ANCORA LA VESSAZIONE DEGLI STOLTI, OVVERO CONTRO L’IMPOSTURA E L’ANTROPOSOFIA IN SALSA NEW-AGE

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Tu nihil invita dices faciesve Minerva – Tu nulla dirai o farai  a dispetto di Minerva.

Quinto Orazio Flacco, Ars poetica, 385.

Poiché il presente lupaccio cattivissimo oramai si è già fatta una pessima fama, ovverossia fama di intollerantissimo lupaccio ringhioso, mordace, ed oltremodo polemico – fama di cui egli con una qual certa delinquenziale voluttà mena pure sconsideratamente vanto – tanto vale per lui trarre un qualche colpevole vantaggio da cotal mala fama, levarsi con palese soddisfazione qualche sassolino dalla scarpa, ed eziandio permettersi il lusso di dir fuori dai denti quel ch’ei pensa.

E siccome, nel gran teatro del mondo, i posti per i ‘buoni’ sono già tutti preventivamente occupati da quanti, in maniera stucchevolmente dolciastra, a gran voce si proclamano  tali ogni due per quattro, ed esibiscono pure l’autocertificazione che li autorizza a farsi conoscere come autenticamente ‘buoni’, anzi ‘buonissimi’, a questo lupaccio cattivissimo non resta che andare ad accomodarsi su nel loggione, ove vengono di regola relegati i cattivi, e i reietti. Ma, devo dire, che la compagnia dei ‘cattivi’, e dei ‘cattivissimi’, è alquanto più gradevole, e di gran lunga preferibile, di quella dei ‘buoni’ politically and esoterically correct, rispetto ai quali è davvero opportuno e salutare affermare: dai ‘buoni’ mi salvino gli Dèi, che da pirati e masnadieri mi salvo io da solo.

Nelle notti – specie in questo periodo piuttosto afose e accaldate – di quella dolcissima e melanconica insonnia dell’etrusco lupaccio, che tanto diverte la nostra ottima Savitri e il tergestino lupaccio Isidoro, al tirrenico lupaccio càpita, per distrarsi ed ingannare il sempre fuggevole tempo notturno, di leggere qua e là quanto vanno scrivendo vari pittoreschi personaggi su vari siti, pagine, e forum che fanno bella (si fa per dire…) mostra di sé in quell’immensissima fogna che è Infernet, ossia in quell’aracnide rete, che pare che ormai tutto avvolga e tutto divori. E questo, nella fattispecie, è il precipuo fine che si pone ogni ragno che si rispetti nel tesser la sua sapientissima, geometrica, tela: irretire, ossia – secondo etimologia – avviluppare nella rete, e poi divorare, e ben digerire, quante più vittime possibile. Nella fattispecie, la submateriale telematica rete dell’ormai ovunque imperante Infernet viene tessuta con millenaria perfida sapienza – velenosa “sapienza”, sia ben chiaro – dall’Oscuro Signore, dal Principe dell’Oscuro Pensiero, come veniva questi chiamato nell’antichissima zarathustriana Persia.

E dove vuole giungere con le sue ‘macchinazioni’ – è proprio il caso di chiamarle così – l’Oscuro Signore? È, invero, interessante, oltre che estremamente salutare, e salvifico, rendersene conto. In una lezione esoterica, tenuta il 23 dicembre 1924, curata e pubblicata dalla mia compianta amica Hella Wiesberger all’interno dell’Opera Omnia, nella sezione Aus den Inhalten der Esoterischen SchuleDai contenuti della Scuola esoterica, Rudolf Steiner comunica qualcosa che dovrebbe far oltremodo riflettere coloro che troppo superficialmente, e spensieratamente, dicono di richiamarsi alla sua Opera:

«È impossibile immaginarsi che cosa possa accadere in un tal caso, se l’umanità non avrà ancora raggiunto l’altruismo. Soltanto attraverso il raggiungimento dell’altruismo sarà possibile trattenere l’umanità sull’orlo della perdizione. Il declino della nostra epoca attuale sarà causato dalla mancanza di moralità. La civiltà lemurica è stata distrutta dal fuoco, l’epoca atlantica dall’acqua, la nostra sarà distrutta dalla guerra di tutti contro tutti; gli uomini distruggeranno se stessi nella lotta fra di loro. Ed il fatto desolante – più desolante di altri modi di rovina – sarà il fatto che gli uomini stessi ne porteranno la responsabilità!

Un piccolo gruppetto si salverà per la sesta epoca di cultura. Questo piccolo gruppetto sarà progredito sino all’altruismo. Gli altri raggiungeranno ogni raffinatezza nell’elaborare le forze fisiche della natura e nel metterle al proprio servizio, senza sviluppare il grado necessario di altruismo.

Particolarmente nella settima epoca di cultura questa guerra di tutti contro tutti imperverserà nel modo più tremendo. Forze potenti, violente, deriveranno da scoperte che trasformeranno l’intero globo terrestre in una specie di aggregato elettrico autofunzionante. In un modo che non può essere rivelato, il piccolo gruppo sarà protetto», GA 93, Die Tempellegende und die Goldene Legende, Rudolf Steiner Verlag, Dornach, 1978, pp. 123-124.

Le parole «zu einer Art selbstfunktionierendem elektrischem Apparat», appunto una sorta di aggregato-macchina-apparecchio elettrico autofunzionante, non lasciano granché dubbi circa l’affinità tra quello che, già oggi, si sta realizzando sulla Terra attraverso l’omninvadente tecnologia telematica – che ora tenta di spingersi sino al 5G – e quanto afferma lo stesso Rudolf Steiner. Ma questo complicato, e stritolante, marchingegno – l’Apparat, come lo chiama il Dottore nella sua comunicazione – è solo il mezzo, lo strumento, il canale, per veicolare qualcos’altro. Ora, l’Oscuro Signore è dominatore della materia, della menzogna, nonché il suscitatore dello spirito d’avversione.

