LA RICERCA DEL SANTO GRAAL. QUARTA PARTE.

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(Il Conte di Saint-Germain)

La  ‘lezione esoterica’ presentata nel proseguo di questa quarta parte del mio studio  – forse la più importante dell’intero libro curato da Hella Wiesberger. Die Tempellegende und die Goldene Legende, GA-93, Rudolf Steiner Verlag, Dornach, 1979, ovvero La Leggenda del Tempio e la Leggenda Aurea, solo parzialmente tradotto in italiano – è quella che maggiormente mi ha fatto, per dirla col mio amato Dante, «tremar le vene e i polsi». L’estrema delicatezza del suo contenuto ben giustifica la riverenza, e il sacro timore, che si possono provare nel cuore e nell’anima di fronte al contenuto di essa.

Questa ‘lezione esoterica’ di Rudolf Steiner è in effetti corrisponde al testo di uno dei due testi dattiloscritti raccolti, assieme ad altri sotto la dicitura di ‘Sunti’, nel volume segnato col numero 251 della biblioteca del Gruppo Novalis di Roma, recante a matita l’annotazione autografa, riconoscibilissima, di Giovanni Colazza, che diceva: «Riservato per lo studio nelle logge R+C». Ciò dimostra l’importanza che ai suoi occhi rivestiva un tale testo, destinato alla formazione di coloro che avrebbero poi fatto parte della seconda Classe della Scuola Esoterica, della ‘Mystica Aeterna’.

Il testo da me tradotto proviene dalla trascrizione fatta di appunti della suddetta ‘lezione’, presi da parte di Mathilde Scholl e di ancora più estesi appunti di Marie von SiversSteiner. Hella Wiesberger, in uno dei nostri colloqui, mi spiegò come durante le ‘lezioni’ della Scuola Esoterica fosse vietato prendere appunti. Ma che gli appartenenti alla medesima erano liberi di trascrivere poi a casa quanto erano a ‘registrare’ nella loro personale memoria. La mia amica Hella mi spiegò altresì come, per il fatto che gli appartenenti alla Scuola Esoterica fossero tutti degli energici praticanti interiori, molti di loro possedevano una forte, e ben esercitata, memoria. Infatti, stupisce come di alcune di quelle importanti ‘lezioni’ abbiamo a volte resoconti di alcune decine di pagine. Marie Steiner, poi, era famosa per la sua eccezionale memoria, per la sua capacità di ripetere agli stenografi delle conferenze di Rudolf Steiner, ai quali era sfuggito qualche passaggio, sùbito dopo averle ascoltate, le intere conferenze a memoria! Io stesso posso testimoniare la eccezionalità della memoria di Hella Wiesberger – lei pure energica praticante interiore – la quale aveva sempre presente davanti allo sguardo interiore l’intera Gesamtausgabe, l’intera Opera Omnia di Rudolf Steiner, coi suoi 354 volumi, e pure con gli inediti in aggiunta. 

In questa ‘lezione’ molti sono gli elementi misteriosi, che richiederebbero un approfondimento meditativo: un approfondimento che però si rivela via via tanto più necessariamente illimitato quanto più lo si attui. Ma centrale è – a mio avviso, e non solo mio – il mistero o l’enigma che ruota attorno alla individualità spirituale di Christian Rosenkreutz e alla nascita della Fraternitas Rosae Crucis, ovvero all’Ordine dei Rosacroce. Ora, tralasciando completamente quanto affermano la miriade di ordini e confraternite che si richiamano abusivamente al glorioso e sacro nome della autentica Rosacroce, terrò conto unicamente di quanto comunicò Rudolf Steiner, e delle considerazioni di coloro che hanno collaborato in maniera fedele e coerente alla sua Opera.

Pochissimo si ricava dalla storia esteriore sulla personalità di Christian Rosenkreutz. Quel pochissimo viene così riferito da Hella Wiesberger in una nota, alle pp. 306-307 dell’opera che consideriamo, relativa alla ‘lezione’ da me tradotta e qui pubblicata:

«Christian Rosenkreutz : una personalità del XIV-XV secolo, non considerata storica dalla storia esteriore, conosciuta in maniera leggendaria a partire da due anonimi scritti rosicruciani, la «Fama Fraternitatis, ovvero discoperta del lodevolissimo Ordine della R.C.», Kassel, 1614, e la «Confessio Fraternitatis, ovvero  Confessione della encomiabile Fratellanza della onorevolissima Rosa Croce», Kassel, 1615,  e secondo questi scritti un tedesco di nobile stirpe, che visse dal 1378 al 1484. Il nome apparve per la prima volta nel 1604 nello  composto e diffuso in forma di manoscritto, pubblicato poi in forma «Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz, Anno 1459», il cui autore Johann Valentin Andreae viene presentato da Rudolf Steiner come portatore dell’ispirazione di Christian Rosenkreutz. Vedi anche Rudolf Steiner, Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz, in Philosophie und Anthroposophie, Articoli Completi 1904-1918, GA-35, 1965. L’articolo è contenuto pure nella traduzione delle Nozze Chimiche nell’attuale tedesco corrente di Walter Weber, Basel, 1978. Secondo Rudolf Steiner, Christian Rosenkreutz fu realmente una personalità storica. Cfr. a tale proposito anche «Das esoterische Christentum und die geistige Führung der Menschheit», Il Cristianesimo esoterico e la guida spirituale dell’umanità, GA-130, 1977». 

In vari punti della sua sterminata Opera, Rudolf Steiner fece più volte delle comunicazioni – tutte di una importanza decisiva – sulla individualità di Christian Rosenkreutz. Quelle che ci riguardano in maniera più immediata rispetto al tema del presente studio sono legate alla ‘Leggenda del Tempio’, e alla ‘Leggenda Aurea’, che non solo giustificano il titolo del libro – il GA-93 – curato con amorevole diligenza da Hella Wiesberger, ma sarà inoltre il tema centrale, attorno al quale ruoterà tutta l’operatività meditativa individuale, e quella comune – il cosiddetto ‘culto simbolico rappresentativo’, come anche lo definirà Rudolf Steiner – all’interno della ‘Sezione cultico-conoscitiva’, della ‘Mystica Aeterna’.

