MASSIMO SCALIGERO: APPUNTI E PENSIERI DA R. STEINER ( 1° parte )

 Mas

L’azione dei R+C inizia tramite l’iniziato che seguendo la scuola esoterica di Paolo, in Atene, sotto il nome di Dionigi Areopagita, istituisce una dottrina introduttiva ai nuovi Misteri.

Nei tempi moderni  la via dei R+C si differenzia di ogni altra perché può valere unicamente grazie all’atto del pensiero libero dell’individuo autocosciente. Essa può essere seguita da ognuno, quale che sia la sua fede e le sue condizioni di vita.

Tale via si differenzia sostanzialmente dalla Gnosi tradizionale, ma ne possiede il contenuto perenne, dandogli il senso a cui esso tende nei nuovi tempi, come al suo compimento.

Nella “via cristiana” il discepolo deve avere la forza di far vivere nell’anima ogni giorno, per mesi, per anni, i primi 14 versetti del Vangelo di Giovanni.

Qualunque evento avverso tenti di annichilire la sua anima, egli non si piega, grazie a forze che riesce ad accogliere mediante il sentimento. Per i R+C tali forze si esprimono mediante idee e immagini volitivamente destate. Ogni momento dell’ascesi cristiana può essere rivissuto dal R+C mediante attività ideale e contemplazione immaginativa.

Come è noto a chi medita secondo la Scienza dello Spirito, uno dei gradi della via cristiana è la Crocifissione. Il discepolo deve abituarsi a portare nel mondo il proprio corpo come si porterebbe un oggetto estraneo (es: una tavola). Il suo corpo deve divenirgli estraneo: egli deve portarlo fuori di casa e riportarlo, come un oggetto.

Nel grado ulteriore – “la morte mistica” – l’iniziato dice: “Io appartengo al mondo intero”: egli realizza un rapporto col mondo, analogo a quello del dito con la mano. Si sente inserito nel mondo che lo circonda, come se appartenesse ad esso.

Tenebre e dolore, male e sciagure divengono ora l’esperienza che egli accetta, perché sa che lo Spirito soffre nella trama della Terra. E’ la discesa negli Inferi per ripercorrere il percorso dello Spirito nella Terra. Allora il velario si squarcia ed egli vede.

Il grado successivo è la Sepoltura e la Resurrezione. L’iniziato è potuto giungere a tale maturità da dire: “ Io mi sono già abituato a considerare estraneo a me il corpo, ma ora considero tutte le forme e le cose del mondo a me così inerenti come il mio proprio corpo, il quale pure è stato formato da questi stessi materiali. Ogni fiore, ogni sasso, ogni cosa è così inerente a me come il mio corpo”.

Allora l’uomo “viene sepolto” nel terrestre. Necessariamente questo VI grado viene congiunto ad una nuova vita, per il fatto viene a sentirsi uno con lo spirito profondo del pianeta, con l’essere del Cristo: di Colui che già disse: “Chi mangia il il mio pane mi calca coi piedi!”.

La via R+C si differenzia da quella iniziatica “cristiana” non per il contenuto ma per il metodo.

Questo si fonda sull’animazione del pensare puro. Nessuno può vedere un circolo perfetto nella realtà. Come idea, invece, lo si può contemplare. In tal senso il metodo R+C porta all’essenziale rapporto dell’Io con il Cristo.

Nella disciplina R+C è eliminata la dipendenza del discepolo dal maestro. Questi non la esige, non ne ha bisogno. Mentre mediante libera intuizione il discepolo può riconoscere il maestro e alimentare in sé la fiducia e la devozione come virtù di rapporto e di trasmutazione.

Il discepolo deve abituarsi a quella forma di pensiero che fa derivare un pensiero dall’altro, secondo relazione pura. All’immaginare secondo contenuto sovrasensibile egli può giungere anche mediante determinate elevazioni dell’immaginazione.

