LA FINE DEL MONDO

crepuscolo

RAGNARØKKR, ossia la fine del mondo secondo l’Edda. Questo manoscritto fu probabilmente redatto agli inizi del 1300 e si trova in quattro principali codici. Compose l’Edda, all’incirca dopo il 1220, Snorri Sturluson, islandese, nato a Hvammr nel 1179 e fatto assassinare (forse con qualche ragione) dal re di Norvegia nel 1241. I racconti e la mitologia descritti nell’Edda sono uno dei principali tesori di conoscenza sulla religione dei popoli scandinavi e germanici. Ma nell’insieme è parte di una comune origine indoeuropea.

Per come le cose vanno a finire, potrà sembrare un tantino pessimistico, ma non troppo se lo confrontiamo con la visione indiana espressa dal Vishnu Purāna e, in occidente nell’Asclepio (uno dei testi del Corpus Hermeticum):”…allora il mondo, a causa del tedio degli uomini, sembrerà da non ammirare e da non adorare…Infatti saranno anteposte le tenebre alla luce e la morte sarà giudicata più utile della vita, nessuno guarderà il cielo, il religioso sarà tenuto (per) pazzo, irreligioso prudente, il furibondo forte, il pessimo buono. Avviene la secessione dolorosa tra dei e uomini, restano solo gli angeli nocivi…Verrà questa vecchiaia della terra con l’irreligiosità, il disordine, l’irrazionalità di tutti i beni”. E ditemi, chi pronuncia queste parole? “…insorgerà popolo contro popolo e regno contro regno. In ogni luogo ci saranno carestia, pestilenze e terremoti…; il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo chiarore, le stelle cadranno e le potenze dei cieli saranno squassate…”.

Il motivo della decadenza del creato è dunque universale. Si presume che anche il ragnarøkkr sia fine del mondo come fine di un ciclo. Poi inizia uno nuovo. Comunque pensateci, prima di frullare lieti in vacanza…

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Esso (il ragnarøkkr) avrà inizio quando verrà l’inverno chiamato Finbulvetr (inverno spaventoso): la neve cadrà vorticando da tutte le parti, vi sarà un grande gelo e venti pungenti. Non ci sarà più il sole.

Verranno tre inverni insieme, senza estati di mezzo. Passeranno altri tre inverni e su tutto il mondo imperverseranno grandi battaglie, i fratelli si uccideranno per cupidigia e non ci sarà rispetto per il padre o il congiunto nell’assassinio o nell’adulterio.

Era di lupi prima che il mondo crolli.

Allora avverranno gli eventi che parranno spaventosi: il lupo ingoierà il sole e sembrerà agli uomini una grande sventura. L’altro lupo raggiungerà la luna e farà un disastro. Le stelle scompariranno dal cielo.

Avverrà pure che tutta la terra tremerà e così le montagne, tanto che gli alberi saranno sradicati, i monti crolleranno e tutte le catene e i legami si scioglieranno e si spezzeranno.

Così il lupo Fenrir sarà libero.

Il mare dilagherà sulle coste poiché Midhgardhsormr (la serpe che nel profondo degli oceani cinge il globo) sarà preso dalla furia dei giganti e assalirà la terra. Allora sarà sciolta anche Naglfar, la nave che così si chiama: essa è fatta con le unghie dei morti, per questo motivo si fa attenzione se un uomo muore con le unghie non tagliate perché costui porta molto materiale per la nave Naglfar che gli uomini e gli dei vogliono si costruisca lentamente.

In questo mare tempestoso Naglfar avanzerà. Hrymr si chiama il gigante che la guiderà.

Il lupo Fenrir avanzerà con le fauci spalancate, la mascella superiore contro il cielo e quella inferiore contro la terra: ma le spalancherebbe di più se ci fosse posto. Dai suoi occhi e dal suo naso eromperanno fiamme.  Midhgardhsormr sputerà tanto veleno che ne saranno spruzzati tutto il cielo e la terra: spaventoso d’aspetto, avrà al suo fianco il lupo.

In quel boato si fenderà il cielo e di là si precipiteranno cavalcando i figli di Muspell. Surtr avanzerà per primo e davanti e dietro di lui ci saranno due fuochi. La sua è un’ottima spada e irradia più splendore del sole. Quando cavalcheranno su Bifröst, lo manderanno in frantumi.

I figli di Muspell avanzeranno lungo il campo che si chiama Vígrídhr; là verranno anche il lupo Fenrir e  Midhgardhsormr e inoltre Loki e Hrymr, e con lui tutti i giganti del ghiaccio e seguiranno Loki tutti i compagni di Hel. I figli di Muspell formeranno da soli una legione sfolgorante.

