ISIDE SOPHIA-UNDICESIMA Lettera (Parte II)

Denderah

UNDICESIMA LETTERA

Febbraio 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

GIOVE – MARTE

(Continuazione)

 MARTE

L’orbita del Pianeta Marte racchiude quella della Terra. Marte, dunque, è il primo dei Pianeti superiori che sono oltre l’orbita della Terra, mentre i pianeti inferiori sono all’interno di questa orbita. Attraverso l’aspetto del sistema copernicano dell’Universo, siamo usi a guardare la Terra come moventesi in un circolo intorno al Sole. La Terra come Pianeta è certamente mobile, ma forse non sarà lontanissimo il momento in cui dovremo pure considerare i movimenti del Sole, e in realtà sia il Sole che la Terra si muovono non in circolo bensì in forma di lemniscata: l’una disegnata dietro l’altra. Non è ancora giunto il tempo di esporre questa visione, e inoltre non è questo il luogo per parlare dettagliatamente di essa. A questo punto, se solo immaginiamo che il Sole si muova in forma di lemniscata, e che questa lemniscata è, per così dire, avvolta nel sentiero del Pianeta Marte, allora abbiamo il quadro necessario per le nostre investigazioni in queste ricerche. Inoltre, l’astronomia ci dice che il Pianeta Marte è più piccolo del globo della Terra. Noi naturalmente ci aspetteremmo il contrario, ma il suo diametro è solo leggermente al di sotto della metà di quello della Terra. In questo secolo e in quello passato abbiamo trovato un gran numero di minuscoli corpi planetari che sono così piccoli che non possiamo vederli ad occhio nudo e che si muovono entro l’orbita di Marte. Alcuni di essi superano persino quest’orbita penetrando in quella di Giove. Così abbiamo in Marte un Pianeta che è più piccolo della Terra, inoltre un gran numero di minuscoli Pianeti -i planetoidi – sono dentro la sua orbita. Possiamo così considerare Marte, da un certo punto di vista, come un corpo celeste che consiste di un Pianeta principale e di una moltitudine di minuscoli corpi, che hanno il carattere di Pianeti, entro l’intero sistema solare.

Come possiamo accostare questo Pianeta Marte e la sua sfera da un punto di vista spirituale? Nell’ultima Lettera abbiamo parlato di Saturno come del quadro della memoria cosmica del periodo di evoluzione dell’Antico Saturno, e di Giove come eredità dell’antico Sole. Ciò suggerisce di considerare Marte come una sorta di ricapitolazione dell’Antica Luna, che precede l’evoluzione della Terra: ossia l’evoluzione del nostro attuale Sistema Solare. Non abbiamo ancora descritto in maniera dettagliata nelle nostre Lettere l’evoluzione dell’Antica Luna. Dovremo certamente farlo qualche volta in futuro, ma per il momento dobbiamo limitarci a pochi commenti guida. Naturalmente possono essere trovati dettagli ne La Scienza Occulta di Rudolf Steiner. L’evoluzione dell’Antico Sole era giunta ad una fine ad un certo punto del suo sviluppo. Allora tutte le sostanze e gli esseri fisici che erano stati creati scomparvero. Risulta una “notte cosmica” durante la quale tutti gli Esseri gerarchici e la loro creazione ascesero a piani superiori di pura esistenza spirituale. Dopo che questa “notte cosmica” fu terminata, venne ad esistenza un nuovo “Pianeta”. Prima di tutto, dovette essere ricreato tutto ciò che era già esistito sull’Antico Saturno e sull’Antico Sole. Così queste evoluzioni passate vennero ripetute in più brevi cicli evolutivi del “Pianeta” che nel linguaggio occulto è chiamato Antica Luna.

Qui la sostanza venne ancor più condensata e divenne in parte “acqua”. Accanto ad essa inoltre esistevano lì calore e “aria” o luce come residui dei precedenti cicli dell’Antico Saturno e dell’Antico Sole.