Le ‘lezioni esoteriche’ svolte da Rudolf Steiner, raccolte nel suddetto volume sulla ‘Leggenda del Tempio’ e sulla ‘Leggenda Aurea’, rappresentavano la necessaria preparazione all’interno della prima Classe o Sezione della Scuola Esoterica di Rudolf Steiner per coloro che dovevano poi essere ammessi – come afferma esplicitamente Hella Wiesberger nelle sue Note preliminari al suddetto volume – alla seconda Classe o Sezione della medesima Scuola Esoterica, chiamata appunto ‘Mystica Aeterna’, o ‘Misraim Dienst’, ossia ‘Culto’, o ‘Liturgia’, o ‘Rituale Misraimita’. In quelle ‘lezioni esoteriche’, Rudolf Steiner afferma esplicitamente l’identità del cainita Hiram sia con Christian Rosenkreutz nella sua incarnazione nel XIV-XV secolo, sia con il Conte di SaintGermain nel XVIII secolo. Sulla misteriosa figura del Conte di Saint-Germain, che è una figura perfettamente storica, sono stati scritti fiumi d’inchiostro: per lo più molto a sproposito, quando poi non per confondere le acque. A tale proposito, in una nota a p. 308, relativa a quanto detto a p. 64,  Hella Wiesberger afferma chiaramente che:

«Conte di Saint-Germain … Christian Rosenkreutz : l’identità spirituale di queste due figure è un risultato dell’indagine di Rudolf Steiner. Del resto, essa si trova esposta nella conferenza di Neuchâtel, del 27 settembre 1911, contenuta in «Das esoterische Christentum und die geistige Führung der Menschheit», GA-130, 1977».

Data l’importanza di questa affermazione, riporto qui per documentazione il testo tedesco della medesima:

Graf von Saint-Germain … Christian Rosenkreutz : Die geistige Identität dieser beiden Gestalten ist ein Forschungsergebnis Rudolf Steiners. Es findet sich außerdem dargestellt im Vortrag Neuchätel, 27. September 1911 in «Das esoterische Christentum und die geistigeFührung der Menschheit», Bibl.-Nr. 130, GA 1977.

Vedremo più avanti, nel proseguo del presente studio, l’importanza decisiva di quelle conferenze tenute da Rudolf Steiner a Neuchâtel. Quanto al passo della ‘lezione esoterica’ qui sotto riportata, che fa riferimento ad eventi della Rivoluzione Francese, e al misterioso intervento avuto dal Conte di Saint-Germain in alcuni momenti di essa, è importante riportare quanto Hella Wiesberger scrive, alle pp. 307-308, in un’altra nota sempre relativa al testo di p. 64 dell’originale tedesco:

«Prima della Rivoluzione Francese apparve presso una dama di compagnia della Regina Maria Antonietta, la Signora d’Adhémar, una personalità … il Conte di Saint-Germain : come fonte storica valgono qui i «Souvenirs sur Marie-Antoinette, Archiduchesse d’Autriche, Reine de France, et sur la cour de Versailles par Madame la Comtesse d’Adhémar, Dame du Palais», che furono allora pubblicati dallo scrittore Etienne-Léon, barone di Lamothe-Langon. Circa 50 anni più tardi questi Ricordi furono strappati all’oblio da H.P. Blavatsky e dai suoi amici. Uno dei più che rari esemplari dei Ricordi si trovava nella biblioteca di una zia di H.P. Blavatsky, a Odessa, Henry Steel Olcott, che nel 1875 aveva fondato con la Blavatsky la Società Teosofica, scrisse nei suoi «Old diary leaves – the true story of the Theosophical Society», pubblicati nel 1895, vol. I, p. 24: «If Mme de Fadeef –  H.P.B.’s aunt – could only be induced to translate and publish certain documents in her famous library, the world would have a nearer approach to a true history of the pre-revolutionary European mission of this Easter Adept than now has until now been available». La teosofa inglese Isabella Cooper-Oakley ne pubblicò alcuni anni dopo un primo estratto, che è apparso nella rivista «Die Gnosis» (I annata, Nr. 20 del 15 dicembre 1903). (Vedi anche la l’ultima nota relativa a p. 107, ‘lezione’ del 16 dicembre 1904). Nel suo libro, edito nel 1912, «The Comte of Sint-Germain – The Secret of Kings», apparvero tutte le parti riguardanti il Conte di Saint-Germain tratti dai Souvenirs di Madame d’Adhémar. In traduzione tedesca le parti più essenziali si trovano in Karl Heyer, «Aus der Jahrhundert der Französischen Revolution», riprodotto come manoscritto, Kreßbronn, 1937, seconda edizione 1956». 

Ora, in decenni di accanite ricerche, ho avuto modo di procurarmi sia il testo della Cooper OakleyIl Conte di Saint-Germain – il segreto dei Re, pubblicato in inglese, nel 1912, a Milano, dalla casa editrice Ars Regia del teosofo, e massone menphitico, Giuseppe Sulli Rao, che il testo di Karl Heyer, Dal secolo della Rivoluzione Francese. Anzi, nelle suddette mie accanite ricerche, ho avuto la fortuna di trovare un libro di Karl Heyer, che riunisce due suoi testi, Geschichtsimpulse des Rosenkreuzertums, ossia Impulsi storici del Rosicrucianesimo, e, appunto, Aus der Jahrhundert der Französischen Revolution, ovvero Dal secolo della Rivoluzione Francese, pubblicati in un unico volume, edito, nel 1990, dalla benemerita Perseus Verlag di Basilea. Karl Heyer, personalità notevole di studioso, fu legato personalmente a Rudolf Steiner, il quale apprezzò talmente le sue ricerche storiche, da giungere ad affermare: «Karl Heyer … dimostra: oggi la Scienza è così; e poiché è così, essa deve sfociare nel modo antroposofico di indagine»

Un’opera particolarmente preziosa dal punto di vista storico sulla personalità del Conte di Saint-Germain, opera che ritengo per rigore e profondità superiore addirittura a quella della Cooper-Oackley, che pure è per certi versi eccellente, è lo studio dell’esoterista ed editore francese Paul Chacornac, Le Comte de Saint-Germain, Paris, Chacornac Frères, 1947, e successive edizioni nel 1973, nel 1989. Questo testo è stato anche tradotto in italiano, anche se la traduzione non mi sembra essere troppo accurata, e pubblicata dalle Edizioni Mediterranee, a Roma, nel 2007.