Menzogna, paura, e spirito d’avversione – che è sempre avversione nei confronti dello Spirito – sono gli strumenti per incatenare il poco, davvero troppo poco, consapevole uomo alla materia. La sua influenza si estende ormai in ogni campo: compreso quello politico, culturale, religioso, ed altresì – anzi a maggior ragione – quello esoterico. Perché, essendo o dovendo essere la Via esoterica una ‘Via di liberazione’, pervertendo, deviando, inquinando la Via esoterica, si rende appunto impossibile la liberazione. Naturalmente, l’Oscuro Signore ha l’abilità e l’accortezza di adoprare una molteplicità di mezzi e strumenti diversi a seconda della varia conformazione degli esseri umani. A lui poco importa se le catene che astringono l’uomo, e lo tengono in schiavitù, siano di rozzo acciaio, o d’oro, o d’argento, o addirittura se siano catene di petali di rosa: l’importante è che esse mantengano l’essere umano nell’abietto servaggio al quale egli vuole destinarlo.  

A tal fine, a livello esoterico, viene usata una vasta gamma di ‘vie’, le più diverse, e persino antitetiche, che però solletichino, e soddisfino, i gusti rozzi o raffinati delle predestinate vittime. Vie d’Oriente e d’Occidente, vie magiche e mistiche, forme rituali cerimoniali e devozionali, complessi di ideologie e filosofie spacciate per ‘metafisiche’, forme più o meno alterate, modernamente “aggiornate” di yoga: yoga ginnico e respiratorio, yoga tantrico della “mano destra” e della “mano sinistra”, vie di “magia sessuale” spacciate per “alchìmia”, magia “bianca”, “rossa”, “nera”, black&white (come il whisky), la Wicca, il Vaudou, la Santeria, l’Umbanda, il Candomblé la stregoneria vera e propria, e via dicendo. 

Nel primo incontro personale, alla fine della primavera del 1970, che io ebbi con Massimo Scaligero, ad una mia domanda circa certe vie ed influenze spirituali, che giungevano allora in Italia da Oltreoceano, egli rispose ben deciso: Ricordati dall’America non verrà mai niente di buono! Ed io mi tengo per detto tale tagliente affermazione. Anche perché, in quasi mezzo secolo di Scienza dello Spirito, ne ho potuto constatare l’assoluta verità. In una forma o nell’altra, tutte quelle vie sedicenti spirituali sguazzano nella medianità più sfatta. Medianità non è soltanto quella del volgare spiritista che fa ballare il tavolino a tre gambe. Oggi, medianità è ogni forma di spiritualità non fondata sull’autocoscienza dell’Io: visionarismo, channeling, magismo inferiore, shamanesimo, misticismo sentimentale. Oggi si può dire che persino la pubblicità, le strategie di marketing, la politica – tutta la politica, e in special modo quella che viene mescolata all’esoterismo – con le sue spregiudicate manipolazioni sono medianità: sono un coltivare in sé e negli altri forme varie e insidiose di medianità. Massimo Scaligero affermava apertamente che i politici erano e sono dei medium. E levò la pelle di dosso ad amici che si davano alla politica. Uno di loro, persuaso da “qualcuno”, sconsideratamente, aspettò la morte del Maestro per ricominciare a fare politica! 

In questo senso, dall’America negli ultimi decenni ci è giunta una delle forme più sfatte di spiritualità medianica: la New Age. E la New Age, slavata e sognante forma di ‘spiritualità’ un po’ hippy, un po’ liberty, e un po’ celtic folklore, con una patina di orientalismo di maniera, sta imperversando di là e di qua dall’Oceano Atlantico. E siccome notoriamente molti antroposofi sono delle vere “aquile” di sapienza e discriminazione (si fa sempre per dire…) possiamo oggi assistere a tutta una serie di indebite commistioni della Sapienza Celeste dell’Antroposofia con qualcosa di guasto e malsano, che con essa nulla, proprio nulla, ha, nonché nulla deve o dovrebbe avere a che fare. Una indebita commistione dove – come in un americanissimo melting pot – tutto viene fuso e con-fuso. Il mio amico L. – che incontrai a Roma nell’agosto del 1969, e che nella successiva primavera del 1970 doveva presentarmi Massimo Scaligero – chiamava causticamente tali commistioni: un fricandò colle cipolle. Va da sé che il contenuto di un tale melting pot, o un tale fricandò, così come il contenuto del pentolone delle streghe del Macbeth di Shakespeare, sia assolutamente immangiabile, e procuri inevitabilmente nausea, forti dolori di stomaco e intestinali.  

Al presente lupaccio cattivissimo è capitato, alcuni giorni fa, di leggere, su un noto social network di Infernet, tutta una discussione, a momenti piuttosto accesa, su quanto aveva scritto, proprio sul quel noto social network, il 22 giugno scorso, un tale X.Y., il quale letteralmente (con incerta sintassi e ortografia che non correggo) così scrive:

«Fausto Carotenuto ha detto in un un’incontro (sic) a Milano che i ritmi del giorno sono scanditi dalla presenza, fra gli altri, degli arcangeli e che la sera in particolare sarebbe presieduta da Michele … mi piacerebbe approfondire il tema con lui se vorrà gentilmente partecipare e con tutti voi cari amici grazie mille per l’attenzione … naturalmente posso essermi sbagliato e in questo caso chiedo scusa».

Questa affermazione aveva suscitato una nutrita discussione. Vi fu chi, con correttezza chiese da quale fonte dell’Opera di Rudolf Steiner risultasse una cotale apodittica affermazione, a mio modo di vedere non solo sicuramente errata, ma anche dimostrabile come errata. Ma la richiesta di citare la fonte, avanzata dalla nostra amica Shanti Di Lieto Uchiyama, non ha trovato soddisfazione, come ci si sarebbe ragionevolmente aspettato:

«Sarebbe opportuno citare le fonti. Perché spesso non viene detto da dove vengono tali conoscenze».

