LA SOGLIA

attraversare

In questi tempi in cui la tecnica ci permette di fare tante cose prima mai sognate, paradossalmente, il mondo interiore degli esseri umani rischia di diventare sempre più povero e arido. Se andiamo indietro di due o trecento anni, la vita esterna era molto più semplice, le cose che si potevano fare ed avere erano molte di meno, quantitativamente parlando, e l’uomo viveva con il sentimento che il mondo fosse ancora tutto da indagare e che il futuro racchiudesse in se molte promesse.

Oggi la vita ha subito una forte accelerazione grazie alla tecnologia e alle scienze, ma questa accelerazione può bruciare prematuramente l’uomol’illusione del “tutto e subito” ha solo portato al vuoto e alla noia.
Che altro c’è di nuovo?”

La globalizzazione dell’informazione ha esteso le coscienze sino ai confini della Terra, strappando l’uomo dal chiuso dei suoi piccoli interessi personali, ma questo bisogno di riempirsi ogni giorno di notizie nuove e possibilmente sensazionali, può diventare solo un paravento che nasconde il vuoto dell’anima.

Sembra di sapere tutto, ormai si è assaggiato un po di tutto e nella domanda: “…Che c’è di nuovo?…”  vive non solo la noia ma anche un elemento di paura, una paura indistinta, forse più subconscia che conscia, dovuta al fatto che tutto appare scontato, manifesto, appiattito.

L’essere umano ha perso la capacità di stupirsi o meravigliarsi per qualcosa; è fiero del suo realismo e così scompaiono lo slancio e la sorpresa.
La frenesia insaziabile che spinge l’uomo moderno ad accelerare sempre più i ritmi della vita fino a stordirsi, fa sorgere la passione per un limite sempre più estremo.

Nella gioventù, in particolare, c’è oggi la tendenza a voler avvicinare sempre più il limite delle forze fisiche. E’ la ricerca del brivido dovuto al pericolo-limite, che si accompagna alla forza, alla velocità, al rischio, qualunque esso sia purché porti in sé un‘emozione intensa.

Il limite assoluto della vita è la morte e dunque in questa spinta verso l’estremo, l’uomo ha il desiderio di far propria anche la soglia di tutte le soglie, quella frontiera che determina il confine fra due mondi: quello sensibile e quello soprasensibile.

L’esperienza di soglia per eccellenza è quella del limite verso lo spirituale!
Questa tensione sarebbe in se stessa profondamente religiosa, ma poiché l’uomo si è estraniato dal religioso, va a concentrarsi e manifestarsi nella ricerca del limite nel mondo fisico.

Nell’inconscio però, permane il desiderio di incontrare “l’altra soglia”, perché questo mondo diventa sempre più angusto e l’anima umana non si può comprimere più di tanto.
Il livello della fede o della pietà tradizionale, non bastano più a chi è riuscito a portare a coscienza il vero bisogno dell’anima che anela a quella soglia: “Ho bisogno di spazi nuovi, luminosi e immensi!”... E mondi luminosi e immensi attendono il risveglio dell’uomo per essere da lui conosciuti e amati.

L’essere umano d’oggi avrebbe bisogno di poter indagare il mondo invisibile che ci circonda, con la stessa scientificità, con la stessa forza penetrante del pensare che il suo spirito ha esercitato ormai da secoli riguardo al mondo visibile.

In un tempo in cui l’umano sembra esaurito nella immagine fisica che la scienza e la tecnologia gli attribuiscono, ogni anima, anche se non lo sa, vorrebbe lasciarsi narrare dagli Angeli quanto è bello e importante essere Uomo… perché lui l’ha dimenticato!

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11 pensieri su “LA SOGLIA

  1. Cara Marzia,
    al solito! Riesci sempre a parlare di cose grandissime con un linguaggio semplice e sereno. Grazie!

    L’immagine: visto ciò che di collinoso spunta a destra e a manca, s’intende forse che per i maschietti può essere assai più difficile attraversare quella…strettoia?

    • :) Dunque questa bellissima immagine l’ha pescata nientepopodimeno che Daniel su mia richiesta…dopo qualche proprosta e’ venuta questa e io l’ho trovato molto bella e delicata sebbene solo dopo averla pubblicata in Eco io mi sia accorta, ad un secondo sguardo, che la natura era raffigurata in modo ambivalente.
      Isidoro, ma ti e’ piaciuta almeno? :)

  2. Non so se posso scriverlo così pubblicamente ma sghignazzate pure: forse fui l’unico che (tentò) fece concentrazione sul fondo marino con una pietra sulle gambe.
    In quel caso i fautori dei pochissimi minuti avevano ragioni incontrovertibili! Pensate che articolo: “Meditare in luoghi extraterrestri”.

    • Grazie cara Marzia! Non prendo mai una imagine a caso o non mi accontento mai della prima che mi capita. Certe volte e’ come tu dici, ci sono degli articoli particolari che poco suggeriscono…. e li’ c’e’ allora un po’ di piu’ da fare, chiedo aiuto e avviene l’impensabile….. Due e’ meglio che one! Certo e’ che senza il tuo bell’articolo non avremmo mai trovato questa immagine e…tanto altro! Eh eh! ( Isidoro il sommozzatore a parte!)

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