L’ULTERIORE VESSAZIONE DEGLI STOLTI

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«Perversi difficile corriguntur et stultorum infinitus est numerus», Ecclesiastes, 1-15

«I perversi si correggono con difficoltà, e il numero degli stolti è infinito»: chissà se questo verso dell’Ecclesiaste, citato da un irredimibile paganaccio come me, farà riflettere coloro che sono stati ammaliati e sedotti – e non son pochi – dalle  dornacchianti sirene e da quelle verdimontane gianicolensi, ma la vedo veramente dura.

E ancor più dura vedo la possibilità che i malvagi e i perversi da se medesimi si correggano o da altri vengano corretti. In ambedue i casi – per gl’incantati persuasi e per gli insinuanti incantatori – al presente stato delle cose, un radicale mutamento di rotta, è cosa senz’altro possibile – molte sono le cose possibili sotto il cielo – ma non poco difficile. Perché, generalmente il tempo migliora i buoni e peggiora i cattivi, o – come recita l’antichissima sapienza etrusca, l’òva più tu lle còci, e più le rassodano.

Ne è lampante esempio il comportamento, veramente indegno, della dirigenza del Goetheanum e della Società Antroposofica di Dornach nel caso accaduto di recente. Nel precedente mio articolo, era riportato lo scandalo – e la totale follia – della pubblicazione in un libretto, voluto ed edito sotto l’egida della dirigenza del Goetheanum, di uno scritto di Helmut Zander, docente universitario, storico delle religioni, e teologo velenosamente avverso alla figura spirituale e umana di Rudolf Steiner. Lo Zander non è un semplice avversario, leale anche se polemico, bensì un nemico che non si tira indietro – secondo il costume bimillenario della nota parte avversa – di fronte alle più sordide calunnie e alle più spudorate menzogne pur di trascinare nel fango e coprire di letame il fondatore della Scienza dello Spirito, e delegittimare così l’intera Antroposofia come il prodotto di una personalità patologica, dedita a immorali pratiche tossicologiche.

Stephen E. Usher, ha espresso a voce alta la sua indignazione, e chiesto a chiare parole che la direzione della Società Antroposofica e i dirigenti del Goetheanum responsabili di un sì osceno sconcio ne traessero le logiche conseguenze, dimettendosi e sparendo dalla scena. Gli è stato risposto con una serie di scuse e considerazioni talmente equivoche, nonché accampando motivazioni talmente inconsistenti, da suscitare un ben amaro riso in chiunque abbia veramente a cuore le sorti della Scienza dello Spirito, donata al mondo da quel Rudolf Steiner, che proprio loro contribuiscono a diffamare.   

Ma come si dice nelle amene lande della polemica Etruria, quando si cerca di rimediare una minestra venuta male con l’aggiungervi ingredienti vari, si riesce di regola solo a peggiorarla sino a renderla schifosa e totalmente immangiabile. Ed è nello stile politicante, oramai da decenni invalso nella dirigenza della Società Antroposofica Universale, il negare l’evidenza, il parlare di sviste, di dimenticanze, di “non siamo stati capiti”, “siamo stati equivocati”, e il rivendicare – in perfetto american style – un procedere assolutamente politically correct. Ma un tale procedere nel solco di una correttissima politica può ingannare e illudere solo gl’ingenui e gli sprovveduti, incapaci di distinguere – o anche solo sospettare – la realtà oltre la “bella” apparenza. Ma si tratta solo di marketing, ossia di prostituzione morale.

E anche questa volta, costoro non si sono smentiti. Le indignate contestazioni di Stephen E. Usher erano precise e colpivano impietosamente nel segno. Sarà per la sua formazione universitaria in matematica e fisica – studi da lui perseguiti prima di darsi a quelli economici e sulla Tripartizione dell’Organismo Sociale – ma il suo pensiero è quanto di più chiaro, essenziale, addirittura scarno e sfrondato di inutili orpelli, nel porre con geometrica limpidità il problema dell’aperto tradimento nei confronti dell’insegnamento di Rudolf Steiner, nonché quello dell’ingratitudine più nera nei confronti della sua eroica persona, che nel donare agli umani la Sapienza Celeste si è consumato come un roveto ardente.