I successivi fatti dell’evoluzione dell’Antica Luna sono essenziali per le nostre investigazioni: insieme con la densificazione delle sostanze fisiche, che ebbe luogo e che in realtà era un altro passo ancora più lontano dall’origine divina, gli antenati della razza umana erano ora dotati del potere della coscienza. Dobbiamo ricordare che all’interno della precedente evoluzione dell’antico Sole, l’antenato dell’umanità era diventato il portatore del corpo eterico o vitale. Egli non aveva ancora raggiunto la capacità di sperimentare eventi attorno e dentro di esso, in relazione al suo proprio essere quale entità separata che poteva sentire questi eventi come gioiosi, dolorosi, interiormente sommoventi ecc. Come le piante vengono in esistenza col Sole sorgente in primavera e in estate, ed appassiscono col declino del calore e della luce estiva, così l’antenato dell’umanità dell’Antico Sole si sprofondava interamente negli eventi intorno a lui senza collegarli a se stesso come un essere con un’esistenza interiore separata.

Questa capacità venne impiantata nell’antenato dell’umanità, in un certo momento dell’evoluzione dell’Antica Luna, dall’attività degli Spiriti del Movimento, che sacrificarono una parte del loro proprio essere. Collegato con l’inserimento del corpo di coscienza o “corpo astrale”, vi è un evento che mutò l’intero corso dell’evoluzione. Certe Entità spirituali causarono una ribellione, all’interno dell’Antica Luna, contro il corso normale dell’evoluzione. Può suonare strano che all’interno del mondo degli Dèi possa aver luogo una ribellione. Da un certo punto o livello dell’esperienza gerarchica, ciò può sembrare un atto di opposizione contro il corso normale; tuttavia, da un “piano” ancor più alto di evoluzione cosmica, esso può esser visto come una necessità che gli Eccelsi Esseri dell’ordine gerarchico iniziano per la necessaria esecuzione dei loro “progetti” divini. Essendo stati dotati i nostri antenati dell’umanità della facoltà di sperimentare gli eventi nel loro ambiente e gli eventi dentro di loro, come dolori e gioie ecc. , le Potenze ribelli giunsero a far uso di questa facoltà per indurli nella tentazione di credere che il mondo interiore, creato dalle sensazioni del corpo astrale, fosse una “realtà” in se stesso, separato dall’esistenza del resto dell’Universo. Così sopravvenne una scissura nell’intero Universo dell’Antica Luna. Vi furono i fatti obbiettivi e le Entità spirituali da un lato, ove tutto ciò che esisteva era una parte del loro essere, e dall’altro lato vi fu un mondo interiore di esperienza dentro i nostri antenati, che fu gradualmente allontanato dalla sua “origine” da quegli Spiriti potenti, ma ribelli. Questi Spiriti Ribelli cominciarono a dimorare dentro l’umanità come un’altra “realtà” accanto a quella del mondo esteriore. Questo sviluppo fu accompagnato da una condensazione della sostanza fisica. Possiamo comprendere che ciò fu forse un altro passo estremamente decisivo dell’essere umano verso la sua indipendenza e verso l’acquisizione del potere dell’ “Io”. Inoltre, ciò fu un allontanarsi dalla sua origine spirituale: dagi Dèi. Non potendo l’essere umano sull’Antica Luna far questo da sé, poiché non aveva ancora raggiunto lo stato dell’autocoscienza, spiriti potenti, ma ribelli, lo fecero attraverso l’essere umano. Possiamo intendere meglio questo evento se cambiamo l’espressione “un altra realtà fu creata dentro il mondo delle esperienze interiori dell’umanità” in “questa realtà interiore fu considerata sempre più come l’unica realtà nell’Universo e l’altra venne dimenticata”. Ciò era accaduto dall’epoca di quell’avvento sull’Antica Luna in poi attraverso lunghe ere di evoluzione, e noi in quanto esseri umani dell’ “era storica”, in realtà abbiamo raggiunto il punto più basso di questa discesa nella separazione dall’origine divina. Questo è l’evento principale dell’evoluzione dell’Antica Luna. Esso mutò molte cose: per esempio, la relazione tra il Mondo Spirituale e quello fisico, e il carattere del regno dell’umanità, così come di quei regni che esistevano allora sotto di lui. Uno studio della Scienza Occulta contribuirebbe immensamente nei confronti di una comprensione di ciò che è stato indicato così brevemente nella descrizione sopra ricordata. Questa intera evoluzione dell’Antica Luna viene “rimembrata” nella sfera di Marte. Lo spazio racchiuso nell’orbita di Marte è uguale allo spazio che occupava il Pianeta Antica Luna; inoltre la sfera di Marte, che è lo spazio racchiuso nell’orbita del Pianeta, è il dominio degli Spiriti del Movimento. Questa Gerarchia fu appunto quella che dotò l’antenato della razza umana del corpo astrale che, all’inizio, non era destinato ad allontanarsi dalla sua origine e tuttavia in seguito divenne il veicolo per la ribellione nell’Antica Luna.