A questa richiesta, la nostra amica Shanti, poco dopo, aggiunge quanto segue, senza peraltro ricevere, neppure questa volta, adeguata risposta, ma solo evasive, divaganti, considerazioni:

«Tutti siamo esperienza che vive, ma se non siamo Rudolf Steiner che attinge al Mondo Spirituale le sue conoscenze, è opportuno citare le fonti. Steiner stesso parla con chiarezza di come acquisisce tali informazioni nelle sue ricerche, di ciò che gli viene mostrato e ciò che non riesce a vedere anche con ricerche estenuanti, nei suoi viaggi che duravano anche tre giorni in una stanza nella stanza, e nessuno lo disturbava. Se avesse avuto una vita frenetica come la nostra non so cosa avrebbe potuto dire nelle sue conferenze…».

La richiesta più che onesta e legittima della nostra amica Shanti – quasi fosse un atto di “lesa maestà” nei confronti di chi – come direbbe il bravo Arturo Reghini – “ammanniva ex cathedra il verbo salvifico al popolo catecumeno”, ha suscitato un vero e proprio vespaio da parte dei seguaci di colui che tale affermazione aveva fatta, nonché la risentita reazione dello stesso Fausto Carotenuto.   

Ora lasciando perdere tutta una serie di commenti di sapore, per così dire, un po’ “cortigiano” e laudativi di taluni, e quelli polemici ma che non colgono nel segno di altri, è interessante riportare una prima reazione del Carotenuto, il quale a tutta prima cerca di sottrarsi all’onesto confronto, così scrivendo:

«Come voleva e auspicava Rudolf Steiner, non solo Rudolf Steiner doveva e poteva attingere al Mondo Spirituale, ma un po’ alla volta tutta l’umanità in evoluzione. Ma, vedendo l’aria che già tira nei commenti, mi astengo dal dire altro su questo tema in questa pagina e ne parlerò all’amico X.Y., se me lo ricorderà, quando ci vedremo personalmente»,

ma, poi, ei proprio non resiste, e più sotto – pur eludendo bellamente la  più che legittima richiesta di Shanti – aggiunge:

«Io non ho comunicato nulla in questo post… e quindi come avrei potuto comunicare la fonte di una cosa che non ho scritto? Maurizio mi ha chiesto un approfondimento rispetto ad una conferenza tenuta a Milano tempo fa. Di massima quando parlo cito Steiner quando c’è da citarlo, così come altri iniziati… parlo di conoscenze rosicruciane quando sono quelle che lo stesso Steiner cita spesso senza dire da chi le ha avute, quando e perché (e faceva bene). E quando non cito qualcuno, nelle conferenze, vuole dire che sono io che dico le cose, sulla base delle mie esperienze e conoscenze. Tutto qui. Il mio lavoro non è affatto quello di “citatore”, né sono un adoratore acritico del pur grandissimo Steiner. Ma si fa scienza dello Spirito anche senza rifarsi ad ogni passo a Steiner. (E forse questo mi distanzia dalla maggioranza degli aderenti a questo gruppo). Quello che mi interessa è comunicare, con linguaggio comprensibile ai più, contenuti che siano utili alle persone, per aiutarci reciprocamente a crescere nella nostra capacità di creare il bene. Il resto mi pare terribilmente secondario e poco utile. Ma ognuno, come sempre, ha un suo compito e segue un sua strada, giusta o sbagliata che sia. A me interessa l’uovo, e non capisco quelli che invece del vero contenuto dell’uovo, cercano solo il pelo».

Indi poscia, il Carotenuto, poco sotto, sempre per non citare le fonti della sua alquanto problematica affermazione, si defila ancora una volta, e scrive:

«Ogni cosa ha il suo contesto. Ripeto che io qui, in questo post, non ho comunicato nulla, e quindi qui non ho fonti da comunicare. Tutto qui. X.Y. mi ha chiesto di approfondire. Per qualcun altro approfondire significa citare Steiner (perché solo Steiner poteva…). E io – vista l’aria che tira, appunto, non ho altro da dire su questo tema. E preferirei chiuderla qui».

Ma ancora una volta, spinto da uno spiritello loquace, ei non resiste ad “esternare” il suo pensiero e aggiunge:

«Comunque, per dare un elemento in più e da dove viene, per non lasciare in sospeso chi è interessato (e per non fare l’antipatico stizzoso)… riporto sinteticamente quanto segue: è conoscenza propria degli iniziati e da ultimi dei rosacroce, già prima dell’ultima incarnazione di Steiner, che dai maestri rosacroce lo ha appreso e poi reso in parte noto, che non solo i quattro arcangeli Gabriele, Raffaele, Uriele e Michele sono, tra le tante altre cose, spiriti della stagioni, nell’ordine Inverno, Primavera, Estate e Autunno. Ma che le loro qualità e influenze si riflettono nello stesso ordine in 4 periodi di sei ore sulle ore della notte (22-4), del mattino (4-10), del mezzodì (10-16) e del pomeriggio-sera (16-22). Per parlare più direttamente di Michele che ora guida la crescita del pensiero e del cuore umani (della coscienza) nell’ “età del cuore che pensa”, è in effetti a partire dal pomeriggio, quando il sole esteriore, il logos solare, comincia a calare, e ci investe in misura minore con la sua forza divina, che questo rende più libero il nostro sole interiore di brillare con le proprie forze, e di emettere i propri raggi unendo pensiero e cuore per pensare e sentire come meglio agire per il Bene di tutti. Sono nella nostra epoca le ore migliori per pensare e sentire michelianamente a come meglio creare il Bene».

E, per meglio precisare, afferma sinteticamente:

«Quando intendo iniziati rosacroce non intendo affatto gli ordini che si definiscono rosacroce… ma i veri maestri di quella corrente, dai quali in via diretta lo stesso Steiner ha preso parte importante delle sue conoscenze e tecniche. Che non si trovano certo ad ogni angolo di strada».

