IL MALE. Riflessioni.

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Di fronte al male, più che restare sorpresi rimaniamo annichiliti. Lo sgomento, il dolore ci avviluppa e pare che nel cuore qualcosa venga spento.

Al minimo, dovremmo pensare, dovremmo fare un tentativo e chiederci quale possa essere l’origine, la natura e persino se ci sia una sorta di “missione del male” nella nostra esperienza umana.

Dovrebbe risultare chiaro – continuamente gli avvenimenti lo confermano – che la coscienza intellettuale, se vissuta come unica realtà, non è mai in grado di rispondere a queste domande. Anzi: occorre che il male giunga ad esploderci in faccia per riconoscerlo.

La scienza moderna ci ha insegnato a comprendere ogni cosa in guisa di fenomeno naturale. Così si è capaci di parlare di patologie, di perversioni, di degenerazioni, ma non di salute e condizione morale. Mancando ogni rapporto di vera distinzione tra cosa è sano e cos’è malato, l’asticella si è abbassata come mai era accaduto. A criteri svaniti è divenuto indistinto ciò a cui l’uomo arriva a soggiacere.

Intanto le forze del male, nel buio di questi anni, afferrano sempre più possentemente il generale divenire, minacciando di trascinare tutta la civiltà in un assurdo gorgo.

Per evitare il disastro, l’uomo deve imparare nuovamente a riconoscere e percepire il male, a sviluppare quanto più possibile le forze per superarlo, onde cancellare i suoi letali effetti per la cultura e la convivenza umana e persino per la propria sopravvivenza intesa come integrità personale.

Il pensiero agnostico non è capace di cogliere i sostrati profondi del male. Il diavolo è per esso una pessima rappresentazione medioevale (superstizione) o, al massimo, una vuota questione tra i balocchi teologici. La massima ammissione è che sia il residuo di una rivelazione del passato, la quale comunque si sottrae all’indagine, dunque estranea alla scienza. E’ il nulla per l’intelletto scientifico.

Questo intelletto, quando si dirige sull’interiorità dell’uomo, abolisce pure la coscienza che poteva ancora valere come coscienza del peccato, così che pure su questo versante una comprensione del male risulta impossibile. Né la conoscenza ordinaria di se stessi né la conoscenza del mondo possono condurre la scienza della natura ad un concetto del male.

Però, al medesimo sguardo al quale il male sfugge, s’impone con orrida chiarezza, la sua azione. Sembra anzi che ogni cosa nell’evoluzione sia fatalmente puntata sulla distruzione.

Cultura e sapere, industrie e professioni, scuola ed educazione, l’indagine e la pratica scientifica, sembrano entrate in permanente servizio presso svariati gradi di opera di annichilimento.

Chi vuole sottrarsi a questa discesa rende se stesso inerme: non armarsi significa cadere in balia del nemico, significa annientarsi. Questi effetti che diventano ogni giorno più grandi sono la conseguenza di una visione/concezione del mondo che non poteva (o meglio) non voleva più riconoscere il male.

Dall’epoca dei “Lumi” in poi, è proprio la scienza agnostica, che credeva di poter eliminare ogni male, a essere quella che ha aperto la porta alla sua incursione, così che esso invade l’umanità continuando a crescere.

Se siamo capaci di immergerci in ciò che resta del passato, nei suoi documenti figurativi e linguistici, vediamo senza dubbio che il male era ancora accessibile allo sguardo. Ora si è sottratto alla vista ma ciò non vuol dire che non agisca: al contrario agisce tanto più quanto si vorrebbe nasconderne la realtà.

Una Scienza dello Spirito rende palese come entità sopra e sub sensibili intervengono negli eventi ed influiscano sull’umanità secondo intenti. Del resto basterebbe un grado minimo di veggente sensibilità per potersi accorgere, senza pregiudizi, dei parassiti (larve, simili nature, demoni) che infestano molti esseri umani.

Ad un superiore livello si può dire che l’uomo consegue la sua umanità solo se riesce a trovare il punto di pareggio tra le forze che lo strattonano. Queste forze, in sostanza, offrono – loro malgrado – la possibilità della libertà per l’uomo. Certo, lo conducono nelle illusioni, negli errori, nelle menzogne: ciò gli permette una severa scuola di conquista: una scuola di verità raggiungibile per forza propria.

Riconoscendo il proprio debito alle forze dell’ostacolo (Lucifero e Arimane), portatrici involontarie di quello che, nello scontro, gemma i più bei fiori dell’umana esistenza, l’esploratore dello spirito si guarderà del designarle come “cattive”.