Perciò, ora siamo giunti alle seguenti conclusioni:

1) Marte e la sua sfera sono il quadro mnemonico dell’Antica Luna e l’attività fondamentale degli Spiriti del Movimento deve essere collegata con la dotazione all’essere umano di un corpo astrale.

2) Poiché vennero usate da Spiriti ribelli queste forze astrali, per le loro intenzioni cosmiche, di questo fatto e delle sue conseguenze deve essere presente nel nostro Marte una “memoria”. Questa è la creazione da Marte e dai suoi abitanti degli impulsi di egoismo e di aggressività, così come di autoattività, nel corpo astrale umano prima che noi entrassimo nella vita sulla Terra.

3) L’impulso a creare un mondo interiore, indipendente, di sensazioni, sentimenti ed emozioni, sebbene causato dagli eventi e dagli esseri esteriori, ha un profondissimo significato. Come abbiamo detto, questa “realtà” interiore divenne la “sola realtà” per la coscienza dell’essere umano della nostra epoca.

Perciò, la nostra attuale percezione del mondo come consistente di sostanza materiale è dovuta all’attività di Marte sull’essere umano, in special modo sul corpo astrale nel periodo dell’incarnazione. Può suonare fantastico, tuttavia è vero che il fatto che noi sperimentiamo il mondo come materiale è dovuto alla storia evolutiva del corpo astrale umano. Noi stessi abbiamo creato il mondo della materia dura e solida: noi stessi abbiamo creato il materialismo, per il fatto che gli Spiriti ribelli nell’Universo ci hanno insegnato, ci hanno detto, dentro il nostro corpo astrale attraverso lunghe ere dell’evoluzione cosmica, che le nostre proprie sensazioni ed esperienze animiche dell’Universo che ci circonda sono una realtà in se stesse e che , alla fin fine, sono l’unica realtà. Essi insegnarono all’essere umano ad obliare la propria origine divina, ad aver fiducia unicamente nelle sue proprie esperienze animiche. Il corpo astrale, o corpo animico, in origine era destinato soltanto a rendere coscienti le esperienze sensorie cosicché i sensi potessero divenire un limpido, non distorto, specchio dell’Universo, ma la coscienza – il corpo animico – che rende coscienti le sue percezioni, reca l’eredità dell’egoismo e dell’autoconservazione.

E il “grande egoismo”, che vive nel corpo astrale come un’iniezione velenosa, infine desiderò avere proprio per sé tutto ciò che arrivava nell’ambito dei sensi. In esso non doveva esser lasciata traccia di qualsivoglia azione proveniente da un Mondo Spirituale. Noi abbiamo realmente portato a compimento ciò. Nella nostra coscienza abbiamo realmente creato un mondo nel quale lo Spirito non può più manifestarsi. Diviene per noi cosciente un mondo attraverso il fatto che è l’immagine del nostro freddo egoismo. L’impulso a distaccarci dagli Dèi e ad essere indipendenti, che venne immesso nel corpo astrale, ci conduce ad interpretare le percezioni sensibili come provenienti da un mondo che è abbandonato dagli Dèi: che è soltanto un meccanismo, un’immagine della nostra propria incapacità di percepire vita e spirito.

Questa capacità di creare il nostro proprio mondo attraverso le forze del corpo astrale, nel cielo di nascita di un essere umano è espressa nella posizione di Marte e nei gesti e nei movimenti di Marte durante lo sviluppo embrionale prenatale. Vogliamo ora illustrare questo fatto in alcuni esempi.