Le “sapienti” (ancora una volta, si fa tanto per dire…) “rivelazioni” di Fausto Carotenuto riscuotono la fervida ammirazione di tale Sabrina Madama D’ore (sic), la quale commenta:

«Grazie tantissime… dunque se ho ben capito Michele ci sarebbe fino alle 22.. (sic) poi subentra Gabriele…».

Le risponde così il Carotenuto: «Sabrina Madama D’ore, ci sono sempre tutti. diciamo che, in modo non meccanicistico, le qualità dell’uno prevalgono sulle qualità degli altri in quelle determinate ore».

A questo punto, non poteva mancare la stupita, e commosa, risposta di Sabrina Madama D’ore, in trepida attesa di ulteriori “mistiche rivelazioni” :

«Meraviglioso… poi se un giorno ti andrà di parlarci delle qualità accolgo con molto interesse per ora grazie davvero per la tua disponibile generositaà … Buona giornata, Fausto Carotenuto».

Beh, non dispiaccia al signor Carotenuto, ma qua, nella fattispecie, non si tratta affatto di “cercare il pelo nell’uovo” (per usare la sua espressione), bensì di cercare la Verità, e sulla Verità non è affatto il caso di fare sconti proprio a nessuno. E il perché lo dice Rudolf Steiner in un ciclo di conferenze – al quale rimando, anche se dalla milanese Editrice Antroposofica è stato tradotto un po’ maluccio, ma ne io posseggo da decenni anche l’originale tedesco – ossia, Die okkulte Bewegung im  neunzehnter Jahrhundert und ihre Beziehung zur Welkultur, apparso in italiano col titolo Il movimento occulto nel secolo diciannovesimo e il mondo della cultura, O.O. 254, Milano,1993.

In tale importantissimo ciclo, sin dalle prime delle tredici conferenze, tenute a Dornach tra il 10 ottobre e il 7 novembre 1915, il Dottore parla – e descrive con abbondanza di particolari – delle spregiudicate strategie di una serie di confraternite occulte di “sinistra”, spiritualmente deviate e deviatrici, le quali si sforzano di mettere fuori strada i cercatori dello Spirito attraverso l’inserire alcuni singoli particolari, apparentemente del tutto secondari (ma che tali non sono punto), volutamente errati, in una concezione spirituale più generale, facendola così deviare verso una forma di “materialismo spirituale” (ci si perdoni l’audace ossimoro, che però è di Rudolf Steiner), e paralizzando così lo sforzo del ricercatore di un autentico Mondo Spirituale, e provocando effetti negativi tutt’altro che trascurabili nel mondo della cultura e nella civiltà.  

Non vi è nulla di peggio di una concezione apparentemente spirituale, o che si vorrebbe tale, “colorata” materialisticamente attraverso l’introduzione di singole, o poche, nozioni, solo apparentemente secondarie, ma le quali hanno il potere di aggirare, o letteralmente scavalcare, il pensiero cosciente e il potere critico di un ingenuo ricercatore, e di scendere nella sognante sfera del sentire, e in quella ancora più profonda e oscura della volontà istintiva, “configurandole” al servizio dei non dichiarati – e non certo encomiabili – fini di chi, ben coscientemente, e cinicamente, mette in scena una tale farsa, o illudente “fattispecie”. Rudolf Steiner, descrivendo tutta una serie di eventi della storia del movimento occulto del XIX secolo, e le tragiche conseguenze che tali eventi ebbero, e tuttora hanno (tra le quali la diffusione pandemica di quel cancro spirituale che è la medianità spiritica o magico-cerimoniale), parla della “confusione” che, attraverso gli scritti di Sinnett e della Blavatsky, – su istigazione di deviate confraternite occulte indiane della “mano sinistra” – venne introdotta nel movimento teosofico tra l’attuale satellite della Terra, ossia la Luna fisica, e la famigerata “ottava sfera”, mentre da parte di altre, sempre anch’esse deviate, confraternite occulte del mondo anglosassone, e di quello inglese in particolare, veniva falsata la funzione cosmica degli Spiriti planetari, ed eziandio dell’intera evoluzione cosmica. 

Molto, ma molto, peggiore, e soprattutto ben più pericoloso del materialismo volgare, o di quello scientifico, il quale almeno ha un campo limitato nel quale è utile e giustificato, è il falso spiritualismo, il falso esoterismo, che si riveste di seducenti apparenze, le quali nascondono realtà e finalità inconfessabili, che con l’autentica sfera spirituale nulla, o molto poco, hanno a che fare.   

La nostra amica Shanti con molta modestia e correttezza, ha provato a rispondere al Carotenuto, cercando di riportare le cose su un terreno più onesto e sano, anche se talune sue affermazioni devono essere meglio precisate. Ma leggiamo quel che lei scrive:

«In ambito della Loggia dei cosiddetti Rosacroce ossia Loggia di Misraim, in effetti girano post da anni sugli Arcangeli in relazione alle quattro stagioni, e anche sul collegamento con le ore del giorno devo aver letto qualcosa, forse di Giorgio Tarditi Spagnoli, o qualcuno che come lui si esprime in modo che a me ricorda tanto la Besant e i guru della teosofia, piuttosto che la Scienza dello Spirito come la conosco nel mio piccolo dal lato di Massimo Scaligero e Giovanni Colazza, con immagini e linguaggio molto diversi da questi signori della Loggia dei Rosacroce. Anche Archiati ne aveva scritto mi sembra di ricordare. Dal punto di vista del contenuti, probabilmente andranno a recuperare delle conoscenze che giravano tra ottocento e inizio novecento nel sottobosco esoterico in cui Rudolf Steiner si trovò a navigare come in una palude di notte, tra luci ed ombre. Una necessità karmica di certo, in quel periodo. E probabilmente queste conoscenze sugli Arcangeli avranno un loro fondamento, nonostante la fumosa aura di mistero svelato dal sapore teosofico faccia sorridere chi ha la fortuna di aver conosciuto il lavoro di Massimo Scaligero. Il punto che mi fa riflettere anche su me stessa però è un altro: la curiosità che anima noi che impieghiamo tempo e attenzione nel discutere su questa come su altre rivelazioni, la caccia a prodigiose conoscenze e segreti custoditi per millenni nelle scuole rosicruciane, e resi generosamente disponibili da un vero e proprio esercito di Maestri che scende ad allietare la comunità antroposofica dei giorni nostri, mai così ricca di iniziati che attingono, pare, direttamente dai Mondi Spirituali e dalle gerarchie, suscita in una piccola aspirante discepola indegna come me, una semplice domanda: ma Massimo Scaligero cosa è venuto a fare in questo mondo? Ma chi gliel’ha fatto fare di scrivere e fare riunioni e seminari solari? Ma la Via della Volontà Solare a cosa ci serve, se poi dobbiamo passare i pomeriggi domenicali a discutere delle ore degli Arcangeli o del sesso degli Angeli?». 

