Ars Medica

DavidApollo

L’incontro tra Medico e paziente è, nel microcosmo umano, la traccia dell’ Incontro Archetipico Macrocosmico.

La relazione tra i due, a maggior ragione se su un percorso di realizzazione interiore, può divenire il teatro del disvelamento delle Forze che ciascuno porta, più o meno consapevolmente, in sé.

Attraverso la Luce della comprensione delle dinamiche disarmoniche, osservate su entrambi i fronti, ereditario ed individuale, con il sostegno del Calore animico della compassione per la sofferenza del malato e di quello spirituale del Pensiero diretto all’aiuto concreto, per tramite della Parola rivelatrice della realtà della malattia e utilizzando i giusti Rimedi, questo incontro può portare alla guarigione, su piani diversi.

Fondamentale, in questo raccordo di intenti, è la volontà del paziente di oltrepassare e superare i limiti che hanno portato alla malattia, che sono sempre limiti interiori i quali chiedono di essere superati, sempre più consapevolmente e a seconda delle forze di ciascuno.

In questo processo, il Medico è un catalizzatore che non travalica la libertà del malato, anche quella di non guarire, ma può permettergli, attraverso le Forze che suscita in sé, di oltrepassare il guado e trasformare una debolezza in una forza.

Questo rapporto si instaura su entrambi i fronti, Medico e paziente crescono nel prendersi cura l’uno dell’altro; sì, perché il paziente si prende cura del Medico, attraverso la gratitudine nei confronti del suo impegno e anche perché la sua storia, può essere vista come uno spunto ulteriore per una comprensione, sempre più profonda, delle dinamiche di salute e malattia.

Ciò che conta è, impersonalmente, il disvelarsi della Meraviglia per il creato, in ogni più piccolo andito, di cui la storia del paziente è un frammento che dice il Tutto, senza il quale quelle comprensioni non sarebbero state possibili.

E questo modo di guardare alla malattia, come fonte di benedizione e comprensione, è parte del processo di guarigione che nell’ Arte Medica si può inverare.

Il Medico, come pedagogo e artista, che dipinge sulla tela del destino del paziente, i colori dell’incontro tra due individualità in divenire.

11 pensieri su “Ars Medica

    • Si Hugo, mi è stato fatto un Dono che ho fortemente voluto condividere, perché vorrei che tutti avessero la possibilità di sperimentare lo sguardo di comprensione totale, che passa dall’uno all’altro. E sebbene si sia ancora lontani, nella visione comune, sia come medici che come pazienti, da una simile esperienza, proprio per questo è importante parlarne e lasciar almeno entrare l’idea che sia possibile una simile consonanza. Grazie per l’apprezzamento!

    • Carissima, tu sai perché ne abbiamo discusso molte volte. Su queste tematiche abbiamo una visione comune e averti come amica, in questo percorso, è un altro dei doni immensi che mi sono stati fatti. Per cui il grazie è reciproco!

  1. Isidoro ha ragione e’ proprio cosi! come dal meccanico la macchina non fa piu’ quel rumorino……inoltre dobbiamo precisare che se ” non v’e’ uomo che ne veda un’altro ” ( m.scaligero ) dobbiamo intendere con l’eccezzione di paziente e medico.Grazie Isidoro !
    Ulixe

    • Ulixe, il riconoscimento della dignità di uomo, come dici tu, è ciò che fa la differenza. Il vedere l’altro per ciò che è e non un insieme di parti meccaniche da aggiustare. Fondamentale, non solo in ambito medico.

  2. Si dice che Hamer abbia approfondito Steiner, quindi successivamente pare sia giunto alle “sue scoperte”.
    Se guardare alla Scienza Occulta attraverso le 5lb è ahrimanico;
    guardare alle 5lb attraverso la Scienza Occulta è miracolo di miracolo.
    Visione 5lb che, forse, non poteva sorgere in un momento diverso della storia; in passato la visione della malattia come “punizione divina” era giustificata dalla diversa costituzione umana?
    5lb, la cui sensatezza è inevitabilmente illimpidita, perdendo in obiettività, e non riuscendo a chiamare le cose col loro nome(penso alla evoluzione e classificazione dei foglietti embrionali, così come a quelle di funghi, batteri, micobatteri).
    Guardando alla DHS e alla curva bifasica come ad una ottava discendente(anche se campeggiata dallo Spirito) si può vedere nelle comuni sensazioni, rappresentazioni delle crisi epilettiche di insufficiente determinazione di pensiero?