Alle chiarissime e spietate considerazioni del coraggioso antroposofo d’Oltreoceano, la dirigenza del Goetheanum e della Società Antroposofica risponde in maniera sfumata, approssimativa, esibendo stupore e sconcerto che simili aperte accuse le venissero rivolte, e accampando scuse su scuse: tutte patetiche e puerili. La minestra, già di pessimo sapore, è così diventata totalmente immangiabile. Per autogiustificarsi, e in qualche modo far colpa a Stephen E. Usher di pretestuose e ingiuste accuse, i dirigenti della corporazione antroposofazzica – vera lobbyamerican style” – hanno messo in atto molta dialettica. Ma Massimo Scaligero ha insegnato quanto la dialettica – naturalmente, non quella aurea di Platone, di Hegel, e affini – sia veste menzognera di oscuri istinti e stati d’animo, nonché menzogna essa stessa: essa è lo strumento principe del Signore dell’Oscuro Pensiero.

Che contro la persona di Rudolf Steiner e la sua opera si siano scagliati – con profusione di moltissima dialettica – tradizionalisti come René Guénon, Julius Evola, i RR.PP. gesuiti Otto Zimmermann, Giovanni Busnelli, Giuseppe Messina, e Henri de Lubac, era cosa prevedibile e addirittura scontata. Ma Massimo Scaligero – in Dallo Yoga alla Rosacroce – scrisse, oltre 45 anni fa, che contro la Scienza dello Spirito erano previsti non solo attacchi dall’esterno, ma soprattutto dall’interno della cittadella. Oggi – a meno di voler esser ciechi, o di mentire coscientemente a se stessi – assistiamo non solo all’attacco, perpetrato all’interno della Società Antroposofica e della stessa Comunità Solare, nei confronti della Scienza dello Spirito e della Via del Pensiero, ma addirittura alle persone stesse di Rudolf Steiner e di Massimo Scaligero, calunniando e diffamando la loro intelligenza, la loro salute mentale, e persino mettendo in dubbio la loro moralità.

Affinché il candido lettore possa giudicare personalmente e liberamente dei fatti, trascrivo integralmente – dopo averli diligentemente tradotti dall’anglica lingua – quanto apparso su Deepening Anthroposophy,  Issue 5.2 Continued: | October 14, 2016:

«Cari colleghi antroposofici.

Facendo seguito alla pubblicazione 5.2 del 4 ottobre, ho edito la risposta della direzione del Goetheanum all’articolo di Stephen Usher. (Questa risposta scritta c. 6 ottobre, è stampata un’altra volta più sotto). Mi piacerebbe, per gli antroposofi, avere una possibilità – a chance – di intendere questi due punti di vista, in quanto questo accadimento – incident –  ci riporta lo sguardo ad una delle questioni più essenziali per i rappresentanti dell’antroposofia nel nostro tempo: Come accostare il compito di difendere l’immagine di Rudolf Steiner, sia con coscienza, sia in libertà. Stephen Usher ha chiesto l’opportunità di pubblicare una risposta alla recente posizione della dirigenza del Goetheanum. Segue la sua risposta e le opinioni – views – sono le sue proprie.

Thomas O’Keefe

*

Risposta di Stephen E. Usher alla Direzione del Goetheanum

Stephen E. Usher risponde a Jean-Michel Florin e Bodo v. Plato, che avevano commentato il suo articolo “Il caso della pubblicazione del Goetheanum Rudolf Steiner Bilder”.

Stephen E. Usher | 11 Ottobre, 2016

La mia risposta in tre punti:

  1. Ho scritto il mio articolo perché il Goetheanum aveva pubblicato e messo in circolazione una caratterizzazione grottesca e speculativa di Rudolf Steiner, dipingendolo come uno schizofrenico e un tossicomane, o un possibile pazzo (insane).
  2. Questo fatto non può essere accantonato – dismissed – come una semplice svista o come un errore. Ciò riguarda una più profonda responsabilità nei confronti di Rudolf Steiner che necessiterebbe vivere nella cultura del Goetheanum, ma evidentemente non è così. In effetti, la risposta di Mr. Florin e di Mr. von Plato in soccorso alla dirigenza del Goetheanum parla addirittura di un supposto obbligo da parte del Goetheanum di agire come partito neutrale nel pubblicare il tipo accuse calunniose – slanderous – e infondate trovate nel libro di Zander. Persino l’aggiungere una smentita o un disconoscimento – disclaimer – non avrebbe affatto mitigato il fondamentale problema etico e morale presentato da questo approccio di “neutralità” nei confronti di Rudolf Steiner.
  3. Mi sono rivolto direttamente ai membri [della Società Antroposofica], in primo luogo, per la gravità – seriousness – di quel che il Goetheanum sta facendo, e in secondo luogo, perché mi sono reso conto che, nella cultura prevalente al Goetheanum, la dirigenza avrebbe compiuto qualsiasi sforzo per prevenire che ciò che affermavo venisse ascoltato da un più vasto pubblico. Ne è testimone il fatto che Mr. Beck, editore del Bollettino della Società Antroposofica americana, si rifiutò di pubblicare il mio articolo dopo aver discusso la questione con un rappresentante del Goetheanum. *

*Nota. Dietro suggerimento degli editori di Deepening Anthroposophy e di Ein Nachrichtenblatt, mi si conceda affermare, ch’io ritenga che Mr. Beck abbia preso una decisione indipendente di non pubblicare sulla base di ragguagli ch’egli aveva ricevuto dal rappresentante del Goetheanum, Mr. Nilo».