La precisazione che è doveroso fare è che, nel caso dell’imperante e strombazzante occultistame fognardo, si dovrebbe parlare di falsi, falsissimi, rosacroce, essendo assolutamente una sacrilega, e blasfema, appropriazione indebita il richiamarsi di costoro all’autentica Rosacroce, così come è una sfacciata impostura il richiamarsi di questi tristi figuri al Rito di Misraim. Per cui, nel loro caso, niente Loggia dei Rosacroce, e niente Loggia di Misraim. Come, del resto, ebbi modo di mostrare, e documentare, nel caso di quel pittoresco personaggio che è Giorgio Tarditi Spagnoli, del quale ho avuto modo di occuparmi su questo blog in passati articoli. So bene come nell’esiziale, mortifera, palude stigia dell’occultismo ovunque dilagante dalle “dighe rotte” – per esprimersi come fa Massimo Scaligero in Dallo Yoga alla Rosacroce – innumerevoli siano gli Ordini, le associazioni, i gruppi, i gruppastri, che si appropriano indebitamente di tali sacre e gloriose denominazioni, ed abusano dell’ingenua credulità di molti, troppi, non bene informati ricercatori. Per cui è giustificato, e oltremodo opportuno, il rilievo di Shanti, che ho solo voluto meglio precisare, ritenendolo necessario.  

Ma, entrando in medias res, l’attribuzione della direzione arcangelica delle ore, che fa Fausto Carotenuto, anzitutto nulla ha a che fare con la Scienza dello Spirito – e questo è il motivo per cui egli si esime da indicare la fonte nell’Opera di Rudolf Steiner – e, secondo di poi, essa è eziandio totalmente errata. Ma non gli andremo a dire il perché. Un vecchio iniziato, anni fa, mi disse che “i demoni della bramosa curiosità vanno fatti morire di fame”, per cui, come si dice birbonissimamente nella Città del Fiore, nìsba, nìcchesse! La cosa interessante, invece, è che della questione (molto equivocata, e producente risultati che più errati non potrebbero essere) delle cosiddette “ore magiche”, rette da entità spirituali varie (non solo Arcangeli), oggi, si occupano coloro che, in maniera insana e improvvida, si dànno a quelle oltremodo venefiche forme di magia inferiore, che sono la magia cerimoniale, e la magia sessuale: alla Giuliano Kremmerz, o alla Pascal Beverly Randoph, o alla Aleister Crowley, tanto per intendersi. Il che, a dirla tutta, lascia non poco perplessi circa dove voglia, o possa, suo malgrado, ossia anche non volendo, andar poi a parare il nostro “mistico istruttore”. Mah!

Normalmente, l’esito fatale di molti che rinunciano all’impresa interiore è quello di darsi ad una dialettica intellettualistica, o ad un sentimentalismo mistico, o a forme varie di attività estetizzanti (con il condimento di uncinetto, pifferi, acquerelli, “danze cosmiche”, teatro, e via dicendo), oppure – se sono alla ricerca di quelle che Massimo Scaligero chiamava ironicamente le “vie della facile forza” – vi è per essi l’inoltrarsi negli infidi meandri attossicanti della bassa magia, spesso addirittura di una “magia da serve”, come la chiama il mio ottimo amico C., Asceta di altra dottrina. In quest’ultimo caso, si va a chiedere a cerimonie, a rituali scenografici, a profumi, incensi, a “parole di potenza”, ad esercizi corporei, a cifre e glifi magici, quel che non si sa, o non si vuole, per mancanza di coraggio, imperiosamente esigere dalla propria fiacca volontà. Ma, tanto per disilludere gl’imbelli e gl’ingenui, occorre dire chiaramente che “surrogati” della volontà non ne esistono. Nell’epoca dell’anima cosciente, non esistono alternative alla Via della Concentrazione, ossia all’energico immettere sempre più la forza della volontà cosciente nel pensiero cosciente: occorre volere, volere intensamente, volere a lungo, volere instancabilmente, sino a che non venga superato lo stato di morte del pensare, sino a che non si inveri la resurrezione cosciente dello Spirito, dell’Io, oltre il sonno dell’anima. 

Ma che problema c’è?! Presso l’immortale Accademia della Coscienza, in quel di Castel Giorgio di Orvieto, si tengono corsi per “Sviluppare i Propri Talenti Spirituali”, a cura di Fausto Carotenuto, che così scrive:

«Un importante percorso di approfondimento e di sviluppo dei talenti speciali che ognuno di noi porta con se (sic per: sé) per contribuire al benessere ed alla crescita della rete umana. Un cammino di consistente rafforzamento interiore. Maggiore forza, sicurezza, serenità nel compiere la propria missione nella vita».

