DUE INDICAZIONI OPERATIVE E UN PENSIERO DI MASSIMO SCALIGERO

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In un articolo precedente, ho avuto modo di pubblicare qualcosa d’inedito di Massimo Scaligero. Ad alcuni di noi, appassionatamente impegnati nella Via del Pensiero e nella meditazione rituale della Filosofia della Libertà, egli dava indicazioni operative per portare a fondo il lavoro della Concentrazione, per intensificarlo sino alla Contemplazione della pura forza-pensiero, sino all’esperienza della forza-pensiero «vuota» di pensieri, ossia di qualsivoglia pensato. Perché tutti i pensati scaturiscono da tale vivente forza-pensiero: ne sono il morire, l’irrigidita ed esangue cristallizzazione. Mentre l’Ascesi del Pensiero attua, attraverso la Concentrazione, il morire – lo sparire, l’annientamento – di tali morti pensati e il rivivere, oltre la loro dissolvimento, della forza-pensiero dalla quale erano scaturiti e alla quale essi erano morti.

Massimo Scaligero ci dava  alcune preziose indicazioni operative su fogli dattiloscritti, che donava a coloro che si votavano con ardore interiore alla pura Via del Pensiero. Dopo quasi trentacinque anni da quando egli ci ha visibilmente lasciati, alcune di queste indicazioni operative possono risultare preziose per coloro che, in questa epoca oscura stupida e malvagia, vogliono compiere la temeraria impresa della resurrezione del pensiero dalla tomba della riflessità, l’impresa eroica della resurrezione del pensiero vivente dal cadavere della conoscenza morta.

Queste indicazioni non sono un «segreto» nel senso convenzionale del termine, ossia non sono un segreto per la volontà, o anche la giustificata necessità, di tenere riservata una determinata conoscenza. Sono un «arcano», ossia qualcosa che rimane segreto per l’ineffabilità del loro contenuto, che respinge le anime volgari, o coloro che non sono ancora  pronti o maturi per la Via «assoluta», la Via senza appoggi, e necessitano ancora di conseguenza di appoggi e mediazioni varie: intellettuali, sentimentali, mistiche e così via.

Tuttavia si tratta di contenuti sacrali, che non devono essere profanati, portando loro incontro uno stato interiore dell’anima inadeguato  o volgare. In questa epoca oscura, malvagia e soprattutto stupida, vi è da parte di molti una sorta di impura voluttà di profanare, involgarire, degradare, banalizzare e addirittura sacrilegamente pervertire i contenuti della Scienza Sacra e della Sapienza. In questo campo di riprovevole eccellenza, internet dà un improvvido aiuto alle più oscene e sacrileghe intraprese. Ed è naturale, perciò, l’esitazione che si può avere di fronte alla decisione di donare contenuti talvolta di grande delicatezza. Ma è anche giusto che coloro che, in silenzio e solitudine, si consacrano alla fervida pratica della Concentrazione e della Meditazione, secondo la Via del Pensiero Vivente, non vengano privati di alcune indicazioni, che se seguite con intenzione pura e perseveranza, possono portare veramente lontano. I profanatori avranno dalle conseguenze delle loro stesse male azioni l’amaro salario che loro spetta.

Vengono pubblicate qui di seguito due di queste inedite indicazioni operative, date da Massimo Scaligero negli Anni Settanta. Le ho trascritte tali e quali dal foglio a suo tempo ricevuto.

Prima indicazione :

«SUPERAMENTO DEL LIMITE SENSIBILE

Si evochi un determinato oggetto: i.e. chiodo; lo si descriva; si osservi come ogni elemento della descrizione abbia risonanze sensibili (imagine definita, colore, profondità, etc.); si osservi come ogni volta, per richiamare un nuovo elemento della descrizione si faccia appello ad una “zona” dalla quale lampeggia un elemento inafferrabile e intemporale, che poi portiamo nel tempo col determinarlo.

Si veda come da tale zona, solitamente non avvertita, traggano origine tutti i pensati.

***

Esaurita la descrizione si tenga di fronte a sé l’imagine del chiodo e la si “animi” facendole assumere tutte le forme e le dimensioni possibili entro la funzione “chiodo”.

Si constati come tale imagine sia “animata” da qualcosa che lei non è, e che si trova dietro di essa.

Si faccia sparire di colpo tutta l’imagine sensibile, mantenendo però in azione l’elemento “animante”; lo si osservi.

Si descriva la sua natura. Si osservi il suo rapporto con il rappresentare e l’imaginare».

Seconda indicazione:

«COSCIENZA DELLA MEDIAZIONE PURA

Ci si porti alla percezione di due concetti. Si constati come, pur diversi nella “forma, “vivano” di un’unica forza.

Osservare come normalmente ogni persona si riferisce sempre inconsciamente a concetti.

Osservare come questi diventino rappresentazioni.

Osservare come tali rappresentazioni medino la percezione del sensibile e dello psichico.

Osservare la diversa relazione esistente tra rappresentazioni aventi per contenuto cosciente un concetto, e quelle aventi per contenuto un moto animico-egoico.

Osservare se sia possibile usare come mediazione alla percezione il concetto e che cosa ne consegua.

Osservare infine a mezzo della memoria cosa ha mediato via via la coscienza delle esperienze precedenti; i.e. come e a mezzo di cosa ci siamo mossi nell’indagine».

A queste indicazioni, voglio aggiungere un altro pensiero di Massimo Scaligero, che mi sembra esprimere in maniera lapidaria la tenuta interiore che deve avere colui che si impegna nella Via della Iniziazione. Anche questo pensiero offro alla attenta e fervida meditazione di coloro che amano la Via del Pensiero, che il nostro Maestro ci ha dato.

«Il mondo viene trasformato non tanto dalle nostre ideologie, dai nostri programmi, dalle nostre parole, quanto dai nostri pensieri profondi, da ciò che realmente siamo nel segreto dell’anima. Non è il nostro apparire, ma il nostro essere profondo, che lavora alla trasformazione del nostro destino».

4 pensieri su “DUE INDICAZIONI OPERATIVE E UN PENSIERO DI MASSIMO SCALIGERO

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