Egli si educa a vedere dietro ogni forma lo spirito della Terra. Il pensiero puro e la libera immaginazione sono per il discepolo del Graal l’identico movimento. Così a lui viene insegnato:

Guarda il calice del fiore che accoglie il raggio solare: questo ridesta le pure forze riproduttive, sopite nella pianta. Perciò il raggio solare viene chiamato la sacra lancia d’amore. Ora guarda l’uomo: egli è più elevato della pianta, ha in sé gli stessi organi, però egli porta compenetrato da desideri e appetiti impuri ciò che la pianta ha in sé completamente puro e casto”.

Lo sviluppo futuro dell’evoluzione consisterà in ciò: l’uomo, avendo penetrato la vita dei sensi, avendo ritrovato lo spirituale nel sensibile, restaura la castità: egli riprodurrà mediante un nuovo organo – che sarà il il suo trasmutato organo di generazione – il suo proprio simile: egli genererà mediante la parola.

L’organo di riproduzione diverrà casto, libero da stimoli e appetiti, come il calice del fiore che in purità si volge alla “santa lancia d’amore”. Così l’uomo si rivolgerà allo spirituale raggio della sapienza e questo lo renderà atto alla procreazione di una nuova generazione dello spirito. L’organo di riproduzione sarà un giorno la laringe trasformata.

Il discepolo R+C viene rivolto a considerare questo: “La pianta, nonostante la sua minore elevatezza evolutiva, ha questo casto calice. L’uomo l’ha perduto. Egli evolvendo si è degradato sino agli appetiti più impuri”.

Dal raggio solare spiritualizzato egli dovrà farlo risorgere; deve sviluppare nella castità quanto, in tali condizioni, è opera del San Graal dell’avvenire. Da prima viene resa pura la funzione della natura: ciò prepara la sua trasmutazione avvenire.

Così facendo l’iniziato mira in alto al Grande Ideale (Pietra filosofale). Quanto l’intera umanità raggiunge con lenta evoluzione, l’iniziato deve vivere in sé molto prima, per aprire il varco.

Lapis philosophicus: come la pianta si costruisca l’organismo col carbonio, si osserva nel carbon fossile che è il cadavere della pianta. Il cadavere dell’uomo è calcare: infatti egli è con l’anima legato alla mineralità, onde la mineralità appare visibile. Grazie al ritmizzato e interiorizzato processo del respiro, l’uomo formerà in sé l’organo atto alla emanazione dell’ossigeno: egli diverrà in tutto il suo essere come la pianta (cfr. la meditazione della Rosacroce). Egli tratterrà in sé il carbonio, costruendosi con questo il proprio organismo, onde il corpo sarà sempre più simile a quello della pianta: allora esso può incontrare il “santo strale d’amore” (“Io sono” attuato).

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Un grado della via R+C è la visione delle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo.

Quanto oggi si trova nell’organismo fisico dell’uomo, è andato gradatamente sorgendo da fuori di lui. Per es. le ghiandole, nella fase solare della Terra, crescevano fuori di lui come oggi, per esempio, i funghi. Quanto oggi è racchiuso entro la pelle, nel corpo umano, un tempo era fuori.

Così ogni arto – fisico, eterico, astrale – si trovava fuori dell’Io che perciò armonicamente li rapportava a sé e li permeava.

L’anima, come “Io sono” era immersa in seno alla divinità.

Tale era la divinità essenziale, o la perfezione originaria dell’Io.

Per intendere come una parte del macrocosmo si andò intensificando e restringendo sino a farsi struttura organica dell’essere dell’uomo, occorre meditare sul punto interiore-corporeo che nel tempo suggella tale processo come recludersi del divino nell’umano.

Occorre riferirsi alla parte interiore della fronte, la radice del naso: questo punto dà a conoscere come un quid di preciso che era “fuori” dell’uomo, è ora “dentro” di lui.