Si tratta di ben  «9 seminari residenziali nel corso di un biennio (2019-2021)», dei quali ci vengono fatti conoscere i  Temi ed esperienze del percorso:

«Comprensione del senso e del ruolo della propria vita e del proprio karma. Riequilibrio interiore, tecniche corporeo-eteriche. Pratiche per il rafforzamento del pensiero, della volontà e del sentimento. Lettura dell’aura, visualizzazioni, ricordo cosciente delle vite precedenti. Collaborazione operativa con gli Archetipi. Lettura profonda della realtà. Sviluppo dei rapporti con le energie di Madre Terra e la Geografia Sacra. Conoscenza della gamma di aggressioni da parte degli esseri dell’ostacolo sui vari piani; attività di difesa, contrasto e trasmutazione. Conoscenza delle simbologie sacre. Visualizzazione e ascolto delle dimensioni superiori. Sviluppo delle relazioni con gli esseri di luce delle diverse dimensioni intorno a noi e dentro di noi. Iniziazione ad un corretto rapporto con i Mondi Spirituali nelle varie dimensioni Crescere per portare nella vita quotidiana la forza intuitiva, equilibrata e amorosamente fattiva del proprio Spirito».

“Amorosamente fattiva”, appunto! E che volete di più?! Il nobile scopo di così sublime Accademia è dichiaratamente:

«Un percorso per liberarsi progressivamente dai lacci e dai condizionamenti che impediscono alle proprie qualità superiori di emergere. Ed alla connessione con il mondo spirituale di aprirsi e consolidarsi. Un cammino evolutivo per comprendere meglio i propri doni d’amore e svilupparli. Un percorso multidisciplinare di approfondimento delle conoscenze e delle tecniche di connessione con il mondo spirituale e con le sue molteplici manifestazioni nelle dimensioni materiale, vitale e psichica. Per farsene interpreti nel mondo intorno a noi. Per migliorare decisamente la qualità ed il senso della nostra vita».

Un vero corso di ripetuti fine settimana, vòlto al rafforzamento di pensiero-sentimento-volontà, e quant’altro: con quello che pagano gl’intervenuti discenti il successo sarà certamente assicurato: secondo la formula “soddisfatti o rimborsati”!  Stupisce il fatto che, a questo punto, nella bella italica Terra d’Ausonia  gli Iniziati e gli Illuminati non siano già legione! Siamo proprio in piena New Age !

Della “reggenza” dei quattro Arcangeli – Michael, Gabriel, Raphael, Uriel – nelle quattro stagioni, scandite nell’anno dalla “croce” solstiziale-equinoziale, Rudolf Steiner parla, per esempio, in Das Miterleben des Jahreslaufes in vier kosmischen Imaginationen, O.O. 229, parzialmente tradotto e pubblicato dalla Editrice Antroposofica col titolo L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche, Milano, 1983. Mentre della “reggenza” dei sette Arcangeli, collegati ai sette pianeti dell’antico sistema tolemaico, Rudolf Steiner parla varie volte all’interno delle “lezioni” (esoterische Stunden) della prima Scuola Esoterica (1904-1914), nonché naturalmente anche altrove, per esempio, nelle conferenze del 1924 sui Nessi karmici. Ivi, il Dottore mette in relazione i sette Arcangeli con i sette giorni della settimana, ma altresì con la “reggenza” – ognuna di 354 anni –  di ognuno di questi Arcangeli con le succedentisi epoche storiche. In questa successione, Steiner segue il sistema angelico di Johannes Heidenberg Trittenheim, ossia del sapientissimo Giovanni Tritemio, abate mitrato prima di Sponheim, e poi di Würtzburg, il Maestro di Enrico Cornelio Agrippa, dei quali possiedo importatissime opere. Ma non ho mai, veramente mai, trovato nell’Opera di Rudolf Steiner il benché minimo accenno – e dire che possiedo tutta, dico tutta, la sua Opera, inediti compresi – alle “ore magiche”, rette dai quattro Arcangeli nominati da Fausto Carotenuto. E quel che questi afferma è clamorosamente errato anche dal punto di vista dell’Ermetismo tradizionale, ma – come da me detto più sopra – birbonissimamente non gli rivelerò il perché. 

Comunque lo stesso Rudolf Steiner avverte – anzi ammonisce – che sarebbe un grave errore, partendo dalle comunicazioni ch’egli fa, cercare di dedurre, per via puramente logica e dialettica, ulteriori realtà, ed è quello che fa – palesemente parvemi che faccia – il Carotenuto con le sue elucubrazioni. Ciò nella Scienza dello Spirito non è lecito, ed è sempre vanità, sacrilega presunzione. Ogni affermazione deve scaturire, sempre e solo, da diretta concreta esperienza spirituale dell’Iniziato. E Fausto Carotenuto Iniziato non è punto: non ne ha l’autorità, né tampoco l’autorevolezza.

Vi è stato  persino chi, tra i commentatori pro e contro, tale Lorenzo Maria Semplici – anche se non è chiaro se costui celiasse o facesse sul serio –  ha affermato :

«Fausto Carotenuto, scusami, non mi sembra che ti sia stato mancato di rispetto, soltanto ti è stata chiesta la fonte: non tutti sanno che tu sei veggente. E in ogni caso sarebbe opportuno precisare sempre se ciò che si comunica è frutto di personali investigazioni».

Il rilievo in grassetto è, ovviamente, del presente lupaccio cattivissimo. Personalmente, dubito assai assai della chiaroveggenza del Carotenuto, e non solo di quella. E non solo della sua. Nella mia esperienza di cinquantacinque anni di occultismo, di “veggenti” ne ho incontrati tanti da poterne riempire i treni: posti in piedi e bagagliai compresi. Molti simulano – e siamo allora all’impostura vera e propria – altri, pur in buona fede, non si rendono affatto conto di essere degli inconsapevoli medium, che non sono in grado di distinguere la realtà dall’illusione, la verità dall’errore. Come ammoniva Arturo Reghini, “la diffidenza è madre della sapienza”. E noi dobbiamo essere prudentiores quam filii tenebrarum. Proprio perché i figli delle tenebre pensano che chi non sia come loro, debba essere a fortiori sciocco, stupido, illudibile, facilmente manipolabile. Ma non è sempre così: anzi vi sono in questo immondo mondo anche dei lupacci cattivissimi che pensano, che dubitano, che verificano, che sperimentano, e che soprattutto non si “bevono” acriticamente qualsiasi affermazione venga loro fatta.

