IO SONO (LA LUCE DEL MONDO)

- Golgotha -

.

E’ vero: l’amore deve intridere noi e il mondo.

Ma quale amore?

Forse converrebbe prima studiare un abc dell’antroposofia e ripassare cosa disse in merito Steiner.

Altrimenti con la ricerca di un pensare sentimentale, dure e serie discipline non interesseranno punto.

L’antroposofia si e’ aggrovigliata e impigliata, messa in stallo forse proprio in questo grande nodo che, se sciolto, davvero potrebbe liberarla per poterle permettere una invasione pacifica in quelle realta’ che la rifiutano e la ignorano ancora.

Steiner stesso mise in guardia dalla inutilita’ – “chiacchierare a vuoto” – di rivolgersi direttamente ai sentimenti; il Dottore giudica questo modo di fare comodo e pigro, mentre ribadisce che la giusta strada e’ intrapresa quando il giusto pensare entra nel sentimento, dominandolo.

Troppo abituati alla prova tangibile dell’emozione, si scambia la presenza di questa per il sentire stesso, e la si vorrebbe ogni volta suffragante il pensare, invece – quando assente – si condanna il pensare come inesatto e inaridente: ma Steiner definisce proprio questo apparente inaridimento ombra fortemente attiva della realta’ del pensare, realta’ intessuta di luce e immergentesi con calore nelle manifestazioni del mondo.

Questa ignoranza di base e’ la motivazione di tanto avversare La Concentrazione.

L’uomo ha un grande appuntamento a cui dovrebbe recarsi puntuale, e il Cristo ha indicato la Via, nel luogo chiamato Cranio.

Nel capo noi dunque dovremo imitare il Cristo, nella morte e nella resurrezione di quell’uomo che si rispecchia ora nel supporto cerebrale, credendo la sua immagine il reale se’ stesso; imitare il Cristo nella liberazione di quell’Io che riscaldera’ per sempre il cuore ora sognante, che rivifichera’ per sempre la volonta’ profondamente addormentata.

Comprendere cio’ porta l’uomo a vedersi nudo completamente, impotente e povero assoluto, spoglio di tutto quello che lo aveva prima mistificato ai suoi stessi occhi, si trova sull’abisso: e’ a questo punto che potra’ decidere in piena autocoscienza di intraprendere quella Via che potra’ renderlo meritevole di incontrare il Cristo eterico.

Nella vera autocosciente azione interiore, nella fedelta’ quotidiana all’Opera Solare, l’uomo dovra’ donare la sua adesione totale; nel risvegliare ogni giorno il suo pensare egli potra’ restituire a se’ e al mondo la continuita’ della vita che ora e’ apparente cosi’ come in una immagine, in una foto, noi vediamo dimostrare la sua esistenza: un morto rappresentare, illudente la vita.

Il nostro Io non si trova fuori di noi in un astratto racconto o nelle parole dei grandi maestri. Non si tratta di partecipare ad una caccia al tesoro in un possedimento al di fuori di noi: noi siamo il campo. Studiando l’immenso dono di sapienza spirituale di Steiner abbiamo imparato che ora e’ giunta per l’uomo l’epoca dell’Io.

Si tratta di riconoscere questa straordinaria realta’, di dire Si’.

Di incarnare il Si’, adesso.

Si deve investire l’Io della sua autorita’ nei confronti dell’anima.

Non si deve rimanere immersi nei timori e nelle paure di staccarsi dall’abituale, automatico, retorico e sentimentale misticismo, per il rischio di inaridire e seccarsi, perche’ si puo’ aggiungere unicamente nel togliere cio’ che e’ superfluo e impedente la realizzazione del Se’.

E allora tutto il passato che e’ morto – che ci parla come un simulacro da secoli e secoli – potra’ tornare a nuova vita: quella vita che non sara’ piu’ solo risultato di dono e grazia divina ma anche frutto di scelta libera e cosciente.

“Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminera’ ”.

Poiche’ tutta la saggezza del mondo racconta all’uomo e lo inebria, ma oggi l’uomo stesso e’ chiamato ad essere soggetto attivo della creazione, per partecipare di quella Saggezza che vive nella Luce.

Quando il Cristo venne nel mondo non fu accolto. Ora e’ il tempo di accogliere la Luce vera, quella che illumina ogni uomo.

In questa accoglienza e nel credere nel Suo nome, l’Io Sono, noi potremo avere il potere di diventare Figli di Dio: e’ per questa accoglienza che il Cristo dona di Se’ una definizione che e’ la piu’ grande dichiarazione d’amore all’umanita’: Il Figlio dell’uomo.

Allora veramente noi saremo nel mondo ed esso in noi.

Questa Idea e’ venuto Steiner a indicare al mondo nel Mistero del Golgotha, con La Filosofia della Liberta’.

Come incarnare La filosofia della Liberta’ Massimo Scaligero e’ venuto ad insegnarci, con grande umilta’ e sacrificio; “assorto” egli stesso nel fondamento ha voluto poi essere strumento per i suoi fratelli, in tutto cio’ ha sacrificato il suo essere intero, restituendo la Luce al suo intelletto, in prima linea nelle schiere di Michele – l’Arcangelo del Pensiero – ritrovando la divina Iside Sophia, il Graal, il solo e unico contenitore sacro capace e degno di contenere l’Acqua Viva, l’inesauribile Amore Immortale.

3 pensieri su “IO SONO (LA LUCE DEL MONDO)

  1. Un commosso assenso a quanto hai scritto, cara Savitri!
    Le tue sono parole sapienti: sapienti e belle nell’immediatezza della loro semplicità. Ed indicano il compito di rimanere fedeli alla Concentrazione, alla volontà dedica al pensiero cosciente, all’ascesi severa e asciutta del pensare fiammeggiante di Michele!
    Sto finendo di scrivere alcuni pensieri che vanno nella stessa direzione, e che quanto prima appariranno in “Eco”. Grazie, Savitri!

    Hugo e basta,
    che è a dieta
    e non mangia
    la pasta!

  2. Caro Hugo….. e che si deve dire in merito all’urgenza dell’ azione vera in questa epoca … epoca di Michele?
    Le azioni incomplete, quelle a meta’ debbono ormai essere integrate della loro Vita e Forza.
    Massimo, che ha capito e svolto l’importante compito dell’uomo di adesso, lo declina magnificamente in tutte le sue Opere, spesso queste amputate o stracciate nelle loro pagine, per farvi rimanere, mettendendole in risalto, quelle piu’ immediatamente comprensibili e gratificanti ma che sono solo i conseguimenti e le conclusioni stralciate del loro logico e ritmico respiro, del loro “Cuore”.

Lascia un commento