SOLITUDINE (di Rastignac)

eckhart

Maestro Eckhart nacque in Turingia, all’incirca nel 1260. Entrò giovane in un monastero domenicano.

Fu prima studente e poi insegnante a Parigi, successivamente a Strasburgo e a Colonia.

A Colonia fu accusato di di una serie di proposizioni ereticali. Prima che il processo fosse concluso, morì. Era l’anno 1327.

La riscoperta delle sue opere è piuttosto recente: esse furono pubblicate in Germania a partire dal 1936.

L’accusa a suo carico fu l’accostamento alla dottrina dei Begardi (l’anima intellettiva è una e non si moltiplica con i singoli uomini, la natura di essa è beata e quando ci si unisce a essa si è impeccabili e ben al di sopra delle istituzioni ecclesiastiche) che formarono gruppi gnostici segreti, detti “Fratelli e sorelle del libero spirito”. Alcuni suppongono che la simbologia del movimento sia stata presente nelle pitture di Hyeronimus Bosch.

SOLITUDINE

Ho meditato molti scritti di maestri pagani e di profeti dell’antico e del nuovo Testamento e ho ricercato con attenzione e premura quale sia la virtù migliore e più alta, la virtù per la quale l’uomo riesce più intensamente a rendersi simile a Dio e a rendersi di nuovo il più possibile uguale al tipo originario che era in Dio, quando tra Dio e lui non vi era differenza alcuna, fino a quando cioè Dio creò.

E se io esamino tutto ciò che è stato scritto su questo argomento, per quanto lontano io possa arrivare con tutte le attestazioni e il giudizio della ragione, non trovo nessun’altra virtù che sia come la solitudine, pura e lontana da ogni creato e creatura.

In questo senso il Signore dice a Marta: “Una cosa sola è necessaria”, volendo significare: chi vuole rendersi imperturbabile e puro deve volere una cosa sola: la solitudine.

 

Un pensiero su “SOLITUDINE (di Rastignac)

Lascia un commento