Ma uno dei ‘segreti’, a lungo ben custoditi nella ‘Mystica Aeterna’, riguarda l’identità di Hiram-Christian Rosenkreutz- Conte di Saint-Germain con l’Autore del Vangelo di Giovanni e dell’Apocalisse, ossia con Lazzaro-Giovanni. Infatti, in una ‘Instruktionsstunde’, ‘lezione d’istruzione’, della seconda Classe – quella ‘cultico-conoscitiva’ – tenuta a Berlino il 15 aprile 1908, e intitolata ‘L’Iniziazione di Hiram Abiff da parte del Christo Gesù’, contenuta in Rudolf Steiner, Zur Geschichte und aus den Inhalten der erkenntniskultischen Abteilung der Esoterichen Schule 1904-1914, GA-265, Rudolf Steiner Verlag, 1987, ossia Per la storia e dai contenuti della Sezione cultico-conoscitiva della Scuola Esoterica 1904-1914, alle pp. 406-410, è detto:

«Hiram Abiff allora giunse sino al limitare della Iniziazione. Tuttavia Iniziato egli lo divenne solo in séguito. A tal fine doveva giungere sulla Terra il Sole spirituale, Questo discese nella fisicità nel Christo. Il quale soltanto poteva iniziare Hiram Abiff. Il luminoso Sole spirituale doveva rifulgere a lui nell’Iniziazione. Egli [sc. Hiram Abiff] era Lazzaro, che dopo la Resurrezione si chiamò Giovanni. Egli venne iniziato dal Christo Gesù. Quel che Hiram Abiff aveva conquistato mediante la vita nella fisicità. Non la vita del gruppo, ma ogni singola incarnazione doveva ora divenire importante. Ogni singola incarnazione doveva aggiungere una pagina al Libro della Vita, il cui contenuto veniva assunto nello Spirituale, rimaneva qualcosa che non poteva più svanire, bensì doveva rimanere sin nell’intero futuro. Questo rappresenta Hiram Abiff.

Viene posta importanza non ad una vita interiore nella quale si annuncia la specie della stirpe, bensì a quell’unica incarnazione che ha importanza per tutto il futuro.

Prima che si compisse questa Iniziazione di Hiram Abiff mediante il Christo Gesù , doveva prima rifulgere il Sole spirituale, il Sole di primavera, e l’antico principio doveva ritrarsi. Il Sole doveva prima illuminare con la sua Luce la Luna Piena, soltanto dopo poteva  realizzarsi il giorno della Resurrezione».

Mentre in un’altra trascrizione della medesima ‘lezione d’istruzione’ è detto:

«Il risveglio di Lazzaro è una specie di culminazione del Vangelo di Giovanni. È una Iniziazione, il cui svolgimento viene ivi raccontato – tuttavia una iniziazione affatto particolare, assolutamente unica. […]

Gli uomini della corrente di Caino, coloro che avevano lavorato su se stessi dal basso verso l’alto con l’opera delle loro proprie mani, erano giunti talmente lontano da poter elevare a Sapienza la conoscenza che avevano conquistato da se stessi, cioè: essi potevano venire iniziati. Il corpo fisico aveva impresso la propria impronta nei loro corpi eterici. Mediante il proprio lavoro, essi avevano purificato, nobilitato, spiritualizzato il corpo fisico e la loro anima. Questi Figli di Caino erano dispersi per il mondo, e Hiram Abif viene detto esser stato il primo di questi Figli di Caino ad essere riuscito a progredire così tanto. Hiram Abif, il solitario romito, si stava di fronte all’Iniziazione. Nella sua successiva incarnazione la ricevette. Venne chiamato “Lazzaro” – Lazzaro, infatti, nella sua incarnazione precedente è Hiram Abiff. […]

Questo Christo, l’elevato Spirito del Sole, iniziò Lazzaro, il rinato Hiram Abiff.

Dieser Christus, der hohe Sonnengeist, initiierte den Lazarus, den wiedergeborenen Hiram-Abiff».

Abbiamo anche. a p. 420 della GA-265, una comunicazione fatta da Rudolf Steiner in rapporto al lavoro cultico-conoscitivo della ‘Mystica Aeterna’, tramandata da Marie Steiner nella quale è detto:

«L’individualità, che si era reincarnata come Hiram Abiff e Lazzaro-Giovanni, fu nuovamente iniziata nel XIII e XIV secolo, e da allora porta il nome di Christian Rosenkreutz».  

Die Individualität, die als Hiram Abiff und Lazarus-Johannes wiederverkörpert war, wurde in ihren Verkörperungen im 13. und im 14. Jahrhundert erneut eingeweiht und trägt seitdem den Namen Christian Rosenkreutz.

Durch Marie Steiner überlieferte Mitteilung Rudolf Steiners im erkenntniskultischen Zusammenhang. 

Comunicazioni simili Rudolf Steiner le fece anche a Helene Röchling, ibidem p. 419 :

«Lazzaro, il discepolo prediletto che il Christo Gesù stesso iniziò, in séguito l’autore del Vangelo di Giovanni, è il reincarnato Hiram Abiff».

Lazarus, der von dem Christus Jesus selbst initiierte Lieblingsjünger, der spätere Verfasser des Johannes-Evangeliums, ist der wiederverkörperte Hiram Abiff.

