CAMPANULE BIANCHE di VLADIMIR SERGEEVIČ SOLOV’ËV

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CAMPANULE BIANCHE.

Quante ne fiorirono, or non è molto,
candido mare in mezzo al bosco!
Una brezza tiepida le cullava ondosa,
proteggeva la loro fragile bellezza.

Sfiorisce la bellezza, sfiorisce:
si è appannata la corolla bianconivea,
ed è come se tutto il mondo appassisse…
fra le tombe io sto solitario.

«Noi, tuoi bianchi pensieri, viviamo
sul ciglio dei sacri sentieri dell’anima.
Per una strada tetra tu erri,
noi nel silenzio immoti splendiamo.

Non noi proteggeva il vento folleggiante:
noi potremmo proteggerti dalle tempeste.
Affrettati a raggiungerci attraverso il piovoso occidente:
per te noi siamo il meridione sereno.

Se la nebbia ottenebra la vista,
se echeggiò un tuono sinistro –
fiorisce il nostro cuore, e sospira…
Vieni, e ne saprai il perché».

 

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