LA FESTA D'AUTUNNO

autumn

Ci siamo introdotti attraverso la soglia di San Giovanni nell’elemento infuocato (quest’anno, a onor del vero, alquanto bagnato) dell’estate il 24 Giugno.

Ora penetriamo i misteri legati all’autunno passando per la porta di  San Michele, il 29 settembre.

Il giorno di San Michele cade in un periodo divenuto incolore e privo di festività per il mondo moderno.

La liturgia cattolica, dopo la Pentecoste, sfila le domeniche con monotonia,  la vita esteriore si cruccia tra evasioni e rientri.

All’esaurimento di questo viavai ecco apparire l’equinozio di autunno: un gran vuoto triste… dalle mie parti con il grande vento e le foglie che cadono: molte foglie d’alberi e non poche foglie di… imposte mal fissate.

Ma questo vuoto, un po’ prima, è stato un crogiolo dove bollivano  e si calcinavano i rifiuti della immane solforizzazione che, in estate, debordava dalla natura.

Feste severe ma belle contrassegnano la presenza di Mikael nel cielo d’autunno:

– festa della condensazione delle forze della natura nelle spighe raccolte e nell’uva vendemmiata,

– festa di penitenza per l’uomo (Yom Kippur), d’interiorizzazione e di rientro in se stessi.

La circolarità dell’anno non deve rimanere incompleta e portare con sé vuotaggine o svista sul suo perimetro: mentre fuori la luce decresce, gli uomini debbono (dovrebbero) celebrare la luce interiore che rinasce in loro.

Questa luce è una presa di coscienza che mostra l’alta figura dell’Arcangelo solare che punta verso le profondità un gladio del tutto particolare.

Fuori, nel mondo, le meteore saturano l’atmosfera di un apporto metallico, di cui sarebbe di riconoscerne l’importanza: il ferro meteoritico, emesso non dalla terra ma dal sole.

Verso dentro, questa pioggia di ferro dona al sangue il supporto necessario affinché il coraggio sappia tornare nel cuore dell’uomo.

Egli – Volto del Signore – può allora ritornare nell’uomo: nella chiarità del pensiero cosciente, riprendendo la sfera in cui stava insediandosi il dragone sulfureo.

Il coraggio morale di trovare entro sé la luce, nel mezzo delle tenebre della vita e del mondo, può venire a noi nel tempo di San Michele più che in altri momenti dell’anno.

Comunque ciò che chiamiamo “via di Michele” è via trascendente: va verso l’Essere che trascende, nell’infinito, spazio e tempo: per l’asceta ogni attimo può essere l’immisurabile che incontra la forza di Michele.

3 pensieri su “LA FESTA D'AUTUNNO

  1. Una specie di poscritto: perché ho tracciato un (breve) riassunto sul giorno di Michele? Perché in questi giorni i commenti e le esternazioni si sprecano.
    Pare che Michele sia divenuto un mite Moloch a cui, comunque, debbano essere date in sacrificio paginate su paginate. Che banalità! A cui assisto da oltre cinquant’anni…
    Fuori dalla pratica interiore qualcuno vorrebbe davvero avvicinarsi all’essere di Michele? Allora faccia suoi i pensieri sviluppati da Scaligero nel suo libro La Tradizione Solare !!!

    • Grazie Isidoro per i tuoi consigli!
      Per i lettori: Abbiamo creato una nuova categoria sull’argomento che potete trovare nel menu’ a fianco dela home page. Vi abbiamo raccolto tutti i nostri articoli pubblicati nel blog, scritti di Steiner, Scaligero e dei nostri autori, basati su Michele, o che lo citano nel merito. I futuri scritti su questo Mistero di Michele verranno cosi’ li anche catalogati e tutto sara’ piu’ facilmente individuato e consultabile.

      http://www.ecoantroposophia.it/category/scienza-spirito/michele-la-via-del-pensiero/

      Ricordo che ogni sezione o categoria ( o pagina del blog) riporta dapprima l’elenco degli articoli ivi contenuti, elenco che, a seconda del numero degli articoli pubblicati, si sviluppera’ via via eventualmente in piu’ pagine, in tal caso bastera’ cercare in basso la presenza della dicitura “articoli piu’ vecchi”.

      Buon S. Michele Arcangelo a tutti!

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