Lo scritto di accusa di Stephen E. Usher è apparso anche in lingua tedesca, a beneficio del milieu antroposofico germanofono, in Ein Nachrichtenblatt PLUS del 28 settembre 2016, e riportato, venerdì 14 ottobre 2016, sul blog dal nome significativo di Clement als trojanisches Zugpferd, che nella lingua di Dante suona Clement come cavallo di Troia, ove lo scritto di Usher è comparso con il titolo, che suona come una esplicita e dura accusa, di »Das Goetheanum ist ein Haus, das mit sich selbst uneins geworden ist«, ossia “Il Goetheanum è diventato una casa divisa con se stessa”.

Il testo comparso in lingua tedesca riporta la seguente firma:

Stephen E. Usher, Ph.D.,
Mitglied der Anthroposophischen Gesellschaft in Amerika und in der Ersten Klasse der Freien Hochschule für Geisteswissenschaft seit über 40 Jahren
Mentoren: Dietrich von Asten, Ernst Katz, Herman Poppelbaum e Georg Unger

nella quale il Dr. Usher dichiara di essere socio della Società Antroposofica in America e membro della Prima Classe della Libera Università di Scienza dello Spirito, ossia della Scuola Esoterica, da oltre 40 anni, avendo avuto come mentori: Dietrich von Asten, Ernst Katz, Herman Poppelbaum e Georg Unger.

Evidentemente, Stephen E. Usher – e questo gli fa molto onore – prende sul serio l’impegno sacrale assunto di fronte alla potenza sacra di Michael, il “Fiammeggiante Principe del Pensiero”, di assumere come propri la causa e il destino dell’Essere Anthroposophia, di difenderla contro gli attacchi dei nemici di Essa, e di essere apertamente di fronte al mondo un degno rappresentante di Essa nel pensare, nel sentire, nel volere, nelle azioni, nella parola e negli scritti. Lo stesso impegno sacrale mi fu chiesto da Hella Wiesberger, da Gianandrea Balastèr e dagli altri membri del Lascito di Rudolf Steiner nel novembre 1985, e a tale sacrale impegno – assunto da me con piena consapevolezza e senza veruna riserva mentale – mi sforzerò finché avrò vita e respiro di restare fedele. Ma si vede che, a Dornach, Bodo von Plato e i suoi accoliti, e nella Città Eterna l’Innominato e la sua cerchia, la pensano diversamente. Nel caso romano – che sia così ho potuto verificarlo di persona – per dirne solo una, mi venne chiesto di venir meno ai miei giuramenti sacri, dando una “interpretazione creativa” di essi, il che fece vomitare lo stomaco delicato di questo vecchio lupaccio.

Dopo queste considerazioni, nella pubblicazione americana, segue – a mo’ di una par condicio di tipo speciale – la “giustificazione” della dirigenza del Goetheanum, che per me è un capolavoro di malafede e ipocrisia, rivestita per di più di ben scadente dialettica. Eccola:

«Immagini di Rudolf Steiner

Nel libretto che accompagnava la Mostra del Goetheanum “Rudolf Steiner Bilder”, Stephen E. Usher ha trovato una citazione disturbante proveniente dal biografo di Rudolf Steiner, Helmut Zander. Senza considerare il contesto, o indagare circa l’intenzione, egli ha inviato il suo articolo critico a molti indirizzi.

Allora, quale ne è il retroscena?

Allestita nelle stanze della biblioteca, la Documentazione del Goetheanum esibiva una piccola e accuratamente selezionata mostra – exhibition – di incontri immaginari con Rudolf Steiner, dimostrata attraverso fotografie, pitture, sculture e testi scritti. Questa mostra è stata aperta alle visite dal 26 febbraio all’8 luglio di quest’anno. Ottanta copie del summenzionato libretto accompagnatore, “Rudolf Steiner Bilder”, contenevano ventidue testi, che descrivevano incontri reali e immaginari con Rudolf Steiner.

Uno di questi testi era una citazione presa da Helmut Zander, che esprimeva una immagine contraddittoria e dubbia di Rudolf Steiner. Questa citazione era stata specificatamente scelta per dipingere un esempio caratteristico di che cosa disgraziatamente – unfortunately – circola come immagine di Rudolf Steiner nella pubblica arena e specialmente nei circoli accademici in Germania. Nell’approntare la mostra al Goetheanum questa citazione presa da Zander poteva venire neutralizzata molto più efficacemente di qualsiasi sorta di confutazione – refutation – o occultamento – concealment.

