguardo alle parole di un Iniziato e di un Maestro come Giovanni Colazza, che Massimo Scaligero definiva “un eccezionale sperimentatore dell’Occulto”: “questo non è vero”!
        Rudolf Steiner afferma in “Scienza Occulta”, in “Alla Porta della Teosofia” (apparso in italiano con titolo “La Scienza dello spirito”) e in una infinità di altri punti della sua oceanica opera, che sarebbe facilissimo citare, che “tutto nell’Universo è cosciente”, che tutto nella natura è cosciente e sa di essere, perché l’apparire materiale è soltanto una “maya” illudente, che esiste unicamente per la percezione sensibile umana, ma “tutto ciò che appare fisico-sensibile è la manifestazione di forze, di entità, di esseri di un mondo animico spirituale che sta dietro tale apparire”, e questo il Dottore lo dice esplicitamente anche alla fine del libro “Teosofia”.
        Anzi nel “Quinto Vangelo”, Rudolf Steiner dice esplicitamente, che – per parlare rigorosamente – nell’Universo esistono unicamente Entità spirituali e stati di coscienza, e che l’apparire materiale è la Grande Maya, ossia la Grande Illusione.
        Tutto nella Natura è cosciente e sa di essere, ma vi è differenza tra coscienza e autocoscienza. Da questo punto di vista, la posizione dell’uomo è suprema, perché persino gli Dèi, gli Esseri delle Gerarchie hanno coscienza sovrasensibile, ma NON hanno autocoscienza, come invece ha l’uomo SE – lavorando intensamente e lottando coraggiosamente – SE LA CONQUISTA!
        Il compito dell’uomo è appunto conoscere, conquistare e realizzare Autocoscienza, Libertà e Amore, e donarle all’Universo. Ma è falso affermare che gli esseri spirituali – dagli spiriti elementali sino agli Esseri delle Gerarchie Celesti non siano coscienti e non sappiano di essere. Persino il più piccolo degli elementali ha una “intelligenza” molto più grande di quella umana, dice Rudolf Steiner, e addirittura “deridono” la presunzione intellettuale e cerebrale dell’uomo, che ritengono stupido nel suo voler comprendere e risolvere tutto col pensiero astratto.
        A parte la grave scorrettezza di citare in maniera incompleta quello che in maniera limpida e chiara dice su UR un Iniziato della grandezza di Giovanni Colazza – in questo del tutto coerente e in totale armonia con Rudolf Steiner – è necessario dire apertamente che non è vero proprio quello che nell’avventata critica viene contrapposto a Colazza.
        Hugo, che è sempre amico di Arturo
        mezzo cotto e mezzo duro.

        • Fermi restando la venerazione per Colazza e l’attenzione al tema, non alla polemica, io non credo a ciò che dice l’iniziato, mi sforzo di pensarlo e di confrontarlo con i punti fermi che mi dà l’antroposofia. So bene che le gerarchie sono e sanno di essere, ma ciò che hanno creato, la natura, è depositaria solo della prima forma di coscienza. Questo mi pare un punto fermo, che, qualora si fosse equivocato, sottopongo al parimenti venerato Hugo mezzoduro.

          • Qui si fa critica, non polemica.
            Colazza nell’argomento segue da Steiner.
            Un bel compito mettere sotto il vetrino due Iniziati contemporaneamente.
            Essendo certa conoscenza esposta prima da Essi, vi si potrebbe confrontare solo una propria conoscenza diretta nel campo per eventualmente confutare.
            A meno che tu non ti rifaccia ad altra tradizione,
            Ma lascio agli esperti continuare. Ciao Francesco.