Inoltre, sempre nel volume GA-265, sulla Sezione cultico-conoscitiva, abbiamo un corposo saggio della curatrice Hella Wieberger, Zur Hiram-Johannes Forschung Rudolf Steiners, Per l’indagine su Hiram-Giovanni di Rudolf Steiner, pp.423-436, ove l’intera questione di tale identità viene ampiamente, e dettagliatamente, esaminata e sviscerata. 

Questo ‘arcano’, questo ‘segreto’, dell’identità del cainita Hiram-Christian Rosenkreutz con Lazzaro-Giovanni, l’autore del Vangelo di Giovanni, custodito nella ‘Mystica Aeterna’, in qualche modo fu indirettamente suggerito a cerchie un po’ più ampie da Rudolf Steiner in conferenze da lui tenute nell’ambito dell’allora Società Teosofica, divenuta – dopo il distacco da Adyar – Società Antroposofica. Per esempio, nel ciclo Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca, GA-112, tradotto da Lina Schwarz, quarta edizione, Editrice Antroposofica, Milano, 2013, nella prima conferenza, tenuta a Kassel, il 24 giugno1909, egli, p. 11, in maniera abbastanza trasparente per chi abbia occhi, così si esprime:

«I rosacroce sono una comunità che, fino dal secolo quattordicesimo, ha coltivato nella sfera della vita spirituale europea il vero cristianesimo spirituale. La comunità dei rosicruciani, prescindendo da tutte le forme storiche esteriori, ha cercato sempre di portare alla luce per i suoi seguaci la verità più profonda del cristianesimo; essa ha sempre dato ai suoi seguaci anche il nome di “cristiani giovanniti”. Se arriviamo a comprendere l’espressione di cristiani giovanniti, arriveremo, se non a spiegarci con l’intelletto, almeno a presagire, a comprendere l’intero spirito e l’atteggiamento delle conferenze che seguono».

E, alle pp. 13-14, ancora leggiamo:

«Questo è ciò che soprattutto i cristiani giovanniti, le comunità dei rosacroce, consideravano come essenziale e importante: il fatto che in ogni anima umana si trova qualcosa che ha una relazione diretta con quanto è avvenuto in Palestina per mezzo del Cristo Gesù. Se il Cristo Gesù può venir chiamato l’avvenimento principale dell’umanità, allora anche ciò che corrisponde nell’anima umana all’evento del Cristo dovrà essere quello che vi è di più grande e di più importante. Che cosa può essere? A questa domanda i discepoli rosicruciani rispondevano che per ogni anima vi è qualcosa che si indica con le parole “risveglio” o “rinascita” o “iniziazione”».

E più oltre, a p. 15:

«Con la rinascita, questo io superiore può guardare nel mondo spirituale, come l’io inferiore, per mezzo dei sensi, occhi, orecchie e così via, può guardare nel mondo sensibile. Ciò che si chiama appunto risveglio, rinascita, iniziazione, è il più grande evento dell’anima, anche a parere di quelli che si proclamano seguaci della croce con le rose».

Poi, ancora a p. 17:

«E che cosa dicevano quelli che volevano continuare la saggezza dei Vangeli? Che cosa dicevano i cristiani giovanniti? Essi dicevano: “Nel singolo uomo vi è un avvenimento grande , possente, che si può chiamare la rinascita dell’io superiore. Come il bambino nasce dalla madre, così l’io divino nacedall’uomo. L’iniziazione, il risveglio è possibile; e quando esso si è verificato – così dicevano coloro che se ne intendevano – allora diventa importante qualcosa di diverso da ciò che importava prima”».

Dopodiché, Rudolf Steiner mostra il rapporto profondo che vi è tra l’occulta Sapienza dei rosicruciani, dei cristiani giovanniti, col Mistero del Graal, che è il tema portante del presente studio. Infatti, alle pp. 18-20 – ne riporteremo, per necessità di spazio, solo alcuni passi salienti – possiamo leggere:

«Quelli che si chiamavano cristiani giovanniti, e che avevano eletto a loro simbolo la croce con le rose, dicevano: proprio ciò che è risorto per l’umanità quale mistero dell’io superiore dell’umanità, è stato conservato. È stato conservato da quella comunità ristretta  che ha avuto il suo inizio con i rosacroce.

Questa comunità viene indicata simbolicamente nel seguente modo: quella sacra coppa, dalla quale il Cristo Gesù ha mangiato e bevuto coi suoi discepoli, che viene chiamata il Santo Graal, e in cui il sangue che uscì dalla ferita venne raccolto per opera di Giuseppe di Arimatea, come si racconta, è stata portata dagli Angeli in Europa. Per essa venne costruito un tempio, e i rosicruciani divennero i guardiani del contenuto della sacra coppa, vale a dire di ciò che era l’essenza del Dio rinato. Il mistero del Dio rinato domina nell’umanità; questo è il mistero del Graal.

Questo è il mistero che viene dato come un nuovo Vangelo, e del quale viene detto: noi eleviamo lo sguardo a un saggio qual è l’autore del Vangelo di Giovanni, il quale poté dire: «Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Quello che in principio era presso Dio è rinato in colui che abbiamo visto soffrire e morire sul Golgotha, e che è risorto». La continuità del principio divino attraverso tutti i tempi, e la rinascita del principio divino, è ciò che lo scrittore del Vangelo di Giovanni voleva esporre. Ma tutti coloro che hanno voluto esporre quel fatto sapevano che il principio presente dalle origini è stato conservato. Nel principio vi era il mistero dell’io umano superiore; era stato conservato nel Graal; era rimasto unito nel Graal, e nel Graal vive l’io che è connesso con ciò che è eterno e immortale, così come l’io inferiore è connesso con ciò che è caduco e mortale. Chi conosce il segreto del Santo Graal sa pure che dal legno della croce emana la vita vivente e germogliante, l’io immortale che è simbolizzato dalle rose sul legno nero della croce. Il mistero della croce con le rose può essere perciò considerato come una continuazione del Vangelo di Giovanni. […]

Secondo lo spirito del Vangelo di Giovanni si potrebbe ora dire: “Ciò che viveva in Gesù di Nazareth come Cristo era l’io superiore e divino dell’intera umanità, il Dio rinato, divenuto terrestre in Adamo come in una copia di se stesso”. – Questo rinato io umano continuò quale mistero sacro, venne conservato sotto il simbolo della croce con le rose, e viene annunciato oggi come il mistero del Santo Graal, della croce con le rose.