La capacità ereditata nel corpo astrale di creare “il mondo dei sensi” avviene attraverso impulsi di ribellione contro l’Universo voluto da Dio. Se immaginiamo che quest’impulso potesse non esser stato elaborato o potesse esser stato vinto, percepiremmo attorno a noi un mondo abbastanza diverso. L’impulso ribelle ci ha condotto in un mondo nel quale noi siamo noi stessi e soli, circondati da un Universo che nella sua freddezza spirituale e nella sua disanimazione ci lascia liberi. Comunque, dopo che abbiamo raggiunto l’autoconoscienza – l’ “Io” – l’impulso ribelle ha perso la sua giustificazione cosmica. Ora, e sempre più in futuro, il corpo astrale deve diventare il veicolo per la creazione di una coscienza che interpreta le percezioni sensibili come provenienti dal mondo dell’ “origine”: da un Mondo Spirituale. La Scienza dello Spirito anela alla percezione del Mondo Spirituale che è operante e si manifesta dietro il velo delle esperienze sensibili. Perciò essa deve accettare il metodo scientifico della nostra epoca, tuttavia non può accettare le teorie di un’età che soffre gravemente a causa di quel grande “impulso ribelle”.

Essendo Marte collegato col corpo astrale, esso è sicuramente collegato col grande “impulso ribelle” che abbiamo descritto, ma in esso troviamo pure un’espressione di quelle forze nell’anima umana che anelano a vincere le attività negative e distruttive del corpo astrale, o corpo animico. Il corpo astrale è stato compenetrato dall’impulso dell’egoismo e dell’aggressività. Questo impulso può essere vinto da un potere che è quello opposto – il potere dell’amore e della compassione. Allorché, nelle Lettere precedenti, parlavamo di Saturno nella Costellazione dello Scorpione, menzionavamo il fatto – rivelato da Rudolf Steiner – che il Buddha, il Maestro dell’Amore e della Compassione, andò su Marte in un certo momento per vincere il declino su quel Pianeta. Il declino su Marte era causato da quell’impulso ribelle che aveva creato egoismo e aggressione. Così possiamo vedere in Marte il guerriero – il facitor di guerre – così come egli veniva sperimentato in tempi antichi. Ma da quando il Buddha è giunto su Marte , vi è un altro impulso che anela a portare amore e compassione giù nelle percezioni umane del mondo obbiettivo. E’ l’impulso che anela a liberare il mondo dall’incantamento dell’illusione dell’esistenza della materia. Questa illusione è creata là dove le percezioni sensibili incontrano l’attività del corpo astrale e lì deve essere vinta. Il corpo astrale è stato creato già prima della nascita; perciò l’atto della redenzione può essere massimamente efficace soltanto nello “status nascendi” del corpo animico. Ciò ha luogo entro la sfera di Marte ed è lì che il Buddha ora è attivo. L’insegnamento del Buddha può benissimo essere considerato come un insegnamento della purificazione delle percezioni sensorie. Se immaginiamo quest’impulso trasferito alla sfera di Marte, ove è impressa la “grande ribellione”, possiamo capire benissimo che nel tempo a venire esso crescerà sino ad esser un potere che vincerà il mondo di Maya, ossia dell’illusione, e muterà la natura di Marte.

L’anima umana passa pure attraverso il mondo di Marte nella vita dopo la morte. Se prendiamo le descrizioni di Rudolf Steiner in Teosofia sulla vita dopo la morte, troviamo una conferma di ciò che è stato detto più sopra. La sfera di Marte corrisponde alla prima regione del Mondo Spirituale descritta in Teosofia. Rudolf Steiner dice: “Nella prima regione del Mondo Spirituale l’uomo è circondato dagli Archetipi spirituali delle cose terrene. Durante la vita terrena egli impara a conoscere soltanto le ombre di quegli Archetipi, afferrandole nei suoi pensieri. Ciò che sulla Terra viene semplicemente pensato, in questa regione è sperimentato. L’uomo si aggira tra pensieri, ma questi pensieri sono esseri reali. Quello che durante la vita egli ha percepito, opera su di lui nella sua forma di pensiero. Ma il pensiero non appare come un’ombra nascosta dietro le cose: è realtà piena di vita, realtà che genera le cose.