          • A me non sembra, anzi per me è assolutamente certo, il fatto che tu abbia scritto di un’affermazione di Giovanni Colazza: “QUESTO NON E’ VERO!”. NON ti sei sforzato evidentemente di pensarlo sino in fondo, e NON hai fatto una verifica non dico occulta, ma neppure sui testi di Rudolf Steiner, che avrebbero mostrato il tuo errore. Hai fatto un’affermazione, come se avessi compiuto tale verifica e potessi dire: io so che Colazza ha detto il falso. Questo è a dir poco temerario, e metodologicamente scorretto. Non ha nulla a che vedere con la fede cieca nell’autorità o col suo rifiuto.
            I problemi di ordine spirituale si risolvono con l’effettiva e coraggiosa sperimentazione interiore, condotta con i metodi rigorosi dell’ Ascesi Solare e della Via del Pensiero, ossia Concentrazione, Meditazione e contemplazione spirituale, e non con le disquisizioni dialettiche e intellettuali. L’intellettualizzazione e la sentimentalizzazione della Scienza dello Spirito sono veleni letali che uccidono le forze nell’anima e la possibilità concreta dell’esperienza spirituale. Sono la morte della Scienza dello Spirito.
            Una maggiore prudenza e una minore precipitazione nelle affermazioni fanno parte della correttezza e della modestia di un cercatore spirituale.

            Hugo, che ora intende scappare
            per andare a qualcosa pappare.

  4. Non mi sembra che cambi molto. Puntualizzo perchè potrebbe sfuggire il giusto rapporto nel terrestre tra creatori, custodi e conoscitori del mondo creato. Unico rapporto autorizzato a trasformare l’essere in spirito.

    • Trattasi di Colazza che io posso coi miei mezzi e conoscenza cercare di comprendere, non di confutare, ma la tua domanda, non posta in maniera diversa, sottolineando cioe’ che non capivi la Sua affermazione, ha lasciato intendere proprio cio’ che ha inteso Hugo. :)

  5. Temo che stiamo dicendo la stessa cosa, equivocata per la velocità con cui si scrive in queste sedi, mi scuso.
    Per chiudere e premettendo che la tradizione alla quale attingo è al 100% la sds di Rudolf Steiner senza aggiungervi o togliere nemmeno una virgola (a parte la mia ignoranza), questa stessa tradizione mi insegna che la Decima gerarchia, l’uomo, elabora la sua sostanza spirituale trasformando l’essere di natura in ispirito tramite un superiore atto conoscitivo nel quale diviene cosciente la comunione spirituale tra l’essere del mondo (percezione) e il pensiero/idea nella sua purezza portatogli incontro dall’uomo/Io conoscente. Il percetto/forza di natura/essere, “spietrato” dalla sua prigionia materiale viene ri-creato nella coscienza umana; l’uomo cambia e l’oggetto perde la sua funzione. Forse l’equivoco nasce dal fatto che io sto parlando dell’Idea “in re” , non “ante rem”.

    Piuttosto pregherei il buon Hugo di ampliare il discorso sulla differenza tra autocoscienza umana e coscienza di sè delle gerarchie. Nel mio non lunghissimo percorso di studi, e pratiche, scientifico spirituali è la prima volta che mi si presenta questo distinguo, per me molto importante.

    Grazie

    • Signor Visciotti… qui non ci sono cronometri per rispondere :-)

      Però, opinione mia, lei la sta prendendo un po’ troppo sulla scolastica. La tradizione non “insegna” ma dice quello che succede. Che senso ha disquisire di cose che non si sono provate per puro piacere intellettuale? Nessuno qui può confutarle o negarle. Nulla di male in ciò ma cosa cerca? Un iniziato che possa confermare le sue teorie? Noi mestamente non ne disponiamo, lo confessiamo. :-)

  6. Le parole di Colazza sono degli spunti meditativi da far rieccheggiare interiormente.
    In questo genre di scritti certo gli iniziati non possono ogni volta integrarvi tutta l’antroposofia ed entrare nei particolari con tutte le distinzioni.

    Comunque grazie a Francesco per lo “spaccato” sulle gerarchie.

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