Sotto i Monitor

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Visto che, di recente, si è fatto un gran parlare di web, computer et simili anche in campo antroposofico, ho pensato di scrivere qualche articolo per conoscere un po’ meglio questo strano universo. Perlomeno per evitare che si inizi col dichiararlo “il regno di Arimane” per poi arrivare tranquillamente ad abusarne. Alla fine la conoscenza aiuta il pensiero.

Premetto che non voglio entrare troppo nel tecnico e che semplificherò assai le cose. Mi perdonino gli utenti esperti.

Per iniziare vi proporrei di semplificarci un pochino la vita: siamo oramai abituati ad avere windows, facebook, google, ecc. che diamo tutto per scontato. Proviamo invece ad immaginare un computer molto semplice e spartano. Con un sistema operativo minimale.
Ok, ci siamo, lo accendiamo e ci appare uno schermo nero con una scritta che varierà a seconda del tipo di pc ma che dovrebbe assomigliare a questa
C:
Orribile! E dov’è windows bello colorato? Beh fingiamo di doverlo creare noi… Perlomeno accontentiamoci di rendere il nostro computer immaginario un pochino più piacevole. Vogliamo che ci accolga con una scritta allegra.  Dovremmo perciò insegnarglielo parlando la sua lingua. Scrivendo un programma.
{ printf(“Benvenuto nel computer di Isidoron”);
return0; }
Ok, lo schermo sarà sempre nero ma ora il nostro computer ci accoglierà con un bellissimo: Benvenuto nel computer di Isidoro, che perlomeno, dato il personaggio, ci rassicura.
Ora però facciamo un ulteriore passaggio e aggiungiamo un altro pezzo al nostro programma:
{
printf(“Benvenuto nel computer di Isidoron”);
int a, b, c;
a=5;
b=25;
c=a*b;
printf(“%dn” c);
return0;
}

Ora, all’avvio, il nostro pc scriverà la nostra frase e calcolerà il risultato di 5 x 25 scrivendo pure quello:
Benvenuto nel computer di Isidoro
125
Potrebbe essere l’eta del nostro Isidoro, che dite? La cosa interessante avviene però se io elimino l’istruzione del programma che fa stampare il risultato.
{
printf(“Benvenuto nel computer di Isidoron”);
int a, b, c;
a=5;
b=25;
c=a*b;
return0;
}
Il risultato sarà che avremo la stessa scritta. Come nel primo esempio. Però il computer continuerà a calcolare il risultato di 5 x 25 ed a conoscerlo con la sola differenza, rispetto al caso precedente, che noi non vedremo nulla.

Quindi ragionamoci su: con un sistema semplicissimo ed una frasetta già è possibile capire che la macchina può fare un calcolo a nostra insaputa. Pensiamo alla quantità pressoché infinita di calcoli ed operazioni che noi non vediamo in un sistema complesso come windows. E pensiamo a questo blog, oppure a facebook ove addirittura ci sono più computer collegati l’uno all’altro.

Le possibilità sono infinite, oltre a tutti i processi invisibili necessari per la “vita” del sistema ve ne potrebbero essere altri introdotti ad arte (i famosi virus informatici ad esempio). Il processo non è molto dissimile da quello del corpo umano… Tutto succede, tutto si muove, tutto vive. Ma all’esterno non si vede nulla.

A questo punto dovrei tirare qualche conclusione. Ma non lo faccio, lascio ognuno a pensare per conto suo. A me interessava farvi capire la complessità del mondo che sta dietro ai nostri schermi. Sperando di esserci riuscito penso che, per ora, basti così.
Ringrazio per la pazienza chiunque sia arrivato a leggere fino a questo punto senza avermi scagliato addosso anatemi di vario genere.

4 pensieri su “Sotto i Monitor

  1. Già!
    In realtà l’universo appare proprio come un grande calcolatore, dove cè una super coscienza che fa da processore e dividendosi in miliardi di sue manifestazioni esegue calcoli o meglio si specchia in un mondo di materia facendo esperienza e capendo come è fatta potrà finalmente ritornare ad essere, ma su di un ulteriore gradino, da qui possiamo dire che la materia è luce riflessa, ed è per questo che forse gli antichi, in chiave religiosa dicevano che “Dio è sempre con te”, se non altro perchè qualunque cosa esista porta in se quella coscienza, solo che a differenza del resto l’uomo può arrivare a capirlo, ecco perchè soffre, perchè per capire ciò, per un momento piu o meno lungo, (millenni? eoni?) deve slegarsi dal vivere totalmente in quella coscienza e quindi comincia a ragionare e sempre più si distanzia e si materializza individualizzandosi.
    Speriamo che nei computer, qualche condensatore o transistor o anche qualche particella di silicio non raggiunga mai la consapevolezza di chi è il processore, specie se quest’ultimo ha un caratteraccio, se no ci ritroveremo a vedere sui nostri monitor aspre battaglie di religione.

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