Se mediante la meditazione si penetra in quest’organo, internandovisi profondamente con la coscienza (ciò implica ben più che un semplice concentrarsi in tale punto), allora si comincia a conoscere la parte dell’universo invisibile che gli corrisponde. Così è per la laringe, per il cuore ecc. Ciò non è un mero concentrarsi in sé stessi: questo non approderà a nulla, anzi pregiudicherà l’esperienza.

Per la preparazione della Pietra Filosofale: il carbonio ne è il simbolo esteriore. Solo allora esso diverrà Pietra Filosofale: quando l’uomo saprà produrlo da sé col suo acquietato processo di respirazione. L’istruzione a ciò è segreta. Se la si rendesse pubblica, gli uomini nel loro egoismo, si servirebbero di questo alto mistero per soddisfare le loro brame interiori.

(continua)

Appunti e pensieri da R. Steiner. - Massimo Scaligero

8 pensieri su “MASSIMO SCALIGERO: APPUNTI E PENSIERI DA R. STEINER ( 1° parte )

  1. Questi appunti fanno parte del testo “Appunti e pensieri di Scienza dello Spirito”, contenuto insieme a “Iniziazione e Tradizione”, in “Sintesi Rosicruciana” ed edito da Tilopa nel 2013. O sbaglio?

    • Caro Iagla,
      questi “Appunti e pensieri tratti da Rudolf Steiner” sono quello che Scaligero mi diede un milione di anni fa.
      Saranno gli stessi? Non saranno mai gli stessi ma solo “somiglianti”: nota per piacere che, se sono gli stessi, hanno tolto il nome del Dottore. Scaligero non l’avrebbe mai fatto. Avrai anche notato la forma un po’ “grezza” degli appunti, qualche ripetizione forse inutile, ecc.
      Se qualcuno vuole, naturalmente per esigenze di prestigio editoriale, CORREGGERE Colazza e Scaligero, io certo non posso impedirlo.
      Non posso comunque confermare o negare la tua domanda. Sono circa tre/quattro anni che non compero testi di scienza dello spirito.

      • Ciao Isidodo.
        Ho controllato ed effettivamente non sbagliavo: sono le prime 5 pagine di “Appunti e pensieri di Scienza dello Spirito” e sembrano essere “copiate” pari pari dagli stessi tuoi appunti (tranne che per l’uso di “Rosacroce” in luogo di “R+C”).
        Nella Nota dell’Editore si parla di “Appunti e pensieri di Scienza dello Spirito” come uno scritto che “… comparve postumo a puntate sulla rivista Graal tra il 1983 e il 1984,…si tratta di un manoscritto inedito, privo di titolo, probabilmente concepito ad uso personale e del cenacolo che, nel dopoguerra, Massimo Scaligero animava in Roma.”

  2. Cari Isidoro e Iagla,
    Posso testimoniare che quel che dice Isidoro corrisponde ad assoluta verità. Io stesso posseggo il manoscritto di quegli appunti, e non sono affatto privi di titolo. Ho quel manoscritto dagli anni settanta, perché Massimo Scaligero donò quel manoscritto, in forma di dattiloscritto, ad alcuni di noi.
    Il titolo è:
    Massimo Scaligero
    __________________
    Appunti e pensieri da R.Steiner

    Concordo che MAI Massimo Scaligero avrebbe tolto il nome di Rudolf Steiner.

    Hugo, malfidato,
    che controlla tutto
    a perdifiato.

  3. Ciao ragazzi.
    Ho potuto prendere anche io visione di una copia di questi “Appunti…” , e addirittura questo esemplare che mi e’ stato mostrato, oltre ad avere il titolo col nome dell’autore indicato, contiene delle note scritte a mano di Massimo Scaligero.
    Comunque e’ importante che non siano attribuiti ad altri o ad altro….di diverso dall’autore vero e di diverso dalla relativa disciplina…. per rispetto e coerenza.
    Grazie a voi per la condivisione di questi Appunti e per le relative informazioni. Continueremo prossimamente con la pubblicazione della seconda parte.
    Buonanotte.

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