Quello che in ogni anima umana può nascere come io superiore, ci indica la rinascita dell’io divino nell’evoluzione dell’intera umanità per mezzo dell’evento di Palestina. Come in ogni singolo uomo nasce l’io superiore, così è nato in Palestina l’io superiore dell’intera umanità, l’io divino. Esso viene conservato e ulteriormente sviluppato in ciò che si nasconde sotto il segno della croce con le rose».  

Qui potest capere, capiat!  

Le considerazioni precedenti, mi sembra che offrano molto al diligente lettore, al sincero ricercatore spirituale, per cominciare ad esplorare, e ad andare in profondità su un tema sacro come quello della Rosacroce, del suo Fondatore, e sul Mistero del Graal. Solo due osservazioni preliminari, che mi paiono necessarie. Anzitutto, a questo punto è quanto mai evidente l’accordo, l’assoluta armonia, che vi è tra l’insegnamento di Massimo Scaligero e quello di colui ch’egli chiama il Maestro dei Nuovi Tempi, Rudolf Steiner. Accordo e armonia che si verifica sin nei particolari, nei dettagli, come ho potuto mostrare nella terza parte del presente studio. Inoltre, che – tenuto conto del contenuto della ‘lezione esoterica’ pubblicata in questa parte del presente studio, risulta evidente esser stata la Massoneria a ricevere la ‘Leggenda del Tempio’ dal Rosicrucianesimo, e non viceversa. Chi abbia familiarità con la letteratura rosicruciana del XVII secolo, soprattutto con gli scritti di autori come Michael Maier, Oswald Crollius, Robert Fludd, Thomas Vaughan, Elias Ashmole, non nutrirà alcun dubbio in proposito. Né tampoco nutrirà dubbi chi conosca le opere ermetiche e alchemiche di Basilio Valentino – un ‘Maestro dell’Arte’, come usa dire in Ermetismo – nei cui scritti l’influsso rosicruciano è evidente, e nei quali al simbolismo ermetico si mescola armonicamente, come nella raffigurazione del Rebis, il simbolismo muratorio. Siamo oltre cento anni prima della nascita della Massoneria speculativa, avvenuta con la nascita della Gran Loggia di Londra, il 24 giugno 1724. Quanto poi la Massoneria abbia saputo recepire in profondità l’impulso rosicruciano ricevuto, quanto in tempi diversi, e in diversi paesi, essa sovente se ne sia allontanata, lo abbia smarrito, e in taluni casi, sempre in luoghi e tempi diversi, addirittura tradito, è un altro discorso, che esula dal presente studio.  

Con questo, presentiamo, come dono pasquale, ai lettori di Ecoantroposophia la seguente ‘lezione esoterica’ di Rudolf Steiner. Possa il lettore trarne motivo di elevazione interiore, e sprone ad un alacre, e fecondo, lavoro interiore.

                                                     

Il Mistero dei Rosacroce

Berlino il 4 novembre 1904

Abbiamo già trattato numerosi miti le cui immagini racchiudono verità esoteriche. Tali miti furono un tempo dati agli uomini per trasmettere loro, dapprima in forma immaginativa, determinate verità non essendo essi ancora maturi per le verità esoteriche stesse. Queste immagini afferravano il corpo causale e preparavano così gli uomini ad intendere, in incarnazioni successive, le verità esoteriche stesse.

Ora, vorrei oggi indicarvi una di queste rappresentazioni esoteriche, che venne data solo pochi secoli fa ed ancor oggi prosegue in svariate forme. È la seguente.

Al principio del 15° secolo apparve in Europa una personalità che era stata iniziata in Oriente in determinati misteri. Questi era Christian Rosenkreutz. Prima di terminare quell’incarnazione Christian Rosenkreutz aveva iniziato anche un gruppo di personalità – che superavano appena la decina – nella misura in cui ciò era allora possibile con uomini europei, in ciò in cui egli stesso era stato iniziato. Questa piccola confraternita, che si chiamò Fratellanza dei Rosacroce – Fraternitas Rosae Crucis – portò nel mondo esterno un certo mito pel tramite di una fratellanza più grande, più estesa.

Christian Rosenkreutz stesso espose allora determinati arcani nella cerchia più ristretta dei Misteri dei Rosacroce, così come essi potevano essere percepiti unicamente da uomini che avessero attraversato la necessaria preparazione. Ma, come abbiamo detto, nella piccola confraternita non ve ne erano più di dieci; questi erano  gli autentici Rosacroce iniziati. Ciò che venne insegnato da Christian Rosenkreutz  non poteva essere comunicato a molti uomini; venne perciò rivestito da una sorta di mito. Sin dalla sua creazione, al principio del 15° secolo, questo mito venne narrato e interpretato molte volte nelle fratellanze. Fu raccontato in cerchie più vaste, ma venne interpretato unicamente nella cerchia più ristretta, a coloro che a ciò erano maturi. Questo mito aveva all’incirca il seguente contenuto:

 Ci fu un’epoca in cui uno degli Elohim creò l’uomo, un essere umano che chiamò Eva. L’Elohim si congiunse con Eva e da Eva nacque Caino. In seguito, l’Elohim Jahvè o Jehova creò Adamo. Adamo si congiunse a sua volta con Eva e da questa unione nacque Abele.

Quindi con Caino abbiamo a che fare con un figlio diretto degli Dèi, e con Abele con un rampollo di Adamo, plasmato come uomo, e di Eva. Il mito prosegue così. I sacrifici che Abele offriva al Dio Jahvè, erano accetti al Dio. Mentre non lo erano invece i sacrifici di Caino, giacché Caino non era nato su diretto comando di Jahvè. La conseguenza fu che Caino compì il sacrificio. Egli colpì Abele. Per questo egli fu escluso dalla comunione con Jahvè. Andò in contrade lontane e divenne laggiù il capostipite di una stirpe.

