STIRB UND WERDE

 Candle (2)

Chi si interessa di antroposofia ha sentito o letto quasi certamente la frase Muori e Diventa (Stirb und werde) e sa pure che fu coniata da Goethe. Difficilmente conosce il contesto in cui troviamo questo intenso e profondo ammonimento o se vi aggrada di più, questa splendida intuizione.

Essa si trova in una organica miscellanea che il Poeta scrisse tra il 1814 e il 1819 (anno di pubblicazione) con il titolo di Divano occidentale-orientale. Poco prima Goethe conobbe la traduzione tedesca del poeta Hafiz che lo colpì al punto di considerarlo il suo gemello spirituale. Questo incentivò in lui la conoscenza del Corano, del Libro di Kabus, poi ancora delle relazioni di viaggio, da Marco Polo alle recenti.

E’ stimolante per Goethe l’aria in cui respirano i maggiori poeti arabo-persiani del tempo che va dal 1000 al 1500: vivacemente e giocondamente fruitori della vita dei sensi ma altrettanto volti all’interiore ricerca del divino, spregiudicati davanti società, stato e religione ufficiale ma insieme attenti ai riposti significati che balenano dietro il comune apparire delle cose.

All’inizio del libro, nel capitolo intitolato Libro del Cantore, troviamo una poesia – tra tante! – che fu scritta il 31 luglio 1814 e che in prima stesura fu intitolata Sacrificio di sé, poi Perfezione ed infine Anelito spirituale:

Non ditelo a nessuno, solo ai savi,

perché la folla tosto si fa gioco:

io voglio celebrare ciò che vive,

che sospira la morte in mezzo al fuoco.

Quando tranquilla la candela splende,

nel refrigerio di notti d’amore,

donde tu avesti e dove hai dato vita,

un ignoto contatto ti sorprende.

La tenebra prigione

in sé più non ti tiene,

ti attira nuova brama

a più alta congiunzione.

Non distanza ti vince, affascinata

a volo eccoti giunta,

anelando alla luce,

o farfalla, tu infine sei consunta.

E finché non avrai compreso questo:

muori e diventa!

non sei che ospite mesto

qui sulla terra spenta.

C’è un giunco tuttavia, ch’emerge vivo

il mondo a raddolcire!

Quand’esso sta tra le mie mani e scrivo,

un fiume possa di dolcezza uscire!

*

Sempre nel Divano occidentale-orientale, nelle Note e Dissertazioni per una migliore comprensione del “divano occidentale-orientale”, all’inizio del capitolo intitolato Idee Generali, Goethe riporta il commovente scritto di Nizami, poeta persiano. Scritto che nelle parole del Dottore è divenuto l’asciutto paradigma di un importante esercizio dell’anima.

Il Signore Gesù, quando percorreva il mondo,

passò una volta accanto ad un mercato;

giaceva per terra sulla via un cane che s’era

trascinato a morire sulla porta di casa.

Lo circondava un crocchio di gente,

come gli avvoltoi s’affollano attorno alle carogne.

L’uno diceva: – Il mio cervello

non regge al puzzo. –

E l’altro: – Perché starlo a guardare?

I morti senza tomba portan solo sventura. –

Così ognuno cantava il suo ritornello

per denigrare quel povero corpo di cane morto.

Quando fu la volta di Gesù,

Egli parlò senza disprezzo, benignamente,

parlò secondo la sua indole buona:

I denti, disse, son bianchi come perle.

A queste sue parole arrossirono i circostanti

come conchiglie che una fiamma attraversi.

3 pensieri su “STIRB UND WERDE

  1. Grazie Isidoro per la bellissima poesia di Goethe!
    La frase “muori e diventa” l’ho trovata spesso citata da Steiner in varie conferenze, ed io ogni volta avrei voluto conoscere tutto contesto di quella frase. Ora è arrivato, (grazie a te) e si tratta di una poesia dedicata ad una farfalla….non l’avrei mai immaginato!
    Il genio di Goethe non poteva esprimere meglio e con più delicatezza il mistero dell’elevazione dell’uomo.

  2. Grazie a te, cara Marzia.
    Sai quanto poco conosciamo Goethe!?
    Pensa che solo quantitativamente, la sua Opera omnia (incredibilmente tutta tradotta anche in italiano) consta di 5 poderosi volumi, ognuno di 1300 pagine di media, pagine sottili e caratteri piccoli: tant’è che, sempre quantitativamente, il (secondo) Faust pare un’isoletta nella produzione generale e pure quello, nel flusso della scarsa cultura odierna, viene inavvertitamente mescolato al Faust di Marlowe.

    Pazienza! :(

  3. Hai ragione Isidoro, il Goethe poeta è poco conosciuto ai giorni nostri, il Goethe scienziato ancora meno. La sua possente opera è diventata, al massimo, un gioiello da conservare in biblioteche polverose frequentate da pochissimi.
    Però, poi è arrivato il grande iniziato Rudolf Steiner, il quale ha usato come base proprio il sapere di Goethe per lanciare nel mondo la nuova scienza dello spirito! Questo è un tempo difficile, anzi di più, ma i tesori dello spirito non andranno perduti….ci sarà una rinascita prima o poi, io ci voglio credere! :-)

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