Le deviazioni ci sono e sono continue: perdiamo continuamente l’equilibrio tra le due forze, forse anche all’estremo. Ma ciò, in ultima analisi non ci rischiara per quanto può consistere nella natura umana, in sé disposta al bene, come propri impulsi all’odio, alla crudeltà, alla violenza e all’assassinio.

L’ordine e l’armonia del cosmo viene turbata quando forze (esseri) agiscono fuori la sfera di propria competenza per agire illegittimamente in altra sfera.

Ponete attenzione a ciò che dice il Dottore: “Il male entra nella vita ed il misfatto esiste nel mondo perché l’uomo fa sommergere la sua natura superiore – non destinata a ciò che è terreno – e sviluppa nel fisico corporeo, che come tale non può essere cattivo, quelle qualità che non appartengono ad esso, ma allo spirituale.

Gli uomini possono essere cattivi perché è loro lecito essere spirituali e, come tali, devono sviluppare qualità che, applicate alla vita fisico sensibile, diventano male. Qualità che estrinsecano nella crudeltà, nella perfidia ed altre simili nel mondo fisico, sono invece nel mondo spirituale qualità che perfezionano l’uomo e lo fanno progredire.

Il fatto che l’uomo applichi nel fisico qualità destinate solamente allo spirituale, conduce al suo male. Ma le qualità che possono renderlo malvagio egli deve averle, altrimenti non potrebbe mai salire nel mondo spirituale per essere ivi un’entità puramente spirituale.

Sarebbe una vera assurdità e un disconoscimento di quanto abbiamo esposto se qualcuno volesse dedurre la conclusione che solo il malvagio progredisca nel mondo spirituale. Le dette qualità sono cattive perché nel mondo dei sensi esse vengono applicate nella direzione dell’ego, non per il bene dell’uomo. Applicate giustamente e al posto giusto passano tosto per una metamorfosi e allora sono forze buone.”

Tramite l’azione luciferica e arimanica, l’uomo è stato attirato entro il sensibile, ma in questo (Scaligero lo chiama: “L’inumana palestra dell’umano”) egli ha sviluppato, come personalità terrena, la coscienza della libertà.

Nel momento storico in cui l’uomo raggiunge il culmine della separazione dal mondo spirituale, attraverso l’astratto intellettualismo, anche le forze della sua natura spirituale si configgono più che mai nel sensibile ove tendono quasi soltanto al godimento e al dominio fisico. Contemporaneamente gli impulsi del male si manifestano nella vita civile moderna con la spaventosa forza delle catastrofi.

Gli esseri degli ostacoli, che erano stati portatori di libertà, diventano ora le potenze causanti delle forze del male: ora esse in questo uomo rovesciato lo inducono a lasciarsi completamente dominare dal fisico sensibile in cui si altera l’elemento animico spirituale.

Chi, quale essere spirituale, rinnega il mondo spirituale, e con il suo sforzo si tende unilateralmente nel dominio e nell’organizzazione del mondo dei sensi, diviene uno strumento infero che crea le forze del male distruttrici della nostra civiltà: ovunque operi, nella vita economica, sociale e spirituale.

Ecco la “missione del male” per il divenire del mondo. Nessuna illusione: le forze del male proromperanno con sempre maggior violenza sull’umanità e poiché esse hanno radici nello spirito e non nel mondo fisico, possono e potranno venir comprese e superate solo nel riconoscimento (non astratto) dello spirito.

Il male, emergendo nel mondo come distruzione, omicidio e orrore – sono queste le cose che il materialismo riconosce – costringe a rivolgersi al mondo spirituale, poiché solo da questo si possono conquistare le forze per opporsi fruttuosamente al male.

Dice il Dottore: “Gli uomini devono imparare ad abituarsi a considerare il prorompere delle forze del male come il prorompere di leggi e forze naturali, per imparare a conoscerle e a sapere cosa viva ed operi nei sostrati profondi. Non bisogna considerare il male in modo da fuggirlo senz’altro in pieno egoismo; questo non si può fare; bisogna compenetrarlo di consapevolezza”.

L’uomo, nella zona di libertà del proprio Io, deve sperimentare come nell’anima cosciente che sta svegliandosi, emergano le tendenze al male. Nel superamento di tali tendenze, egli crea il bene in libertà.

Chi sente sorgere in sé il male, lo riconosce e ne trionfa, non vedrà più in esso qualcosa da condannare, da cui fuggire ma giungerà a scorgervi il mezzo che (dolorosamente) riconduce l’uomo allo spirito da essere libero. Il teatro della lotta è l’anima. Finché ciò non viene riconosciuto egli combatte nemici esterni, con enorme difficoltà a riconoscere che i veri nemici sono attivi nella propria interiorità.