Adamo si congiunse nuovamente con Eva e nacque Seth, in sostituzione di Abele, del quale pure viene trattato nella Bibbia. Sorsero così due stirpi umane: la prima proveniva da Eva e dall’Elohim – la stirpe di Caino; la seconda proveniva meramente dall’uomo che si era congiunto con Eva su ordine di Jahvè.

Dalla stirpe di Caino provennero tutti coloro che sulla Terra avevano vocazione alle Arti e alle Scienze, per esempio Metusael che inventò la scrittura, la scrittura Tau, e Tubalcain, che insegnò la lavorazione dei metalli e del ferro. Nacque così, in questa linea proveniente direttamente dall’Elohim, l’umanità che si educò nella Arti e nelle Scienze.

Da questa stirpe proveniva pure Hiram. Egli era l’erede di tutto quello che nel corso di molte generazioni era stato accumulato di Sapere, di Arte e di Tecnica. Hiram era l’architetto più eccezionale che si possa mai pensare.

Dall’altro lignaggio, dalla stirpe di Seth, proveniva Salomone, che si contraddistinse in tutto ciò che originava da Jahvè o Jehova. Egli era dotato della saggezza del mondo, di tutto quel che come calma, chiara, limpida saggezza può essere emanata dai figli di Jehova. Questa era una saggezza che poteva bensì essere espressa in parole toccanti profondamente l’essere umano nel suo cuore, che potevano elevarlo, ma che tuttavia non afferravano alcun oggetto in modo immediato e non riuscivano a produrre alcunché di reale nella Tecnica, nell’Arte e nella Scienza. Era una saggezza che era dono ispirato direttamente dal Dio, non una Sapienza elaborata dal basso, scaturente dalla passione umana, dal volere umano. Questa la si trovava, invece, presso i figli di Caino, presso coloro che provenivano in modo diretto dall’altro Elohim. Essi erano forti lavoratori, che volevano elaborare tutto a partire da se stessi.

Ora, Salomone decise di edificare un Tempio. A questo scopo assunse come architetto Hiram, il discendente dei figli di Caino. Ciò fu all’epoca in cui la Regina di Saba, Balchis, avendo udito parlare del saggio Salomone, venne a Gerusalemme. E quando giunse, ella fu incantata dalla sublime, chiara, saggezza di Salomone e dalla sua bellezza. Questi chiese, ed ottenne anche, da lei una promessa di matrimonio. Laggiù la Regina di Saba udì pure parlare della costruzione del Tempio. Ora ella volle conoscerne l’architetto, Hiram. Appena lo vide, un suo semplice sguardo fece su di lei un’enorme impressione e ne rimase completamente avvinta.

Ciò creò, ora, un’atmosfera di gelosia tra Hiram e il saggio Salomone. La conseguenza fu che Salomone avrebbe fatto volentieri qualcosa contro Hiram; ma dovette tenerselo, affinché il Tempio potesse essere completamente edificato. 

Accadde quanto segue. Il Tempio era ormai costruito fino ad un determinato punto. Mancava unicamente quello che doveva essere il capolavoro di Hiram, e cioè il Mare di Bronzo. Questo capolavoro doveva rappresentare l’Oceano, fuso nel bronzo, ed abbellire il Tempio. Tutte le mescolanze dei metalli erano state eseguite da Hiram in maniera prodigiosa e tutto era stato predisposto per la fusione. Ma a questo punto si misero all’opera tre compagni, che Hiram durante la costruzione del Tempio aveva trovati non all’altezza di essere nominati Maestri. Perciò questi avevano giurato vendetta e volevano impedire l’esecuzione del Mare di Bronzo. Un amico di Hiram, che  aveva saputo di tale proposito, comunicò questo piano dei compagni a Salomone affinché lo sventasse. Ma Salomone, per gelosia contro Hiram, lasciò corso alla cosa, perché voleva rovinare Hiram. La conseguenza fu che Hiram dovette assistere alla rovina dell’intera fusione, poiché i compagni avevano aggiunto un materiale indebito alla massa. Egli tentò altresì di sedare il fuoco divampante con l’aggiunta di acqua, ma così fu anche peggio. Mentre era già prossimo a disperare della riuscita dell’opera, gli apparve lo stesso Tubalcain, uno dei suoi avi. Questi gli disse che doveva gettarsi tranquillamente nel fuoco perché egli sarebbe stato invulnerabile ad esso. Hiram lo fece e giunse sino al centro della Terra. Tubalcain lo condusse da Caino, che era laggiù nello stato dell’originaria condizione divina. Hiram venne ora iniziato nel segreto della creazione del fuoco, nel segreto della fusione dei metalli e così via. Ottenne inoltre da Tubalcain un martello e un Triangolo d’Oro, ch’egli avrebbe dovuto portare al collo. Quindi tornò indietro e fu veramente in grado di eseguire il Mare di Bronzo, di riportare in ordine la fusione.

A questo punto egli conquistò la mano della Regina di Saba. Ma venne sorpreso dai tre compagni e ucciso. Però prima di morire gli riuscì ancora di gettare il Triangolo d’Oro in un pozzo. Ora, poiché nessuno sapeva ove fosse Hiram, lo si cercò. Salomone stesso era angosciato e voleva sapere che cosa fosse accaduto. Si temette che i tre compagni avessero tradito l’antica Parola di Maestro e ne venne perciò convenuta una nuova. Le prime parole dette al ritrovamento di Hiram, sarebbero state la nuova Parola di Maestro. Quando Hiram fu ritrovato,  egli poté dire ancora alcune parole. Disse: Tubalcain mi promise che io avrei avuto un figlio, il quale a sua volta avrebbe avuto molti figli che avrebbero popolato la Terra, e avrebbero condotto a termine la mia opera – L’edificazione del Tempio. Poi indicò il luogo dove sarebbe stato trovato il Triangolo d’Oro.  Questo venne portato al Mare di Bronzo ed ambedue vennero custoditi in uno speciale luogo del Tempio, nel Sancta Sanctorum. Essi possono venir ritrovati soltanto da coloro che posseggono la comprensione di cosa debba significare l’intera leggenda del Tempio e del suo architetto Hiram.