L’uomo si trova per così dire nella fucina di pensiero ove sono create e plasmate le cose terrene, poiché nel Mondo dello Spirito tutto è moto e attività piena di vita”. Gli esseri umani sperimentano, anche in questa sfera, in qual modo apparteniamo alla realtà corporea fisica come un’unità; in qual modo noi siamo intessuti nell’esistenza delle cose fisiche. Rudolf Steiner parla di uno dei pensieri fondamentali dell’antica sapienza indiana del Vedanta: << Il saggio impara già nella vita terrena ciò che altri sperimentano solo dopo la morte, e cioè ad afferrare il pensiero della sua parentela con tutte le cose, il pensiero: “Questo sei tu”. Nella vita terrena ciò costituisce un ideale a cui la vita del pensiero può dedicarsi; nel Mondo dello Spirito è un fatto immediato che l’esperienza spirituale chiarisce sempre di più. In questo mondo l’uomo stesso diviene sempre più conscio di appartenere nella sua vera essenza al Mondo Spirituale.

Egli percepisce se stesso come spirito tra spiriti, come una parte degli spiriti primordiali, e sentirà in se stesso la parola dello spirito priomordiale: “Io sono lo spirito primordiale”. (La saggezza dei Vedanta dice: “Io sono Brahma”, cioè sono una parte dell’Essere primordiale da cui discendono tutti gli esseri) >>. Se gli esseri umani portano dentro se stessi il potere di quell’Essere primordiale omnicreante, allora noi dobbiamo essere responsabili, per l’apparire del mondo fisico, attraverso la nostra natura di Marte che ci ha legati al mondo fisico mediante le nostre percezioni sensibili e la nostra coscienza di esse.

Incontriamo qui il medesimo fatto che abbiamo elaborato più sopra, solo da un angolo differente. Dopo la morte, l’anima umana sperimenta nella sfera di Marte gli Archetipi spirituali degli oggetti fisici nel mondo. Possiamo sperimentarli in questa sfera poiché prima che entrassimo in essa siamo stati liberati e purificati nella nostra anima da forze quali l’egoismo e l’aggressione. Ora siamo capaci di sperimentare la teoria degli oggetti materiali come illusione. Diventiamo seguaci del Buddha che ha vinto l’inganno causato dai sensi terreni. Prima della nascita, acquisiamo nella sfera di Marte la capacità di percepire con i nostri sensi corporei il mondo terrestre nel quale entriamo, tuttavia mediante le nostre percezioni sensibili siamo capaci di creare un mondo d’illusione – di materia – oppure un mondo che è la manifestazione degli Archetipi, dei pensieri degli Dèi. Da Marte veniamo dotati della capacità di fare l’una cosa o l’altra; ciò è lasciato alla nostra libertà. Sarà sempre una lotta dentro la nostra anima individuale quella nella quale noi procediamo: la via della nuova creazione oppure quella del declino del mondo. Questa lotta individuale appare nei movimenti di Marte prima della nascita. Essa mostra le possibilità che un essere umano ha portato giù sulla Terra, tuttavia non mostra la decisione che sta entro il regno della libertà umana.

Ritornando all’inizio di questa descrizione della natura di Marte, possiamo ora comprendere meglio perché esso consista del corpo principale che in astronomia chiamiamo Marte, così come di una moltitudine di “asteroidi”. La sfera di Marte è una regione di lotta cosmica nella quale un vecchio e rigido mondo combatte con un giovane Universo colmo di Luce che qui è soltanto un germe della futura evoluzione cosmica. Perciò, possiamo immaginare che il Pianeta principale una volta venne scisso in molti minuscoli Pianeti da una lotta che ebbe luogo nell’Universo. Così il Pianeta principale è diventato più piccolo persino di quello della Terra.

Nella Lettera successiva elaboreremo la posizione di Marte negli oroscopi di una quantità di personalità storiche che ci metteranno in grado di verificare quel che abbiamo detto di Marte in questa Lettera.

(Continua)

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5 pensieri su “ISIDE SOPHIA-UNDICESIMA Lettera (Parte II)

  1. Ancora una cosa: in concreto noi e la terra siamo nella sfera di Marte.

    Da ciò e dal carattere non molto estraneo al nostro dei suoi spiriti, si può affermare che le forze e gli esseri di Marte “sono tra noi”.

    I più facili da intendere o farsi intendere. Lo stesso vale per le forze (attuali) del Buddha. Il meditante le incontra: divengono parte non indifferente nei processi interiori.