Se accetta la lotta contro se stesso, sui gradini dell’autodisciplina, possono dissolversi magicamente modi e motivi delle lotte esteriori. Se l’uomo accoglie il dono del Rappresentante dell’umanità, trova l’altezza da cui vincere le apocalittiche tribolazioni del tempo…, e un giorno, anche redimere la missione cosmica degli dei dell’ostacolo.

Molto di quanto ho scritto sgorga vivo nelle parole di Antoine Leiris, pur vergate nel momento del dolore più straziante. Ciò che in lui viene a manifestazione è certezza di quanto dia luce e futuro all’anima umana.

Avrete già letto dappertutto la lettera in calce. Potete leggerla ancora una volta sulle pagine di Eco. Per questo sito è semplicemente un onore il ristamparla.

*

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

3 pensieri su “IL MALE. Riflessioni.

  1. Ho parlato del male.

    Non ho accennato ai malesseri e tribolazioni che accompagnano la Scienza dello Spirito. Questi, anche quando paiono drammatici portano in sé qualcosa di ridicolo, buffonesco.

    Per chi segue la via interiore dovrebbe essere chiaro che tali cose non appartengono alla suddetta ma ai pessimi mosconi che le ronzano costantemente intorno.

    In breve: mi sono giunti commenti pesanti circa la manifesta monaggine che talvolta riesce ad esprimere un ben conosciuto espositore di brevi righe spirituali altrui.

    Forse a corto di autori belli e buoni, questo signore (social come il nostro capo di governo) ha immesso nel mare magnum delle informazioni antroposofiche anche il Conte di Saint Germain, “autore” di diverse opere notevoli che hanno soltanto la pecca di essere il facondo risultato di due medium americani negli anni ’30.

    Puntualizzazione probabilmente inutile per gli studiosi seri e per chi è dotato della capacità di separare le poche cose buone dal marciume che vorrebbe prenderne il posto.

    • Isidoro, secondo me si è perso la tramontana, il libeccio, il grecale, l’austro e lo scirocco. Anzi lo scirocco no, perché – a mio orsolupesco parere – bisogna essere proprio del tutto sciroccati per proporre una produzione medianica tra il decadente teosofico e l’anzitempo “new-age”, spacciando per scritti del Conte di Saint-Germain. Ma dalla stessa “fonte” vengono proposte a più riprese le “comunicazioni” visionarie e medianiche di un Edgar Cayce, e le indagini in regressione ipnotica sulle “reincarnazioni” di poveri diavoli che si sottopongono a cotali equivoche “sperimentazioni” di un Peter Weiss. Ed io che credevo che la Via dell’Io fosse l’esatto contrario della medianità e del visionarismo.

      Aveva ragione Massimo Scaligero a dirmi, sin dal nostro primo incontro, che: “Dall’America non verrà MAI niente di buono!”. Neanche quando dall’America va e torna!

      Hugo de’ Paganis

    • “Forse a corto di autori belli e buoni, questo signore (social come il nostro capo di governo) ha immesso nel mare magnum delle informazioni antroposofiche anche il Conte di Saint Germain, “autore” di diverse opere notevoli che hanno soltanto la pecca di essere il facondo risultato di due medium americani negli anni ’30.”

      Cosa vuoi mio caro isidoro, bisogna riempire lo spazio giornaliero dei propri profili, poi arriva sempre, all’occorrenza, la giustificazione, postuma, che vengono cioe’ proposti argomenti, non che necessariamente li si condivide. Ma in questa confusione antroposofica e dimentichi ormai delle indicazioni di Steiner, proposte cosi’ vengono famelicamente e appassionatamente accolte, con tanti ringraziamenti poi e tante hola di “mi piace”.
      Antroposofia: ma che cosa e’? Immaginiamo pure i profani che entrano in tali social e siti vari multi-proposte, cosa ne possono trarre come impressione.

      Ma domanda piu’ pesante: cosa e’ l’Antroposofia per gli antroposofi stessi?
      Ha ragione Hugo, ormai e’ tutta Chiesa e predicozzi moralistici, spiritismo, new age, ipnosi, canalizzazioni e by-pass della “Croce”, sostituita quest’ultima dal dolore e dalla Passione Cattolica, e dal Vicariato della Chiesa che ti permette la resurrezione. Chissa’ cosa e’ andato storto se tutti tornano sui propri passi, o se fanno un bel cocktail, forse, chissa’, c’e’ stata “una bella omissione”, una a caso….niente di che……, che volete che sia….

      E la profezia su questo termine, “antroposofia”, veramente si e’ avverata.

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