Passiamo ora dalla leggenda ad una interpretazione della medesima.   

Questa leggenda rappresenta il destino della terza, della quarta e della quinta sottorazza della nostra quinta razza radicale. Il Tempio è il Tempio delle fratellanze occulte, in modo particolare quello che l’intera umanità della quarta e quinta sottorazza edifica, e il Sancta Sanctorum è la dimora delle fratellanze occulte. Queste ultime sanno cosa significhino il Mare di Bronzo e il Triangolo d’Oro.

Abbiamo perciò a che fare con due tipi di stirpi umane, con quella – rappresentata da Salomone – la quale è in possesso della saggezza divina, e con la stirpe di Caino, coi discendenti di Caino, i quali comprendono il fuoco e sanno adoprarlo. Questo fuoco non è il fuoco fisico, bensì il fuoco delle passioni, degl’istinti, delle brame, divampante nello spazio astrale.

Ora chi sono i figli di Caino? I figli di Caino – nel senso di questa leggenda – sono i figli di quegli Elohim i quali, nella classe degli Elohim, sono rimasti un po’ indietro durante l’epoca lunare. Ma, nell’epoca lunare, noi abbiamo a che fare con kama. Questo kama o fuoco venne allora compenetrato dalla saggezza. Vi furono due tipi di Elohim. Gli uni non rimasero al connubio tra saggezza e fuoco, procedettero oltre. E allorché formarono l’uomo, non erano più compenetrati dalle passioni, cosicché essi lo dotarono di una saggezza quieta, chiara. Questa è la vera e propria religiosità di Jahvè o Jehova, la saggezza che è assolutamente priva di passione. Gli altri Elohim, presso i quali la saggezza era ancora unita col fuoco del periodo lunare, son quelli che crearono i figli di Caino.

Perciò, nei figli di Seth, abbiamo gli uomini religiosi con la chiara saggezza e, nei figli di Caino, coloro che possiedono l’elemento impulsivo, che s’infiammano e possono sviluppare entusiasmo per la Sapienza. Queste due stirpi attraversano tutte le razze, tutte le epoche. Dalla passione dei figli di Caino son nate tutte le Arti e le Scienze, dalla corrente di Abele-Seth, tutta la chiara religiosità e la saggezza senza entusiasmo.

Poi avvenne la fondazione del Cristianesimo. Mediante questo, la precedente religiosità, la quale era soltanto una religiosità dall’alto, divenne una religiosità completamente priva di kama. Essa venne immersa nell’elemento che proprio attraverso il Christo è venuto sulla Terra. Christo non è semplicemente saggezza; egli è l’Amore incarnato: un elevato Kama Divino, che è al tempo stesso Buddhi; un puro, aleggiante Kama che nulla vuole per sé, bensì dirige al di fuori tutte le passioni in una dedizione infinita: è un kama rovesciato. La Buddhi è un kama rovesciato.

Attraverso ciò, si prepara all’interno del tipo umano religioso, all’interno dei figli della saggezza, una superiore religiosità, che ora può essere veramente entusiastica. Questa è la religiosità cristiana. Essa viene dapprima preparata nella quarta sottorazza della quinta razza radicale. Tutta questa corrente, però, non è ancora in grado di congiungersi con i figli di Caino. Dapprima essi sono ancora avversari. Infatti, se il Cristianesimo afferrasse incondizionatamente, in modo rapido, tutti gli uomini, esso potrebbe addirittura colmarli d’amore, ma il singolo cuore umano, l’individuale cuore umano non ci sarebbe. Non vi sarebbe libera religiosità, non vi sarebbe la nascita del Christo in noi stessi come fratello, ma semplicemente come Signore. Per questa ragione, i figli di Caino devono operare ancora per tutta la quinta sottorazza. Essi agiscono attraverso i loro iniziati ed edificano il Tempio dell’Umanità, edificato con Arte mondana e mondana Scienza.

Così vediamo  svilupparsi sempre più, durante la quarta e quinta sottorazza, l’elemento mondano, vediamo apparire alla luce l’intera evoluzione storico-mondana sul piano fisico. Con l’elemento mondano del materialismo si sviluppa l’elemento personale, l’egoismo che conduce alla guerra di tutti contro tutti. Anche se allora il Cristianesimo esistesse, esso sarebbe in certo qual modo un ‘Mistero’ di pochi. Esso ha, però, lavorato affinché agli uomini, durante la quarta e quinta sottorazza, sorgesse l’idea: tutti sono uguali dinanzi a Dio. Questa è massima cristiana. Ma gli uomini non possono comprendere ciò completamente, finché son prigionieri del materialismo e dell’egoismo. 

La Rivoluzione francese ha poi applicato la conseguenza dell’insegnamento cristiano in senso mondano. La dottrina spirituale del Cristianesimo: tutti gli uomini sono ugual avanti a Dio, con la Rivoluzione francese fu tradotta in una dottrina puramente mondana: quaggiù tutti sono uguali. La nuova epoca l’ha trascinata ancora più nel fisico.

Prima della rivoluzione francese comparve presso una dama di compagnia della Regina Maria Antonietta, la Signora d’Adhémar, una personalità che predisse tutte le scene importanti della Rivoluzione, per mettere in guardia contro di essa. Era il Conte di Saint-Germain, la stessa personalità che in precedente incarnazione aveva fondato l’Ordine dei Rosacroce. Egli rappresentava allora la posizione: gli uomini devono essere guidati in modo pacifico dalla civiltà mondana alla vera civiltà del Cristianesimo. Ma le potenze mondane vollero conquistarsi la libertà nella tempesta, in maniera materiale. Egli considerava  la Rivoluzione come conseguenza necessaria, tuttavia volle mettere in guardia. Egli, Christian Rosenkreutz, nella sua incarnazione del XVIII secolo, come custode del più interiore ‘mistero’ del Mare di Bronzo e del Sacro Triangolo d’Oro, sorse ad avvertire: gli uomini devono evolvere lentamente. Tuttavia scorse quel che accadeva davanti a lui.