    • Isidoro, mille volte hai ragione, e per questo dobbiamo vieppiù esser grati al nostro laborioso Daniel che con la sua benemerita fatica permette a tanti cercatori dello Spirito di accostare queste verità, che Rudolf Steiner ci ha donato e che è nostro compito non tanto “credere” quanto sperimentare nel momento sorgivo del pensiero vivo.

      Le forze di Marte sono tra noi e in noi, e questo lo sperimentiamo ogni giorno, facendo i conti con una natura inferiore egoica spesso brutale e arrogante. Ma l’Arte, l’Arte Hermetica, è trasmutare tutto, perché Hermete TUTTO trasmuta. E l’impeto “marziano” dell’orgoglio, della collera, della lotta brutale e spietata, può essere trasmutato nell’impulso “venusiano” dell’amicizia, della compassione e dell’amore. Talché – come mi disse una persona di rango spirituale, un “asceta di altra dottrina” – “noi siamo eroi di Venere e non di Marte”. Ossia, per dirla col nostro Dante Alighieri, noi siamo dei Fedeli d’Amore.

      Le forze per una tale, invero ben ardua trasmutazione, delle forze di Marte in forze di Venere, sono la mirabile opera e la missione del Buddha Shakyamuni. Basti vedere quanto le forze del Buddha hanno addolcito e ingentilito il carattere, il temperamento, i costumi e la visione del mondo di popoli brutali e selvaggi come i mongoli, i tibetani, i giapponesi e largamente anche i cinesi.

      a quest proposito, spero di potere presto pubblicare su Eco uno scritto di Massimo Scaligero, non conosciuto ai più, che getterà molta luce su aspetti inaspettati della Scienza dello Spirito.

      Hugo, che essendo affamato,
      or va a pappare di filato.

    • Isidoro, nefandissimo lupaccio tergestino, a me lo dici un po’ di “marte”?! Hahahah! A me che sono un arrabbione di prima forza?! Hahahah! Ma sai quanto pane duro devo mangiare e quanta polenta devo ingurgitare prima ch’io arrivi all’atarasia buddhica e alla calma olimpica?! E peggio di me è messo il mio terribilissimo amico Attila, Re degli Unni, a ragionissima chiamato “Flagellum dei”.

      Pensa che, tempo fa, in un accesso d’ira voleva ricostituire l’unnico Impero, estendendolo da Vladivostok alle sponde dell’Atlantico, e fare in modo, come un tempo, dove passavano i suoi bravi Unni, non crescesse più l’erba! Ci son volute reiterate implorazioni delle associazioni ecologiste, le quali alla fine hanno dovuto dirgli: “E se non crescerà più l’erba, i tuoi cavalli cosa mangeranno?! Le pietre?!” Allora, Attila, che ama tantissimo i cavalli – anche i trucidi Unni hanno un cuore! _ a poco a poco, ma molto lentamente, di fronte ad un argomento così stringente, si è calmato!

      Insomma, Isidoro, questa storia della trasmutazione di Marte in Venere, la vedo dura, veramente MOLTO dura! Comunque, posiamo sempre ascoltare i sermoni moraleggianti delle “anime belle” che luminosamente c’insegnano come, nelle mirabili “vie animiche”, dolcemente calcando un sentiero cosparso di petali di rosa, col tempo e con la paglia – con i quali, come noto maturan persino le sorbe e la canaglia – sia possibile giungere, tutti insieme appassionatamente – alla Soglia dell’Iniziazione: senza traumi, senza sforzi, senza dover superare ostacoli e pericoli, e soprattutto senza quell’orribile sublime egoismo nel quale troppo facilmente cadono coloro che ostinatamente individualmente e in gruppo, perseguono l’esecranda Via del Pensiero!

      Isidoro, giuro che se sento un’altra volta di questi stucchevoli e moraleggianti discorsi da oratorio sulle “vie dell’anima”, vado da Attila, lo faccio ritornare sulle sue decisioni, e lo convinco a scatenare una guerra unnica, che faccia un macello di quelli memorabili! Tanto l’erba la si può sempre ripiantare!

      Hugo, che senza invero alcun rimorso,
      non vuol sentir alcun bel discorso,
      e rimanda ogni sua deliberazione
      a dopo la pratica della concentrazione.

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