È stata naturalmente una svista – an oversight – il non aver menzionato questo contesto nella prefazione del libretto. Johannes Nilo, leader della Documentation, curatore della mostra e autore della prefazione, non si aspettava che il libretto sarebbe stato interpretato in maniera diversa o tratto fuori dal contesto della mostra, come Stehen E. Usher ha ora fatto, vari mesi dopo la chiusura della mostra.

Ci dispiace sinceramente che ciò sia avvenuto e speriamo che il valore positivo della mostra non venga danneggiata retrospettivamente da una polemica potenzialmente fuorviante – misleading – che circola nella Società Antroposofica. Avremmo apprezzato se Stephen E. Usher avesse condotto indagini con uno dei responsabili, prima di mandare a giro – sending out – la sua critica.

Per la Direzione del Goetheanum

I portavoce – the spokesmen

Jean-Michel Florin e Bodo von Plato

Goetheanum, 20 ottobre 2016».

Beh, che dire?! Evidentemente, gli stimatissimi signori Jean-Michel Florin e Bodo von Plato, portavoci autorizzati della dirigenza della lobby che, facendo il bello e il cattivo tempo, governa in quel di Dornach, prendono i loro lettori – antroposofi e non – per tonchi totali. Vorrebbero far credere che una mostra, allestita al Goetheanum – centro dell’intera vita (se è vita, quella, ormai) della Società Antroposofica su Rudolf Steiner, creatore della stessa Antroposofia, sia stata supportata da un opuscoletto, un librettino – a booklet, nel testo inglese – stampato in sole 80 copie. Ad una mostra dove per oltre cinque mesi vanno migliaia di persone, soprattutto in occasione degli eventi artistici e assemblee di Pasqua e di Pentecoste?! Forse costoro intendono dare a bere agl’incolti e agli sprovveduti, che una menzogna e una diffamazione nei confronti di Rudolf Steiner sia cosa meno grave, in fondo – a loro dire – trascurabile, se stampata in sole 80 copie. Anzitutto, che ne abbiano stampate solo 80 copie di quella schifezza, è una menzogna così rozza che non vi crederebbero neppure i poppanti. E, comunque, siccome Stephen E. Usher visitò il Goetheanum e reperì il libretto quasi a fine settembre, è credibile che ottanta copie abbiano lasciato, mesi dopo la chiusura della mostra, copie invendute? No, evidentemente non lo è!

Rudolf Steiner, all’inizio dell’aureo libro L’Iniziazione. Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori, parla del sentiero della devozione e della venerazione nei confronti della verità e della conoscenza, come di una condizione imprescindibile per percorrere il cammino della Iniziazione. Parla altresì dello speciale stato interiore che fa talvolta esitare con sacro timore nel girare la maniglia per entrare in quella stanza che per il discepolo della Scienza dello Spirito è un “santuario”. Parla della venerante gratitudine verso chi, in quanto Iniziato e Maestro, ci dona la Conoscenza spirituale e la Via per realizzare l’Iniziazione. E parla pure della mancanza della devozione e della venerazione nelle “intelligentissime” anime moderne, come di uno dei massimi ostacoli al cammino occulto. Evidentemente, quelle pagine e quelle parole vengono irrise e accantonate come ingenuità.

Ma la cosa più indigesta e indigeribile – a me è veramente rimasta sullo stomaco – è il capolavoro di ipocrisia che è la pretesa di una sorta di “neutralità”, da loro ostentata, tra Rudolf Steiner e Helmut Zander. La secca e tagliente risposta di Usher ne fa giustizia.

La dice lunga la espressione tedesca cavallo di Troia, esprimente bene sia la callida tattica che la finalità distruttiva, la quale si pone la parte avversa nei confronti della Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner e della Via del Pensiero Vivente messa al centro di essa da Massimo Scaligero. A mio modo di vedere non vi è dubbio alcuno che sia i dirigenti dornacchiani, sia il dissimulante Innominato coi suoi famuli, siano dei simili cavalli di Troia – per non dire qualche altra cosa, che la decenza mi vieta di proferire, ma non di pensare –  naturalmente operanti ad majorem gloriam della parte avversa.

A questo punto, se uno vuol vedere la verità, è ben difficile non scorgere l’abissale degenerazione della Società Antroposofica. Il candido lettore ne tragga coraggiosamente e spregiudicatamente tutte le conseguenze che logicamente e moralmente ne discendono.

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