Il campo di  Vígrídhr si estende da ogni lato per centoventi leghe. E accadrà che Heimdallr si ergerà e soffierà impetuosamente nel corno Giallarhorn, e allora tutti gli dei si desteranno e cercheranno consiglio. Ódhinn cavalcherà verso la fonte di Mímir al quale chiederà consiglio per sé e la sua stirpe.

Il frassino Yggdrasill (l’asse del mondo) si scuoterà e nulla sarà allora senza terrore, né in cielo né in terra. Gli Asi indosseranno l’armatura e con loro tutti gli Einheriar, e avanzeranno verso il campo di battaglia.

Per primo cavalcherà  Ódhinn con elmo dorato e la corazza splendente e con la lancia che si chiama Gu˂ n ˃gnir, dirigendosi verso il lupo Fenrir, mentre Thórr avanzerà al suo fianco ma non potrà aiutarlo perché dovrà combattere una battaglia senza quartiere con  Midhgardhsormr.

Freyr si farà contro Surtr e sarà un’ardua battaglia prima che Freyr cada: mancandogli la buona spada che aveva donato a Skírnir, morirà. Allora sarà libero anche il cane Garmr che è legato davanti a Gnipahellir; è il più grande dei mostri: combatterà contro Týr e sarà la morte di entrambi. Thórr ucciderà  Midhgardhsormr, farà nove passi e infine cadrà morto a terra a causa del veleno sputatogli addosso dal serpente.

Il lupo ingoierà  Ódhinn, e questa sarà la sua morte.

Dopo avanzerà Vídharr e porrà uno dei suoi piedi sulla mascella inferiore del lupo, in quel piede avrà la calzatura che tutte le epoche hanno contribuito a fare: sono i triangoli di cuoio che gli uomini tagliano via dalle scarpe, dall’alluce o dalla caviglia (si parla degli avanzi di cuoio derivati dalla confezione); perciò chi desidera aiutare gli dei deve gettar via questi avanzi di pelle. Con l’altra mano  Vídharr afferrerà la mascella superiore del lupo e gli spaccherà la bocca: quella sarà la fine del mostro.

Loki combatterà contro Heimdallr: sarà la morte per entrambi. Subito dopo Surtr appiccherà il fuoco alla terra e tutto il mondo brucerà.

15 pensieri su “LA FINE DEL MONDO

  1. ….la fine del mondo della materia, ma da quelle ceneri sorgerà un nuovo mondo, luminoso, leggero, eterico…..tutto da godere per l’uomo e la sua nuova stirpe, perché, per dirla con Lessing: “Non è forse mia tutta l’eternità ?”

  2. Ma come, caro Isidoro, ti fermi qui? Pensavo di leggere del nuovo volo dell’aquila sulla Terra risorta, della scacchiera dorata nuovamente recuperata e dei nuovi palazzi che risorgeranno dopo che l’Oro avrà fatto seguito al Crepuscolo.

  3. Bentornato Cibon!

    Sempre in tempo per una tirata d’orecchie al povero Isidoro…e per sedurre i lettori con la speranza: orrida parola insufflata da invisibili sanguisughe che fanno della vita la sala d’attesa della morte: bisogna sradicare per sempre i concetti di attesa e speranza per uscire “nel mare sconfinato di una vita eterna con candide vele”: come scrive Gustav Meyrink.
    Perciò non illudo nessuno: la fine è certa, la risorgenza mica tanto, eh, eh.

  4. Ahah sagge parole o ricchissimo Iside d’Oro! Speranza, quale triste parola, decaduto riflesso delle ben più nobili Fede e Fiducia. Come dice sempre il mio buon babbo “Chi vive sperando, muore c…..gando”.

    Non è che però magari qualche parolina sulla risorgenza potrebbe allietare gli animi di colo che si apprestano a duellare contro le orde di Loki, Surtr e Garmr? Giusto per stuzzicare ancora di più 😛

  5. Anche no, carissimo; anche no: lietamente combatte il guerriero: è ricompensato dal buon combattimento: indifferente verso la vittoria o la sconfitta. La disciplina interiore è combattimento: appunto roba da guerrieri…Quasi sempre il premio è l’onore della morte…

  6. Caro Balin, saranno tradizioni fiabesche della famiglia, i primi germani erano decisamente più appuntiti. Per non parlare della magica Völva che per comprenderla appieno si dovrebbe poter essere desti nel mondo dei sogni, giacché Ella favella con idioma onirico!..

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