COME L’AQUILA… (M. Scaligero)

aquila

Sul sentiero procedo, perché so che debbo avanzare, ma non so quale cielo si apra o quale prova mi attenda. Si ripiega l’ombra, cadono tutte le ombre, si chiudono le ali nere, sento l’immoto supporto “croce di Cristo – spada di Michele” e la pace perfetta e il riposo del supporto sino a estinzione di respiro, sino al respiro cosmico, sino ad essere uno con il pensiero del Christo.

V’è un suono antico e misterioso che giunge da lontananze del Cosmo e che ha un potere di luce risanatrice: il suono è un potere di vita profonda piú della stessa vita fisica. Entra in profondità: è un’antica musica di redenzione, che afferra le radici della vita e restituisce la purità originaria, lo svincolamento dall’irreale, la risoluzione dell’irreale. È in relazione all’autonomia del midollo spinale, di cui parlo in Magia Sacra. È un moto puro di luce che, potente come l’Amore di cui è emanazione, scocca attraverso il centro piú profondo, attraversando, folgorando la tenebra. Occorre che il guizzo di luce sia contemplato, sino alla sua possibile immediata evocazione, in ogni momento.

Scende allora una calma confortatrice, un essere senza determinazione, secondo la potenza primigenia dell’essere: cessata è la febbre dell’esistere. Scende una calma che risuona dalla corona delle costellazioni, da tutto l’Empireo: è la quiete profonda, la quiete delle Gerarchie, il riposo divino: si comincia ad essere secondo la propria infinita assoluta libertà, che non ha bisogno di affermazione alcuna, non ha bisogno di sforzo alcuno, per affermarsi come invincibile potenza. In quel momento si ha il segreto di tutto, che è indicibile, ma ha un suo simbolo nell’espressione “L’Essere è Amore”.

Questo pensiero fa vivere tutto l’essere novello: è il principio dell’essere assoluto immediato, donantesi nella grande calma: donantesi dal profondo del proprio essere come Amore. Si distingue da esso, come termine di riferimento, come punto di risollevamento all’infinità originaria, il fiore di luce. Nella calma posante nel profondo, nella calma lasciata essere, nell’essere lasciato essere, si accoglie la vita di luce come mistero della visione aurea. Prima di tale essere non c’è nulla: comunque si cerchi dietro di sé, vi è sempre il proprio essere: perciò l’Amore infinito: il primo Essere è l’Amore Divino, il Primo Fulgore.

Come l’aquila posando raccoglie le ali, e nella immobilità ha la potenza del volo, cosí è raccolta tutta la forza là dove posano le ali, nell’immobile figura, nell’attitudine della meditazione. È l’operazione piú sottile del Sacro Amore, perché riapre il varco alla potenza cosmica dei ritmi nella “sede mediana”: senza il moto eterico di questi ritmi, il Sacro Amore può essere pensato, ma non realizzato. Occorre la volontà piú potente alla “operazione delle ali”. Cosí, ritrovata la postura dell’aquila, volgo alla santa contemplazione.

Massimo Scaligero

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da una lettera del novembre 1970 a un discepolo

http://www.larchetipo.com/2002/giu02/

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