Personalmente, prima di bere “l’acqua delle bottiglie”, se ho la possibilità di attingere direttamente, e bere, “l’acqua pura scaturente dalla sorgente”, dalla “roccia”, preferisco di gran lunga bere quella. Certo, a volte può essere gioco forza dover attingere da contenitori vari, ma in tal caso è bene accertarsi prima che l’acqua non sia stata avvelenata, drogata, da chi abbia non dichiarati, inconfessabili, interessi e fini. Fausto Carotenuto afferma che:

«come voleva e auspicava Rudolf Steiner, non solo Rudolf Steiner doveva e poteva attingere al Mondo Spirituale, ma un po’ alla volta tutta l’umanità in evoluzione»,

e, con questo, dando per scontato quel che non è punto scontato, ei si arroga il diritto, e la libertà, di “evangelizzare” coloro che ignorano il suo personale “verbo”. Ma questa è una “petizione di principio”. Presumere – senza “qualificazioni” conquistate con la dura ascesi che ben conosce chi la pratica ogni giorno da molti decenni – di mettersi ad insegnare, quello che Steiner non ha insegnato – e lasciamo perdere talune marginali irriverenti espressioni del Carotenuto sul Dottore – insegnare quel che non si è realizzato, è essere affetti da quella che Massimo Scaligero chiamava “maestrite acuta”, è un esser pervasi da una presunzione che ammala se stessi e gli altri. Il mondo ne è pieno, al punto che è superfluo farne esempi. 

Quel che, poi, lascia ulteriormente perplessi è l’atmosfera di lucroso “agriturismo esoterico”, che risalta con chiarezza dal sito web di Fausto Carotenuto, ove si parla di « Politica, Economia, Arte e Cultura, Spiritualità, Ecologia, Agricoltura, Alimentazione, Benessere», in una rilassante atmosfera New Age. Atmosfera davvero costosa, che ben pochi, che non siano di classe agiata, possono permettersi. In un tale gradevole, e rilassante milieu, vengono proposti e svolti – a pagamento, s’intende – corsi dei più vari tipi per conseguire dei ‘master’, per esempio, in:

«Scienze Politico Spirituali : uno strumento molto importante per l’acquisizione di una visione politico spirituale non improvvisata, basata su conoscenze vaste e profonde, sia politiche che spirituali».

Una cotale “visione politico-spirituale” non è certo improvvisata, bensì sapientemente – velenosa sapienza, anche questa, a mio modo di vedere – indotta, e insufflata nelle anime di coloro che la accolgono in estatico ascolto. La Scienza dello Spirito nulla, proprio nulla, ha a che fare con la politica (la quale è cosa sudicietta assai…), e lo stesso Rudolf Steiner lo ribadisce negli Statuti della Società Antroposofica Universale nel Convegno di Natale del 1923: quasi un secolo fa. Inoltre, i costi che affrontano coloro che si fanno affascinare da cotale mercenaria “sapienza”, sono oltremodo elevati, poiché i “corsi” durano più anni, e coloro che vi si iscrivono devono obbligatoriamente alloggiare solo nella struttura del Centro del Carotenuto, o in strutture affiliate, e col Centro debitamente “convenzionate”. Ora, nei non pochi anni nei quali ho frequentato Massimo Scaligero, non l’ho mai visto “monetizzare” il suo tempo, che con liberale generosità donava a tutti coloro che a lui si rivolgevano.

Che dire?! Il mondo è bello perché vario – anzi è bello perché “avariato”, come ironicamente dice qualcuno – e Fausto Carotenuto fa benissimo a fare quel che fa, perché, affermava Massimo Scaligero: «Non è il Guru, o il Maestro, che fa i discepoli, bensì sono i discepoli che fanno il Guru, o il Maestro. Ognuno ha il Maestro che si merita!». E se ai frequentatori di una simile Accademia di Scienze Politiche Sociali sta bene quanto Fausto Carotenuto  ammannisce come mirabil verbo della sua sapienza, che se lo tenessero pure!

A questo punto, io inviterei il candido lettore ad essere oltremodo prudente, ad evitare costosi corsi e seminari, conditi in salsa New Age in una discutibile (per usare un eufemismo) atmosfera da agriturismo esoterico, e di attenersi a quanto indicato dai Maestri – autentici Iniziati e Istruttori spirituali: consacrati tali dal Mondo Spirituale, e non da se stessi – nonché a praticare con dedizione, con tenacia, e devozione, in silenzio, l’Ascesi solare alla quale alludeva Shanti nel rispondere alle affermazioni – veramente fuori luogo – di Fausto Carotenuto. Vi sono altri che come lui a giro spandono una mala semenza, ed avremo modo presto, e ripetutamente, di occuparcene.

Tanto per rassicurare il signor Fausto Carotenuto, il presente lupaccio cattivissimo non cerca il “pelo nell’uovo”, ma solo la Verità. E le uova gli piacciono moltissimo, soprattutto affrittellate!

