PROLOGO DI NATALE

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PROLOGO DI NATALE

Eco degli Angeli che cantano Exultasti
Nasce il silenzio da molte quiete
Così la luce delle stelle si tesse in corde
Con cui le Potenze di pace fanno dolce armonia.
Rallegrati, o Terra, il tuo Signore
Ha scelto il suo santo luogo di riposo.
Ecco, il segno alato
Si libra sopra quella crisalide santa.

L’invisibile Spirito della Stella risponde loro:

Inchinatevi nel vostro canto, potenze benigne.
Prostratevi sui vostri archi di avorio e oro!
Ciò che conoscete solo indistintamente è stato fatto
Su nelle corti luminose e azzurre vie:
Inchinatevi nella vostra lode;
Perché se il vostro sottile pensiero
Non vede che in parte la sorgente di misteri
Pure nei vostri canti, siete ordinati di cantare:
“Gloria! Gloria in excelsis
Pax in terra nunc natast”.

Angeli, che proseguono con il loro canto:

Pastori e re, con agnelli e incenso
Andate ed espiate l’ignoranza dell’umanità:
Con la vostra mirra rossa fate sapore dolce.
Ecco, che il figlio di Dio diventa l’elemosiniere di Dio.
Date questo poco
Prima che egli vi dia tutto.

(Ezra Pound)

7 pensieri su “PROLOGO DI NATALE

  1. Bene, benissimo hai fatto cara Savitri a pubblicare queste calde e semplici righe di un genio così complesso.

    “Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo” (E.P.)

    “Sono un uomo civilizzato; posso sopportare qualunque cosa che mi faccia divertire” (E.P.)

    “Pensiamo perché non sappiamo” (E.P.)

    • Tu lo sai Isidoro, io non mi accontento mai di una qualsiasi poesiola di Natale per Eco…….cerca cerca ho letto questi versi e li ho graditi molto. Quindi sono ora felice che incontri anche il vostro gradimento.Penso possa tenerci compagnia fino al nostro prossimo articolo……che e’ in linea di partenza gia’, stiamo rifinendo…… :)

  2. Se l’articolo è di chi penso, avrai tanto da rifinire…

    Si dice che, mentre scrive, alzi il gomito con bicchierini di slivovitz biodinamica (al 70%) per tenere costantemente alto lo spirito! Me lo ha confidato uno che l’aveva sentito dire da chi conosce l’amico di quello era stato presente in un gruppo frequentato da persone che avevano parlato con qualcuno che affermava di conoscere un suo conoscente.

    Non può essere dunque una diceria!! :)

  3. Isidoro, lupacci appenninici ed orsi marsicani spregiano assai quella immonda mescolanza di alcool denaturato e benzina. che i sarmatici barbari di Slovenia e Croazia, chiamano “slivovitz” e “slivovitza”. Orsi e lupacci – more italico atque tyrrhenico – in maniera più austera preferiscono spararsi puzzolentissimi sigari toscani, anche perché, come scrive Gustav Meyrink ne “L’Angelo della finestra d’Occidente” – “l’unico favore che l’uomo può fare a Dio è di mandare in fuso le cose di questo mondo”! E il contemplar silenti il vanescere delle volute del combusto tabacco propizia uno stato interiore “buddhico” di realizzazione dell’impermanenza di questo sempre più immondo mondo e di distacco dai suoi non valori e dalla sua stupidità.

    Hugo, che fumerà di sicuro
    – spero promitto et iuro –
    sigari nell’infinito futuro.

  4. …stato interiore che la slavonica sapienza URinaria supera di molto, fiondando con una insignificante quantità di perfetta trasparenza, il guerriero coraggioso e piissimo nel superamento dello stesso superamento…

    Nemmeno i filtri bevuti nelle dimore degli Asura portano a simile perfezione.

    Il Bevitore abbandona la forma primeva, si adorna con terribili serpi che recando piacere aprono le infinite bocche e le loro spire e diviene lui stesso il divino Signore dei Serpenti, bianco perché mondo da karmiche macule, immacolato perché divora anche il Tempo…e tutti i Toscani dei sette mondi!

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