    “ In realtà il tempo che passa, di là dalla sua quantitativa misurazione, è un sentimento umano: dolore del buono e del bello che si vanno perdendo, gioia del buono e del bello che si hanno o si attendono. Ma, in effetto, il buono e il bello che possiamo trarre dal passato, dal trascorrere del tempo, dall’attesa dell’avvenire, è il buono e il bello che possiamo elevare dal tempo misurabile all’altezza delle pure idee: trasferendoci, sia pure per breve, nel vero tempo.
    Perché il tempo imaginato è tessuto di tempo. Perciò i filosofi che ancora sapevano pensare hanno affermato che il tempo è ciò che non essendo è ed essendo non è: essi traducevano in concetti l’indeterminabilità percettiva del tempo e la sua diveniente continuità, limitandosi tuttavia a una visione speculativa condizionata dal limite stesso che giungevano a vedere: senza entrare nel segreto del tempo.
    Che è il segreto del pensiero: che pensa il tempo, rende attuale la memoria del passato, proietta innanzi a sé l’avvenire: pensiero che, invero, nel suo più intimo attivarsi e ritrovarsi come puro moto, condensa il tempo.
    Più intenso pensare attingente non alle determinazioni spazio-temporali, che ogni volta deve congiungere e superare, ma all’intima sua forza non vincolata a tali determinazioni: che può superare proprio perché indipendente da esse. E’ l’indipendenza che il pensiero deve conquistare, non dandoglisi gratuitamente, anche se già sua nell’incorporeo mondo da cui scaturisce: dandoglisi gratuitamente solo il supporto corporeo, la natura, da cui trae il tempo e lo spazio astratti, che mai sperimenta, bensì smarrisce nel concepirli come enti fuori di lui, a lui opposti.
    Mentre lo spazio e il tempo veri non sono fuori di lui: sono il tessuto di cui si veste la sua anima per affacciarsi nel mondo e che l’anima non vede perché non percepisce se stessa: crede di vedere per virtù degli occhi del corpo, mentre è essa che vede mediante gli occhi del corpo. Perciò crede che gli vengano incontro da fuori il tempo e lo spazio che ha dentro di sé: vedendoli fuori come spettrale proiezione di ciò che non sa cogliere come essenza. Spettralità misurabile.
    Già la proiezione spettrale essendo il suo movimento, inavvertito: nella terrestrità che va penetrando, da prima subendone le condizioni.
    La terrestrità è spazio-temporale per lo spirito che non la penetra, vedendola a sé opposta.
    La terrestrità trattenuta dallo spirito nella sua alterità, va incontro all’uomo vestita dello spazio e del tempo che egli non sa cogliere in sé come tessuto di luce.
    Quello spettro è una trama di luce perduta: che egli può ritrovare nella contemplazione del mondo, ove colga le forze che fluiscono in lui nella contemplazione.
    E’ la luce spazio-temporale del mondo, identica alla luce di cui l’anima si veste per articolarsi nella corporeità, congiungersi con il mondo. ”
    (Massimo Scaligero)

    Possedendo il sottoscritto, forse, 1 milionesimo della vostra Forza, sua intenzione voleva essere non quella di portare “belle intuizioni” a Hugo e Isidoro, ma apportare quelle di questi a quelle.

    Oggi si può notare come vi sia una vasta apertura(oscuro invischiamento costitutivo?) verso i più svariati approcci olistici, alternativi, o complementari a quelli ufficiali(e tra questi collassano anche le “belle intuizioni” in “partito” di Hamer) .
    Trascrivo qualche affermazione di Emilio Del Giudice, fisico italiano, dalla sua ultima intervista:
    “ Per il futuro io direi che ci si concentri sul principio che rende attiva la materia vivente, cioè sull’unità tra materia e psiche…. Perché a questo punto si potrà trovare un’azione terapeutica di carattere psichico. Cioè se io riesco a indurre…. Cioè uno può fantasticare che queste oscillazioni coerenti dell’acqua corrispondano alle emozioni…. Allora se uno è capace di governare quest’insieme in maniera da produrre le emozioni giuste che danno luogo alle attrazioni molecolari giuste io potrei guarire le malattie non con i farmaci, neppure con gli omeopatici ma con i “miracoli”, cioè con fenomeni emotivi che danno luogo all’apparizione delle oscillazioni giuste. ”
    Oggi, più che mai, tutto ciò, è forse Magia Nera?
    Si può scendere a compromessi(con-naturati al divenire storico) guardando al caso singolo, grave, unico, non si può polemizzare intorno ai principi, legittimando il proprio movimento in seguito ad una illegittima condizione assunta.
    “ Se non sei uno di noi, sei uno di loro ” dice Morpheo a Neo in Matrix.
    Unica terapia del male umano è l’annientamento della dialettica e della menzogna, l’annientamento dell’inconscio, attraverso l’esperienza spirituale cosciente: attraverso la Via del Pensiero, l’esperienza della Forza-Folgore del pensiero, vuoto di pensieri, attraverso l’intensa pratica della Concentrazione.(Hugo de’ Paganis)
    In ultimo, o si è egoici, o si è eroici.

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