10 pensieri su “ANCORA LA VESSAZIONE DEGLI STOLTI, OVVERO CONTRO L’IMPOSTURA E L’ANTROPOSOFIA IN SALSA NEW-AGE

  1. Una dei “quattro gatti di Eco”: trovo che ci sia ben poco da aggiungere a questo articolo. Oltre a immediate reazioni personali e conati di disprezzo nobilitati come ‘amore universale’, un un vero discepolo della Scienza dello Spirito dovrebbe saper passare al proprio silenzioso vaglio interiore quanto qui esposto, del tutto verificabile, disgiungendolo da chi scrive. E’ suo compito difendere la Via, così come ci è stata donata dai Maestri, da inquinamenti, deviazioni e falsificazioni. Non si può non condividere (energicamente) quanto hai espresso: quelle pubblicizzate da questo come da altri signori sono “pratiche” che aprono la strada a forme medianiche delle peggiori, attizzano la vanità di chi le propala e di chi le segue, deviano molti giovani ricercatori dall’aureo sentiero tracciato nel sacrificio, diffondono, abituano a ciò che più è blasfemo: SOPHIA NON SI COMPRA. E, soprattutto, NON sono Scienza dello Spirito. Questo E’ che lo si veda o no, questo è oltre ogni miseria, limite, opinione umana.
    Inoltre, nessuno pensi che quest’uomo, della cui amicizia mi onoro, è solo. Nella lotta come nella vita, quando esse si fanno tutt’uno. Del tutto personalmente: amico più leale, generoso e degno, immune a ciò che si FINGE amore o bene, per cui gettarsi nel fuoco e con gioia, potevo trovare.

    • Amicus certus in re incerta cernitur.
      Il vero amico si riconosce nei momenti difficili
      (Ennio)
      Amicus est tamquam alter idem.
      Il vero amico è come un altro te stesso.
      (Marco Tullio Cicerone)
      Verae amicitiae sempiternae sunt.
      Le vere amicizie sono eterne.
      (Marco Tullio Cicerone)
      Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est.
      Volere e non volere le stesse cose : in questo consiste una salda amicizia.
      (Sallustio)

    • Meglio 4 gatti ( e lupi) che un gregge di pecore.
      Poi abbiamo una marea di visitatori e fu scelta gia’ iniziale nostra non mettere la visibilita’ del numero di visite, uno di quei contatori tanto amati. L’avevamo sul vecchio forum. Potremmo inserirlo, ma ci interessa poco o nulla.
      Se uno ha voglia puo’ scoprire, andando a ritroso nel nostro archivio, che determinati nomi sono stati gia’ esternati in passato. Niente di nuovo sotto il sole, ne’ di inventato, solo comunicazioni di fatti e logiche conclusioni. Naturalmente segni eventuali di vecchi morsi di lupo restano per sempre e allora appena il fiero decide di scendere a valle il branco di altra discutibile razza si organizza per cercare vendetta. Che abbia detto la verita’ poco importa. A chi importa della verita’?
      Non tanto per condannare qualcuno, sia chiaro, ma sul serio mi chiedo e chiedo: a qualcuno importa veramente della Scienza dello Spirito?

  2. Sarò sempre partito prevenuto, ma tutti questi corsi antroposofici e non che in questi anni crescono come funghi, dai programmi che leggo, mi paiono buoni per fare arrosti di cervello e svuotamento di portafogli. Con una cifra del genere ci si possono comprare 2 anni di riso e gustando un chicco per volta, chicco dopo chicco magari ne avanza anche per gli amici.

    • Gentile Ona Fets,
      il riso – cibo in Oriente sacro alla Dea Parvati, la “Impervia”, sposa beata di Shiva, il “Benigno”, il “Supremo” – è un ottimo cibo, senza glutine, leggero, e luminoso come il suo bianco candore. Il suo alto contenuto di luce solare assimilata lo rende adatto – in quanto cibo “sattvico” – alla nutrizione dell’asceta del pensiero, e costa poco!

      Gli “arrosti di cervello” – assolutamente “tamasici” – che Lei nomina nel Suo simpatico commento, sono invece assolutamente sconsigliati ai praticanti, così come poco consigliabili sono le permanenza in costosi agriturismi politico-affaristico-esoterici – buoni per borghesi annoiati, alla ricerca di emozioni e di qualche innocente brivido – e per di più il non indifferente costo della permanenza in cotali esoterici agriturismi potrebbe forse esser spesa molto meglio in altre maniere, sia mangerecce che in bei libri, o in istruttive visite in bellissime città d’arte, delle quali la nostra Italia, cara agli Dèi, è piena.

      Massimo Scaligero consiglierebbe all’asceta – fra le altre pur sempre ottime ricette – di cucinare il sattivo cibo sopranominato sotto forma di “risotto all’asparago di rovo”, che raddoppierebbe l’assimilazione dell’eterea luce sia col bianco candore del riso che con l’elevato contenuto di fosforo del selvaggio asparago, dal Maestro lodatissimo ne Il sorriso degli Dèi!

      Hugo de’ Paganis,
      ringhioso lupaccio cattivissimo,
      che vilissimi bracchi vorrebbero linciare,
      dei quali egli farà scempio temibilissimo.

      • Di solito quando si sente enunciare il “Bene” a proposito di finalità, magari con la B maiuscola, è una maiuscola…
        La Chiesa con la C maiuscola ne parla spessissimo.
        Signor Hugo ringrazio per i richiami sul riso, per il suggerimento e il tempo dedicato a leggere e scrivere a questo sciocco.
        Il menù qui presenta ben 2 varianti. C’è il riso bianco per l’autunno-inverno servito caldo, c’è il riso bianco per la primavera-estate servito freddo. Sempre nella stessa secolare ciotola ogni volta da capo, sempre buono.

        • Gentile, Ona fets,
          parafrasando, capovolgendolo, un noto adagio popolare, oserei dire che il bianco riso abbonda nella bocca dei saggi e di coloro che cercano con amore la Sapienza, che è pur sempre Sapienza d’Amore!

          Hugo de’ Paganis,
          lupaccio veritiero,
          che del bianco riso
          un bel piattone
          si pappa tutto intero!

  3. “Giorgio Tarditi Spagnoli?” – “Celo”.
    “Fausto Carotenuto?” – “Celo”, e in abbondanza se qualcuno vuol favorire..
    “Omraam Mikhael Aivanhov?” – Eh, purtroppo “celo” pure questo, e peraltro custodito gelosamente.
    Chi “manca”? Vorrei completare il mio “esoterico” album delle figurine.
    Qualcuno mi può aiutare?
    Grazie!

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