Questo è il cammino, considerato dall’interno, compiuto durante la quarta e la quinta sottorazza della nostra razza radicale. L’edificio della civiltà umana, il grande Tempio di Salomone venne eseguito. Ma quel che veramente dovrebbe coronarlo, deve restare ancora un segreto. Questo può costruirlo soltanto un iniziato. Questo iniziato venne misconosciuto, tradito, ucciso. Questo segreto non può ancora esser palesato. Rimane l’Arcano di pochi Iniziati del Cristianesimo. Esso è racchiuso nella fusione del Mare di Bronzo e nel Triangolo d’Oro. Non è altro che il segreto di Christian Rosenkreutz, il quale prima della nascita del Cristo fu incarnato in un’altissima incarnazione e disse allora una frase notevole.

Lasciatemi, ora, illustrare con alcune parole la scena di come Christian Rosenkreutz, prima della Rivoluzione Francese fece questa comunicazione. Egli disse: Chi semina vento, raccoglierà tempesta. = Egli aveva già detto questo allora, ancor prima che venisse detto da Osea e trascritto. Ma proviene da Christian Rosenkreutz.

Questo detto: Chi semina vento, raccoglierà tempesta =, è il motto della quarta e quinta sottorazza della nostra razza radicale e deve significare: Voi renderete l’uomo libero, la Buddhi incarnata stessa si congiungerà con questa libertà e renderà gli uomini uguali davanti a Dio. Ma lo Spirito (Vento significa Spirito = Ruach) dapprima diventerà tempesta (lotta di tutti contro tutti).

Dapprima ci fu il Cristianesimo della croce, che doveva svilupparsi attraverso la sfera puramente mondana, il piano fisico. Non sùbito, al principio, vi fu il Christo sulla croce come simbolo del Cristianesimo. Ma allorché il Cristianesimo divenne sempre più politico, allora divenne simbolo il Figlio di Dio crocefisso, sofferente sulla croce del mondo. Ciò rimarrà esteriormente per il resto della quarta e attraverso la successiva quinta epoca.

Dapprima il Cristianesimo è legato alla civiltà puramente materiale della quarta e quinta sottorazza,  e  soltanto occultato sussiste l’autentico Cristianesimo del futuro, che è in possesso del segreto del Mare di Bronzo e del Triangolo d’Oro. Questo Cristianesimo ha un altro simbolo; non più il Figlio di Dio crocifisso, bensì la croce circondata di rose. Questo sarà il simbolo del nuovo Cristianesimo della sesta epoca. Dal Mistero della Fratellanza dei Rosacroce si svilupperà questo cristianesimo della sesta sottorazza, che conoscerà il Mare di Bronzo e il Triangolo d’Oro.

Hiram è il rappresentante degl’Iniziati dei figli di Caino della quarta e quinta sottorazza. La Regina di Saba – ogni figurazione femminile nel linguaggio esoterico significa l’anima – è l’anima dell’umanità che deve decidere tra la religiosità luminosa, ma non capace di conquistare la Terra e la Sapienza che conquista la Terra, ovverossia  la Sapienza congiunta alla Terra attraverso il superamento delle passioni. Essa è la rappresentante della vera anima umana che sta in mezzo tra Hiram e Salomone, e che si congiunge con Hiram nella quarta e quinta sottorazza, perché egli costruisce ancora il Tempio.

 Il Mare di Bronzo è quella fusione che sorge se si mescola in maniera appropriata l’acqua col metallo. I tre compagni lo fanno in modo errato, la fusione viene distrutta. Ma, disvelando Tubalcain a Hiram i Misteri del Fuoco, Hiram è in grado di congiungere l’Acqua e il Fuoco in modo giusto. Nasce così il Mare di Bronzo. Questo è il segreto dei Rosacroce. Nasce allorché l’Acqua della calma saggezza si congiunge col Fuoco dello spazio astrale, col Fuoco delle passioni. Mediante ciò deve prodursi una congiunzione che è «bronzea», che può essere portata nelle epoche seguenti, se vi si aggiunge il segreto del Triangolo d’Oro, il segreto di Atma-Buddhi-Manas. Questo Triangolo, con tutto quel che consegue, sarà il contenuto del Cristianesimo rinnovato della sesta sottorazza. Ciò verrà preparato attraverso i Rosacroce e viene simboleggiato nel Mare di Bronzo, si congiungerà con la conoscenza della Reincarnazione  e del Karma. Questa conoscenza è il nuovo insegnamento occulto che si aggiungerà al Cristianesimo. Atma-Buddhi-Manas, il Sé superiore, è il segreto che deve diventare palese, se la sesta sottorazza sarà a ciò matura. Allora Christian Rosenkreutz non dovrà più stare di guardia, ma tutto ciò che è lotta sul piano esteriore troverà la pace attraverso il Mare di Bronzo, attraverso il Triangolo d’Oro.

Questo è il cammino della storia del mondo nell’epoca futura. Quel che Christian Rosenkreutz ha fatto portare nel mondo attraverso le Fratellanze Occulte con la sua leggenda, è quel che i Rosacroce si son posti come compito: non insegnare mera religiosità, bensì anche scienza verso l’esteriorità; ma non soltanto allo scopo di conoscere il mondo esteriore, bensì anche quello di conoscere le Potenze Spirituali, e da ambo i lati procedere nella sesta ronda.

Un pensiero su “LA RICERCA DEL SANTO GRAAL. QUARTA PARTE.

  1. Vorrei augurarLe Buona Resurrezione, e al contempo ringraziare per questo quarto capitolo (nonchè per i precedenti e per gli altri Suoi arricchenti contributi), dato che riordina in maniera notevole e stimolante tante cose che si trovano nell’immensità del percorso antroposofico, e che proprio per dimensioni a volte può lasciare vagare lo studioso nella vaghezza,
    grazie ancora

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